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La cattedrale di Notre-Dame non era assicurata

Spetterà probabilmente allo Stato coprire i costi della ricostruzione - Restano però da stabilire le responsabilità delle imprese attive nel cantiere per il restauro

La cattedrale di Notre-Dame non era assicurata
Foto Keystone

La cattedrale di Notre-Dame non era assicurata

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PARIGI - Il tetto di Notre-Dame era ancora in fiamme e già c’era chi pensava ai costi della ricostruzione e a chi avrebbe contribuito. A dare per prima una risposta è stata la Federazione francese dell’assicurazione, che ha affermato che lo Stato «è il suo proprio assicuratore per gli edifici religiosi di cui è proprietario». «Essere il suo proprio assicuratore - ha chiarito poi un esperto del dipartimento danni dell’azienda assicuratrice Siaci Saint Honoré, interpellato da Le Monde - nella terminologia delle assicurazioni significa che non si è assicurati». È il caso anche di Notre-Dame, e di tutte le cattedrali costruite prima del 1905: lo Stato francese ne possiede 83 sulle 93 esistenti.

La maggioranza dei costi di restauro, stimati in più di un miliardo di euro, sarà quindi a carico dello Stato francese.

A citare per la prima volta questa norma è un documento del ministero delle finanze francesi del 1889. Questo deciso che in futuro lo Stato non avrebbe più assicurato i suoi beni contro gli incendi presso compagnie private e che si sarebbe fatto carico dei danni da fuoco. La dottrina non è più stata messa in discussione, sebbene alcuni monumenti siano oggi assicurati in caso di danni parziali. In Francia per esempio la torre Eiffel dispone di una garanzia per alcune centinaia di milioni di euro e il Senato per diverse decine di milioni di euro: «Somme di gran lunga inferiori a quanto potrebbe arrivare a costare un sinistro», secondo l’esperto.

Il ministro della cultura francese ha nel frattempo garantito che «lo Stato farà ciò che deve», con il sostegno di diverse centinaia di miglioni di euro donati da singole persone benestanti, aziende, istituzioni e molti altri.

Un contributo dalle assicurazioni non è però del tutto escluso: l’incendio che ha mutilato la cattedrale potrebbe in effetti essere legato ai lavori di rinnovo. Un cantiere al quale lavoravano cinque imprese e tutte erano assicurate. «Se l’inchiesta dovesse appurare che un’impresa presente sul cantiere è responsabile dell’incendio, la sua assicurazione responsabilità civile dovrà versare un indennizzo. Esistono comunque dei tetti massimi di copertura e la somma sarà di qualche milione di euro, ossia una minima parte del costo totale», ha chiosato l’esperto.

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