IL CASO

Monopattino killer a Parigi, la prima vittima un 25enne

Per la versione elettrica che imperversa nella capitale francese da mesi senza regole e senza sicurezza è arrivato il primo incidente mortale

Monopattino killer a Parigi, la prima vittima un 25enne
(Foto CdT/GvN)

Monopattino killer a Parigi, la prima vittima un 25enne

(Foto CdT/GvN)

PARIGI - A noleggio, in co-sharing, acquistate per poche centinaia di euro: le «trottinette», i monopattini, si moltiplicano a Parigi.

E ieri sera, per questa versione elettrica che imperversa nella capitale francese da mesi senza regole e senza sicurezza, è arrivato il primo incidente mortale: un venticinquenne ha perso la vita dopo essersi schiantato nel quartiere della Goutte d’Or contro un camion che usciva da una via laterale. E aveva la precedenza.

L’allarme è stato lanciato da mesi, la sindaca Anne Hidalgo sta cercando di contenere gli aspetti più invadenti del nuovo fenomeno, che non conosce ostacoli: sfrecciano sui marciapiede, considerano un optional i semafori, trasportano anche due persone, senza casco e senza alcuna protezione.

Chiunque circoli a Parigi ha negli occhi decine di episodi con incidenti sfiorati o evitati per un nulla. Ieri sera, il giovane con monopattino avrebbe dovuto dare la precedenza al camion e invece gli è finito addosso, nel popolare quartiere ai piedi di Montmartre. E’ morto appena arrivato in ospedale, per le ferite ma anche per un arresto cardio-respiratorio dovuto al terribile impatto.

Una vittima, nel traffico impazzito di «trottinette», c’era stata già ad aprile a Levallois-Perret, nel nord della capitale, ma si era trattato di un ottantenne investito da uno dei monopattini che solcano la capitale e che in un anno si sono moltiplicati fino a diventare un esercito di 20.000.

Per ora il Comune è riuscito soltanto a varare un progetto di divieto di parcheggio sui marciapiede, ormai intasati dai nuovi velocipede, con tutte le difficoltà del caso: non hanno targa e per guidarli non c’è bisogno di patente.

Regola aggiuntiva, anche qui teorica poiché l’applicazione pratica è ancora un rompicapo, la limitazione della velocità a 20 km/h, e in alcune zone del centro a 8. Ma sulla verifica dell’infrazione e su come imporre il pagamento dell’ammenda, c’è la nebbia più fitta.

Molti hanno calcolato che alcune «trottinette», lanciate, anche in piena notte, raggiungono fino a 50 chilometri orari, spesso evitando di rallentare ad incroci e passaggi pedonali. L’incidente di ieri sera - ha avvertito Emmanuel Gregoire, uno dei vicesindaci - «mostra la necessità di ricordare le regole elementari che tutti devono rispettare. La polizia deve multare, ad esempio, chi passa con il rosso».

Elisabeth Borne, la ministra dei Trasporti, pur «favorevole allo sviluppo di nuove forme di mobilità» nota la «totale anarchia» del fenomeno, che «pone problemi di sicurezza». Per ora, però, la ministra non era stata in prima fila per imporre regole: «i francesi ne hanno abbastanza di obblighi imposti» aveva detto rallegrandosi, qualche giorno fa, per la bocciatura in Assemblea nazionale dell’obbligo di indossare il casco in bicicletta o in monopattino elettrico.

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