Da Facebook a Meta, il nuovo vecchio Zuckerberg

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Annunciato dal presidente e amministratore delegato il cambio di nome per il gruppo - «Siamo passati dal desktop al web ai telefoni, dal testo alle foto al video, ma questa non è la fine della storia: con il metaverso avremo uno strumento ancora più immersivo»

Da Facebook a Meta, il nuovo vecchio Zuckerberg
© AP/Eric Risberg

Da Facebook a Meta, il nuovo vecchio Zuckerberg

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(Aggiornato alle 21.52) Facebook diventa Meta, non Horizon come in molti avevano previsto. Meta è quindi il nuovo nome dell’azienda, scelto ed annunciato da Mark Zuckerberg durante la conferenza Connect di oggi dedicata agli sviluppatori ma di fatto aperta a tutti. Ovviamente Facebook inteso come social network continuerà a chiamarsi Facebook, è soltanto che insieme ad Instagram, WhatsApp, Oculus e tutti gli altri prodotti farà parte di una realtà chiamata Meta. Ribadita quindi la volontà del fondatore di trasformare Facebook in una Metaverse company, cioè proiettata verso un nuovo mondo in cui lavoreremo, giocheremo e vivremo attraverso i nostri avatar.

Meta

Alla fine del suo monologo durato un’ora e un quarto, interrotto da brevi interazioni con collaboratori e dipendenti, l’amministratore delegato della ormai ex Facebook ha spiegato che la società cambierà il suo nome in Meta per evidenziare le opportunità di crescita al di là del social network da tre miliardi di utenti, da cui il fondatore ha dato l’impressione di volersi parzialmente smarcare, almeno come immagine. Certo Facebook rimane una macchina da soldi per la pubblicità ed il futuro sviluppo in direzione dei videogiochi, ma il salto in avanti sarà il Metaverso, chiave per attrarre un pubblico più giovane, trattenere quello più vecchio e soprattutto inseguire il mito del ‘‘cambiare il mondo’’ che nella Silicon Valley è una religione.

Realtà virtuale

«Siamo passati dal desktop al web ai telefoni, dal testo alle foto al video, ma questa non è la fine della storia. La prossima piattaforma e il prossimo mezzo saranno ancora più immersivi e incarnati in internet: saremo nell’esperienza non solo guardando e chiameremo tutto questo metaverso», ha affermato Zuckerberg alla conferenza Connect. Inutile ricordare i tanti riferimenti letterari e cinematografici del Metaverso, per non dire di Second Life, quando in concreto il progetto è già partito da anni con i visori Oculus e si perfezionerà con una nuova piattaforma di e-commerce ed una divisione di videogiochi con disponibilità finanziarie illimitate ed una base di partenza di tre miliardi di persone. La struttura di Facebook, ormai Meta, dedicata all’operazione si chiama Facebook Reality Labs e comprende prodotti e servizi di realtà aumentata e virtuale, e solo per il primo anno di attività l’investimento previsto è di 10 miliardi di dollari, per dare l’idea di come soltanto poche aziende (e pochi stati...) possano dettare legge in questo nuovo mondo.

Distrazione

Ovviamente non sfugge a nessuno il fatto che il Metaverso sia anche un’arma di distrazione di massa, visto che Facebook è nel mirino di politici, media e gruppi di utenti per i motivi più diversi, alcuni seri come la tutela dei minori ed altri pretestuosi come la privacy, in un mondo in cui tutti lasciano con leggerezza i propri dati a chiunque. Nel suo show Zuckerberg ha ribadito che della sua società i media danno un’immagine falsa. «So che alcune persone diranno che questo non è il momento di concentrarsi sul futuro», ha spiegato Zuckerberg, «ma è importante andare avanti anche se si commettono errori lungo la strada». Parole da collegare a quelle di lunedì: «I giovani adulti dovranno tornare ad essere la nostra stella polare. So che questa scelta potrebbe intaccare la crescita degli utenti in alcune delle attività tradizionali di Facebook nel breve termine, ma aprirebbe nuove opportunità».

Oculus

Prima di parlare del Metaverso, di Meta e del nuovo logo il fondatore dell’azienda ha dedicato significativi minuti ad Oculus Quest 2. Il visore che oltre all’impiego per videogiocare (risultati comunque eccezionali) avrà moltissimi sbocchi nel campo del fitness ed in generale dello sport: Zuckerberg ha voluto rimarcare con questo il fatto che la vita reale non sarà comunque cancellata da quella virtuale, oltre che vendere grandi quantità di Oculus o di RayBan Stories, gli occhiali che secondo molti analisti saranno un successo. Con incasso di dollari reali, perché i grandi del tech amano descriversi come visionari ma sanno cavalcare il presente come nessun altro.

Meta piace alla Borsa

Il relativo cambio di nome, da Facebook a Meta, sembra convincere la Borsa anche se è presto per dirlo e solo nei prossimi giorni sapremo se i progetti di Zuckerberg hanno incantato i grandi investitori. Perché a pensarci bene tutte le parole in aziendalese spese su Meta elencano solo costi, 10 miliardi di dollari all’anno, ma non prospettive di ricavo se non con attività ormai tradizionali come l’ecommerce ed i videogiochi. Comunque subito dopo l’annuncio il titolo Facebook è salito del 2,9% e dal primo di dicembre anche la sua versione borsistica cambierà nome, con il ticker MVRS. La capitalizzazione di Borsa di Facebook è intorno ai 911 miliardi, quindi allo stato attuale Zuckerberg non fa parte del club del trilione di cui invece fanno parte Apple, Microsoft, Google (anzi Alphabet, altra operazione tipo Meta) e Tesla. Probabile che ci rientri presto, visto che la lunga marcia dell’azienda sembra inarrestabile: oggi un’azione Facebook vale più del triplo rispetto a cinque anni fa ed il 50% in più rispetto all’anno scorso.

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