Sei anni di carcere al cardinale Pell per gli abusi sessuali

Australia

Potrà chiedere la libertà su cauzione dopo tre anni e 8 mesi, intanto ci sarà un ricorso dei suoi legali

 Sei anni di carcere al cardinale Pell per gli abusi sessuali
Il cardinale George Pell entra nell’aula di giustizia. (Foto Keystone)

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Il cardinale George Pell entra nell’aula di giustizia. (Foto Keystone)

 Sei anni di carcere al cardinale Pell per gli abusi sessuali
Qui di seguito alcuni scatti delle proteste all’esterno della County Court of Victoria. (Foto Keystone)

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Qui di seguito alcuni scatti delle proteste all’esterno della County Court of Victoria. (Foto Keystone)

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Il giudice Peter Kidd durante la lettura della sentenza che è stata trasmessa in diretta tv. (Foto Keystone)

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Il giudice Peter Kidd durante la lettura della sentenza che è stata trasmessa in diretta tv. (Foto Keystone)

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L’avvocato Robert Richter, difensore di George Pell. (Foto Keystone)

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L’avvocato Robert Richter, difensore di George Pell. (Foto Keystone)

 Sei anni di carcere al cardinale Pell per gli abusi sessuali
George Pell ritratto insieme a papa Ratzinger nel 2008. (Foto Keystone)

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George Pell ritratto insieme a papa Ratzinger nel 2008. (Foto Keystone)

 Sei anni di carcere al cardinale Pell per gli abusi sessuali
Il cardinale Pell nel 2008 a Sydney in occasione della messa d’apertura della Giornata mondiale della gioventù. (Foto Keystone)

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Il cardinale Pell nel 2008 a Sydney in occasione della messa d’apertura della Giornata mondiale della gioventù. (Foto Keystone)

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George Pell in occasione dell’evento del 2008 a Sydney. (Foto Keystone)

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George Pell in occasione dell’evento del 2008 a Sydney. (Foto Keystone)

MELBOURNE - Il cardinale australiano George Pell è stato condannato a sei anni di carcere per abusi sessuali quando era arcivescovo cattolico di Melbourne negli anni ‘90 dello scorso secolo. Potrà chiedere la libertà su cauzione dopo tre anni e 8 mesi. Pell ha sempre professato la sua innocenza e i suoi legali hanno presentato un appello, che sarà discusso il 5 e 6 giugno. Il cardinale è stato giudicato colpevole da una giuria in dicembre di aver abusato sessualmente di due coristi di 13 anni dopo aver celebrato messa nella cattedrale e di aver aggredito sessualmente una seconda volta uno dei due minori, due mesi dopo.

A Melbourne giudice Peter Kidd della County Court of Victoria, che ha letto per un’ora la sentenza in diretta tv, ha descritto gli abusi di Pell come «un attacco sessuale alle vittime sfrontato e forzato», per poi precisare: «Gli atti erano sessualmente evidenti, entrambe le vittime erano visibilmente e udibilmente angosciate durate le molestie. Vi è stato un ulteriore livello di umiliazione che ciascuna delle tue vittime deve aver provato nel sapere che l’abuso avveniva in presenza altrui».

Procedendo con la lettura della sentenza, il giudice Peter Kidd ha osservato che gli abusi commessi dal cardinale Pell hanno avuto «un impatto significativo e di lunga durata» su una delle vittime, identificato come J. «J ha subito una serie di emozioni negative con cui ha lottato per molti anni, aggravate da problemi di fiducia e di ansia. Ho tenuto conto del profondo impatto che i reati hanno avuto sulla vita di J».

Il giudice ha aggiunto di non avere avuto il beneficio di una dichiarazione di impatto dell’altra vittima, identificata come R e morta per overdose di eroina nel 2014. «Tuttavia in base alle dichiarazioni di J sono in grado di dire che i reati commessi avranno avuto un impatto immediato e significativo su R. Mentre non è possibile quantificare il danno causato o come abbia impattato su R nel corso degli anni; non ho dubbio che tale impatto sia stato significativo».

In nome della trasparenza il giudice Kidd ha disposto la trasmissione in diretta su vari canali della lettura della sentenza, durata oltre mezz’ora con le telecamere fisse verso di lui, davanti ad un’aula strapiena di vittime di abusi, di sostenitori e giornalisti. L’appello presentato da legali di Pell sarà basato su tre ragioni, fra cui quella di «irragionevolezza» del verdetto della giuria lo scorso dicembre perché basato sulle dichiarazioni di solo una delle vittime. Un verdetto quindi non supportato da prove.

Benedetto XVI e il cardinale Pell impartiscono insieme una benedizione nel 2005. (Foto Keystone)
Benedetto XVI e il cardinale Pell impartiscono insieme una benedizione nel 2005. (Foto Keystone)
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