Parigi non cede ai gilet gialli: “La tassa è confermata”

In seguito alle proteste del movimento contro il caro-carburante, il primo ministro francese Edouard Philippe annuncia: "Scelte difficili, ma manterremo la rotta per il bene del Paese"

Parigi non cede ai gilet gialli: “La tassa è confermata”

Parigi non cede ai gilet gialli: “La tassa è confermata”

PARIGI - "Siamo all'ascolto, abbiamo sentito la sofferenza dei francesi, di quelli che si sentono declassati", ma "la rotta che abbiamo fissato la manterremo": il primo ministro francese, Edouard Philippe, annuncia - dopo l'esplosione del fenomeno dei gilet gialli - che il governo "accompagnerà" i francesi nelle scelte, anche difficili, che sono state fatte "per il bene della Francia". Ma la carbon tax "è confermata", ha assicurato.

Nel silenzio di Emmanuel Macron, oggi in visita in Germania, è stato Philippe a prendere la parola per spiegare come andranno ora avanti il presidente e il suo governo: "capisco l'esasperazione fiscale - ha detto in diretta al telegiornale di France 2 - ma non si cambia rotta quando si alza il vento". Alla domanda sulla tassa-carbone, all'origine della rabbia dei gilet gialli, ha escluso ogni arretramento: "teniamo duro non per rompere le scatole ai francesi, ma perché siamo convinti che le tasse debbano pesare più sul carbonio che sul lavoro".

Il giorno dopo l'esordio sul campo di questo movimento nato su Internet contro il caro-carburante, si fanno i conti dei feriti e delle violenze e il bilancio non è così rassicurante come gran parte delle immagini diffuse lasciava sperare. I feriti della sola giornata di ieri - oggi ce ne sono stati di nuovi, uno grave - sono stati in realtà 409, una specie di bollettino di guerra. Ce ne sono quattordici gravi, 28 fra poliziotti, gendarmi e pompieri.

E le scene riprese e diffuse oggi dai social network sono anche di violenza, vetri di auto spaccate, assalti a edifici pubblici come municipi (a Troyes) e prefetture (a Quimper). "Siamo di fronte a una disorganizzazione totale - ha detto il ministro dell'interno, Christophe Castaner - hanno tentato di entrare nelle prefetture, ci sono stati atti di grande violenza". Particolare sdegno ha provocato l'aggressione - probabilmente omofoba - di un consigliere comunale di Bourg-en-Bresse, nel centro del Paese, da parte di gilet gialli, mentre chiedeva, insieme con il suo compagno, di poter passare a un blocco stradale. Raphael Duret, il consigliere, ha denunciato di aver udito uno dei manifestanti dire "lo riconosco, è un finocchio" e poi di aver subito minacce.

I gilet gialli, che non hanno dirigenti né istanze decisionali, riflettono sul web su nuove mobilitazioni. Si parla del primo dicembre, altri su Twitter pensano all'8 o al 15. Intanto, le estreme provano ad accaparrarsi il consenso della protesta: "è la nuova Francia", ha detto Jean-Luc Melenchon (France insoumise, sinistrae radicale); "i francesi non ce la fanno più", ha affermato Marine Le Pen (Rassemblement national, estrema destra).

Oggi, coda del sabato di mobilitazione, i gilet gialli hanno ancora bloccato le auto in 150 punti, quasi tutte autostrade, soprattutto del nord. A Caen, in Normandia, è intervenuta la polizia per far sgomberare il blocco stradale che impediva totalmente lo scorrimento. A Saint-Quentin, a nord di Parigi, un automobilista bloccato dai manifestanti ha forzato lo sbarramento e ha investito uno dei gilet gialli, trascinandolo per metri. È ricoverato in gravi condizioni. Analogo episodio a Void-Vacon, vicino a Nancy, con tre manifestanti investiti da un automobilista handicappato preso dal panico.

La donna che ieri aveva travolto e ucciso Chantal Mazet, la pensionata in gilet giallo che bloccava la strada in Savoia, è sotto inchiesta con l'accusa di violenze volontarie e omicidio colposo ma è stata rimessa in libertà vigilata. A Parigi - a parte un'apparizione dei gilet gialli a Disneyland con un'operazione parcheggi gratis per tutti - tutto tranquillo dopo l'assedio di ieri all'Eliseo. Dove si è appreso solo oggi che Emmanuel Macron non c'era. Si trovava, con la famiglia, nella residenza presidenziale della Lanterne, a Versailles.

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