Da Trapani a Lugano in bicicletta

La storia

Giuseppe Bica ha concluso il suo lungo viaggio: tremila chilometri per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla mobilità sostenibile e per aiutare Medici Senza Frontiere

Da Trapani a Lugano in bicicletta
© Giuseppe Bica

Da Trapani a Lugano in bicicletta

© Giuseppe Bica

Tutto lo Stivale. E oltre, visto che l’ultima tappa di questo incredibile giro aveva quale traguardo Lugano, in Svizzera. «Pedalerò per tremila chilometri e salirò per 35 mila metri, su strade note e sentieri rurali della nostra penisola» aveva detto Giuseppe Bica, 34 anni, consulente di marketing e comunicazione. Detto, fatto. Partito da Trapani, in Sicilia, dopo cinque settimane di avventura e saliscendi oggi Giuseppe è arrivato a Lugano. Un’iniziativa, quella di percorrere l’Italia da nord a sud, fino ad arrivare in Ticino, nata per sostenere la mobilità sostenibile e per sensibilizzare l’opinione pubblica. «La comunità scientifica avverte e prevede da decenni che stiamo andando incontro a una catastrofe certa» dice Giuseppe. «Ecosistemi al collasso, un pianeta in fiamme e centinaia di milioni di persone sfollate; il livello dei mari in rapido aumento, siccità, fame, alluvioni improvvise, epidemie e conflitti armati sono solo parte dello scenario inevitabile che si prospetta. Abbiamo strapazzato il nostro pianeta, lo abbiamo maltrattato. Ed è per questo che ho attivato una raccolta fondi a favore di Medici Senza Frontiere che da 50 anni si occupa di aiutare le popolazioni colpite da catastrofi naturali, guerre o epidemie come il Coronavirus in più di 70 paesi nel mondo».

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