Dopo il caos, restano i fantasmi

stati uniti

Il racconto di un Paese spaccato, dall’incredulità di New York ai cordoni di sicurezza che rendono Washington blindata - Rimane comunque la paura di possibili nuovi disordini, anche perché dalle frange più estreme dell’elettorato di Trump giungono continue minacce

Dopo il caos, restano i fantasmi
Una città ormai blindata. È il nuovo volto di Washington dopo i disordini di mercoledì. / © EPA/Michael Reynolds

Dopo il caos, restano i fantasmi

Una città ormai blindata. È il nuovo volto di Washington dopo i disordini di mercoledì. / © EPA/Michael Reynolds

Quando sono iniziate a giungere le prime immagini del Campidoglio di Washington violato dai sostenitori di Donald Trump, l’atmosfera a New York è diventata surreale. Sembrava che quel fatto stesse accadendo da un’altra parte del mondo, non a quattro ore di macchina di distanza da lì. «Hai visto che cosa sta succedendo? Sembra Baghdad», dice un incredulo delivery guy al titolare a downtown Brooklyn, intento a comprare un pacchetto di chewing gum, mentre nella piccola televisione in alto, ad angolo, CNN stava continuando a mostrare la foto che sarebbe finita sulla copertina del TIME: tre agenti dei servizi segreti con le pistole puntate verso gli insurrezionisti, a difesa della porta d’ingresso della Camera. Fotografie come quella hanno fatto il giro del mondo e hanno portato un altro magazine...

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