EMA: nessuna restrizione per AstraZeneca

Vaccino

Dopo le esternazioni di un funzionario sugli eventuali legami tra rari casi di trombosi e le dosi di siero, l’Agenzia europea del farmaco conferma di non ritenere che questi causino rischi degni di raccomandazioni particolari

EMA: nessuna restrizione per AstraZeneca
©EPA/TOMS KALNINS

EMA: nessuna restrizione per AstraZeneca

©EPA/TOMS KALNINS

«Non ci sono rischi generalizzati nella somministrazione del vaccino, quindi non abbiamo ritenuto necessario raccomandare misure specifiche per ridurre il rischio». Così si sono espressi oggi i responsabili dell’EMA, l’Agenzia europea del farmaco, in una conferenza stampa che arriva un giorno dopo le esternazioni fatte da un funzionario della stessa EMA. Esternazioni in cui veniva ammessa una correlazione tra i casi di trombosi e il vaccino. «Possiamo dire che c’è un legame con il vaccino. Cosa causi questa reazione, tuttavia, non lo sappiamo». Aveva asserito ieri in un’intervista al Messaggero Marco Cavaleri. Oggi, l’Agenzia fa però un passo indietro e non ritiene che i rischi per la salute legati al siero di AstraZeneca siano sufficienti da sconsigliarne l’uso, confermando così peraltro anche quanto affermato ieri dall’OMS. Certo è che, in questa maniera, le polemiche nate (talvolta pretestuosamente) intorno al farmaco fanno fatica a placarsi.

«Il rischio di mortalità a causa del Covid è molto maggiore del rischio di mortalità per gli effetti collaterali» che possono manifestarsi a seguito della vaccinazione, ha detto oggi la direttrice dell’EMA, Emer Cooke, ribadendo che «gli effetti collaterali» causati dai vaccini «sono molto rari». «Dobbiamo ripetere il messaggio che i vaccini ci aiuteranno nella lotta contro la COVID e dobbiamo continuare a utilizzarli», ha aggiunto. «Sul mix di vaccini» non ci sono «ancora dati disponibili ma aspettiamo di riceverli»: l’uso di vaccini diversi quando è richiesta la doppia somministrazione «potrebbe comunque essere efficace», ha detto da parte sua la presidente del comitato di sicurezza dell’EMA, Sabine Straus, rispondendo ai giornalisti ma restando tuttavia ancora nel campo delle ipotesi. «Quello che sappiamo dei casi» di trombosi rare «è che si sono verificati dopo la prima dose», ha sottolineato ancora Straus tornando al tema principale della conferenza stampa in cui ha anche spiegato che non ci sono ancora molte informazioni disponibili sui possibili eventi collaterali avvenuti a seguito della seconda dose. Sabine Straus ha inoltre precisato che «le informazioni» contenute nel bugiardino del vaccino di AstraZeneca (di cui abbiamo parlato qui) saranno aggiornate e saranno diffusi «avvisi».

Analisi sulle trombosi rare al 22 marzo

Il Comitato per la sicurezza dell’EMA (PRAC) ha intanto effettuato un’analisi approfondita di 62 casi di trombosi del seno venoso cerebrale e 24 casi di trombosi venosa dell’addome riportati nel database sulla sicurezza dei farmaci dell’Unione europea (EudraVigilance) al 22 marzo 2021, 18 dei quali fatali. «I casi provenivano principalmente da sistemi di segnalazione spontanea dell’AEA e del Regno Unito, dove circa 25 milioni di persone avevano ricevuto il vaccino», riporta l’EMA in una nota sul vaccino AstraZeneca.

Nel Regno Unito i casi aumentano

Malgrado le prove scientifiche stentino a confermare una correlazione tra l’uso del farmaco e i casi di trombosi, i dati britannici portano però a dei fatti che non possono essere ignorati. Salgono infatti a 76 i casi di trombosi rare e a 19 i morti registrati nel Regno Unito fra le circa 20 milioni di persone che hanno utilizzato finora il vaccino. Nel Paese, lo ricordiamo, viene distribuito il siero anti-Covid sviluppato dall’Univertsità di Oxford e prodotto da AstraZeneca. Le cifre sono state rese note oggi in un rapporto aggiornato della MHRA, l’autorità britannica del farmaco, pur ribadendo che al momento non è provato un rapporto di causa-effetto. Intanto l’organo consultivo del Regno raccomanda di offrire un vaccino diverso alle persone con meno di 30 anni.

Gli esperti: «Il vaccino resta sicuro, ma per gli under 30 ci sono alternative»

Il vaccino AstraZeneca resta «sicuro» ed efficace nella generalità dei casi secondo gli specialisti britannici dell’Agenzia di regolazione sui farmaci (Mhra) e del Jcvi, l’organismo scientifico che assiste il governo in materia di vaccinazioni e immunizzazione. Lo hanno sottolineato in un briefing, sempre oggi, la dottoressa June Raine, responsabile dell’Mhra, e il professor Jonathan Van-Tam, infettivologo e Mister-COVID inglese. Van-Tam ha affermato che il rapporto fra rischi e benefici nell’uso di questo vaccino resta «enormemente in favore» dei benefici anti-Covid. Aggiungendo che il sospetto rischio di effetti collaterali «rari» risulta «marginalmente più elevato» nelle fasce di età più giovani, sebbene anche per loro si tratti di un pericolo largamente inferiore a quello potenziale di contagiarsi con il coronavirus in assenza di vaccinazione. L’accademico ha in ogni modo definito «corretta ed equilibrata» l’indicazione aggiornata dal Jcvi di vaccinare con un antidoto diverso da AstraZeneca gli under 30, il cui turno - salvo casi eccezionali - scatterà nel Regno fra un paio di mesi.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mondo
  • 1
  • 1