Dai cyberattacchi ai possibili piani russi, che cosa succede in Ucraina?

Tensioni

Mosca smentisce l’ipotesi di un’operazione di sabotaggio nel Donbass per fornire un pretesto a Putin, mentre l’Occidente reagisce al massiccio attacco informatico

Dai cyberattacchi ai possibili piani russi, che cosa succede in Ucraina?
© AP/Andriy Dubchak

Dai cyberattacchi ai possibili piani russi, che cosa succede in Ucraina?

© AP/Andriy Dubchak

Le coincidenze non sono prove ma sta di fatto che, all’indomani del collasso dei negoziati tra Russia e Occidente, l’Ucraina è stata colpita da un massiccio attacco informatico e nel mirino sono finiti diversi siti governativi.

«Abbiate paura e aspettatevi il peggio», recitava un messaggio - in russo, ucraino e polacco - pubblicato sull’homepage dei portali hackerati, tra cui il ministero degli Esteri. L’episodio aggiunge tensione ad una situazione già esasperata e gli Stati Uniti fanno sapere di avere informazioni di un’imminente operazione clandestina russa in territorio ucraino per creare il pretesto di un’azione militare.

La «false flag» - termine tecnico molto amato dai complottisti - ideata dal Cremlino prevedrebbe l’uso di un commando di forze speciali, già dislocata nel Paese, addestrato all’uso di esplosivi per compiere atti di sabotaggio contro le stesse forze sostenute dalla Russia nel Donbass.

«L’esercito russo prevede di iniziare queste attività diverse settimane prima dell’invasione militare, che potrebbe iniziare tra metà gennaio e metà febbraio», ha precisato un funzionario americano alla CNN. «Abbiamo già visto questo schema nel 2014 con la Crimea». Al contempo, i russi avrebbero varato un’intensa campagna di disinformazione digitale per preparare l’opinione pubblica, ucraina e non, alla necessità di tale intervento per evitare presunte violazioni dei diritti della popolazione russofona nelle aree contese dell’est ucraino - tutte accuse che il Cremlino ha liquidato come «senza fondamento».

La risposta al cyberattacco di oggi comunque è stata immediata. Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, esprimendo condanna, ha annunciato che nei prossimi giorni «l’Alleanza atlantica e l’Ucraina firmeranno un accordo su una maggiore cooperazione informatica, compreso l’accesso di Kiev alla piattaforma di condivisione della Nato delle informazioni sui malware». Non solo. Gli esperti cibernetici alleati stanno già «sostenendo le autorità ucraine sul campo».

Che la sfera digitale sarebbe stata uno dei fronti caldi del confronto con la Russia non è un mistero e negli scorsi giorni in vari palazzi di Bruxelles si parlava apertamente di rafforzare le strutture ucraine in tal senso. Anche l’UE farà la sua parte e il capo della diplomazia, Josep Borrell, ha annunciato una missione a Kiev della task force digitale europea. «Purtroppo - ha dichiarato a Brest al termine dell’informale Esteri dei 27 - questo non sarà l’ultimo cyber-attacco contro l’Ucraina».

Borrell ha sottolineato che al momento non si hanno prove chiare di chi si celi dietro a quest’azione destabilizzante. «Ma lo sapremo», ha chiosato. Il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian, dopo aver annunciato un’imminente visita in Ucraina insieme all’omologa tedesca Annalena Baerbock, ha ad ogni modo evidenziato il desiderio «unanime» dei 27 di continuare il dialogo con Mosca, chiedendo «il più ampio coinvolgimento europeo possibile». Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto a Joe Biden di organizzare un «trilaterale» con Vladimir Putin (online) per favorire la distensione.

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