Orrore

«Il piccolo mi teneva sveglio, l’ho preso a pugni»

Infanticidio shock a Milano: il padre avrebbe ucciso suo figlio di due anni perché non smetteva di piangere - Probabilmente per il dolore ai piedini, bruciati dal genitore con un accendino

 «Il piccolo mi teneva sveglio, l’ho preso a pugni»
(foto CdT)

«Il piccolo mi teneva sveglio, l’ho preso a pugni»

(foto CdT)

MILANO - Stanno iniziando a delinearsi i contorni dell’infanticidio shock avvenuto mercoledì mattina a Milano. Il bimbo di due anni era stato trovato senza vita, con evidenti segni di violenza sul corpo, in un appartamento nella periferia del capoluogo lombardo e il padre, un 25.enne di origine croata, si era reso irreperibile. Secondo i media italiani, l’uomo avrebbe raccontato agli inquirenti di aver colpito il piccolo perché con i suoi pianti non lo faceva dormire: «Mi sono alzato e gli ho dato dei pugni, forse anche dei calci», ha ammesso il 25.enne. Dalle indagini emerge un particolare ancor più agghiacciante: il bimbo probabilmente non smetteva di piangere a causa del dolore ai piedini, che gli sarebbero stati bruciati con un accendino dal padre. Questo dettaglio confermerebbe gli abituali atti di violenza dell’uomo e spigherebbe il motivo dei piedi legati del bimbo al momento del ritrovamento del cadavere. In un primo momento gli inquirenti avevano pensato che con quei «lacci» il padre avesse cercato di tenere fermo il bambino, ma le garze sarebbero invece state messe dalla madre. Non è ancora chiaro se per curare le ferite del figlio o nascondere la violenza compiuta dal suo compagno. Nel frattempo il fermo dell’uomo è stato convalidato, in attesa dell’autopsia sul corpo del bimbo.

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