Criminalità

Raffica di arresti tra gli spacciatori africani a Milano

La Questura e la Prefettura hanno ordinato più azioni di controllo vicino agli scali ferroviari: Centrale, Garibaldi FS e Rogoredo

 Raffica di arresti tra gli spacciatori africani a Milano
Stupefacenti, un telefonino «old style» e una pistola tra i sequestri effettuati all’inizio dell’anno dalla polizia a Milano. (foto PdS)

Raffica di arresti tra gli spacciatori africani a Milano

Stupefacenti, un telefonino «old style» e una pistola tra i sequestri effettuati all’inizio dell’anno dalla polizia a Milano. (foto PdS)

MILANO - Decine di arresti sono stati effettuati nel capoluogo lombardo tra l’inizio dell’anno e i primi giorni di febbraio da parte della Polizia di Stato, nel corso della regolare attività di repressione del traffico di sostanze stupefacenti e dei reati che ne sono regolarmente associati: rapina, furto, violenze varie, immigrazione clandestina e resistenza a pubblico ufficiale. Cifre alla mano, emerge che la criminalità straniera, in particolare quella di origine africana e nordafricana, ha assunto un ruolo crescente nei rapporti pubblicati dalle forze dell’ordine. Le ultime indicazioni della Polizia di Stato fanno riferimento, infatti, ad almeno 25 episodi di spaccio - con l’applicazione di relativi provvedimenti d’arresto - che coinvolgono cittadini di Stati quali Tunisia, Marocco, Algeria, Libia, Nigeria, Gambia, Senegal, e Mali. La Questura e la Prefettura in stretta collaborazione hanno aumentato il pressing nelle zone della città più a rischio, con un’attenzione particolare a ridosso degli scali ferroviari e nelle zone limitrofe: Stazione Centrale, Garibaldi FS e Rogoredo (dove la presenza del cosiddetto «boschetto» ha amplificato l’emergenza droga ormai da mesi). L’episodio che ha ottenuto maggiore enfasi, dopo l’accoltellamento alla gola di un marocchino di 22 anni l’8 gennaio proprio al boschetto, è quello che riguarda l’arresto alla Stazione di Rogoredo di un altro marocchino di 36 anni, lo scorso giovedì. L’uomo è stato preso in consegna dagli agenti della Polfer al binario 7, dove era stato notato aggirarsi con fare sospetto, con un sacchetto in mano. Inutile il suo tentativo di fuga: «All’interno dell’involucro - è l’indicazione della polizia in una nota - vi erano indumenti vari e, occultati verso il fondo, due panetti di cocaina per un totale di 2,3 kg e una pochette contenente 5.400 euro in banconote di piccolo taglio». Data l’ingente quantità della sostanza stupefacente,destinata a rifornire un’ampia fetta di mercato illegale, il 36.enne è stato subito tradotto nel carcere di San Vittore. Nelle vicinanze della Stazione Centrale, l’11 gennaio un marocchino e un algerino sono stati ammanettati dai poliziotti per tentata rapina: entrambi avevano utilizzato come arma la riproduzione di una pistola «teaser» a forma di torcia. Sempre vicino alla Centrale, un libico di trent’anni, il 31 gennaio, è stato arrestato per un’altra rapina commessa dove sostano i bus per gli aeroporti. Negli ambienti dello spaccio controllati dagli africani una ventina degli arresti riguarda la vendita di droghe leggere, che spesso si intreccia con il reato di clandestinità. Il 12 gennaio un senegalese è finito in manette dopo che gli agenti gli hanno sequestrato 18,5 grammi di marijuana, «contestualmente hanno poi rintracciato un nigeriano destinatario di un’ordinanza di custodio cautelare in carcere». L’uomo era stato arrestato per spaccio in dicembre, ma non si era mai presentato alla Polizia giudiziaria che lo aveva sottoposto al controllo obbligatorio. La lista degli arresti nel sottobosco della droga è ancora lunga e anche in questo inizio d’anno continua ad aumentare.

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