Genova

Il nuovo ponte arriverà la prossima primavera

È passato un anno dal crollo che costò la vita a 43 persone, alle 11.36 la città si fermerà per osservare un minuto di silenzio - L’impalcato in acciaio, atteso per l’aprile 2020 e progettato dalla star dell’architettura Renzo Piano, sarà lungo 1,1 chilometri

Il nuovo ponte arriverà la prossima primavera
(Foto Shutterstock)

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(Foto Keystone)

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GENOVA - A un anno esatto dalla tragedia del Ponte Morandi costata la vita a 43 persone, con 16 feriti e 566 sfollati, Genova ha bruciato tutte le tappe. «Oltre alla viabilità è una questione di volontà. I genovesi si sono rimboccati le maniche», aveva spiegato il sindaco Marco Bucci, che è anche commissario per la ricostruzione, in un’intervista rilasciata al nostro giornale il 7 febbraio scorso. I tempi, in effetti, sono stati rispettati fino in fondo, come in un armonioso gioco di squadra. Lunedì scorso, a 363 giorni dal fatidico crollo, sono state frammentate le pile uno e due del viadotto Polcevera eretto negli anni Sessanta. Le ultime. In tutto sono state demolite 70 mila tonnellate di cemento in poco più di otto mesi per un costo complessivo di 19 milioni di euro.

Un lavoro che ha impegnato, praticamente senza sosta, decine di squadre di operai, tecnici, addetti alla sicurezza e allo smaltimento. «Una incredibile sfida vinta», sono le parole del responsabile e capofila dei demolitori Vittorio Omini. A Genova, intanto, sono già entrati nel vivo i lavori per il futuro viadotto. Un’opera progettata dall’architetto Renzo Piano e che sarà costituita da un impalcato in acciaio caratterizzato da una travata continua di una lunghezza complessiva di quasi 1,1 chilometri (1.067 metri). Il nuovo collegamento – per il quale è stato stanziato un investimento di 202 milioni di euro – prevede «18 pile di cemento armato di sezione ellittica che saranno posizionate con un passo costante di 50 metri, ad eccezione della campata sul torrente Polcevera e delle due campate adiacenti, dove l’interasse passa da 50 a 100 metri». Questo tipo di soluzione consente «l’ottimizzazione delle strutture e delle fondazioni, limitando le loro dimensioni in un contesto fortemente urbanizzato e antropizzato».

Insomma, un’opera che risponde in pieno, secondo le intenzioni dello stesso progettista e dell’amministrazione comunale, ad un’esigenza di «rigenerazione urbana». Si è parlato di tempi. Dopo il getto della prima fondazione del nuovo ponte avvenuto il 25 giugno, la tabella di marcia indica che l’opera dovrebbe essere ultimata nell’aprile del 2020. Conferme in tal senso sono state fornite, a una manciata di ore dal triste anniversario del Morandi, dallo stesso sindaco Bucci. Con qualche incognita emersa sulla stampa alla luce della crisi di Governo in atto a Roma. Lunedì, il cardinale-arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, aveva affermato che se la crisi politica dovesse ritardare la costruzione del nuovo viadotto e le grandi opere di collegamento ciò «sarebbe una grave sconfitta per l’intero Paese». Un’ipotesi contro la quale, tuttavia, lo stesso Bucci ha detto di avere avuto «garanzie». Se ciò sarà il caso, il doloroso ricordo del 14 agosto e la volontà dei genovesi di non volersi piegare al destino, risulteranno pienamente rispettati.

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