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Sono quasi 200 le vittime del conflitto libico

I bombardamenti di questa notte su un quartiere residenziale di Tripoli avrebbero fatto diversi morti tra i civili - La condanna dell’ONU e la preoccupazione del DFAE

Sono quasi 200 le vittime del conflitto libico
I segni del bombardamento nel quartiere di Abu Salim a Tripoli. (Foto Keystone)

Sono quasi 200 le vittime del conflitto libico

I segni del bombardamento nel quartiere di Abu Salim a Tripoli. (Foto Keystone)

Sono quasi 200 le vittime del conflitto libico

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Sono quasi 200 le vittime del conflitto libico

Sono quasi 200 le vittime del conflitto libico

TRIPOLI - Prosegue l’offensiva delle forze del maresciallo Kahlifa Haftar verso Tripoli, sede del Governo riconosciuto dalla comunità internazionale e guidato da Fayez al Serraj. Secondo fonti citate dalle agenzie di stampa, sarebbero circa 190 i morti e 22mila gli sfollati causati dal conflitto che si protrae dal 4 aprile scorso.

La condanna dell’ONU
Nella notte le forze di Haftar avrebbero lanciato razzi sul quartiere residenziale di Abu Slim, a ridosso della capitale, provocando la morte di 14 persone e il ferimento di 40 civili. L’inviato dell’Onu nel Paese, Ghassan Salamé, ha condannato il bombardamento, nel quale sarebbero rimasti feriti anche donne e bambini. «L’uso indiscriminato di armi esplosive in aree civili costituisce un crimine di guerra», ha spiegato Salamé, sottolineando che «l’uccisione di persone innocenti è una eclatante violazione delle leggi internazionali».

In rosso le forze guidate dal generale Haftar. In blu i territori di Sarraj attorno a Tripoli. In verde zone appartenenti ad altre tribù. (Liveuamap)
In rosso le forze guidate dal generale Haftar. In blu i territori di Sarraj attorno a Tripoli. In verde zone appartenenti ad altre tribù. (Liveuamap)

«Preoccupato» il DFAE
Preoccupato dall’escalation di violenza anche il Dipartimento degli affari esteri elvetico, che in una nota chiede «a tutte le parti in conflitto di porre fine alle operazioni militari garantendo una tregua per permettere in particolare di condurre operazioni umanitarie». Il DFAE invita inoltre le parti a rispettare gli obblighi sanciti dal diritto internazionale umanitario e a garantire la protezione della popolazione civile, condannando «l’uso di armi pesanti e, in particolare, per i bombardamenti che hanno colpito strutture mediche e scolastiche negli scorsi giorni». La Svizzera si dice anche «estremamente preoccupata per la situazione dei migranti detenuti nei pressi delle zone di combattimento e chiede che le parti in conflitto facciano tutto il possibile per garantire la loro sicurezza e protezione». Sarebbero infatti 800mila i migranti pronti a invadere l’Europa, secondo l’allarme lanciato due giorni fa proprio da Fayez Sarraj.

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