«Dietro l’odio per gli armeni vi è nazionalismo imposto dall’alto»

L’intervista

L’analisi sul Nagorno-Karabakh di Eleonora Tafuro, ricercatrice dell’ISPI di Milano esperta di Turchia, Caucaso e Russia

 «Dietro l’odio per gli armeni vi è nazionalismo imposto dall’alto»
Una casa del villaggio di Karmiravan, nel Nagorno-Karabakh, viene data alle fiamme dai suoi proprietari prima dell’arrivo degli azeri. ©AP /Sergei Grits

«Dietro l’odio per gli armeni vi è nazionalismo imposto dall’alto»

Una casa del villaggio di Karmiravan, nel Nagorno-Karabakh, viene data alle fiamme dai suoi proprietari prima dell’arrivo degli azeri. ©AP /Sergei Grits

Il recente accordo, mediato da Mosca, tra Armenia e Azerbaigian per la fine delle ostilità nel Nagorno-Karabakh non cancella le profonde ferite di un conflitto con migliaia di morti che ha avuto conseguenze anche in Francia. Ne parliamo con Eleonora Tafuro, ricercatrice dell’ISPI.

In Armenia dopo la sconfitta militare nel Nagorno è stato silurato il ministro della Difesa. Ciò basterà a fermare le proteste popolari contro il Governo?

«Era già stato sostituito il ministro degli Esteri in un rimpasto con il quale il premier Pashinyan cerca di rimanere in sella. Tra chi lo contesta vi sono molte persone che appoggiavano il regime di Sargsyan (ex presidente ed ex premier ndr). La stessa Russia aveva migliori rapporti con Sargsyan, per cui sono stupita che l’attuale premier sia riuscito a restare...

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