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Turchia, c'è attesa per la riapertura borse

 
11
agosto
2018
22:20
ats

MILANO - In fondo l'attesa durerà poche ore. Alle 2.30 di lunedì, all'apertura della Borsa giapponese, sarà subito chiaro se l'effetto Turchia è scemato o no.

Fare pronostici non è poi così difficile, però. Considerando che dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan non stanno arrivando segnali di un cambio di rotta in economia, il timore è che i mercati proseguano sulla scia del venerdì nero, con Wall Street che ha chiuso in rosso, dopo le perdite pesanti su Tokyo (-1,3%) e in Europa, dove Milano è stata la peggiore (-2,5%).

Contraccolpi ci sono stati anche sullo spread tra btp e bund, che ha sfiorato i 270 punti base, e sull'euro, scivolato sotto la soglia 1,14 dollari (1,1395) per la prima volta da luglio 2017. La 'bomba' covava da un po', ma sui mercati è esplosa nell'ultima seduta della settimana.

La giornata si è aperta con il Financial Times che parlava dei timori della Bce per il contagio della crisi economica e monetaria turca sulle banche europee, come Unicredit, proprietaria dell'istituto Yapi Kredi.

Quest'anno la moneta turca ha perso un terzo del suo valore, con il presidente Erdogan che, dopo la vittoria elettorale di giugno, ha ridotto ancor più l'autonomia della banca centrale, impedendo una stretta monetaria giudicata necessaria in uno scenario mondiale di tassi in rialzo. Questo rende remota l'ipotesi che la Turchia chieda al Fmi quell'aiuto che molti economisti ritengono indispensabile per uscire dalla crisi, insieme alla limitazione dei movimenti di capitali.

C'è poi il capitolo della relazioni internazionali e della guerra commerciale con gli Stati Uniti. Proprio ieri il presidente americano Donald Trump ha annunciato il raddoppio dei dazi sull'acciaio e sull'alluminio turchi, affossando ancor di più la lira, crollata del 17% e scesa ai minimi record (fino a 6,8 sul dollaro), con i rendimenti dei bond schizzati a livelli stellari, oltre il 20%.

La risposta di Edogan è arrivata puntuale: se gli Stati Uniti non "invertono la tendenza all'unilateralismo e alla mancanza di rispetto saremo costretti a iniziare a cercare nuovi amici e alleati". Mentre il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha twittato: "Il giubilo di Donald Trump nell'imporre disagio economico alla Turchia suo alleato Nato è vergognoso". Le premesse per un Ferragosto di turbolenza sui mercati ci sono tutte.

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