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India travolta dalle alluvioni, il Kerala conta i morti

I monsoni che ogni estate si riversano sul Paese si manifestano in modo sempre più violento e aggressivo - Le FOTO

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Foto Keystone

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NEW DELHI - Ogni anno peggio. I monsoni che ogni estate si riversano sull’India sono un flagello, più o meno puntuale, prevedibile, ma negli ultimi tempi si manifestano in modo sempre più violento e aggressivo: le vittime delle alluvioni che nelle ultime ore hanno colpito il Paese sono già 180, centinaia di migliaia le persone evacuate, migliaia di abitazioni lasciate inagibili. Mentre l’emergenza colpisce anche la Cina, in balia del tifone Lekima che ad oggi ha mietuto 45 morti in tre province: in quella di Zhejiang sono oltre un milione le persone evacuate.

E’ l’India intanto a pagare il prezzo più alto per effetto delle intemperie: il paese che corre a passi da gigante verso il futuro, con opere pubbliche impressionanti e investimenti miliardari in infrastrutture, si ritrova ancora una volta sommerso. Kerala, Karnataka, Maharasthra e Gujarat sono gli stati più toccati, tutti nell’ovest e nel sud del paese. In Kerala il bilancio più pesante: con la Protezione civile ad avvertire che il numero delle vittime è tragicamente destinato a salire, e parla di oltre 250mila persone già evacuate dalle zone alluvionate, di 1700 campi inondati e di quasi tremila case danneggiate in modo irreversibile.

Per il secondo anno consecutivo il Kerala subisce così la furia della natura, dopo i disastri del 2018, quando le alluvioni causarono oltre 400 morti e lasciarono decine di migliaia di sfollati privi di tutto, e a dai quali ancora non si era ripreso. Non stupisce allora che anche Papa Francesco abbia voluto dedicare oggi un pensiero speciale alle popolazioni di quelle zone.

L’India ha anche seguito col fiato sospeso il salvataggio di 300 turisti nella valle di Hampi, in Karnataka, inserito dall’Unesco nella lista del Patrimonio dell’Umanità, dove i soccorritori hanno dovuto lottare contro la furia dell’acqua per soccorrerli, dieci dei quali occidentali, imprigionati in una sorta di isola, circondati dalla furia dall’acqua che, defluita da una diga, aveva trasformato l’intera zona in una laguna.

Risultano sempre più violenti i fenomeni meteorologici che stanno colpendo tutta l’Asia: negli ultimi tre giorni in Pakistan si sono contati 40 morti per le piogge, tutti nella provincia di Karachi, la città più importante e cuore economico del paese. Il tifone Lekima in Cina, dopo essersi scatenato nella città di Wenling, nello Zhejiang, si è spostato verso nord, colpendo Qingdao, nello Shandong, Liaoning e Dalian, e la conta dei morti è ancora in corso. L’allarme rosso intanto resta confermato nel sud dell’India anche per i prossimi giorni.

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