Efficacia del vaccino Pfizer al 95%

coronavirus

A pubblicare i dati è stato il New England Journal of Medicine - La Food and drug administration potrebbe dare il via libera nei prossimi giorni all’autorizzazione d’emergenza alla distribuzione negli USA

Efficacia del vaccino Pfizer al 95%
© EPA/BioNTech

Efficacia del vaccino Pfizer al 95%

© EPA/BioNTech

Risulta efficace al 95% (con un intervallo compreso fra il 90,3% e il 97,6%) il vaccino anti COVID-19 della Pfizer, sperimentato su 43.548 persone, metà delle quali hanno ricevuto il vaccino (indicato con la sigliaBNT162b2) e metà il placebo. I risultati sono pubblicati sul New England Journal of Medicine.

Fra gli eventi avversi si sono osservati dolore nel sito dell’infezione, da lieve a moderato e temporaneo, affaticamento e mal di testa. L’incidenza di eventi avversi gravi è stata bassa ed è risultata simile nei gruppi che hanno ricevuto il vaccino e in quelli che hanno ricevuto il placebo.

Intanto il comitato di esperti della Food and drug administration (FDA) - in riunione aperta al pubblico da questa mattina - voterà con altissima probabilità entro questa sera le proprie raccomandazioni sull’approvazione negli USA del vaccino.

Se la commissione esprimerà - come previsto - parere favorevole, la FDA dovrebbe dare il via alla autorizzazione di emergenza del primo vaccino contro il COVID-19 nel giro di un paio di giorni. Parte del comitato sono scienziati che studiano vaccini e malattie infettive, rappresentanti di altri enti, nonché delle industrie farmaceutiche, e dei consumatori. Il «comitato consultivo sui vaccini ed i prodotti biologici relativi» è composto da 17 membri fissi e 13 a rotazione.

Le principali questioni sul vaccino COVID della Pfizer ancora aperte, che verranno discusse in giornata dagli esperti, sono quelle sui controlli di sicurezza ed efficacia a lunga scadenza. In pratica il comitato dovrà raccomandare se e quando somministrare il vaccino - una volta autorizzato - ai volontari che, nei trials, avevano ricevuto solo il placebo, e quindi non sono protetti contro il virus.

Dare loro il vaccino renderà difficile continuare a seguire la protezione accordata a lunga scadenza dal prodotto, non essendovi più un «campione di controllo» non immunizzato. Il comitato inoltre potrebbe suggerire di non includere i bambini nella prima approvazione all’uso. O comunque non nelle prime fasce di popolazione a cui verrà dato. Dopo la raccomandazione del comitato, e l’ok della intera FDA, al prodotto, ci vorrà comunque una ulteriore conferma da parte del comitato «ad hoc» dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mondo
  • 1
  • 1