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Londra: «Non ci saranno controlli al confine con l’Irlanda»

Il portavoce di Downing Street spiega che la Brexit non porterà alla creazione di nuove infrastrutture alla frontiera tra Eire e Irlanda del Nord

Londra: «Non ci saranno controlli al confine con l’Irlanda»
Foto Keystone

Londra: «Non ci saranno controlli al confine con l’Irlanda»

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ROMA - «Siamo sempre stati chiari sul fatto che non intendiamo mettere infrastrutture, verifiche o controlli al confine» tra Eire ed Irlanda del Nord. Lo ha detto un portavoce di Downing Street, aggiungendo però che «è altrettanto chiaro che, se non sarà riaperto l’Accordo sul Ritiro, con l’abolizione del backstop, non ci sono prospettive per un accordo».

«E’ stato bocciato già tre volte dai deputati e semplicemente non funziona, come ha chiarito la lettera del premier - ha aggiunto -. Siamo pronti a negoziare, in buona fede, una alternativa al backstop, che affronti i temi legati al confine irlandese nel luogo dove devono essere discussi: nei negoziati sui futuri accordi Gb-Ue».

Il dipartimento della Brexit del Regno Unito ha intanto annunciato che i ministri e i funzionari britannici smetteranno di partecipare ad alcune riunioni dell’Ue a partire da settembre.

«Il governo ha deciso questa settimana che dal primo settembre, funzionari e ministri del Regno Unito parteciperanno alle riunioni dell’Ue solo se il Regno Unito ha un interesse nazionale significativo nell’esito delle discussioni, come ad esempio in materia di sicurezza», si legge in una nota del dipartimento riportata dal Guardian.

«Questa decisione riflette il fatto che l’uscita del Regno Unito dall’Ue il 31 ottobre è ormai molto vicina e molte discussioni nelle riunioni dell’Ue riguarderanno il futuro dell’Unione dopo che il Regno Unito se ne sarà andato (...). Laddove si discuteranno questioni di interesse nazionale, il Regno Unito continuerà a essere presente fino al 31 ottobre».

In una nota, Stephen Barclay, il segretario alla Brexit, ha dichiarato che «d’ora in poi andremo alle riunioni che contano davvero, riducendo la partecipazione di oltre la metà e risparmiando centinaia di ore».

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