Un padre distrutto e la sua bimba uccisa dai lacrimogeni

Istantanee dall'inferno di Gaza: il giornalista del CdT Filippo Rossi in mezzo agli scontri al confine con Israele

Un padre distrutto e la sua bimba uccisa dai lacrimogeni

Un padre distrutto e la sua bimba uccisa dai lacrimogeni

Un padre distrutto e la sua bimba uccisa dai lacrimogeni

Un padre distrutto e la sua bimba uccisa dai lacrimogeni

TEL AVIV - È morta a soli 8 mesi, per aver inalato il gas dei lacrimogeni lanciati durante gli scontri con l'esercito israeliano al confine di Gaza. Una situazione esplosiva documentata con passione dal giornalista del Corriere del Ticino Filippo Rossi, attualmente proprio al fronte. È sua la foto che documenta il tragico momento dopo i sanguinosi scontri di ieri. Un'istantanea direttamente dall'inferno: la piccola vittima, tenuta in braccio dal padre. Un uomo distrutto che guarda quella creatura senza vita con lo sguardo di chi ha perso tutto.

"La piccola Leyla al-Ghabour in braccio a suo padre, oggi, prima di essere seppellita. A soli 8 mesi dalla sua nascita è stata uccisa dal gas lacrimogeno lanciato da un drone israeliano ieri, durante le proteste al confine fra la striscia di Gaza e Israele", scrive Filippo su Facebook.

Migliaia di persone ai funerali

Decine di migliaia di persone hanno partecipato oggi a Gaza ai funerali dei 59 palestinesi uccisi ieri durante i duri scontri con l'esercito israeliano lungo il confine. La città è a lutto e paralizzata  da uno sciopero generale indetto nell'anniversario della Nakba, la "catastrofe" della costituzione di Israele avvenuta 70 anni fa.

Il ministero degli Interni di Hamas ha reso noto che dieci degli uccisi erano suoi agenti, incaricati di garantire la protezione dei dimostranti e di organizzare attorno a loro un servizio di ordine. ''Sono morti mentre svolgevano il loro dovere'', ha affermato il ministero in un comunicato.

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