Quasi diciannovemila casi nelle ultime ventiquattro ore

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Le vittime sono 280, in aumento rispetto alle 253 di ieri - Il tasso di positività per contro è diminuito

Quasi diciannovemila casi nelle ultime ventiquattro ore
Torino. ©EPA / ALESSANDRO DI MARCO

Quasi diciannovemila casi nelle ultime ventiquattro ore

Torino. ©EPA / ALESSANDRO DI MARCO

Sono 18.916 i test positivi al coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i positivi erano stati 20.499.

Le vittime sono invece 280, in aumento rispetto alle 253 di ieri.

Sono 323.047 i test (molecolari e antigenici) effettuati nelle ultime 24 ore nella Penisola, in calo rispetto ai 325.404 di ieri. Il tasso di positività è al 5,8%, in diminuzione rispetto al 6,3% di ieri. Questi i dati del ministero della Salute.

Sono 2.216 i pazienti ricoverati in terapia intensiva in Italia, con un aumento di 22 unità rispetto a ieri. Gli ingressi giornalieri in rianimazione sono stati 163. Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 18.372 persone, 80 in più di ieri. Gli attualmente positivi sono 411.966, con un incremento di 7.302.

L’analisi

Nell’arco di una settimana i casi di infezione da virus SarsCoV2 in Italia sono aumentati del 29% e i ricoveri nelle unità di terapia intensiva sono saliti del 21%: sono «incrementi importanti» e che potrebbero essere la spia di una terza ondata: è quanto emerge dall’analisi dei dati degli ultimi sette giorni condotta dal fisico Giorgio Sestili, fondatore della pagina Facebook ‘Coronavirus-Dati e analisi scientifiche’ e del network di comunicazione della scienza ‘giorgiosestili.it’.

L’aumento dei casi del 29% rispetto ai sette giorni precedenti è «un incremento importante in quanto nelle cinque settimane precedenti era avvenuta una stabilizzazione dei casi».

Da calcoli dell’indice di contagio Rt più aggiornati rispetto a quelli dell’Istituto Superiore di Sanità, che indicano lo 0,99 e che sono basati su dati di due settimane fa, risulta inoltre un valore di 1,2 a livello nazionale.

«Sono aumenti preoccupanti. Ci sono - osserva Sestili - tutti gli elementi per pensare che la ripresa dei contagi sia iniziata e che potrà andare avanti per settimane. La domanda è: fino a che punto aumenteranno? Di certo - conclude - qualunque provvedimento venga preso oggi non potrà avere effetti prima di 15 è 20 giorni».

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