Il mondo scende in piazza per il clima

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Migliaia di giovani impegnati nella manifestazione globale - 55.000 in Svizzera - Greta Thunberg: «Questo sciopero viene fatto oggi perché i politici ci hanno abbandonato» - LE FOTO

Il mondo scende in piazza per il clima
(Foto Keystone)

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Il mondo scende in piazza per il clima
A Losanna. (Foto Keystone)

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A Losanna. (Foto Keystone)

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A Losanna. (Foto Keystone)

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A Losanna. (Foto Keystone)

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A Losanna. (Foto Keystone)

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A Losanna. (Foto Keystone)

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A Losanna. (Foto Keystone)

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A Losanna. (Foto Keystone)

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A Lucerna. (Foto Keystone)

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A Lucerna. (Foto Keystone)

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A Lucerna. (Foto Keystone)

Il mondo scende in piazza per il clima

A Lucerna. (Foto Keystone)

Il mondo scende in piazza per il clima
A Berna. (Foto Keystone)

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A Berna. (Foto Keystone)

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A Berna. (Foto Keystone)

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A Berna. (Foto Keystone)

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A Berna. (Foto Keystone)

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A Berna. (Foto Keystone)

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A Zurigo. (Foto Keystone)

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A Zurigo. (Foto Keystone)

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A Zurigo. (Foto Keystone)

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A Zurigo. (Foto Keystone)

Il mondo scende in piazza per il clima
A Zurigo. (Foto Keystone)

Il mondo scende in piazza per il clima

A Zurigo. (Foto Keystone)

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Greta Thunberg, un’ispirazione per questi giovani. (Foto Keystone)

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Greta Thunberg, un’ispirazione per questi giovani. (Foto Keystone)

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«Non vogliamo le vostre speranze, vogliamo che vi uniate a noi»: comincia così il contributo della giovane attivista Greta Thunberg, pubblicato oggi su Faz online, in occasione della prima manifestazione globale per il clima. «Questo sciopero viene fatto oggi - da Washington a Mosca, da Tromso a Ivercargill, da Beirut a Gerusalemme, da Shanghai a Mumbai - perché i politici ci hanno abbandonato», ha scritto l’attivista sedicenne svedese sul principale quotidiano tedesco, insieme al volto tedesco della protesta Luisa Neubauer. «Abbiamo assistito a trattative lunghe anni per accordi sul clima miseri, abbiamo visto imprese a cui è stata dato il via libera per scavare la nostra terra, trivellare sotto il nostro suolo e per i loro profitti bruciare il nostro futuro», scrivono le due ragazze. «I politici conoscono la verità sul cambiamento climatico e ciononostante hanno ceduto il nostro futuro agli approfittatori, il cui desiderio di denaro veloce minaccia la nostra esistenza», prosegue il testo pubblicato sull’edizione online di una delle principali testate tedesche.

Intanto le manifestazioni sono scattate, evidentemente, da Nuova Zelanda e Australia. Decine di migliaia di giovani hanno abbandonato la scuola per aderire al «Global Strike for Future». Hanno sfilato in corteo in oltre 50 città grandi e piccole dei due Paesi, bloccando il traffico e raccogliendosi davanti ai parlamenti e ai municipi. Molti hanno usato l’umorismo per esprimere il loro messaggio, dando voti bassissimi agli sforzi politici in materia di clima. Altri cartelli erano più seri, esortando i politici a «spaventarsi» o avvertendo che «non vi è un pianeta B». Man mano, si sono animate le piazze del mondo occidentale. Circa 10 mila giovani hanno manifestato per esempio nelle vie del centro di Londra. Il corteo ha sfilato lungo Whitehall e il Mall per poi sostare davanti al Parlamento di Westminster. Tanti i cori e i cartelli esposti dagli studenti britannici, fra cui uno che affermava: «Quando noi saremo in carica allora sarà troppo tardi per agire».

In Svizzera, enorme la partecipazione. Si parla di 55000 persone. Invasa, sin dalla mattina, Losanna, con migliaia di giovani (si parla di diecimila...) pronti a sostenere lo sciopero globale per il clima. Per la terza volta in questo 2019, il capoluogo vodese è stato teatro di un’imponente mobilitazione, accompagnata da centinaia di cartelloni, striscioni e fischietti. I sostenitori dello sciopero, che chiedono ai politici maggiori misure a favore del clima e dell’ambiente, si sono trovati questa mattina alle 10.30 alla stazione di Losanna. Il lungo corteo si è poi diretto verso il centro della città. Per questa nuova protesta, il Dipartimento della formazione, della gioventù e della cultura (DFCJ) vodese ha indicato che non vi saranno sanzioni nei confronti di chi si assenterà dalle lezioni per raggiungere il corteo di manifestanti. Anche i giovani apprendisti potranno prendere parte allo sciopero senza il rischio di ritorsioni.

Detto di Losanna, i giovani sono scesi in piazza anche a Lucerna. Giovani e meno giovani, per un totale di circa 1500 persone. Hanno attraversato la città cantando cori in favore della «giustizia climatica» e alzando striscioni con slogan del tipo «Nonna, cos’è la neve?» o «Make Love, not CO2». I giovani chiedono che la Svizzera dichiari l’emergenza climatica e riconosca ufficialmente il riscaldamento globale come una crisi. Lo stesso dovrebbe fare anche la città di Lucerna, sulla scia di quanto sta avvenendo in altre città svizzere. Durante la manifestazione sono state raccolte le firme per un cosiddetto «Bevölkerungsantrag», una «proposta popolare» che davanti al consiglio comunale ha il valore di una mozione e che per riuscire necessita di 200 sottoscrizioni.

Circa 2000 le persone a Friburgo, soprattutto studenti e apprendisti, riunitisi in piazza Georges-Python, nel centro, per dare vita a un lungo corteo terminato nella parte bassa della città, dopo aver fatto un giro vicino alla Cattedrale. Rispetto al primo sciopero per il clima dello scorso 18 gennaio, questa volta i manifestanti hanno dovuto confrontarsi con la pioggia. Il corteo, dopo aver fatto un lungo giro tra le vie del centro, si è fermato nei pressi del municipio, dove si sono tenuti alcuni discorsi. A Friburgo è inoltre in programma un incontro tra il Consiglio di Stato e una delegazione giovanile.

E a Zurigo? Circa 12000 persone hanno preso parte alla manifestazione in difesa del clima. I manifestanti hanno riempito la terrazza panoramica del Politecnico, prima di sfilare nelle vie del centro. «Make Love, non CO2», «Non esiste un pianeta B»: questi alcuni degli slogan sugli striscioni dei manifestanti. Gli scolari e gli studenti di Zurigo erano scesi in strada già alla fine di dicembre e in gennaio per chiedere una migliore protezione del clima ed in queste occasioni avevano sottoposto tre richieste al municipale Andreas Hauri (Verdi-liberali). I giovani chiedono che la città riduca a zero le sue emissioni di gas a effetto serra entro il 2030. Esigono inoltre che l’esecutivo cittadino dichiari l’emergenza climatica ed informi la popolazione sulle conseguenze catastrofiche di questa crisi.

Diverse migliaia di giovani, oltre a famiglie e anziani, si sono riuniti naturalmente anche a Berna in occasione dello sciopero globale del clima. La folla di manifestanti, quasi 8000 secondo gli organizzatori, ha riempito le strade della Città federale, scandendo slogan e mostrando numerosi striscioni a favore dell’ambiente. Il corteo - partito dall’edificio centrale dell’Università attorno a mezzogiorno - ha fatto una prima tappa alla Waisenhausplatz, a pochi metri da Palazzo federale. In seguito è partita la marcia in direzione di Viktoriaplatz, oltre il ponte del Kornhaus. Altre manifestazioni si sono svolte - nel canton Berna - a Thun e Bienne, con rispettivamente 800 e 500 partecipanti.

Dimostrazione originale invece a Basilea per lo sciopero a favore del clima: nella città renana, oltre al corteo che ha coinvolto circa 2000 persone, alcuni attivisti hanno istituito da ieri un piccolo «campeggio» nei pressi della caserma. Il «Klimacamp», sebbene la zona sia stata occupata senza autorizzazione, ha riscosso molto successo e dovrebbe rimanere fino a domani. Ieri notte circa 50 giovani hanno trascorso la notte - nonostante vento e pioggia - all’interno delle loro tende. Oggi invece si sono tenute diversi workshop e attività di vario genere. Gli studenti basilesi non hanno dovuto preoccuparsi di assenze non giustificate, dal momento che oggi è l’ultimo giorno di festa del carnevale renano. Il parlamento di Basilea Città lo scorso 20 febbraio ha dichiarato lo stato di emergenza climatica in seguito a una risoluzione. L’obiettivo dei giovani manifestanti è ora quello di estendere questo «status» su scala nazionale.

La Commissione europea si rivolge ai manifestanti

«Vi ascoltiamo e stiamo facendo esattamente ciò che chiedete». Questo è il messaggio della Commissione europea ai giovani che oggi marciano per il clima in tutto il mondo. «Incoraggiamo i giovani che potranno votare alle prossime elezioni europee a far sì che il cambiamento climatico sia una priorità nella campagna, così come invitiamo tutti i partiti politici a definire le loro posizioni sul tema nei loro programmi elettorali», ha dichiarato una portavoce dell’esecutivo europeo. «Accogliamo con favore l’impegno di migliaia di giovani europei e di tutti quelli che oggi stanno manifestando nel mondo per politiche del clima ambiziose - ha aggiunto la portavoce dell’Esecutivo Ue - Il ruolo dell’Ue è stato fondamentale per raggiungere l’accordo di Parigi nel 2015, l’Ue guida la lotta mondiale al cambiamento climatico ed è la sola grande potenza economica ad aver tradotto gli impegni di Parigi in atti legislativi».

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