Scalatori

Troppe disgrazie sull’Everest: sette morti in una settimana

Tragica sequela di decessi a causa di malori per l’altitudine nel mese più popolare per affrontare il tetto del mondo, ma che ha concesso poche giornate di bel tempo

Troppe disgrazie sull’Everest: sette morti in una settimana

Troppe disgrazie sull’Everest: sette morti in una settimana

KATMANDU - La foto della cima dell’Everest affollata da oltre 300 scalatori in fila uno dietro l’altro, postata tre giorni fa da Nirmal Purja e diventata subito virale, ha scatenato polemiche sul rischio che gli alpinisti corrono proprio a causa del ‘traffico ad alta quota.

Nell’ultima settimana sono ben sette gli scalatori morti proprio a causa di malori dovuti all’altitudine nel mese più popolare per affrontare il tetto del mondo, ma che ha concesso poche giornate di bel tempo.

Il capo dell’ufficio del turismo nepalese Danduraj Ghimire ha definito «senza senso» le voci secondo le quali tra le cause di morte degli scalatori potrebbe esserci il sovraffollamento della cima e i tempi lunghissimi, fino a due ore di coda, per raggiungere la vetta.

Tuttavia secondo gli esperti l’ipotesi non è del tutto infondata tanto più che il mal di montagna è già la prima causa di morte. Ad un’altezza di 8.848, infatti, ogni respiro contiene un terzo dell’ossigeno rispetto a quello che si trova al livello del mare.

Nella foto diventata ormai diventata famosa si vedono circa 320 persone presenti contemporaneamente in un punto noto, secondo l’autore dello scatto, come «la zona della morte».

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