«Sostenete la Turchia o preparatevi ad accogliere i rifugiati»

Crisi siriana

Nuovo avvertimento del presidente Erdogan: «Stiamo intervenendo dove altri hanno mancato di agire, ci serve il supporto finanziario per impedire ai profughi di andare in Occidente»

«Sostenete la Turchia o preparatevi ad accogliere i rifugiati»
©AP Photo/Presidential Press Service

«Sostenete la Turchia o preparatevi ad accogliere i rifugiati»

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«La comunità internazionale deve sostenere gli sforzi del nostro Paese o cominciare ad accettare i rifugiati» dalla Siria. Lo scrive il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in un editoriale pubblicato sul Wall Street Journal per sostenere le sue ragioni sull’offensiva militare contro i curdi nel nord-est della Siria.

«La Turchia sta intervenendo dove altri hanno mancato di agire», è il titolo scelto dal leader di Ankara per il suo intervento sul quotidiano americano. «I flussi di rifugiati siriani, la violenza e l’instabilità ci hanno spinto ai limiti della nostra tolleranza», scrive Erdogan, che ricorda l’impegno del suo Paese nell’ospitare 3,6 milioni di rifugiati siriani e rivendica di aver speso «40 miliardi di dollari per offrire loro educazione, assistenza sanitaria e alloggio».

Tuttavia, insiste, «senza supporto finanziario internazionale non possiamo impedire ai rifugiati di andare in Occidente». Erdogan spiega quindi di aver deciso l’offensiva in Siria dopo aver «concluso che la comunità internazionale non avrebbe compiuto i passi necessari» ad affrontare la situazione. Il presidente turco poi rassicura: «Ci assicureremo che nessun combattente dell’Isis lasci il nord-est della Siria. Siamo pronti a cooperare con i Paesi d’origine e le organizzazioni internazionali per la riabilitazione delle mogli e dei figli dei terroristi foreign fighter», aggiunge il leader di Ankara, che però non risparmia critiche ai Paesi occidentali che non avrebbero finora voluto occuparsi della questione, evitando anche di riprendersi i propri combattenti jihadisti detenuti nelle prigioni curde.

«Gli stessi Paesi che oggi danno lezioni alla Turchia sui valori della lotta all’Isis non sono stati capaci di fermare il flusso di terroristi foreign fighter nel 2014 e nel 2015», scrive Erdogan.

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