Foresta in fiamme

Incendi in Amazzonia: si temono sanzioni, inviato l’esercito

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha autorizzato le forze armate ad intervenire, poi ha parlato alla Nazione a reti unificate: «I roghi non sono al di sopra della media degli ultimi 15 anni» - Donald Trump: «Gli Usa pronti ad aiutare»

Incendi in Amazzonia: si temono sanzioni, inviato l’esercito
(Foto Keystone)

Incendi in Amazzonia: si temono sanzioni, inviato l’esercito

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SAN PAOLO - Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, in un breve discorso trasmesso a reti unificate, ha detto che gli incendi forestali in Amazzonia, che «non sono al di sopra della media degli ultimi 15 anni», non posso servire come «pretesto per imporre sanzioni internazionali» contro il Brasile, alla vigilia del vertice G7 di Biarritz in cui vari paesi, capitanati dalla Francia, hanno detto che intendono prendere misure per garantire la protezione ambientale nel paese sudamericano.

«La foresta dell’Amazzonia è una parte essenziale della nostra storia, del nostro territorio e di ciò che ci fa sentire brasiliani», ha detto Bolsonaro nel suo intervento, di circa 4 minuti, sottolineando che «la protezione della foresta è il nostro dovere: ne siamo coscienti e stiamo agendo per combattere la deforestazione illegale, e qualsiasi altra attività criminale che metta a rischio la nostra Amazzonia».

Poco prima del suo discorso in tv, il presidente brasiliano ha firmato un decreto che autorizza l’uso delle forze armate per combattere gli incendi in Amazzonia. «Siamo un governo di tolleranza zero con la criminalità, e nell’area ambientale non sarà differente», ha assicurato Bolsonaro.

Dopo aver spiegato che «negli anni più caldi, come questo 2019 (gli incendi) avvengono con maggiore frequenza» e anche se quelli attuali «non sono al di sopra della media degli ultimi 15 anni, Bolsonaro ha comunque ammesso che «non siamo soddisfatti con quello che sta succedendo».

«D’altra parte, è necessario affrontare queste questioni con serenità», ha proseguito il presidente brasiliano, secondo il quale «diffondere dati e messaggi senza fondamento dentro e fuori del Brasile non aiuta a risolvere il problema, e serve solo come strumento politico di disinformazione».

In conclusione del suo intervento, Bolsonaro ha detto che «gli incendi forestali esistono in tutto il mondo e questo non può servire come pretesto per possibili sanzioni internazionali», perché «il Brasile continuerà ad essere, come è stato finora, un paese amico di tutti e responsabile nella protezione della sua foresta amazzonica».

Gli Usa pronti ad aiutare

«Ho appena parlato con il presidente Jair Bolsonaro. Le nostre prospettive commerciali sono entusiasmanti e il nostro legame è forte, forse più di sempre. Gli ho detto che se gli usa possono aiutare il Brasile con gli incendi dell’Amazzonia, siamo pronti ad assisterli!»: lo ha scritto il presidente statunitense Donald Trump su Twitter.

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