Attentato

Nuova Zelanda, il terrorista si proclama fascista e inneggia a Trump

L’attacco alle due moschee era stato preannunciato dall’autore su un forum online - Pianificava il gesto da due anni - LE FOTO

Nuova Zelanda, il terrorista si proclama fascista e inneggia a Trump
Foto Keystone

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WELLINGTON (aggiornato alle 13.23) - Si dice «fascista» e inneggia a Donald Trump e alla Cina nel suo «manifesto», intitolato «The Great Replacement» Brenton Tarrant, il 28enne australiano autore della strage nelle due moschee della città neozelandese di Christchurch. Brenton Tarrant, si è scoperto, aveva preannunciato il suo gesto su un forum online e pianificava gli attacchi da due anni: è quanto emerge dal manifesto anti-migrati di 74 pagine dello stesso Tarrant pubblicato su Internet. Il terrorista, riporta il sito australiano News.com.au, aveva preannunciato la strage sul forum '8chan' e ha scelto di colpire la Nuova Zelanda - che non era il suo obiettivo originale - solo tre mesi fa.

Il delirante manifesto del killer inneggia anche alla morte della cancelliera tedesca Angela Merkel, del presidente turco Recep Tayyp Erdogan e di Sadiq Khan, sindaco laburista di Londra figlio di immigrati pachistani musulmani.

Lo sottolinea la stampa britannica osservando come l’uomo, cittadino australiano, rivendichi le sue origini «inglesi, scozzesi e gallesi».

Immediata la replica di Khan: «Londra celebrerà sempre quella diversità che qualcuno cerca di distruggere». Il sindaco di Londra evita di rispondere direttamente ai messaggi di odio contro di lui, mentre esprime la solidarietà della capitale britannica «verso Christchurch, colpita da un orrendo attacco terroristico».

«Voglio rassicurare - prosegue poi Khan - la comunità musulmana di Londra: sono in contatto con Scotland Yard e oggi ci sarà una presenza altamente visibile della polizia attorno alle moschee della città in occasione delle preghiere del venerdì, anche con uno schieramento di agenti armati, per consentire ai londinesi di andare tranquillamente a pregare».

Nel manifesto del killer si fa tra l’altro riferimento, in tono elogiativo, all’attacco compiuto a Londra il 19 giugno 2017 dal gallese Darren Osborne, che investì con un furgoncino i fedeli in uscita dalla moschea di Finsbury Park uccidendone uno e ferendone alcuni altri; nonché alla vicenda degli abusi sessuali a danno di minorenni nascosti per anni all’interno della comunità d’origine asiatica di Rotherham, in Inghilterra, vicenda al centro adesso di processi e condanne.

Un giovane «educato» che ha girato il mondo

Un giovane «educato e di buone maniere» che a 19 anni aveva lasciato casa, dopo la morte del padre, e per sette anni aveva girato il mondo. Così chi lo conosce nella sua città natale di Grafton, descrive Brenton Tarrant, l’australiano accusato di avere compiuto la strage di oggi in Nuova Zelanda.

Sky News, che ha intervistato alcuni degli abitanti della città, riferisce che Tarrant dopo il liceo era andato a lavorare in una palestra, dove impiegava parte del tempo per insegnare gratuitamente ai ragazzi.

Nell’aprile del 2010 il padre morì di cancro all’età di 49 anni, e questo spinse Tarrant a partire per una viaggio in giro per il mondo destinato a durare sette anni. È stato durante questo girovagare, secondo alcuni dei suoi ex amici, che il giovane si è «probabilmente radicalizzato».

Perquisito un immobile a sud di Christchurch

La polizia neozelandese ha perquisito un immobile nella cittadina di Dunedin, circa 320 km a sud di Christchurch, nell’ambito delle indagini sul sanguinoso attacco contro le due moschee costato la vita a 49 persone. Lo riporta il quotidiano britannico Independent, sottolineando che le autorità hanno evacuato per precauzione le abitazioni vicine all’immobile in questione. La polizia non ha fornito dettagli sul collegamento tra l’immobile e l’autore della strage.

Il cordoglio dei leader mondiali

Intanto diversi leader mondiali stanno affidando a Twitter i loro messaggi di condanna e di cordoglio. Il presidente americano Donald Trump condanna «l’orribile massacro» in Nuova Zelanda, dove «49 innocenti sono stati uccisi senza senso, e molti altri sono stati seriamente feriti. Gli Stati Uniti - twitta Trump - sono a fianco della Nuova Zelanda».

«Un attacco terrificante» lo ha definito la premier britannica Theresa May che ha voluto estendere le condoglianze del popolo inglese «a tutti coloro che sono stati colpiti da questo disgustoso atto di violenza».

Anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan esprime in un tweet il suo «sdegno per quest'atto deplorevole»: «L'ultimo esempio di un crescente razzismo e islamofobia», scrive Erdogan.

«Dobbiamo resistere contro l'islamofobia e tutto questo odio lodando i musulmani come parte preziosa della nostra società multiculturale», osserva il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon stringendosi al dolore dei familiari delle vittime della strage. «Tutto i nostri pensieri vanno alle vittime dei crimini odiosi contro le moschee di Christchurch in Nuova Zelanda e ai loro cari. La Francia insorge contro ogni forma di estremismo e agisce con i suoi partner contro il terrorismo nel mondo», ha detto da parte sua il presidente francese Emmanuel Macron. La Francia ha decretato il rafforzamento «precauzionale» della sorveglianza nei luoghi di culto. In una nota, il ministro francese dell’Interno Christophe Castaner invita i prefetti alla «più grande vigilanza» e chiede di «rafforzare i luoghi di culto», precisando che delle «pattuglie verranno garantite in prossimità» dei luoghi di culto.

«Io e Michelle mandiamo le nostre condoglianze al popolo della Nuova Zelanda. Piangiamo con voi e la comunità musulmana. Tutti devono stare contro l’odio in ogni sua forma»: lo ha twittato Barack Obama dopo gli attacchi a due moschee in Nuova Zelanda.

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