Draghi in Senato: «La priorità è la lotta al virus»

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La maggioranza sulla quale può contare il premier, anche a Palazzo Madama, è amplissima: i voti a favore dell’esecutivo potrebbero segnare un record, fino ad arrivare intorno a quota 295-298, ma resta l’incognita M5s attraversato da forti tensioni interne

Draghi in Senato: «La priorità è la lotta al virus»
© EPA/Roberto Monaldo

Draghi in Senato: «La priorità è la lotta al virus»

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La lotta alla pandemia è una «trincea dove combattiamo tutti insieme, il virus è nemico di tutti». Mario Draghi inizia il suo discorso programmatico al Senato, che è chiamato a votare la fiducia, richiamando a «responsabilità nazionale» e a «spirito repubblicano».

La battaglia contro la COVID è «il primo dovere» che l’Italia ha davanti, dice e invita i partiti che lo sostengono a mettere da parte le rivalità.

La maggioranza sulla quale può contare, anche a Palazzo Madama, è amplissima: i voti a favore dell’esecutivo Draghi potrebbero segnare un record, fino ad arrivare intorno a quota 295-298, ma resta l’incognita M5s attraversato da forti tensioni interne. Il dissenso interno ai cinquestelle nelle ultime ore si sarebbe ridotto: i «no» oscillerebbero tra i 30 e i 20, ai quali potrebbe aggiungersi qualche assenza. «Al 99% prevedo di non dare la fiducia al governo con un no o con un’astensione», dice il presidente della commissione antimafia Nicola Morra.

E a contenere il disagio in casa M5s punta la creazione dell’intergruppo fra il partito democratico, il Movimento e Liberi e Uguali. L’operazione partita al Senato ha anche l’obiettivo di evidenziare l’esistenza di una maggioranza nella maggioranza e vuole essere un primo passo per la costruzione di una futura alleanza del centrosinistra in vista delle elezioni amministrative.

Fratelli d’Italia (Fdl), unico partito a stare all’opposizione e che oggi voterà no alla fiducia, rilancia e chiede a Lega e Forza Italia di creare una struttura speculare. Il presidente di FdI dice che ne parlerà direttamente con Berlusconi e Salvini: «penso che anche il centrodestra debba dotarsi di un suo intergruppo per portare avanti il programma elettorale comune». Dalla Lega arriva una prima apertura da parte di Alessandro Morelli: «Se è una proposta che possa ipotizzare una federazione, io ritengo che sia una cosa positiva».

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