Francia

Si indaga sulle cause del rogo, mentre Parigi piange il suo simbolo

La procura di Parigi ha avviato un’inchiesta per far luce sulle cause dell’incendio - Grande preoccupazione per le opere d’arte presenti nella cattedrale

Si indaga sulle cause del rogo, mentre Parigi piange il suo simbolo
I pompieri al lavoro tutta la notte per spegnere le fiamme che hanno devastato la cattedrale Notre Dame de Paris (Foto Keystone).

Si indaga sulle cause del rogo, mentre Parigi piange il suo simbolo

I pompieri al lavoro tutta la notte per spegnere le fiamme che hanno devastato la cattedrale Notre Dame de Paris (Foto Keystone).

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(Da Parigi - Danilo Ceccarelli) - La guglia che crolla ormai ridotta in cenere, mentre le fiamme continuano a divampare creando una colonna di fumo che copre il tramonto parigino. Pochi minuti dopo tocca al tetto, che sprofonda sotto gli occhi increduli dei parigini e dei turisti, rimasti a guardare dalle rive della Senna lo scenario apocalittico. Intanto i 400 pompieri intervenuti sul posto cercano di domare come possono l’inferno scoppiato nel tardo pomeriggio di ieri, ma le operazioni risultano più complesse del previsto vista la portata dell’incendio. Parigi piange uno dei suoi principali simboli, il monumento più visitato d’Europa, andato in fiamme per cause ancora da accertare. La procura di Parigi ha aperto un'inchiesta. Secondo i pompieri, l’incendio sarebbe «potenzialmente legato» ai lavori di ristrutturazione della cattedrale cominciati pochi giorni fa, ma il procuratore di Parigi, Remy Heitz, si mostra più prudente dichiarando in serata che «è troppo presto» per stabilire con certezza le dinamiche. Il sottosegretario all’Interno, Laurent Nunez, ha fatto sapere che non ci sarebbero feriti. Successivamente si è però saputo che un pompiere è rimasto gravemente ferito. L’unica cosa sicura, per il momento, è lo shock dei francesi dinnanzi a un simile disastro. Molti dei fedeli evacuati dalla cattedrale si sono raccolti in preghiera non lontano dal sagrato; alcuni di loro, in lacrime, si sono abbracciati senza mai staccare lo sguardo dalla cattedrale in fiamme. Alcuni parigini si sono recati nei pressi dell’edificio per contemplare in silenzio le fiamme, che hanno continuato ad illuminare il cielo della capitale fino in serata.

Si indaga sulle cause del rogo, mentre Parigi piange il suo simbolo
Non è certo che la struttura si salvi

«Non è certo che Notre-Dame si salvi», ha detto Nunez, confermando i timori espressi poco prima dai soccorritori, che hanno fatto sapere di non essere «sicuri di poter circoscrivere la propagazione» del fuoco nel corso della notte. La tensione resta alta, mentre i principali canali di all-news ieri in tarda serata mostravano quel che restava della cattedrale, ormai in gran parte ridotta in cenere. Sul posto si è recato anche il presidente Emmanuel Macron, che proprio ieri sera avrebbe dovuto annunciare in un video-messaggio le tanto attese misure prese, dopo le proteste dei gilet gialli, sulla base delle proposte raccolte durante il grande dibattito nazionale. L’intervento televisivo di Macron è stato posticipato a causa dell’incendio. Tramite il suo account Twitter, il capo di Stato francese ha espresso «emozione» e un «pensiero per tutti i cattolici e per tutti i francesi». «Come tutti i nostri compatrioti, stasera sono triste di veder bruciare questa parte di noi», ha aggiunto Macron. Anche il suo omologo statunitense, Donald Trump, ha reagito attraverso il suo account Twitter, sottolineando con una vena polemica la necessità di «agire presto». Reazioni al pauroso rogo di Notre-Dame si sono avute anche da altri leader internazionali: la cancelliera tedesca Angela Merkel ha espresso attraverso il suo portavoce «il dolore» nel vedere le «atroci immagini di Notre-Dame in fiamme»; il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha parlato di un «triste spettacolo», ricordando che la cattedrale «appartiene all’intera umanità». Dal canto suo la premier britannica Theresa May di fronte alle scene della cattedrale di Notre-Dame divorata dalle fiamme ha scritto: «I miei pensieri questa sera sono con il popolo della Francia». Theresa May ha rivolto un pensiero anche «ai servizi di emergenza che stanno combattendo questo terribile incendio». Ieri in tarda serata le autorità hanno deciso di evacuare le circa mille persone che vivono sull’Ile-dela-Cité, l’isolotto che accoglie l’edificio, e il comune di Parigi ha istituito una cellula di crisi per seguire gli sviluppi dell’incendio. È stato interrotto anche il traffico fluviale dei Bateaux-Mouches, i tipici battelli che solcano ogni giorno le acque della Senna, per agevolare le operazioni dei soccorritori.

L’utilizzo dei Canadair avrebbe potuto provocare pericolosi danni collaterali

Molte le polemiche seguite all’incendio, soprattutto riguardanti il mancato utilizzo degli aerei Canadair per domare le fiamme. La protezione civile ha risposto spiegando che la quantità di acqua lanciata da quel tipo di mezzi avrebbe potuto provocare pericolosi danni collaterali alla struttura a causa dell’impatto della massa d’acqua. Vi è grande preoccupazione per le opere d’arte presenti nella cattedrale. La direttrice generale dell’Unesco, Audrey Azoulay, ha dichiarato che l’organizzazione internazionale responsabile della salvaguardia dei beni culturali sarà «al fianco della Francia per salvare e riabilitare questo patrimonio inestimabile». Gli oggetti sacri che erano conservati nella sagrestia, sarebbero stati messo in salvo, stando a fonti vicine alle autorità religiose. La procura di Parigi, dal canto suo, cercherà ora di far luce sulle cause dell’incendio che ha inferto un colpo mortale al monumento storico e religioso. Intanto, Parigi cerca di curare una ferita profonda, che lascerà certamente una cicatrice ben visibile nella memoria di tutti i francesi.

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