Russiagate: Michael Cohen ammette di aver mentito al Congresso

A Chicago sgombrato e sigillato l'ufficio di un altro ex avvocato di Donald Trump

Russiagate: Michael Cohen ammette di aver mentito al Congresso
Michael Cohen ritratto mentre si reca alla Corte federale di New York.

Russiagate: Michael Cohen ammette di aver mentito al Congresso

Michael Cohen ritratto mentre si reca alla Corte federale di New York.

NEW YORK/WASHINGTON (aggiornata 20.45) - Michael Cohen, l'ex avvocato personale di Donald Trump, si è dichiarato colpevole davanti a una Corte federale di New York di aver mentito nel 2017 alla commissione intelligence del Senato sul lavoro che aveva fatto in merito ad un progetto per costruire una Trump Tower a Mosca. Cohen si era già dichiarato colpevole per altre accuse federali riguardanti la sua società di taxi, frodi bancarie ed evasioni fiscali, prendendo le distanze da Trump e offrendo la sua collaborazione al procuratore speciale Robert Mueller nel Russiagate. Cohen aveva detto al Senato che tutte le discussioni sul progetto per la Trump Tower finirono nel gennaio del 2016 ma ora ha ammesso che tenne informato Trump - definito negli atti giudiziari come "individuo uno" - sino al giugno dello stesso anno. Si tratta del mese in cui avvenne il controverso incontro alla Trump Tower di New York tra lo staff elettorale del tycoon ed emissari russi che avevano promesso materiale compromettente sulla sua rivale Hillary. Il legale ha spiegato di aver mentito per "essere leale" a Trump e coerente col suo "messaggio politico".

Alcune ore dopo si è appreso di un raid degli agenti federali nell'ufficio municipale di Chicago di un altro avvocato che in passato ha lavorato per Donald Trump. Gli agenti, riporta il Chicago Sun Times, hanno sgomberato e sigillato l'ufficio del presidente della Commissione finanze dell'amministrazione cittadina, Ed Burke, che per oltre un decennio ha seguito gli aspetti fiscali degli immobili del tycoon. Il legale ha cessato di lavorare per Trump la scorsa estate, per "divergenze inconciliabili".

Trump attacca Muller prima di partire per il G20

Prima di partire da Washington per il G20 in Argentina, Donald Trump ha attaccato nuovamente l'inchiesta sul Russiagate del procuratore speciale Robert Muller. "Finirà o durerà per sempre questa illegale caccia alle streghe in stile Joseph McCarthy, che ha già distrutto cosi' tante vite innocenti? Dopo aver sprecato oltre 40 milioni di dollari (è possibile?), ha dimostrato solo una cosa, che non c'era collusione con la Russia. Molto ridicolo!", ha twittato. In un altro cinquettio si chiede se ci sia mai stata un'indagine più a caccia di un crimine e critica Muller e il suo team di "democratici arrabbiati" per il fatto di non indagare "i crimini atroci, e forse sovversivi, commessi dalla corrotta Hillary Clinton e dai democratici".

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