Duda vince le presidenziali

polonia

A spoglio ultimato, il presidente polacco ha battuto l’avversario Ralaf Trzaskowski con il 51,21% dei voti - Affluenza record con il 69%

Duda vince le presidenziali
© AP/Czarek Sokolowski

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(Aggiornato alle 21.10) La Polonia spaccata in due rielegge presidente il populista Andrzej Duda, uscito vincitore dal ballottaggio di ieri con 450mila voti in più rispetto al suo rivale, il sindaco liberale ed europeista di Varsavia Rafal Trzaskowski.

Duda ha incassato il 51,2% delle preferenze contro il 48,8% di Trzaskowski. Cavalli di battaglia per la rielezione di Duda sono state le promesse di uno Stato forte e centralizzato, nonché la difesa dei valori tradizionali. L’altra metà della società polacca aveva invece puntato su Trzaskowski sperando in un Paese più moderno e aperto al mondo, nonché più attivo nell’Unione europea.

Il sindaco di Varsavia ha perso nonostante abbia prevalso in 10 regioni su 16. A favore del presidente uscente hanno votato le regioni dell’est e del sud, dove la popolazione è più numerosa. Duda è stato sostenuto sopratutto dagli anziani over 60 (62,5% contro il 37,5%) e dagli abitanti delle campagne (oltre il 63% gli ha ridato fiducia). Trzaskowski è stato invece preferito dagli abitanti delle grandi città (65% contro 34%) e dai giovani fra i 18 e i 29 anni (64% contro 36%).

Il vero vincitore di questa consultazione è però ancora una volta Jaroslaw Kaczynski, leader storico del partito conservatore Diritto e giustizia (Pis) al governo dal 2015, che si è battuto in prima persona affinché, attraverso la rielezione di Duda, fossero completate le «riforme» del suo governo, a partire da quella del sistema giudiziario che ha sollevato più di qualche perplessità per la tenuta dello stato di diritto in Polonia. «La sua vittoria, così come cinque anni fa, il nuovo presidente la deve a Jaroslaw Kaczynski, punto e basta», ha scritto ieri Joachim Brudzinski, che ha guidato il comitato elettorale di Duda.

A sostegno di Duda il Pis ha impegnato l’intero apparato dello Stato, con i membri del governo che hanno organizzato comizi per far rieleggere il loro candidato e la radio e la televisione pubbliche completamente schierate con il presidente uscente e contro lo sfidante.

«Non abbiamo giocato ad armi pari, malgrado questo abbiamo lottato fino all’ultimo», ha detto oggi Trzaskowski nel riconoscere la propria sconfitta. A favore di Duda si era mossa anche la chiesa polacca, spingendo i fedeli a votare per il candidato «che condivide i valori cristiani». Come ha commentato con l’agenzia di stampa italiana Ansa Stefan Frankiewicz, ex ambasciatore presso il Vaticano e amico personale di papa Wojtyla, «la chiesa polacca ha voluto così difendere i suoi tanti privilegi nel sistema attuale, rinunciando alla missione pastorale e ad invitare una società spaccata in due al dialogo senza odio». Frankiewicz ha ricordato tra l’altro con disagio il silenzio totale della chiesa di fronte alle parole usate in campagna elettorale da Duda contro gli omosessuali.

E oggi sui social media si raccontava di come Jaroslaw Kaczynski ieri sera, invece di festeggiare con Duda la vittoria, abbia atteso i risultati davanti all’immagine della Madonna Nera nel più noto santuario polacco di Jasna Gora a Czestochowa.

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