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Strage al museo: radicalizzato a 19 anni

Emergono dettagli sull’attacco del maggio 2014 alla struttura ebraica ad opera di Mehi Nemmouche in cui morirono quattro persone

Strage al museo: radicalizzato a 19 anni
(Foto Internet)

Strage al museo: radicalizzato a 19 anni

(Foto Internet)

BRUXELLES - Si era radicalizzato all’età di 19 anni Mehi Nemmouche, il francese accusato di essere l’autore dell’attacco al Museo ebraico di Bruxelles avvenuto il 24 maggio 2014 e dove morirono quattro persone. È quanto rivelano i dettagli dell’inchiesta svelati oggi nell’ambito della lettura dei capi di accusa davanti alla Corte d’Assise nella seconda giornata del processo a suo carico nella capitale belga.

Secondo quanto scrive l’agenzia belga, Nemmouche era stato educato alla religione cattolica nella famiglia che lo aveva accolto dopo che la madre non era in grado di occuparsi di lui. Poi all’età di 12 anni aveva scelto la religione dei suoi nonni, l’Islam, e intorno ai 19 anni aveva iniziato a mostrare i primi segnali di radicalizzazione, con discorsi e propositi estremisti. Secondo uno dei suoi professori, già a 19 anni approvava la messa a morte di una donna adultera in un paese che applicava la sharia. Nemmouche sarebbe poi andato nel 2012 in Siria dove avrebbe militato per il sedicente Stato islamico (Isis) e due anni dopo sarebbe rientrato in Europa. Secondo l’inchiesta sarebbe lui l’uomo ripreso dalle immagini delle telecamere di sorveglianza fuori e dentro il museo mentre si verificava la mattanza. Nemmouche non contesta di essere implicato nell’attentato ma nega di essere lui l’autore della sparatoria. Coautore della strage, secondo l’accusa, anche un altro francese: Nacer Bendrer, anche lui a processo. La prossima udienza si terrà martedì mattina.

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