Notre-Dame

Una ferita da sanare tra solidarietà e polemiche

Sfiorano il miliardo le promesse di donazione per la ricostruzione della cattedrale - Ci sarebbe un «bug» informatico all’origine del tardivo intervento dei pompieri - Forse il rogo è partito dagli ascensori

Una ferita da sanare tra solidarietà e polemiche

Una ferita da sanare tra solidarietà e polemiche

Una ferita da sanare tra solidarietà e polemiche

Una ferita da sanare tra solidarietà e polemiche

PARIGI - Proseguono le polemiche in Francia per il tardivo intervento dei pompieri lunedì sera, mentre la cattedrale parigina veniva assalita dalle fiamme. Secondo quanto riporta il quotidiano locale Le Parisien, il primo allarme scattato alla 18.20 per l’incendio di Notre-Dame sarebbe stato ignorato a causa di un bug informatico. Due agenti della sicurezza - ascoltati dalle autorità - hanno infatti spiegato che il focolaio era stato localizzato alla base della guglia, lato Senna, ma di essere stati indirizzati dal sistema verso un punto sbagliato, probabilmente a causa errore informatico. A causa di questa svista la vera origine delle fiamme sarebbe stata trovata circa 20 minuti più tardi.

Gara di solidarietà per la ricostruzione
Intanto la catena di solidarietà lanciata dal Governo francese per ricostruire Notre-Dame-de Paris, sta raggiungendo cifre da record. Al momento le promesse di donazione ammontano a circa un miliardo di euro.

Si indaga sugli ascensori delle impalcature
«Potrebbe essere stato un cortocircuito» a provocare l’incendio che ha devastato Notre-Dame. «Gli inquirenti si interrogano soprattutto sugli ascensori usati per i lavori». Lo riferisce il sito di Le Parisien, citando una fonte vicina al dossier. Le impalcature per i lavori di restauro che erano in corso sul tetto e alla guglia erano dotate di due ascensori, il primo raggiungeva i 24 metri dal suolo, l’altro per arrivare al tetto a 54 metri. Un terzo ascensore, che sarebbe stato utilizzato dagli operai per raggiungere la vetta della guglia poi crollata, sarebbe stato costruito a breve.

Resta il rischio crolli
Sono ancora forti le preoccupazioni per il rischio crolli nella cattedrale. Secondo il comandante dei pompieri, Gabriel Plus, «c’è una minaccia sulle ghimberghe», ovvero sui frontoni triangolari sui lati della cattedrale che una volta venivano sorretti dal tetto e che ora sono invece a cielo aperto. «Non si reggono più sul tetto, ma si reggono su loro stessi, sono quindi esposti al vento. Per questo motivo bisogna togliere del peso», ha spiegato Plus. Secondo il parere di alcuni esperti, le ghimberghe potrebbero dunque essere in parte rimosse, per evitare che il loro crollo crei ulteriori danni, incluso al prezioso rosone.

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