«Sono molto entusiasta di Greta Thunberg»

L’intervista

Il fondatore di Microsoft Bill Gates spiega che la giovane attivista «aiuta a creare una consapevolezza sul cambiamento climatico»

 «Sono molto entusiasta di Greta Thunberg»
© Epa/Erik S. Lesser

«Sono molto entusiasta di Greta Thunberg»

© Epa/Erik S. Lesser

Il mondo, per quanto riguarda l’istruzione e la salute è su un trend positivo («dall’inizio del millennio, il tasso di mortalità infantile è diminuito a un ritmo mai registrato prima») ma gli Stati devono aumentare la loro spesa per l’aiuto allo sviluppo, la difesa dell’ambiente e puntare sull’innovazione («serve un vaccino contro l’Hiv»).

Lo spiega in un’intervista al quotidiano italiano «Repubblica» Bill Gates, che si dice anche «molto entusiasta di ciò che i giovani come Greta Thunberg stanno facendo».

Al fondatore di Microsoft «sembra fantastica l’energia che sta sviluppando questo movimento. Aiuta a creare una consapevolezza» sul cambiamento climatico. Al momento «il nostro mondo è alimentato per il 90% con idrocarburi. Sarà molto difficile dire addio a ciò, ma dobbiamo farlo. È determinante che riusciamo a definire il costo del cambiamento climatico e quindi a cercare innovazioni che ci permettano di abbassarlo».

Gates parla anche dei flussi migratori: «Nell’Africa sub-sahariana vive quasi un miliardo di persone - ricorda -. Alla fine di questo secolo saranno tre miliardi. Non è politicamente né logisticamente possibile che tutte queste persone si spostino nei Paesi sviluppati. Pertanto, dobbiamo migliorare le condizioni di vita di queste persone a livello locale».

Il fondatore di Microsoft sottolinea che «esiste una forte correlazione tra crescita economica e tassi di natalità. Nei Paesi con una situazione economica migliore vanno a scuola più ragazze, queste ragazze sanno di pianificazione familiare più di quelle che non ci vanno, fanno piani per la carriera e hanno meno figli. In Asia, i tassi di natalità sono diminuiti drasticamente negli ultimi decenni».

Tuttavia da dieci anni «le cifre degli aiuti, che i Paesi danno in percentuale del loro reddito nazionale lordo, ristagnano». Con il Fondo globale «per la lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria, il mondo ha fatto passi da gigante» e sono state salvate finora 26 milioni di vite. Ma «abbiamo ancora molto da fare».

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