Manifestazioni

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

Fra i motivi di contestazione la nuova legge sugli straordinari al lavoro e la cacciata dal Paese dell’università di George Soros, che si è trasferita a Vienna

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti
Keystone

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

Keystone

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

L'Ungheria protesta contro Orban: scontri e feriti

BUDAPEST - Da tre giorni Budapest è teatro di forti proteste contro il governo di Viktor Orban: la notte scorsa, durante scontri violenti con la polizia, sono rimaste ferite trenta persone, fra cui anche due agenti. Fra i motivi di contestazione la nuova legge sugli straordinari al lavoro, e la cacciata dall'Ungheria della celebre università di George Soros, la Ceu, che si è trasferita a Vienna.

La mobilitazione è partita quando, in una seduta burrascosa del Parlamento, la maggioranza governativa ha approvato la modifica del Codice del lavoro, aumentando il tetto degli straordinari a 400 ore l'anno. Per i sindacati, questa non è altro che "una legge schiavistica". Certo, lo straordinario rimane volontario, ma la maggior parte dei dipendenti in Ungheria difficilmente può rifiutare la richiesta del datore di lavoro, se non vuole rischiare il licenziamento. I sindacati sono deboli. Eppure sono scesi in piazza contro la legge, mentre in aula i partiti di opposizione hanno provato, facendo ostruzionismo, a bloccare la seduta. Hanno sbarrato la scalinata, e il presidente del Parlamento, Laszlo Kover (Fidesz), ha dovuto far intervenire le guardie.

Il governo Orban ha voluto fortemente questa legge. Il premier è intervenuto nel dibattito, affermando che i sindacati "sbagliano" a rifiutarla, perché l'aumento degli straordinari sarebbe nell'interesse dei lavoratori. "Chi vuole lavorare di più per più soldi, ora può farlo", ha detto. I lavoratori non la vedono così: "Non siamo schiavi!", hanno scandito e scritto sui loro manifesti. Secondo il sindacato, nella pratica le modifiche significano per i dipendenti una settimana da 6 giorni, oppure oltre 10 ore quotidiane per 5 giorni. E dunque un aumento dello sfruttamento da parte delle grandi imprese, che trovano sempre più difficilmente lavoratori, nel paese che ha dichiarato guerra all'immigrazione. Circa 5-600 mila ungheresi (16% degli occupati) sono emigrati negli ultimi anni verso i paesi Ue, soprattutto in Germania e Gran Bretagna, in cerca di salari più alti e condizioni di lavoro più regolate.

La protesta ha però preso di mira anche l'allontanamento da Budapest dell'università Ceu di Soros e l'istituzione dei tribunali amministrativi, votata ieri. I nuovi tribunali, dipendenti dal ministero della giustizia, con giudici nominati dal ministro fra ex funzionari statali, saranno competenti per tutti i reati contro lo Stato. "Un tribunale a sé, controllato da fedeli", contestano i giovani manifestanti, al grido "paese libero, università libera!". E ancora: "Orban vattene!"

Un gruppo voleva forzare l'entrata del Parlamento, ma la polizia è intervenuto con forze ingenti, usando lacrimogeni e gas urticanti. I manifestanti hanno usato fumogeni, ed hanno lanciato sassi e bottiglie contro i poliziotti. Gli scontri sono continuati fino a tarda notte: molti giovani hanno occupato due ponti sul Danubio, e sono ritornati più volte sulla piazza del Parlamento. La polizia ha fermato una decina di persone, fra cui il dirigente del movimento giovanile Momentum.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Cronaca
  • 1