Débâcle di Biden sull’obbligo vaccinale e sulle leggi a tutela del voto

Stati Uniti

Il colpo potrebbe compromettere le elezioni di Midterm per il suo partito e la sua stessa rielezione

Débâcle di Biden sull’obbligo vaccinale e sulle leggi a tutela del voto
© EPA/JIM LO SCALZO

Débâcle di Biden sull’obbligo vaccinale e sulle leggi a tutela del voto

© EPA/JIM LO SCALZO

Con un gradimento sceso ai minimi (33% secondo un sondaggio della Quinnipiac University), Joe Biden subisce altri due colpi molto duri, che potrebbero compromettere le elezioni di Midterm per il suo partito e la sua stessa rielezione: la bocciatura da parte della Corte Suprema dell’obbligo di vaccino anti Covid nelle grandi aziende e il mancato appoggio di una senatrice dem, Krysten Sinema, alla prova di forza per cambiare le regole dell’ostruzionismo in Senato e approvare le leggi a tutela del diritto di voto.

Nel pieno di una pandemia che negli Usa ha raggiunto livelli record, con una media giornaliera nell’ultima settimana di quasi 800 mila casi e oltre 1800 morti, la Corte Suprema ha neutralizzato uno degli elementi chiave della sua strategia anti Covid, bloccando l’obbligo di vaccino o di test anti Covid settimanale annunciato a livello nazionale lo scorso settembre per aziende con oltre 100 dipendenti. Una mossa che avrebbe interessato quasi 100 milioni di dipendenti e avrebbe consentito di prevenire 250 mila ricoveri e migliaia di decessi, secondo le stime della Casa Bianca.

Ma i giudici, accogliendo i ricorsi degli Stati a guida repubblicana, ritengono che l’amministrazione non abbia il potere di imporre un tale requisito per le grandi aziende, senza l’autorizzazione del Congresso. E Biden non ha nascosto il suo disappunto, dicendosi «deluso» per la bocciatura di «norme di buon senso». La Corte ha tuttavia lasciato l’obbligo per gli operatori sanitari impiegati in strutture che ricevono fondi federali, una misura che coinvolge oltre 17 milioni di dipendenti.

Il massimo organo giudiziario Usa si è spaccato in entrambi i casi: nel primo 6 a 3, con i giudici liberal in dissenso, nel secondo 5 a 4, con il presidente John G. Roberts Jr e il giudice Brett M. Kavanaugh unitisi ai colleghi progressisti. La decisione sulle grandi aziende segna una pesante sconfitta per Biden (e un successo per Donald Trump), confermando la difficoltà della sua amministrazione di imporre misure preventive e restrittive su scala nazionale. Al presidente non è rimasto che annunciare ieri misure forse di minor impatto, come l’acquisto di altri 500 milioni di test fai-da-te per il Covid da distribuire gratuitamente, in aggiunta ai 500 milioni già ordinati, e l’invio di ulteriori squadre di medici militari in sei Stati travolti dall’emergenza: New York, New Jersey, Ohio, Rhode Island, Michigan e New Mexico. Biden ha anche promesso che la prossima settimana la sua amministrazione annuncerà come renderà disponibili per gli americani mascherine di alta qualità gratuitamente.

Rischia di essere invece politicamente fatale al presidente la decisione della senatrice Sinema di non appoggiare la manovra democraitica per modificare le regole sull’ostruzionismo (filibustering) al Senato in modo da approvare le leggi a difesa dei diritti di voto passate ieri alla Camera e diventate una bandiera del commander in chief: «non sono sicuro che queste leggi siano approvate al Congresso», ha ammesso sconsolato dopo che era andato al Senato proprio per convincere tutti i democratici ad appoggiare la svolta.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mondo
  • 1
  • 1