«Entro aprile ci saranno abbastanza vaccini per tutti gli americani»

Tutti gli aggiornamenti

L’evoluzione globale dell’emergenza coronavirus: i casi sono 30,2 milioni, i morti 947 mila e i guariti 20,6 milioni

«Entro aprile ci saranno abbastanza vaccini per tutti gli americani»
© AP Photo/Kirsty Wigglesworth

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© Max Becherer/The Advocate via AP

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«Entro aprile ci saranno abbastanza vaccini per tutti gli americani»
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Tutti gli aggiornamenti dal mondo sull’emergenza coronavirus (qui è possibile consultare la mappa dei contagi in tempo reale). Tutte le notizie dal mondo sulla pandemia dalla metà di aprile fino all’inizio di maggio le potete trovare a questo link. Qua invece gli aggiornamenti fino al 30 di giugno.

Venerdì 18 settembre

(Aggiornato alle 21.30) I contagi da coronavirus nel mondo superano quota 30 milioni: sono 30.290.791 stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 947.919 morti e 20.623.028 guariti.

Trump: «Entro aprile ci saranno abbastanza vaccini per tutti»

La distribuzione del vaccino contro il coronavirus inizierà nelle 24 ore successive all’approvazione: «Ci saranno abbastanza vaccini per tutti gli americani entro aprile». Lo afferma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sottolineando che il vaccino «arriverà a breve e sconfiggeremo il virus». Il vaccino aiuterà a salvare «milioni di vite» e a far tornare il paese alla «normalità». «Ci saranno abbastanza vaccini per tutti gli americani entro aprile. Entro la fine dell’anno avremo 100 milioni di dosi», destinate alle categorie più a rischio, aggiunge Trump.

Positivo il ministro francese Le Maire

Il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, in un messaggio pubblicato su Twitter, ha annunciato questa sera di essere risultato positivo al coronavirus. Le Maire aggiunge di essersi «immediatamente messo in isolamento in conformità con le regole sanitarie».

In Francia superati i 13 mila casi in 24 ore

Record di 13.215 nuove infezioni da Covid-19 in sole 24 ore in Francia, dove si registra anche una cifra di decessi mai toccata dalla primavera scorsa, 123 morti nell’ultima giornata. Lo ha reso noto Santé Publique. Una nota di Santé Publique a corredo delle cifre, precisa che il numero delle vittime e quello dei ricoveri - tutti particolarmente alti oggi - sono dovuti a cartelle di ingresso in ospedale e in rianimazione arretrate da parte di un ospedale della regione di Parigi, che non erano stati trasmessi nelle settimane scorse e non erano entrati nel database. Questa operazione di «recupero dati» riguarda - spiega Santé Publique France - 237 dossier di ricoveri e 76 decessi. Oltre alla cifra di 123 decessi, non tutti registrati quindi nelle ultime 24 ore. Il comunicato della Direzione della Sanità indica un totale di 850 ricoveri e 100 ingressi in rianimazione, cifre che comprendono il «recupero» dei dati delle settimane scorse in un istituto sanitario.

L’OMS: «Il mondo era impreparato al coronavirus»

«Il mondo era impreparato al coronavirus». Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sul coronavirus. «Questa pandemia di Covid-19 ha dimostrato che, indipendentemente dal fatto che i paesi siano ricchi o poveri, i sistemi sanitari possono essere completamente sopraffatti e i servizi essenziali possono fallire», ha sottolineato il direttore dell’Agenzia dell’ONU.

In Gran Bretagna oltre i 4 mila contagi giornalieri

Continua il nuovo rimbalzo di contagi da coronavirus nel Regno Unito, secondo i dati aggiornati oggi dal governo, con 4.322 casi diagnosticati nelle ultime 24 ore censite: picco da maggio, seppure su un totale di test quotidiani ormai impennatosi oltre i 230.000. In rialzo anche i morti (27 contro i 21 di ieri) e i ricoveri in ospedali, tornati di poco oltre quota mille in totale nel Paese (contro i 988 contati ieri). Stabili invece per ora, attorno a 120-130, i pazienti sottoposti complessivamente a terapia intensiva.

Madrid, restrizioni alla mobilità dei cittadini

La presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, ha annunciato limitazioni alla mobilità a Madrid ma si è rifiutata di dichiarare lo stato di allarme per il coronavirus e ha affermato che «il confinamento deve essere evitato a tutti i costi». Lo riferisce El Pais. La regione della capitale spagnola limita l’ingresso e l’uscita in 37 zone sanitarie, limita le riunioni a sei persone e chiude i parchi.

La capitale islandese chiude bar e discoteche

Per contrastare un’ondata di casi di coronavirus, bar e discoteche saranno chiusi per quattro giorni nella capitale islandese. Reykjavik ha registrato un aumento dei contagi da lunedì. Dei 59 nuovi casi registrati, 58 erano nella regione.

«È importante reagire il più rapidamente possibile con misure mirate per prevenire un’epidemia generalizzata con le sue conseguenze», ha detto il capo epidemiologo Thorolfur Gudnason in una nota del ministro della salute.

Almeno un quarto delle ultime infezioni è legato a bar e discoteche del centro città, il resto è stato registrato in due università della capitale.

In Gran Bretagna la stretta coinvolge 15 milioni di persone

Salirà a oltre 15 milioni, secondo i calcoli della Bbc, il totale delle persone coinvolte da martedì prossimo nelle restrizioni da lockdown parziale locale annunciate dal governo Tory di Boris Johnson in zone più vaste dell’Inghilterra di fronte all’estendersi di focolai di nuovi contagi da coronavirus nel Regno. Mentre l’indice nazionale d’infezione Rt resta a 1,1, di poco oltre la soglia d’allarme, ma si teme possa balzare a 2 se il trend d’aumento dei casi e quello dei ricoveri (raddoppiato in 8 giorni) non sarà frenato. Un portavoce di Downing Street ha ribadito che l’obiettivo resta «evitare un lockdown» bis «esteso» a tutto il Paese e che «al momento non sono previste nuove restrizioni a Londra». Ma ha ricordato che «la strategia» è controllare il virus con «ogni azione necessaria». Il leader laburista, Keir Starmer, s’è detto dal canto suo preoccupato e ha chiesto a Johnson di convocare una riunione ad hoc del comitato d’emergenza Cobra.

Macron lancia un appello a combattere

Dinanzi alla crisi del coronavirus «abbiamo una cosa sola da fare: batterci, batterci, batterci» sul fronte sanitario, economico e sociale: questo l’appello lanciato oggi dal presidente francese, Emmanuel Macron, in un contesto in cui la Francia ha superato ieri la soglia fatidica dei 10.000 casi nelle ultime 24 ore. «Il rientro è duro», ha riconosciuto il capo dello Stato, riferendosi al ritorno alla vita di tutti i giorni in piena pandemia dopo la pausa estiva. Ma non dobbiamo «cedere ad alcun fatalismo», ha avvertito il capo dello Stato in occasione di una visita in provincia per le Giornate europee del patrimonio.

Bolsonaro: »È ora di riaprire gli stadi e le scuole»

Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, si è espresso a favore della riapertura al pubblico degli stadi di calcio e della ripresa delle lezioni presenziali a scuola, nonostante la pandemia da coronavirus sia ancora in corso nel Paese sudamericano. «Speriamo che presto il pubblico inizi di nuovo a comparire alle partite di calcio, anche se (gli stadi) non si riempissero completamente, ma ci si limitasse a una capacità del 10%, 20% o 30%», ha proposto il capo dello Stato. «Credo che a questo punto gli stadi possano essere riaperti, è logico che questo dipenda dall’Agenzia nazionale di sorveglianza sanitaria, dal ministero della Sanità, ma sembra che tutto si stia muovendo in quella direzione», ha affermato Bolsonaro la notte scorsa durante la consueta diretta sui social. Per il presidente è «inammissibile» che le scuole continuino a rimanere chiuse, dopo aver «perso l’anno scolastico». «Basta guardare i sindacati degli insegnanti: sono persone della sinistra radicale, per le quali è molto conveniente stare a casa, non lavorare e collaborare perché i bambini non apprendano», ha concluso Bolsonaro.

Nuove restrizioni da lockdown nel Regno Unito

Si estendono ancora le restrizioni da lockdown parziale locale nel Regno Unito, sullo sfondo dell’allarme per la tendenza al rialzo dei contagi e dei ricoveri da coronavirus. Il governo di Boris Johnson ha annunciato oggi una stretta da martedì 22 anche in territori aggiuntivi dell’Inghilterra settentrionale, centrale e occidentale come il Lancashire (esclusa la città di Blackpool), Merseyside (ossia la zona attorno a Liverpool), un’ulteriore parte delle Midlands (inclusa Wolverhampton) e parte dello West Yorkshire. In totale, sommando queste aree a quelle inserite nel giro di vite in vigore da oggi a Newcastle, Sunderland e dintorni, nonché da alcune settimane a Leicester, Birmingham, Bolton e in alcune aree di Scozia e Galles, le persone coinvolte dalla nuova stretta nel Paese salgono a circa 12 milioni. Le restrizioni previste nell’ambito di questi provvedimenti localizzati - più severi rispetto a quelli al momento in vigore a livello nazionale - comprendono il ripristino del divieto di qualunque contatto sociale privato, all’interno o all’aperto, al di fuori del nucleo familiare convivente, una limitazione più severa degli orari di ristoranti, pub e caffè, l’indicazione di non usare i trasporti pubblici se non per «esigenze essenziali» come quella di andare al lavoro o a scuola. Ritorna inoltra l’indicazione di evitare come spettatori anche eventi sportivi amatoriali, nonché la raccomandazione di viaggiare al di fuori delle aree di residenza, se necessario, solo con la propria famiglia e senza poter visitare per ragioni private parenti che vivono altrove. Restano invece escluse altre limitazioni che erano state imposte all’intero Regno per tre mesi in primavera all’epoca del lockdown generale (seppure con maggiore flessibilità rispetto ad altri Paesi) durante la fase più mortifera d’una pandemia che sull’isola ha causato in totale ufficialmente circa 4 mila decessi.

In Olanda scarseggiano i kit per i test

In Olanda inizia a scarseggiare la disponibilità dei test per il coronavirus. Lo ha sottolineato il ministro della salute Hugo de Jonge spiegando che la domanda sta superando l’offerta. Lo riporta la Cnn sottolineando che nel Paese sarà data priorità al test per gli operatori sanitari e dell’istruzione.

Stasera, intanto, è attesa la conferenza del premier Mark Rutte nel corso della quale saranno probabilmente annunciate nuove misure per combattere la pandemia, ha riferito l’emittente nazionale NOS. Tra queste potrebbe scattare anche la chiusura anticipata di caffè e ristoranti in alcune zone del Paese

«Si sta ancora discutendo» su quali azione intraprendere con i funzionari regionali, ha precisato Rutte.

Oltre 3 mila casi in Iran, record da giugno

Sono 3’049 i casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Iran. I contagi quotidiani tornano per la prima volta sopra i tremila da inizio giugno. Il dato porta il totale dei malati accertati nella Repubblica islamica a 416’198. Le nuove vittime ammontano a 144, arrivando in tutto a 23’952.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva salgono a 3’869, mentre quelli guariti crescono a 355’505. I test effettuati complessivamente sono 3’691’399. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute di Teheran, Sima Lari. Intanto, il viceministro della Salute iraniano Iraj Harirchi, citato dall’Isna, ha lanciato l’allarme sull’aggravamento della situazione epidemiologica, dichiarando che «ormai non ci sono più zone arancioni e gialle, ma che tutto il Paese è da considerarsi una zona rossa», cioè ad alto rischio di contagi. La portavoce del ministero ha comunque precisato oggi che sul piano formale le province «rosse» restano 13 su 31, tra cui Teheran, mentre altre 15 sono ufficialmente in stato di allerta.

Pakistan, 752 nuovi casi

Il Pakistan ha registrato 752 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, la crescita più alta dal 9 agosto scorso, mentre i decessi sono stati nove.. Lo comunica il ministero della Sanità.

Il numero totale dei contagi dall’inizio della pandemia sale così a oltre 304’000 e quello dei morti a 6’408. Tra i pazienti attualmente malati, 579 sono in condizioni critiche.

Boom di contagi in Alto Adige

Boom di contagi in Alto Adige. I laboratori dell’Azienda sanitaria altoatesina nelle ultime 24 ore hanno effettuato 1’916 tamponi. Sono stati registrati 72 nuovi casi positivi, contro gli 11 di ieri. Si tratta soprattutto di raccoglitori di mele dell’est che vengono testati al loro arrivo in Italia.

Il numero di persone in isolamento domiciliare è invece salito da 1’672 a 1’744, delle quali 64 di ritorno da Croazia, Grecia, Spagna o Malta. Resta invece invariato il numero dei pazienti ricoverati: 15 nei normali reparti e 2 in terapia intensiva.

Belgio, numero infezioni giornaliere in aumento

In Belgio il numero medio di infezioni da coronavirus al giorno ha raggiunto 978,3 casi tra l’8 e il 14 settembre, con un aumento del 74%, secondo i dati provvisori dell’ultimo aggiornamento dell’Istituto di Sanità Pubblica, Sciensano.

Si tratta di un altro forte incremento rispetto alle cifre rese note ieri, dove sono stati individuati 2’028 nuovi casi, portando il totale dei contagi a 97’976, scrivono i media locali. Inoltre, ci sono stati una media di 39 ricoveri ospedalieri al giorno tra il 10 e il 16 settembre. Questo porta le ammissioni totali dall’inizio dell’epidemia a 19’484.

I decessi sono relativamente stabili a 2,7 al giorno in media tra l’8 ed il 14 settembre, per un totale di 9’936. Infine, il tasso di contaminazione per 100’000 abitanti, calcolato sulla base di periodo dall’1 al 14 settembre, salito a 93,9 (+ 66%).

Nuovo record in Russia: 5’905 nuovi casi

Aumentano i casi di Covid-19 in Russia. Stando ai dati ufficiali, nelle ultime 24 ore si sono registrati 5’905 nuovi contagi, la cifra più alta dal 20 luglio. Secondo le autorità, le persone decedute a causa del morbo sono 134 nel corso dell’ultima giornata e 19’195 in tutto. Il totale dei contagi accertati sale a 1’091’186, il quarto al mondo in termini assoluti.

Oltre 5mila casi in Israele, riparte il lockdown

Sono stati 5’238 i contagi nelle ultime 24 in Israele dove da oggi alle 14 (ora locale) scatta il nuovo lockdown nazionale che resterà in vigore almeno tre settimane. Le infezioni di ieri hanno anche portato a 577 i malati gravi e, di questi, 153 in rianimazione: un picco rispetto a ieri. Le vittime, da inizio pandemia, sono salite a 1’169.

Il premier Benyamin Netanyahu ha ammonito che se le restrizioni imposte non verranno rispettate e le infezioni non diminuiranno «non ci sarà altra strada» che allungare il lockdown. Unica modifica introdotta - ieri sera - dal governo alle regole è stata quella che ha visto aumentare da 500 metri ad 1 chilometro il raggio entro il quale gli israeliani possono allontanarsi da casa.

Nel Regno Unito «situazione molto grave»

Un altro lockdown nazionale in Inghilterra è «l’ultima linea di difesa» da adottare se necessario. Lo ha detto il ministro della salute Matt Hancock, avvertendo che il Regno Unito si trova in una «situazione molto grave». Intervenendo ad una programma della BBC, nel giorno in cui sono entrati in vigore dei blocchi locali nel nord dell’Inghilterra, il ministro ha rilevato che nelle ultime settimane si è verificata una «accelerazione» nei casi. «È fondamentale che le persone seguano le regole», così «possiamo evitare di dover prendere altre serie misure». Allo stesso tempo, ha sottolineato, i lockdown nazionali possono «mantenere le persone al sicuro».

In Brasile oltre 36 mila nuovi casi e 829 morti

Il Brasile ha registrato ulteriori 829 decessi e 36.303 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato ieri in serata il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass) e il ministero della Sanità brasiliani. Il numero complessivo dei casi confermati di COVID-19 nel Paese sudamericano è dunque salito a 4.455.386, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 134.935. Il tasso di letalità è rimasto fermo al 3%, mentre quello di mortalità è leggermente salito, passando a 64,2 persone ogni centomila abitanti.

In Pakistan aumentano i casi di poliomielite

Il Pakistan, il solo Paese al mondo insieme all’Afghanistan dove la poliomielite è ancora presente, ha già registrato 72 casi di questa malattia dall’inizio dell’anno, mentre le autorità sanitarie si aspettano un netto peggioramento della situazione a causa della sospensione della campagna di vaccinazione per cinque mesi dovuta al coronavirus. Secondo quanto rende noto il sito End Polio Pakistan, l’ultimo caso, quello di un bambino di un anno, è stato confermato nella provincia sud-occidentale del Baluchistan. La campagna di vaccinazioni, sospesa nel marzo scorso, è ripresa soltanto in agosto.

Giovedì 17 settembre

(Aggiornato alle 21.21) I contagi nel mondo sono 29.925.969, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 942.076 morti e 20,3 milioni di persone guarite.

Francia, i contagi tornano sopra 10.000

Tornano sopra quota 10.000 i nuovi contagi in Francia nelle ultime 24 ore, a 10.593. Lo ha annunciato Santé Publique France nel suo comunicato quotidiano.

Le nuove vittime sono state 50, per un totale ormai di 31.095. Il tasso di positività resta stabile alla quota degli ultimi giorni, 5,4%. Il numero dei pazienti in rianimazione è di 27 in più rispetto a ieri.

«L’epidemia in Francia è di nuovo molto attiva»

«È una realtà: l’epidemia è di nuovo molto attiva nel nostro Paese come del resto in Paesi vicini al nostro»: lo ha detto il ministro francese della Salute, Olivier Véran, facendo il punto sulla crisi del coronavirus in Francia. «Siamo tutti attori chiave della lotta contro il coronavirus», ha proseguito, tornando ad invitare i concittadini al senso di responsabilità e al rispetto dei cosiddetti ‘gesti barriera’.

234.000 test in Gran Bretagna, ma non bastano

Non basta il picco di 234.000 tamponi eseguiti in un solo giorno a colmare l’esplosione di richieste nel Regno Unito di test sul coronavirus, con le autorità sanitarie e il governo costretti ad ammettere di non riuscire in questa fase a smaltire le code di chi si prenota nell’ambito del sistema di Test and Trace: il meccanismo messo in piedi sull’isola - dove i contagi registrati oggi sono scesi solo di poco a 3395 - per cercare di tenere sotto controllo in questa fase in modo più capillare la diffusione del Covid-19.

«E’ ormai chiaro che oggi la richiesta supera la capacità che abbiamo», ha detto oggi in Parlamento la baronessa Dido Harding, incaricata dal governo di Boris Johnson di gestire questa complessa operazione. Harding ha stimato che le prenotazioni sono al momento fra 3 e 4 volte superiori alla capacità dei laboratori, sebbene questa sia stata accresciuta esponenzialmente nel Regno in questi mesi, a livelli di record europeo in cifra assoluta.

Lockdown localizzati in Inghilterra per 2 milioni di persone

Tornano lockdown localizzati per quasi 2 milioni di persone nel nord-est dell’Inghilterra. Lo ha formalizzato il governo il ministro della Sanità britannico, Matt Hancock, estendendo il giro di vite già reintrodotto nelle settimane scorse in città come Birmingham, Bolton o Leicester ai Comuni di Newcastle e Sunderland, nonché nelle aree del Northumberland, di North e South Tyneside, di Gateshead e della contea di Durham, dove dalla mezzanotte sono previste fra l’altro limitazioni più severe sui contatti sociali e sugli orari di apertura di pub e locali pubblici. Si tratta di «una risposta immediata» alle «preoccupazioni» per il nuovo incremento dei contagi da coronavirus nella zona, ha spiegato Hancock, con tassi d’infezione locali compresi al momento fra 70 e 103 casi diagnosticati per ogni 100.000 abitanti, nettamente superiori alla media nazionale.

In Israele 4.537 casi, da domani scatta il lockdown

Nelle ultime 24 ore sono stati 4.537 i nuovi casi in Israele con una leggera diminuzione rispetto al picco degli oltre 5mila di ieri. In aumento i tamponi arrivati a ieri a 51.378 : la percentuale di contagio è dell’8,8%. I casi attivi sono 44.984 di cui 549 gravi e di questi 140 in ventilazione. Le vittime in totale sono 1.165. Intanto il governo ha approvato in via definitiva il lockdown del paese che entrerà in vigore da domani alle 14 e che durerà almeno 3 settimane. Sono state tuttavia introdotte una serie di eccezioni, soprattutto per la partecipazione alle cerimonie religiose, che hanno suscitato non poche perplessità sui media. Si parla anche di una possibile estensione del blocco che varrebbe anche per le scuole, ma al momento non ci sono certezze. Israele è il primo paese al mondo a reintrodurre il lockdown.

OMS, trend COVID grave in Europa, questi numeri siano una sveglia

«E’ una situazione molto grave quella che si sta verificando» in Europa, dove i nuovi casi settimanali di coronavirus «hanno superato quelli segnalati quando la pandemia ha colpito per la prima volta a marzo». Lo ha detto Hans Kluge, direttore regionale per l’Europa dell’Oms. «Oltre metà dei Paesi europei - ha sottolineato nel corso di un briefing online - hanno registrato aumenti di oltre il 10% nelle ultime due settimane e in sette Paesi l’incremento è stato pari a più del doppio». Questi numeri, ha concluso, rappresentano un «trend allarmante» e «devono essere una sveglia per tutti». La funzionaria dell’Oms Catherine Smallwood, nel corso di un briefing online, ha affermato che «bisogna riconoscere che la Svezia ha evitato l’incremento di casi» nell’ultimo periodo «che si sta verificando in altri Stati, in particolare in Europa occidentale, e penso che ci siano lezioni da imparare dall’approccio svedese, in particolare sulla sostenibilità e il coinvolgimento dei cittadini».

In Germania più di 2.000 casi in 24 ore

La Germania ha registrato 2.194 nuovi contagi da coronavirus in un giorno, secondo il Robert Koch Institute (RKI). Lo riferisce Die Welt. L’ultima volta che i casi giornalieri sono stati più di 2.000 è stato il 21 agosto. Prima ancora, l’ultima volta che i casi sono stati superiori a 2.194 è stato il 24 aprile. La situazione rimane grave in quattro regioni bavaresi in particolare. Dall’inizio della crisi sanitaria 265.857 persone nel Paese sono state infettate dal virus Sars-CoV-2.

Mercoledì 16 settembre

(Aggiornato alle 20.40) I contagi nel mondo sono 29.624.865, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 936.313 morti e 20,1 milioni di persone guarite.

USA: «Vaccino di massa non prima del 2021»

Robert Redfield, direttore dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’agenzia federale per la tutela della salute, ha detto al Senato USA di non aspettarsi che un vaccino contro il coronavirus sia largamente disponibile per gli americani sino alla fine del secondo trimestre/terzo trimestre del 2021». Redfield rimane fiducioso nello sviluppo di un vaccino in novembre o dicembre ma inizialmente, ha sottolineato, sarà disponibile una «fornitura molto limitata». Parole che sembrano in contrasto con la promessa di Donald Trump.

Per la Germania Vienna è zona a rischio

Il Robert Koch Institut di Berlino ha inserito la capitale austriaca Vienna tra le zone a rischio coronavirus. Lo ha reso noto lo stesso istituto sulla sua pagina web stasera. Il criterio per inserire una località tra le zone a rischio è il superamento di 50 nuove infezioni per 100 mila abitanti. A Vienna si sono avuti 113 nuovi casi ogni 100 mila abitanti, riferisce Faz. Questa è la ragione dell’inserimento nella lista, che include anche Budapest.

In Francia ancora 10 mila contagi

Continuano ad aggravarsi le cifre dell’epidemia in Francia, con 9.784 nuovi casi di positività in 24 ore, secondo quanto annunciato da Santé Publique France. Resta stabile al 5,4% il tasso di positività dei test resta uguale a ieri, 5,4%. Aumentano anche i decessi, che con 46 nuove vittime superano quota 31 mila (31.045). Altri 29 pazienti sono stati accolti nei reparti di rianimazione.

Nel regno Unito quasi 4 mila casi

Impennata di contagi da coronavirus: quasi 4 mila in più nelle ultime 24 ore nel Regno Unito, record dai primi di maggio sullo sfondo d’un livello di test quotidiani oltre i 220 mila. Lo certificano i dati diffusi oggi dal governo, segnalando anche un aumento di morti giornalieri (20) e un lieve ma costante rialzo di ricoveri in reparto o in terapia intensiva (900 e 115 pazienti totali, al momento, nell’intero Paese). Dati di fronte ai quali il premier Boris Johnson, durante un’audizione di fronte al coordinamento delle commissioni parlamentari a Westminster, assicura però che sarà fatto «tutto quanto è in nostro potere» per evitare un secondo lockdown nazionale potenzialmente «disastroso per l’economia».

In Cile 18 morti, dato più basso degli ultimi 90 giorni

Il ministero della Salute del Cile ha riferito che nelle ultime 24 ore sono stati registrati 18 decessi per coronavirus nel Paese, il dato giornaliero più basso registrato negli ultimi 90 giorni. Il numero totale di morti dall’inizio della pandemia in Cile è salito a 12.058. «Oggi piangiamo la morte di 18 persone, siamo vicini alle famiglie e queste morti ci addolorano, ma ci tengo a sottolineare che è il numero più basso di decessi che abbiamo registrato negli ultimi 90 giorni di pandemia», ha detto il ministro della Salute Enrique Paris, citato dal sito Emol. Inoltre, il funzionario ha riferito che nelle ultime 24 ore sono stati rilevati 1.305 nuovi contagi, che hanno portato il totale di casi finora registrati nel Paese a 439.287, di cui 15.377 sono casi attivisti e 411.853 sono considerati guariti, secondo il ministero della Salute. Il ministro Paris ha espresso la sua preoccupazione per l’impatto sugli indicatori sanitari che potrebbe avere il mancato rispetto delle misure sanitarie in occasione delle festività delle «Fiestas Patrias», che si celebrano in Cile il 18 e 19 settembre. «Chiedo a tutti i cittadini di non mettere a rischio tutti questi risultati durante le Fiestas Patrias», ha affermato il funzionario. «Festeggiamo in famiglia, stiamo attenti e responsabili, rispettiamo le norme sanitarie, battiamo il virus così come i padri della patria hanno conquistato la libertà per il Cile».

Guterres: «Il vaccino da solo non può risolvere la crisi»

«La pandemia di coronavirus è una crisi diversa da qualsiasi altra nelle nostre vite, e quindi anche la sessione dell’Assemblea Generale di quest’anno sarà diversa dalle altre. In questo 75. anniversario, affrontiamo il nostro momento del 1945. Dobbiamo incontrare quel momento, mostrare solidarietà e unità come mai prima d’ora per superare l’emergenza odierna, far muovere il mondo e prosperare di nuovo». Lo ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, parlando con i giornalisti al Palazzo di Vetro. «La posta in gioco non potrebbe essere più alta, presto supereremo il traguardo più cupo, un milione di vite perse a causa del virus, e nel frattempo, l’epidemia è fuori controllo», ha aggiunto: «Molti ripongono le loro speranze su un vaccino, ma sia chiaro, non c’è panacea in una pandemia». Per Guterres, «un vaccino da solo non può risolvere questa crisi, certamente non a breve termine. Dobbiamo espandere in modo massiccio strumenti nuovi ed esistenti in grado di rispondere a nuovi casi, fornire un trattamento vitale per sopprimere la trasmissione e salvare vite umane, soprattutto oltre i prossimi 12 mesi. Ma a partire da ora, un vaccino deve essere visto come un bene pubblico globale, perché il Covid non rispetta i confini».

Record di contagi a Malta, «situazione grave»

Appare senza freni l’impennata di contagi da coronavirus a Malta. La sovrintendente per la salute pubblica, Charmaine Gauci, per la prima volta ha parlato di «situazione grave» secondo quanto riportato dal Times of Malta perché il virus è entrato in alcune case per anziani, ma soprattutto sono sempre di più i «casi isolati», segno che il contenimento non funziona. Nelle ultime 24 ore è stato toccato un nuovo record assoluto, con 106 positivi su 2’470 test in una popolazione di appena mezzo milione di abitanti. I due principali sindacati degli insegnati (Mtu e Upe) hanno chiesto il rinvio della riapertura fisica delle scuole prevista per il 28 settembre e minacciano scioperi. Gauci ha affermato che il governo valuterà la situazione. Ma fortemente critico è anche il leader dell’Unione medici, Martin Balzan: «Non riesco a capire perché non sia stato ancora dichiarato lo stato di emergenza. La cosa più preoccupante è che la Covid-19 è nelle case per anziani: il tasso di morti può aumentare e gli ospedali potrebbero presto essere travolti». Attualmente sono 591 i «casi attivi» sull’arcipelago.

Madrid, lockdown mirati nelle aree con più casi

La regione di Madrid, una delle più colpite dal coronavirus in Spagna, introdurrà da venerdì lockdown mirati e altre restrizioni alla circolazione nelle aree con un numero elevato di casi. Lo hanno annunciato le autorità locali, secondo quanto riportato dai media spagnoli.

«Stiamo adottando misure ma non è sufficiente. Niente funzionerà se non siamo responsabili. C’è stato un rilassamento dei comportamenti che non possiamo permetterci», ha avvertito Antonio Zapatero, il capo della squadra anti-Covid di Madrid. Le autorità della capitale spagnola sperano di iniziare a utilizzare test rapidi dalla prossima settimana.

Da quando sono state revocate le restrizioni alla circolazione e sono iniziati i test di massa alla fine di giugno, i contagi di coronavirus sono aumentati in Spagna da poche centinaia a migliaia al giorno, superando altre nazioni europee duramente colpite come il Regno Unito, l’Italia o la Francia.

Il numero totale di casi nel Paese è al momento di 603.167, il più alto dell’Europa occidentale, mentre il numero di morti ha superato i 30.000.

Brasile, l’indice di contagiosità inizia a calare

L’Imperial College di Londra ha riferito che il tasso di contagiosità del coronavirus è sceso allo 0,9 in Brasile, che oggi conferma ministro della Sanità il generale Eduardo Pazuello, che ricopriva l’incarico ad interim da maggio.

Secondo il rinomato ateneo britannico, nel paese sudamericano adesso ogni cento persone malate dal Covid-19 ne vengono contagiate 90, il che significa che l’indice Rt è sceso al livello più basso da aprile, quando era pari a 1,81.

In base all’ultimo bollettino divulgato ieri dalle segreterie sanitarie statali, in Brasile si sono attualmente registrati 4’382’683 casi confermati e 113’119 decessi.

Intanto il governo di Jair Bolsonaro ha deciso di aumentare da cinquemila a diecimila il numero di volontari che faranno i test con il vaccino dell’Università di Oxford.

In Iran 2.981 casi e 179 vittime

Sono 2981 i casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Iran, ai massimi da inizio giugno. Il dato porta il totale dei contagi confermati nel paese a 410.334. Le nuove vittime sono 179, per un totale di 23.632 decessi accertati. I pazienti ricoverati in terapia intensiva ammontano a 3827, mentre quelli guariti crescono a 352.019. I test complessivi effettuati sono 3.641.581, si legge bollettino quotidiano del ministero della salute iraniano. Restano 13 su 31 le province classificate come rosse, cioè ad alto rischio di contagi, tra cui Teheran.

In Francia 81 scuole chiuse

Ad oggi in Francia, a causa del coronavirus, «81 istituti scolastici sono stati chiusi e un po’ più di 2100 classi: abbiamo circa 1.200 nuovi casi fra gli studenti rispetto alla settimana scorsa»: lo ha annunciato il ministro dell’educazione, Jean-Michel Blanquer, parlando alla tv LCI. «Sono cifre che restano molto limitate - ha osservato il ministro - e che corrispondono allo 0,13% delle scuole».

Risalgono i contagi in Russia, 5.809 in 24 ore

Tornano a salire i contagi in Russia. Nelle ultime 24 ore, infatti, i nuovi casi registrati sono stati 5809, ovvero il valore più alto dal 26 luglio scorso. I morti sono stati invece 132, per un totale di 18.917. In tutto le persone infettate sono 1.079.519. Lo riporta il centro nazionale per la lotta al virus.

Nuovo record in Israele, oltre 5.000 casi giornalieri

Nuovo record di contagi in Israele: nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della sanità, sono stati 5523 a fronte di un aumento dei tamponi arrivati a 55’734 test. Il tasso di infezione si attesta al 9,9%. I casi attivi sono ad ora 42’862 con 535 pazienti gravi e, di questi, 138 in ventilazione. Le vittime restano a 1147.

Oggi è l’ultimo giorno di scuola, ha stabilito il governo. Dalle 14 di venerdì scatterà il confinamento nazionale di 3 settimane.

Usa, sette morti dopo ricevimento di nozze

Almeno sette persone sono morte in relazione a un’epidemia di coronavirus scoppiata dopo un ricevimento di nozze nel Maine. Lo riferisce l’agenzia Associated Press. Il Maine Center for Disease Control and Prevention ha riferito che alla festa, che si è svolta in agosto, sono collegati oltre 175 contagi e sei delle persone decedute non hanno nemmeno partecipato al matrimonio. Le autorità dello Stato, che da marzo ha registrato meno di 5000 casi di coronavirus, hanno tracciato la linea dei contagi e concluso che dal ricevimento al Big Moose Inn di Millinocke il virus ha viaggiato centinaia di chilometri.

Trump, «Possibile vaccino tra 3-4 settimane»

Il vaccino contro il coronavirus potrebbe essere pronto entro tre o quattro settimane: lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Philadelphia. Nel caso, il vaccino arriverebbe prima delle elezioni Usa del 3 novembre. Trump ha negato anche di aver minimizzato la minaccia del coronavirus, nonostante ci sia l’audio dell’intervista al reporter Bob Woodward in cui ammette il contrario. «La mia azione è stata forte ma non volevo creare panico tra la gente», ha detto. Il presidente americano ha continuano a mettere in dubbio anche l’uso della mascherina, raccomandata dalla sua stessa task force: «Alcune persone pensano che non sia utile».

Martedì 15 settembre

I contagi nel mondo sono 29.386.463, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 930.589 morti e 19,9 milioni di persone guarite.

«I danni della COVID-19 potrebbero durare anni»

I danni della Covid-19 a polmoni, cuore, sistema neurologico e apparato immunitario potrebbero in alcuni casi durare per anni, secondo studi condotti su precedenti epidemie di coronavirus. Ad analizzare uno dei fenomeni sempre più al centro dell’attenzione ma su cui mancano ancora studi di lunga durata, è un articolo apparso su Nature online, che mette in guardia anche «dall’impatto a lungo termine dei casi meno gravi». Persino forme lievi, infatti, possono «avere effetti che cambiano la vita, come un malessere persistente simile alla sindrome da stanchezza cronica». Nei primi mesi della pandemia, la maggior parte della ricerca si è concentrata sul trattamento o sulla prevenzione dell’infezione, ma ora molti ricercatori stanno avviando, studi di follow-up su persone che erano state infettate dal Sars-Cov-2. Ancora poche, ad esempio, sono le evidenze scientifiche sul danno polmonare durevole tipico del Covid, ma uno studio condotto tra il 2003 e il 2018, da Peixun Zhang dell’Università di Pechino, ha monitorato la salute di 71 persone che erano state ricoverate in ospedale con la Sars, malattia causata da un coronavirus simile al Sars-Cov-2: anche dopo 15 anni, il 4,6% aveva ancora lesioni visibili sui polmoni e il 38% aveva una ridotta capacità di ossigenazione. In alcuni casi il Covid può rendere il sistema immunitario iperattivo e danneggiare il sistema cardiovascolare: anche in questo caso «persiste a lungo» ma ci sono poche informazioni sui danni a lungo termine di altri coronavirus. Uno degli effetti a lungo termine più noti e meno compreso è, poi, la fatica cronica: un numero crescente di ex pazienti Covid, in tutto il mondo, riporta stanchezza e malessere, i gruppi di supporto su Facebook ospitano migliaia di membri, che faticano ad alzarsi dal letto o a lavorare. Questo fenomeno «non sembra essere limitato ai casi gravi e la domanda, conclude, è quanto tempo si impiega a tornare alla normalità», afferma Adrienne Randolph, medico di terapia intensiva presso il Boston Children’s Hospital. «Abbiamo bisogno di linee guida cliniche su come prenderci cura dei sopravvissuti di Covid-19», conclude Nahid Bhadelia, medico di malattie infettive presso la Boston University School of Medicine del Massachusetts. E, per farlo «servono dati certi».

«Il coronavirus non scomparirà, diventerà stagionale»

Il nuovo coronavirus responsabile della sindrome Covid-19 non scomparirà, il SARS-CoV-2, infatti, diverrà nei paesi temperati un virus stagionale, come altri coronavirus o come anche i virus influenzali. Ma affinché questo processo avvenga serve ancora tempo, il virus è oggi ancora troppo contagioso, è necessario che venga raggiunta l’immunità di gregge. È quanto sostiene Hassan Zaraket della Università Americana di Beirut alla luce di uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Public Health. Il lavoro si basa sul confronto tra dati relativi a diversi virus respiratori stagionali (da quelli dell’influenza a svariati altri coronavirus stagionali) e le ultime conoscenze disponibili in merito al SARS-CoV-2. Gli esperti libanesi spiegano che il nuovo coronavirus ha ancora un indice di trasmissione troppo alto (il cosiddetto Ro), legato al fatto che ad oggi solo una fetta minoritaria della popolazione lo ha incontrato sviluppando gli anticorpi; e finché tale indice non scenderà, il virus continuerà a circolare tutto l’anno in maniera molto efficiente. In altri termini si dovrà aspettare di ottenere l’immunità di gregge attraverso le infezioni naturali e auspicabilmente i vaccini, affinché il SARS-CoV-2 diventi suscettibile a fattori stagionali come la temperatura, l’umidità, l’aumento del tempo trascorso in luoghi chiusi tipico delle stagioni fredde. I ricercatori sottolineano che questa stagionalità è stata ottenuta per altri coronavirus, inclusi quelli emersi più di recente come il ‘NL63’ (isolato nel 2004, provoca da lievi a moderate infezioni delle alte vie respiratorie, grave infezione delle basse vie respiratorie, come ad esempio la bronchiolite. Il virus si trova principalmente nei bambini, negli anziani e nei pazienti immunocompromessi) e ‘HKU1’ (virus isolato per la prima volta nel 2005, che provoca una malattia respiratoria superiore con i sintomi del raffreddore, ma può progredire fino a polmonite e bronchiolite), che seguono lo stesso schema di circolazione dell’influenza. Dato quanto sappiamo finora, «Il SARS-CoV-2 è qui per restare e continuerà a causare nuove ondate nel corso di tutto l’anno fino a quando non sarà raggiunta l’immunità di gregge», spiega Zaraket. Ma la sperata immunità collettiva non arriverà velocemente e potremmo dover sopportare più ondate di COVID-19. Dovremo cioè imparare a conviverci e continuare a praticare le migliori misure di prevenzione, dall’uso della mascherina, al distanziamento fisico, dall’igiene delle mani all’evitare gli assembramenti», conclude.

Trump: «Gli USA avranno il vaccino nel giro di settimane»

Gli Stati Uniti avranno un vaccino contro il coronavirus nel giro di settimane. Lo afferma Donald Trump in un’intervista a Fox.

Austria, sale allerta a Vienna e Innsbruck

Peggiora l’andamento epidemiologico in Austria e il semaforo Covid, che indica il rischio contagio, passa - per la prima volta - ad arancione a Vienna, Innsbruck e in altri 5 comuni. Simile al bollettino valanghe, arancione rappresenta il grado 3 di 4. L’Austria conta attualmente 5’774 casi (+382 in un giorno).

Solo a Vienna si registrano una settantina di casi nelle scuole, che riguardano 55 studenti, 6 insegnanti e 9 collaboratori. Tutte le classi con casi Covid sono in quarantena.

Il passaggio ad «arancione» non comporta comunque la chiusura delle scuole e il passaggio alla didattica a distanza, come temuto in un primo momento, ha precisato in mattinata una portavoce del ministro dell’istruzione Heinz Fassmann.

Nuovo record di casi in Israele

Nelle ultime 24 ore i nuovi contagi in Israele, secondo dati preliminari del Ministero della sanità, hanno sfiorato i 5 mila casi (4.812): finora un record. Ieri sono stati effettuati oltre 47 mila tamponi che hanno rivelato un tasso di infezione pari a poco più del 10%. I malati attivi sono attualmente oltre 40 mila. I morti da inizio pandemia sono arrivati a 1.136. La percentuale dei contagi, scrive «Israel ha-Yom», è particolarmente elevata nelle località popolate da ebrei ortodossi, dove ha raggiunto un livello tre volte superiore alla media nazionale. Altri focolai importanti sono stati registrati in località arabe. Il giornale rileva che a contribuire alla crescita dei contagi si è aggiunta, due settimane fa, l’apertura delle scuole. Diversi ospedali avvertono intanto che i loro dipartimenti di coronavirus sono pieni e che non è per loro possibile ricoverare altri pazienti affetti dal virus. Da venerdì scatterà in tutto il paese un lockdown totale di almeno 3 settimane secondo quanto stabilito negli ultimi giorni dal governo. Le autorità sanitarie hanno precisato che durante il lockdown gli israeliani dovranno restare in casa e non potranno allontanarsi più di 500 metri dalle loro abitazioni. Sono però previste eccezioni per chi si stia recando al lavoro, o per chi necessiti cure mediche o anche per l’accompagnamento di bambini di coppie divorziate. Altre deroghe sono state messe a punto per gli ebrei osservanti in occasione delle celebrazioni del Capodanno ebraico, che inizieranno venerdì sera.

In Russia otre 5 mila casi e 150 morti

In Russia nelle ultime 24 ore sono stati accertati 5.529 nuovi casi di COVID-19 e 150 persone sono morte a causa del morbo. Lo riporta il centro operativo nazionale anticoronavirus, secondo cui i nuovi contagi giornalieri hanno toccato il livello massimo dal 27 luglio. Ufficialmente, dall’inizio dell’epidemia in Russia si contano 1.073.849 casi di COVID-19 e 18.785 decessi provocati dal virus Sars-Cov-2.

India, i casi superano quota 4,9 milioni

L’India ha registrato altri 83.809 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, un andamento che porta il bilancio complessivo dei contagi oltre quota 4,9 milioni. Lo riporta il «Times of India».

Secondo i nuovi dati, ad oggi il paese registra un totale di 4.930.236 contagi, inclusi 80.776 morti (di cui 1.054 nelle ultime 24 ore).

L’India, come è noto, è il secondo paese al mondo per numero di infezioni in termini assoluti dopo gli Stati Uniti (6.554.820) e il terzo per numero di decessi dopo Usa (194.536) e Brasile (132.006).

Brasile, i morti superano quota 132 mila

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus in Brasile ha superato quota 132 mila: lo ha reso noto il ministero della sanità, secondo quanto riporta la CNN.

I nuovi dati indicano che il paese ha registrato ieri 381 ulteriori decessi, per un totale di 132.006 vittime dall’inizio della pandemia. Allo stesso tempo, il numero dei casi di contagio è salito a 4.345.610, di cui 15.155 nella giornata di ieri.

Lunedì 14 settembre

I contagi nel mondo sono 29.030.058, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 924.814 morti e 19,6 milioni di persone guarite.

Italia, 1.000 contagi in 24ore, ma 27mila tamponi in meno

Sono 1.008 i contagi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Italia, oltre 450 meno di ieri ma con quasi 27mila tamponi in meno: sabato ne erano stati eseguiti 72.143, ieri 45.309. Raddoppia invece l’incremento delle vittime in un giorno: dalle 7 di domenica alle 14 di oggi, per un totale dall’inizio dell’emergenza di 35.624.

Tra le Regioni la Basilicata è l’unica a non far segnare nuovi casi.

In India 3.328 casi e 55 decessi ogni milione

«Grazie agli sforzi fatti con tempestività, i casi di positività al Covid-19 in India sono solo 3.328 ogni milione di abitanti e le morti appena 55 ogni milione, uno dei dati più bassi a livello mondiale»: lo ha detto questa mattina il ministro alla Salute Harsh Varhdan parlando al Parlamento indiano nel suo primo giorno di riunione della sessione autunnale.

Secondo i dati poi forniti dal Ministro, «dei quasi cinque milioni di positivi registrati nel paese dall’inizio della pandemia, quelli tuttora attivi sono 986 mila, mentre il conteggio totale delle morti è di 79.722».

Il Ministro ha comunque sottolineato che «la battaglia per sconfiggere il Covid -19 è ancora lontana dall’essere vinta. Siamo nella fase delicata in cui dobbiamo rivitalizzare l’economia senza perdere di vista tutte le cautele necessarie a controllare la diffusione e spezzare la catena della trasmissione del virus».

Il 60% dei casi attivi e dei nuovi positivi registrati ogni giorno in India, ha aggiunto il Ministro, è concentrato in questo momento in appena cinque stati: Maharasthra, Karnataka, Andhra Pradesh, Uttar Pradesh e Tamil Nadu.

Focolaio in Baviera per una persona che ha violato la quarantena

Un’americana di 26 anni, affetta dalla COVID-19, ha violato la quarantena nella celebre località turistica alpina di Garten-Partenkirchen, in Baviera, e ha contagiato decine di persone. La giovane, che presentava i sintomi della malattia e aveva già effettuato un test, di cui avrebbe dovuto attendere la risposta restando in isolamento, si è data invece alla movida, facendo un giro di locali del posto.

Stando alla Bild, che oggi ha pubblicato il caso in prima pagina, la ragazza lavora presso l’Hedelweiss Lodge and Resort, un albergo di lusso che ospita in genere familiari di militari americani.

Nell’albergo sono già risultate positive 24 persone, mentre i contagi complessivi sarebbero oltre 30. «È un’impresa di Ercole ricostruire la catena dei contatti», hanno spiegato gli amministratori competenti al tabloid. E sarebbero almeno 700 i test già effettuati per questo singolo caso di infezione.

Praga, in vigore nuove misure restrittive

Da oggi sono entrate in vigore nuove misure restrittive, per fermare l’aumento del numero dei casi di Covid-19 nella Repubblica ceca. In tutta la regione della Boemia centrale, compresa Praga, nonché nella regione di Uherske Hradiste nel sud-est del paese, i ristoranti e i bar sono obbligati a rimanere chiusi, da mezzanotte fino alle 6 del mattino.

A Praga, oltre all’obbligo di mascherine nei mezzi di trasporto urbano, nei negozi ed uffici amministrativi pubblici e negli alberghi e ambienti simili, la gente è obbligata a disinfettarsi le mani all’ingresso.

Domenica sono stati registrati 792 nuovi casi di Covid-19, la metà del record registrato sabato, ma il numero - relativamente più basso rispetto all’aumento continuo - è dovuto alla riduzione dei test effettuati durante il weekend.

Il numero dei casi attivi è attualmente 14.438, il più alto a partire dall’inizio dell’epidemia a marzo. Nel ultime due settimane, in relazione al numero di contagi su 100.000 abitanti, la Repubblica ceca è diventata il terzo paese dell’Ue tra i più colpiti dal coronavirus dopo la Spagna e la Francia.

Il governatore del Nevada attacca Trump per il comizio

Il governatore democratico del Nevada Steve Sisolak ha attaccato duramente il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per aver tenuto un comizio indoor con migliaia di persone, il primo dopo quello di Tulsa in giugno, violando le restrizioni sugli assembramenti con oltre 50 persone. «Il presidente ha intrapreso azioni sconsiderate ed egoistiche che mettono innumerevoli vite in pericolo qui in Nevada», ha dichiarato, definendo il suo comportamento «vergognoso, pericoloso e irresponsabile». «Il presidente sembra aver dimenticato che il Paese è nel mezzo di una pandemia», ha aggiunto.

Il Brasile riprende i test con il vaccino dell’Università di Oxford

Il Brasile riprenderà i test con il vaccino dell’Università di Oxford, finanziato dal governo del presidente Jair Bolsonaro. L’Agenzia nazionale per la sorveglianza sanitaria (Anvisa) ha riferito che «dopo aver valutato i dati avversi, la loro causalità e l’insieme dei dati di sicurezza generati nello studio clinico del vaccino di Oxford, si è concluso che il rapporto rischio-beneficio rimane favorevole e lo studio verrà ripreso». I test erano stati sospesi la scorsa settimana nel Paese sudamericano dopo che il laboratorio AstraZeneca aveva annunciato una reazione negativa in un volontario. Nonostante la ripresa dei test, Anvisa continuerà a osservare «eventi avversi nello studio e, nel caso in cui si individuasse una situazione grave sui volontari brasiliani, verranno prese misure per garantire la sicurezza».

L’OMS: «Meglio la mano sul cuore che il saluto col gomito»

Sarebbe meglio salutarsi portando la mano sul cuore piuttosto che toccandosi i gomiti l’uno con l’altro: è il consiglio dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ripreso dall’economista Diana Ortega e ritwiattato oggi dallo stesso Direttore Generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, secondo il quale - si legge sempre nel tweet - con il saluto col gomito «la distanza di sicurezza non viene mantenuta e il virus può essere trasmesso attraverso la pelle».

Pfizer: «Entro ottobre sapremo se il vaccino funziona»

Il colosso farmaceutico Pfizer saprà entro la fine di ottobre se il vaccino anti-Covid a cui sta lavorando funziona o meno: lo ha detto l’amministratore delegato della società, Albert Bourla. «Nel migliore dei casi c’è una buona probabilità, più del 60%, che sapremo se il prodotto funziona o meno entro la fine di ottobre», ha detto Bourla alla CBS. E nel caso in cui i risultati saranno positivi, l’arrivo del vaccino sul mercato l’anno prossimo dipenderà da quanto tempo impiegheranno le autorità ad approvarlo. La distribuzione del vaccino, ha concluso il manager, sarà un problema a causa delle complessità legate alla spedizione dei medicinali, ma la Pfizer - ha precisato - sa come gestire queste operazioni.

Negli USA i morti superano quota 194 mila

Il bilancio dei decessi provocati dal coronavirus negli Stati Uniti ha superato quota 194 mila: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana ad oggi i morti nel Paese sono 194.079 su un totale di 6.519.979 casi. Dall’inizio della pandemia negli Usa sono guarite 2.451.406 persone.

«Record di casi nel mondo, oltre 307 mila in 24 ore»

Nuovo record giornaliero di casi di coronavirus a livello globale: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), i contagi nel mondo sono stati 307.930 nelle ultime 24 ore, il livello più alto in assoluto dall’inizio della pandemia. Allo stesso tempo, riporta l’OMS sul proprio sito, vi sono stati oltre 5.500 nuovi decessi, per un totale di 917.417 vittime. Il precedente record giornaliero era stato segnato il 6 settembre scorso con 306.857 nuove infezioni.

Domenica 13 settembre

Il bilancio dei morti a causa del coronavirus a livello globale ha superato quota 920.000: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana, ad oggi i decessi nel mondo sono 920.231 a fronte di 28.759.036 casi. Dall’inizio della pandemia sono guarite 19.439.157 persone.

Israele in lockdown per almeno 3 settimane

Israele ha scelto la strada del lockdown: comincerà venerdì prossimo alle 14 (ora locale) e durerà almeno 3 settimane. Una decisione che ha visto un duro scontro all’interno dell’esecutivo che, prima ancora che cominciasse la votazione, ha registrato le dimissioni dell’attuale ministro all’edilizia, il religioso Yaakov Litzman, già contestato ministro della sanità. Ora si temono ripercussioni sulla maggioranza visto che Liztman ha anche annunciato che il suo partito, Torah Unita, potrebbe abbandonare la coalizione. Il lockdown - ma il premier Benyamin Netanyahu nella conferenza stampa non ha usato questa parola, bensì una perifrasi - lascia comunque spazio ad alcune attività economiche. Le scuole chiuderanno non prima - come era stato stabilito all’inizio - ma direttamente con l’avvio del lockdown. Primo paese al mondo a reintrodurre il blocco, Israele ha registrato un netto aumento dei contagi che hanno superato anche i 4mila al giorno e vari responsabili di ospedali, come ha ricordato Netanyahu, hanno messo in guardia che le strutture potrebbero presto raggiungere una saturazione e le ricadute sarebbero pesanti. Tra i più decisi nel sostenere il ricorso al lockdown è stato il ministro della sanità Yuli Edelstein insieme al Commissario alla malattia Ronni Gamzu che hanno dovuto faticare non poco per superare le barriere innalzate dai religiosi ma anche da altri ministri come quello delle finanze Israel Katz che ha ammonito sulle ricadute del blocco sull’economia calcolate in circa 5 miliardi di euro. Litzman nella lettera di dimissioni al premier ha sottolineato che il lockdown impedirebbe agli israeliani - compresi quelli meno religiosi - di partecipare alle funzioni del Capodanno ebraico e di Yom Kippur. Tra i provvedimenti, infatti, ci sarebbe la previsione che i fedeli nelle sinagoghe siano presenti in proporzione alla capienza delle strutture e che per le preghiere all’aperto ci possano essere al massimo 20 fedeli. Limitazioni sono state introdotte anche per il lavoro, sia pubblico sia privato. Saranno però aperti i supermercati, viste le festività religiose, e consentite le consegne a domicilio. Ma ci saranno restrizioni per gli assembramenti: al massimo 10 persone al chiuso e 20 all’aperto. Chiusi anche gli hotel e i centri commerciali. Gli israeliani non potranno allontanarsi oltre i 500 metri dal proprio domicilio con solo alcune eccezioni. «Non sono proprie le feste a cui siamo abituati», ha detto Netanyahu, che stasera partirà per Washington dove il 15 alla Casa Bianca si firma l’Accordo di Abramo con gli Emirati e probabilmente con il Bahrein. «Se ci atterremo alle regole - ha proseguito - sono fiducioso che sconfiggeremo il virus. Vedo il vaccino in arrivo...». Netanyahu ha però respinto le critiche che il suo governo non abbia saputo fronteggiare la pandemia definendolo «populismo». Anzi, ha rilanciato sostenendo che proprio il populismo e le pressioni sono state responsabili di aver rallentato le decisioni del governo per frenare la pandemia.

India, oltre 94.000 casi in 24 ore

L’India ha registrato oltre 94.000 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il ministero della Sanità.

Secondo i dati ufficiali, riporta la CNN, i nuovi contagi sono 94.551: non si tratta di un altro record giornaliero, ma è il quarto giorno consecutivo che nel Paese vengono segnalate più di 90.000 infezioni in un solo giorno.

Il bilancio complessivo dei casi sale così a quota 4.754.356. Allo stesso tempo, i morti nelle ultime 24 ore sono stati 1114, per un totale di 78.586 dall’inizio della pandemia. Nel complesso, 3.702.595 persone sono guarite finora, mentre 973.175 sono ancora malate.

In Cina nessun nuovo caso locale ma 10 casi importati

Ieri nella Cina continentale non è stato registrato nessun nuovo caso di Covid-19 trasmesso a livello locale, mentre sono stati riportati 10 casi confermati provenienti dall’estero. Lo rende noto il rapporto odierno della Commissione Sanitaria Nazionale cinese.

La commissione ha riferito che non sono stati segnalati nuovi decessi legati alla malattia.

Fino a ieri sono stati registrati in Cina continentale un totale di 2.635 casi importati. Di questi, 2.484 sono stati dimessi dagli ospedali dopo essersi ripresi, e 151 risultano ancora ricoverati, con uno in gravi condizioni. Non sono stati segnalati morti tra i casi importati.

Sempre fino a ieri il numero totale di casi confermati di Covid-19 nella Cina continentale ha raggiunto quota 85.184. Complessivamente sono state dimesse dopo essersi riprese 80.399 persone, mentre 4.634 sono morte a causa della malattia.

Sabato 12 settembre

I contagi nel mondo sono 28.493.074, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 915.602 morti e 19.217.468 guariti.

La principessa Eleonora delle Asturie in quarantena

La principessa Eleonora delle Asturie, la 14.enne erede al trono di Spagna, è in quarantena dopo che una sua compagna di classe è risultata positiva al test del coronavirus: lo ha reso noto oggi la famiglia reale. Secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo ABC, la stessa misura è stata presa per il resto della classe, che continuerà a seguire le lezioni in via telematica da casa per i prossimi 14 giorni. Sembra che la ragazzina positiva abbia contratto il virus da suo padre. La principessa Eleonora e il resto degli studenti della sua classe nella scuola Santa María de los Rosales di Madrid, che erano tornati a scuola solo mercoledì scorso, verranno ora sottoposti ai test anti-COVID. Un portavoce del Palazzo della Zarzuela ha detto che il re e la regina Letizia continueranno a svolgere i loro impegni reali. Otto milioni di bambini sono tornati a scuola la settimana scorsa in Spagna mentre le autorità cercano di fronteggiare a fatica una nuova ondata di infezioni nel Paese. Secondo i dati della Johns Hopkins University, la Spagna - nono Paese al mondo per numero di casi in termini assoluti - conta ad oggi 566.326 contagi provocati dal virus e 29.747 morti.

Primi lotti del vaccino russo inviati a tutte le regioni del Paese

Il ministro della Salute russo Mikhail Murashko ha annunciato oggi che «i primi piccoli lotti» del vaccino russo Sputnik V contro la COVID-19 «sono già stati inviati a tutte le regioni» della Russia e «i primi campioni del vaccino saranno consegnati entro lunedì». L’11 agosto la Russia ha registrato il vaccino sottolineando di essere il primo Paese al mondo a farlo. Ma il vaccino è stato registrato dopo meno di due mesi di sperimentazione sull’uomo e senza che fosse terminata la terza e ultima fase dei test clinici, che normalmente dura mesi e coinvolge migliaia di persone.

Test negativo, o tampone per chi arriva in Sardegna

Il governatore della Sardegna Christian Solinas ha firmato la nuova ordinanza restrittiva anti COVID. Dal 14 settembre i passeggeri in ingresso nell’Isola sono «invitati» a presentare un certificato di negatività al virus agli imbarchi di navi e aerei o ad autocertificare di essere risultati negativi a un test sierologico, molecolare o antigenico. In assenza di questo «accettano» di effettuare un tampone entro le 48 ore dall’arrivo e a comunicarne l’esito alle autorità sanitarie locali. Nella stessa ordinanza viene imposto da subito l’obbligo di indossare sempre le mascherine anche all’aperto nei casi non sia possibile rispettare la distanza di un metro. I passeggeri senza il test in partenza che accettano di fare il tampone in Sardegna sono obbligati a restare all’isolamento domiciliare fiduciario in attesa dei risultati dell’esame. L’invito ai test per chi entra nell’Isola non si applica ad alcune categorie: chi esercita attività funzionali ad organi costituzionali, equipaggio di mezzi di trasporto, personale viaggiante su treni e aerei per motivi di lavoro e salute. Tutti i passeggeri prima dell’imbarco sono comunque tenuti - e l’ordinanza lo ribadisce - a registrarsi con i moduli scaricabili dal sito della Regione, e a trasmetterli poi per via telematica, o attraverso l’app Sardegna sicura. Infine, in vista della riapertura delle scuole, che nell’Isola scatta il 22 settembre, con l’ultimo provvedimento firmato da Solinas viene portata all’80% l’occupazione dei posti a sedere sui mezzi di trasporto pubblico locale. Le nuove misure restrittive sugli ingressi contenute nell’ordinanza sono state decise dopo l’impennata di contagi a cavallo di ferragosto legata soprattutto alla movida estiva della Costa Smeralda, con l’arrivo in Sardegna di migliaia di turisti.

In Brasile superati i 130 mila morti

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus in Brasile ha superato quota 130 mila: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana dall’inizio della pandemia si contano nel Paese 130.396 decessi a fronte di 4.282.164 casi. Finora le persone guarite sono 3.695.158. In Messico i morti hanno invece superato la soglia dei 70 mila, ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la CNN. Ieri sono stati segnalati nel Paese 534 ulteriori decessi, un dato che ha portato il totale delle vittime a quota 70.183, pari al quarto livello più alto al mondo dopo Stati Uniti, Brasile e India. Allo stesso tempo, i nuovi casi sono stati 5.935, per un totale dall’inizio della pandemia di 658.299.

Esteso il coprifuoco a L’Avana

Le autorità cubane hanno esteso il coprifuoco notturno e le altre misure di lockdown a L’Avana per cercare di contenere la nuova ondata di casi di coronavirus nella capitale. Secondo quanto riporta la CNN, le misure sono state prorogate per altri 15 giorni. Gli abitanti della capitale non potranno uscire dalle proprie case dalle 19 alle 5 almeno fino al 30 settembre, ha detto ai microfoni della tv di Stato il governatore Reinaldo Garcia Zapata. Anche le altre misure di lockdown rimarranno in vigore per i residenti di L’Avana, incluso il divieto di spostarsi nelle altre province del Paese, multe più salate per coloro che non indossano la mascherina e una riduzione del servizio dei mezzi pubblici. Secondo i dati della Johns Hopkins University, Cuba registra ad oggi 4.593 casi di coronavirus, inclusi 106 morti.

Venerdì 11 settembre

I contagi nel mondo sono 28.205.308, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 910.157 morti e 19 milioni di persone guarite.

La Francia ha deciso: la quarantena dura 7 giorni

In Francia la quarantena per le persone che sono state in contatto con positivi al Covid-19 scende da 14 a 7 giorni. Lo ha annunciato il premier, Jean Castex.

In India c‘erano 6 milioni di casi già a maggio

Ricercatori indiani che hanno condotto un’indagine sierologica in India lo scorso maggio hanno valutato che già allora nel paese ci fossero 6 milioni quattrocentomila infezioni da Covid-19 e che, per ciascun caso confermato, ce ne fossero dagli 82 ai 132 non individuati.

Lo studio, curato da cinquanta studiosi dell’Indian Council of Medical Research (ICMR), Consiglio della Ricerca Medica Indiano nell’ultimo mese del lockdown totale del paese, è pubblicato da ieri sulla rivista scientifica Indian Journal of Medical Research, l’house organ del Consiglio.

Secondo il quotidiano The Hindu, che dà la notizia il governo era informato dai primi di giugno di questi risultati che fotografano un contagio enormemente più esteso di quanto sia mai stato ufficialmente dichiarato.

Manoj Murhekar, il direttore dell’Istituto Nazionale di Epidemiologia che ha coordinato la ricerca, dice al quotidiano che oggi la proporzione tra i casi confermati e quelli probabilmente esposti all’infezione potrebbe essere ancora alta, ma significativamente inferiore rispetto ai dati di maggio. L’indagine dimostra inoltre che già tre mesi fa l’epidemia era ampiamente diffusa in tutte le aree rurali del paese.

Secondo i dati diffusi questa mattina dal Ministero della Sanità, l’India ha superato oggi i 4.562.000 positivi.

Confermata l’impennata casi in Gran Bretagna fra i giovani

Tendenza al rialzo confermata dei contagi da coronavirus nel Regno Unito, secondo i dati settimanali elaborati dall’ufficio nazionale di stataistica (ONS).

L’istituto quantifica infatti un numero di casi pari a circa 3200 al giorno nell’ultima settimana censita (contando sia quelli diagnosticati dal servizio sanitario quotidianamente sia alcune centinaia di altri stimati) contro i 2000 di media dei 7 giorni precedenti.

Un incremento concentrato in gran parte nella fascia d’età compresa fra 17 e 34 anni, meno soggetta a forme gravi di Covid-19, ma comunque potenzialmente infettiva per gli altri.

Per affrontare questa tendenza, e cercare di evitare la prospettiva di un secondo lockdown generale, il governo Tory di Boris Johnson ha disposto da lunedì una stretta severa e legalmente vincolante sui contatti sociali in Inghilterra a non più di 6 persone, sia in pubblico sia in privato, seguito a ruota dalle autorità locali di Scozia e Galles.

Ha inoltre annunciato dal 24 settembre il lancio - più volte rinviato - di una app nazionale per facilitare la possibilità di contattare le persone nell’ambito del sistema di test e tracciamento dei contagi istituito da un paio di mesi.

La «regola del 6» sugli assembramenti è stata peraltro criticata da alcuni deputati della destra più libertaria della stessa maggioranza Tory che la considerano «arbitraria», ne denunciano la mancata discussione in Parlamento e chiedono che la normativa d’emergenza fatta approvare a suo tempo dall’esecutivo per far fronte alla pandemia con le restrizioni ritenute necessarie sia rivista non ogni 6 mesi - come prescritto ora - bensì ogni mese.

Fauci rilancia la necessità di chiudere gli USA

Il famoso immunologo Anthony Fauci, il volto più noto della task force della Casa Bianca contro il coronavirus, rilancia la necessità di chiudere gli Stati Uniti. «Dobbiamo isolarci e superare questo autunno e inverno perché non sarà facile», ha detto. «Non aiuta che gli USA continuino a vedere circa 36.000 nuovi casi al giorno, che è meglio di quello che vedevamo in agosto, ma è ancora troppo alto», ha aggiunto. Ieri Donald Trump ha escluso un nuovo lockwodn.

Francia, l’appello dei medici: «Basta con questa politica ansiogena»

«Non siamo in guerra, ma di fronte a un’epidemia che ha provocato 30 morti il 9 settembre contro 1.438 il 14 aprile. La situazione non è quindi assolutamente la stessa»: così scrive un gruppo di 35 ricercatori e universitari che firmano un appello sul quotidiano Le Parisien per «non essere più guidati dalla paura».

«Lanciamo un appello alle autorità politiche e sanitarie - scrivono gli scienziati - affinché smettano con una comunicazione ansiogena che esagera sistematicamente i pericoli senza spiegarne i meccanismi. E lanciamo un appello ai giornalisti a non farsi più megafono di questa comunicazione diventata controproducente senza prenderne le dovute distanze: la maggioranza dei nostri concittadini non ha più fiducia nei discorsi ufficiali, crescono i complottismi di ogni genere e gli estremismi ne approfittano», aggiungono i ricercatori.

Firmano l’appello, fra gli altri, Jean-François Toussaint, docente di Fisiologia all’università di Parigi, Gilles Boeuf, docente di biologia all’università di Parigi, Louis Fouché e Olivier de Soyres, rianimatori e Laurent Toubiana, epidemiologo.

India, un altro record giornaliero con oltre 96 mila casi

L’India ha registrato 96.551 casi di coronavirus tra ieri e oggi: si tratta di un altro record giornaliero dopo quello delle 24 ore precedenti (95.735), che porta il bilancio complessivo dei contagi a quota 4.562.414. Lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta il Guardian.

Allo stesso tempo, sono stati segnalati ulteriori 1.209 morti, per un totale di 76.271 vittime dall’inizio della pandemia. Negli ultimi 10 giorni il numero dei decessi si è sempre mantenuto sopra quota 1.000.

Brasile, più di 40 mila casi e quasi mille morti

Il Brasile ha registrato ieri 40.557 casi di coronavirus e altri 983 morti: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 4.238.446 e quello delle vittime a 129.522.

L’America Latina ha superato quota 8 milioni di contagi da coronavirus, secondo i dati ufficiali. Dopo il Brasile ci sono Perù, Colombia e Messico.

Troppi contagi, nuovo lockdown in Israele

Il comitato ministeriale di Israele per il coronavirus ha proposto nella notte il lockdown del Paese a fronte del picco dei contagi delle ultime settimane. La decisione sarà convalidata dal governo domenica. Nella fase iniziale il lockdown durerà due settimane e riguarderà la festa di Rosh ha-Shanà (il Capodanno ebraico) ed il digiuno di Kippur. Se avrà l’effetto sperato, sarà poi allentato in forma molto graduale. L’inizio del lockdown sarà stabilito dal governo. Secondo i media è prevedibile che avverrà dopo mercoledì, ossia al ritorno del premier Benyamin Netanyahu da Washington, dove il 15 settembre saranno firmati gli accordi di pace fra Israele ed Emirati arabi uniti. Una volta che il lockdown sarà entrato in vigore, gli israeliani non potranno allontanarsi dalle proprie abitazioni per oltre 500 metri. Il sistema educativo sarà chiuso e così lo saranno anche tutti gli esercizi privati non indispensabili. Preghiere potranno essere tenute solo all’aperto o in spazi ritenuti idonei dalle autorità sanitarie.

Tokyo abbassa il livello d’allerta

Tokyo abbassa di un gradino il livello di allerta contro il coronavirus, in considerazione del calo settimanale registrato del numero dei contagi. Il governo metropolitano ha spiegato di aver preso la decisione dopo un’ampia consultazione con la commissione di esperti medici, portando il valore a 3 su una scala massima di 4, su cui si era assestato negli ultimi due mesi. Il vice presidente dell’Associazione medica della capitale, Inokuchi Masataka, ha detto che la media dei nuovi casi negli ultimi sette giorni è scesa a 149, rispetto ai 183 della settimana precedente. «L’andamento ribassista, tuttavia è ancora modesto e i residenti devono continuare a usare cautela», ha comunque aggiunto Masataka. In seguito alla riunione del comitato di vigilanza il governo metropolitano ha inoltre deciso di eliminare le restrizioni che prevedevano di anticipare la chiusura alle 22 per le attività commerciali nel settore della ristorazione. Con gli ultimi 276 casi nella giornata di giovedì la somma complessiva delle positività a Tokyo si è assestato a 22.444, quasi un terzo del totale nazionale.

Giovedì 10 settembre

I contagi nel mondo sono 27.911.537, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 904.675 morti e 18,8 milioni di persone guarite.

Naufraga al Senato USA il piano di aiuti da 500 miliardi

Naufraga al Senato Usa il nuovo pacchetto da 500 miliardi di aiuti anti pandemia proposto dal Grand Old Party, riducendo le possibilità che il Congresso approvi un altro piano di sostegni prima delle elezioni del 3 novembre. I repubblicani sono stati compatti, con 52 voti su 53, ma erano necessari 60 voti e nessuno dei senatori dem ha votato a favore.

Francia, quasi 10 mila casi in 24 ore

Sono poco meno di 10’000 (9843) i nuovi casi positivi al Covid-19 in Francia, cifre che confermano il trend al rialzo di tutti i parametri epidemici.

La Direzione generale della Sanità comunica anche il decesso di 29 persone nell’ultima giornata (totale a 30’813), mentre i ricoverati per coronavirus negli ospedali sono stati 352 in 24 ore, un numero in calo rispetto agli ultimi 2 giorni. Nei reparti di rianimazione sono entrati da ieri 54 pazienti, anche qui una cifra inferiore rispetto agli ultimi 2 giorni.

La Gran Bretagna impone la quarantena a chi rientra da Portogallo e Ungheria

Il governo britannico ha aggiunto oggi il Portogallo (escluse Madeira e Azzorre), l’Ungheria, la Polinesia Francese e la Réunion fra i Paesi da cui dalle 4 del mattino di sabato 12 sarà imposto l’obbligo di quarantena per 14 giorni all’arrivo in Inghilterra.

Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti, Grant Shapps, nell’aggiornamento periodico delle precauzioni di confine adottate di fronte all’emergenza coronavirus. Shapps ha spiegato che la restrizione è dovuta al nuovo incremento di casi in quei territori.

La misura è stata invece cancellata per coloro che arrivano o rientrano sull’isola dalla Svezia, finora compresa nella ‘lista nera’, dove gli ultimi dati segnalano in questa fase un’evoluzione positiva.

La Gran Bretagna sfiora i 3 mila contagi

Torna a sfiorare quota 3000 l’incremento giornaliero dei contagi da coronavirus nel Regno Unito, saliti secondo i dati delle ultime 24 ore censite diffusi oggi dal ministero della Sanità a 2919, con un numero di morti pure in leggero aumento fino a 14. Si tratta del terzo picco più elevato di nuovi casi nell’ultima settimana, mentre tornano a calare seppur di poco i ricoveri e i pazienti sottoposti a ventilazione assistita (837 e 80 rispettivamente in totale nell’intero Paese). Il numero dei test quotidiani eseguito continua ad attestarsi intanto oltre i 175000, cifra record in Europa. Ieri il premier Boris Johnson ha annunciato una stretta sui contatti sociali a non oltre 6 persone, in pubblico e in privato, vincolante per legge e con minaccia di provvedimenti di polizia per i trasgressori, nel tentativo di frenare il rimbalzo della pandemia, di evitare il trend ancor più allarmante di Paesi come Spagna o Francia e di allontanare lo spettro di un secondo lockdown nazionale.

Negli USA il virus forse già presente a dicembre

Il coronavirus potrebbe essere stato presente in America già a partire da dicembre 2019. Lo suggerisce uno studio della University of California, Los Angeles (UCLA), pubblicato sul Journal of Medical Internet Research. Lo studio è basato sull’analisi di dati medici di pronto soccorso, ambulatori e ospedali della zona californiana per un totale di oltre 10 milioni di dati clinici riferiti al trimestre dicembre 2019-febbraio 2020 e confrontati con lo stesso trimestre dei 5 anni precedenti. I ricercatori hanno visto che a partire da dicembre 2019 fino a tutto il mese di febbraio vi è stato un aumento insolito (+50% rispetto allo stesso periodo nel quinquennio precedente) dei pazienti rivoltisi a ambulatori e pronto soccorso con tosse o ricoverati in ospedale per collasso respiratorio presso le strutture sanitarie della UCLA Health system. Gli esperti ritengono ragionevole pensare che questo aumento mai registrato nei corrispondenti trimestri degli anni precedenti sia collegabile a casi di Covid prima che il primo caso ufficiale venisse poi documentato mesi dopo negli Usa. Lo studio mostra anche che analizzare i dati clinici elettronici in tempo reale permetterebbe di anticipare i focolai epidemici e quindi arginarli prima ancora che scoppino.

Oxford, il vaccino potrebbe essere disponibile comunque entro fine anno

Il vaccino sperimentale anticoronavirus elaborato dall’università di Oxford potrebbe ancora essere disponibile sul mercato «a fine anno o all’inizio del 2021» malgrado la battuta d’arresto della terza fase di test imposta dalla reazione anomala registrata su un paziente. Lo ha affermato Pascal Soriot, amministratore delegato di AstraZeneca, il colosso farmaceutico che se ne è aggiudicato i diritti di produzione, citato dai media britannici. Soriot ha precisato di non poter dire esattamente quando i test riprenderanno, ma di essere comunque convinto che il progetto resti «in corsa per avere entro quest’anno una data» sulla richiesta di approvazione delle autorità sanitarie.

Argentina, record di nuovi casi

Un nuovo record giornaliero di 12.259 contagi è stato toccato in Argentina. Portando il bilancio totale da inizio pandemia a 512.295. I morti sono 254, per un totale di 10.658.

In Israele quasi 4 mila nuovi casi

Continuano a crescere i contagi in Israele. Giovedì sono stati registrati quasi 4.000 (3.904) nuovi contagi, un numero record. Il totale dei casi attivi sono 31.769, di cui gravi 474. Di questi ultimi 133 necessitano di ventilazione. In aumento anche le morti che, con 11 nuove vittime, sono arrivate in totale a 1.054. Il numero dei tamponi effettuato è molto alto: 43.455 con un tasso di contagio del 9%.

In Austria tornano i numeri di marzo

I nuovi casi da coronavirus in Austria si attestano giovedì a 664, l’incremento maggiore dal mese di marzo. Mercoledì erano stati 502, per un totale da inizio pandemia di 31.247.

Negli USA 1.176 morti e 33 mila casi

Nelle ultime 24 ore in Usa ci sono stati 1176 morti per coronavirus e oltre 33 mila contagi, secondo il sito della Johns Hopkins. Gli Stati Uniti continuano a guidare la triste classifica con un totale di oltre 190 mila decessi e 6.363.437 casi.

In Russia più di 5 mila nuovi contagi

La Russia ha segnalato 5.363 nuovi casi di coronavirus giovedì, portando il conteggio nazionale a 1.046.370. Sono invece 128 le vittime, spingendo il bilancio ufficiale delle vittime a 18.263.

Il Brasile pronto alla vaccinazione di massa

Il governatore di San Paolo ha affermato che gli esperimenti clinici in Brasile sul vaccino cinese Sinovac si sono rivelati estremamente positivi. Una campagna di vaccinazione su grande scala potrà iniziare in dicembre. CoronaVac è attualmente nella fase 3 ed è stato testato su migliaia di persone in sei Stati del paese. Nel 98% dei pazienti con più di 60 anni ha provocato una risposta immunitaria senza effetti secondari.

Mercoledì 9 settembre

I contagi nel mondo sono 27.683.499, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 899.808 morti e 18,6 milioni di persone guarite.

Il Brasile si avvicina ai 4,2 milioni di casi

Il Brasile questo mercoledì ha registrato ulteriori 1.075 decessi e 35.816 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass) e il ministero della Sanità brasiliani. Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese sudamericano è dunque salito a 4.197.889, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 128.539. Il tasso di letalità è fermo al 3,1%, mentre quello di mortalità è pari a 61,2 persone ogni centomila abitanti.

Altri 2.659 contagi in Gran Bretagna

Tornano a salire a 2.659 in più i contagi giornalieri da coronavirus nel Regno Unito secondo i dati diffusi sullo sfondo di una conferenza stampa a Downing Street del premier Boris Johnson e dei suoi consulenti durante il quale è stata formalizzata la nuova stretta sugli assembramenti sociali in Inghilterra da lunedì. I morti sono stati invece 8, in discesa, mentre risalgono leggermente ricoveri e pazienti in terapia intensiva (oltre 800 e oltre 80), e i test restano assestati oltre i 175.000 quotidiani. Parlando al fianco di Johnson, il professor Chris Whitty, chief medical officer dell’Inghilterra, ha notato in positivo come i contagi restino piatti fra gli anziani e i bambini, ma ha anche osservato un’impennata fra i giovani. Mentre ha evocato la prospettiva, se il trend prosegue come negli ultimi giorni, il Regno possa raggiungere nelle prossime settimane i numeri ancor allarmanti «di Francia e Spagna». «Per questo dobbiamo agire», ha commentato il premier, formalizzando il ritorno al divieto di assembramento oltre le sei persone, ma ricordando anche l’obbligo della mascherina nei locali pubblici e sui trasporti e promettendo un incremento ulteriore dei test.

Olanda, record di nuovi casi da aprile

Il numero di nuovi casi di coronavirus registrati nei Paesi Bassi nelle ultime 24 ore è 1.140, il numero giornaliero più alto da aprile. Lo ha annunciato il ministro della sanità Hugo de Jonge, secondo quanto riportato dal «Guardian». «Non sta andando nel verso giusto», ha commentato il ministro. Il giorno prima, erano stati registrati 964 nuovi contagi, con un rapido aumento tra i giovani. L’Istituto superiore della sanità ha però precisato che l’incremento non è legato alla riapertura delle scuole elementari in tutto il paese tre settimane fa.

In Portogallo il più alto aumento di casi da aprile

Il Portogallo ha registrato 646 nuovi casi di coronavirus in un giorno, l’aumento giornaliero più alto dal 20 aprile, anche se di gran lunga più basso rispetto ad altri paesi europei. Il ministro della sanità portoghese, Jamila Madeira, ha spiegato in una conferenza stampa che la maggior parte dei nuovi contagi si sono verificati all’interno di nuclei familiari. I casi di Covid-19 in Portogallo erano scesi a circa 100 al giorno all’inizio di agosto, ma da allora sono aumentati, allarmando in particolare l’industria del turismo. Da metà settembre, quando riapriranno le scuole e molti più lavoratori torneranno in ufficio, saranno adottate misure più rigide anche se il governo non ha ancora annunciato i dettagli. I dati del ministero della sanità hanno mostrato che i nuovi casi sono concentrati soprattutto nel nord e nella regione di Lisbona.

Preoccupazione in Francia, si va verso «decisioni difficili»

Il Governo francese «sarà obbligato a prendere alcune decisioni difficili entro 8 o 10 giorni al massimo», ha detto oggi Jean-François Delfraissy, presidente del Consiglio scientifico che affianca i vertici del Paese nelle decisioni in tema di pandemia. Per Delfraissy, il livello di epidemia della COVID-19 in Francia è «preoccupante»: «Ci si può ingannevolmente rassicurare» perché l’aumento della circolazione del virus ha «attualmente poche ricadute» sul sistema sanitario, ma può verificarsi «un aumento rapidissimo, esponenziale, in un secondo tempo», ha precisato, citando «in particolare» la situazione della regione «Provenza-Alpi-Costa Azzurra». «La Francia - ha detto Delfraissy - si situa a un livello che ora è preoccupante, che non è quello della Spagna ma che non ne è lontano, con un ritardo forse di una quindicina di giorni e che è molto più grave di quello dell’Italia». Per questo, ha sottolineato, «dovranno essere adottate alcune misure e bisognerà decidere entro 8 o 10 giorni al massimo, tenuto conto del ritardo dei risultati di queste misure». In particolare, Delfraissy ha parlato di un rafforzamento della protezione delle persone anziane o con fattori di rischio (diabete, obesità, malattie respiratorie...) allo scopo di «creare una specie di bolla attorno a queste persone». Per il resto della popolazione, «la Francia deve ricominciare a vivere», ma restando «molto attiva sulla strategia di testare-tracciare-isolare».

Registrati 2.313 nuovi contagi in Iran

Sono 2.313 i casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Iran. Il totale dei contagi dall’inizio della pandemia sale a 393.425. Le nuove vittime sono 127, arrivando in tutto a 22.669. I ricoverati in terapia intensiva ammontano a 3.735, mentre i pazienti guariti crescono a 393.425. I test complessivi effettuati sono 3.457.753. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

In Israele quasi 3.500 contagi, con più tamponi

Continua a salire il numero dei contagi in Israele ma anche la quantità di tamponi. Nelle ultime 24 ore, secondo il Ministero della sanità, le nuove infezioni sono state 3.496 portando il totale, da inizio pandemia, a 139.013 casi. I tamponi sono stati circa 43 mila con un tasso di infezione dell’8.1%. Del totale dei casi, quelli attivi, per la prima volta hanno superato la soglia dei 30 mila (30.366) con 472 in serie condizioni e 140 in ventilazione. I decessi, con altre 5 morti, sono saliti a 1.048. Da ieri sera 40 tra città e quartieri (in prevalenza arabe ed ortodosse) in tutto il Paese sono stati posti sotto coprifuoco notturno nel tentativo di rallentare le infezioni laddove i contagi sono più alti.

In Russia 5.218 nuovi casi

La Russia ha registrato 5.218 nuovi casi di coronavirus e 142 decessi nelle ultime 24 ore. Lo ha dichiarato la sede operativa nella lotta al virus. La Russia ha visto un totale di 1.041.007 casi di coronavirus, tra cui 18.135 morti e 856.458 guarigioni (tra cui 6.409 pazienti dimessi nelle ultime 24 ore). Il numero di casi attivi è attualmente pari a 166.414. Lo riporta Interfax.

Londra reintroduce il divieto di assembramento

Gli incontri sociali di più di sei persone saranno proibiti in Inghilterra a partire da lunedì - con alcune esenzioni - a causa del forte aumento dei casi di coronavirus, pena una multa che va da 100 sterline fino a un massimo di 3.200.

Lo riferisce la Bbc, la quale precisa che il premier Boris Johnson terrà una conferenza stampa per fornire ulteriori dettagli.

La modifica alla legge pone il divieto al maxi assembramento al chiuso e all’aperto, ma non si applicherà alle scuole, ai posti di lavoro e ai matrimoni, funerali e eventi sportivi organizzati che adottano le misure anti-Covid.

Le nuove regole segnano un cambiamento nell’attuale orientamento dell’Inghilterra. Al momento, due famiglie di qualsiasi dimensione possono incontrarsi all’interno o all’esterno, o fino a sei persone di famiglie diverse all’aperto. Fino ad ora la polizia non ha avuto il potere di fermare i raduni a meno che non superassero le 30 persone.

Belgio, sale il numero di contagi, 500 al giorno

In Belgio tra il 30 agosto ed il 5 settembre c’è stata una media di 502,1 contagi da coronavirus al giorno, in aumento (+ 13%) rispetto a sette giorni prima. A fotografare la situazione sono i dati aggiornati dall’Istituto di Sanità Pubblica Sciensano. Il numero totale di infezioni dall’inizio dell’epidemia in Belgio è ora di 89’141 casi.

I ricoveri sono ancora in calo, del 4%, con una media di 18,4 al giorno. Anche i decessi, seguono una tendenza al ribasso. Sono stati 2,3 al giorno in media nel periodo di riferimento (-2%), per un totale di 9’912 dall’arrivo del coronavirus.

Repubblica dominicana, superati i 100’000 casi

Il numero di contagi per la pandemia da coronavirus ha superato in Repubblica dominicana quota 100’000. Lo ha reso noto il ministero della Sanità pubblica precisando che i 233 casi positivi registrati nelle ultime 24 ore hanno portato il totale generale da marzo a 100’131.

Dal rapporto quotidiano ministeriale emerge inoltre che con i cinque decessi confermati ieri il bilancio dei morti è di 1’889, con un tasso di letalità dell’1,89%.

Intanto le autorità dominicane hanno annunciato che a partire dal 16 settembre le persone che entreranno sul territorio nazionale saranno sottoposte a test aleatori PCR per verificare la eventuale presenza del Covid-19.

La decisione è stata confermata dall’Istituto dominicano dell’aviazione civile (Idac) che predisporrà, su richiesta del ministero del Turismo, centri di controllo in tutti gli aeroporti del Paese.

Il governo sta cercando, nonostante la pandemia, di rilanciare il settore turistico che in passato contribuiva per l’8% del Prodotto interno lordo (Pil) dominicano, e che quest’anno è in caduta di oltre il 70%.

Tunisia, 293 casi e 2 morti in 24 ore

Tornano a crescere in maniera marcata i contagi giornalieri da coronavirus in Tunisia. Nelle ultime 24 ore, sono stati registrati altri 293 nuovi casi che portano a 5’417 il totale dei contagi confermati nel Paese nordafricano dall’inizio della pandemia.

Secondo quanto riferisce il ministero della Sanità, i decessi sono saliti a 96, i guariti a 1862, con 3’459 persone attualmente positive sull’intero territorio, di cui 86 in ospedale e 26 pazienti in rianimazione. Il 15,5% dei positivi attuali presentano sintomi. Il 15 settembre è confermata la riapertura delle scuole, seppur graduale, con le dovute misure di sicurezza. I tamponi effettuati dall’inizio della pandemia sono 162’200.

Dal 26 agosto scorso per entrare in Tunisia è necessario esibire un test covid-19 free, effettuato nelle 72 ore precedenti al primo imbarco e che non superi comunque le 120 ore dal test al momento dell’ingresso in Tunisia, a prescindere dal Paese di provenienza.

Perù, 30 mila morti e quasi 700 mila contagi

Il Perù ha registrato 147 morti nelle ultime 24 ore a causa del coronavirus portando il bilancio delle vittime a 30’123 dall’inizio della pandemia. Lo ha reso noto il ministero della Sanità (Minsa) a Lima, precisando che per quanto riguarda i contagi della giornata, sono stati 4’615, portando il bilancio generale da marzo a 696’190 casi. Nel suo rapporto il Minsa ha aggiunto che attualmente nelle strutture ospedaliere di tutto il Paese sono ricoverate 11’087 persone affette dal Covid-19, delle quali 1’499 si trovano nelle unità di rianimazione. Giorni fa il governo peruviano ha esteso lo stato di emergenza in vigore in tutto il Paese per arginare lo sviluppo della pandemia fino al 30 settembre, prorogando anche le misure di quarantena ad hoc, modificandole però rispetto a quelle introdotte nel luglio scorso. In pratica, un lockdown rigoroso si mantiene nelle regioni di Cusco, Puno e Tacna, e in 46 province di altri 14 dipartimenti.

In Brasile superati i 127 mila decessi

Il Brasile ha registrato ieri ulteriori 504 decessi e 14'279 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass) e il ministero della Sanità brasiliani.

Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese sudamericano è dunque salito a 4'162'073, mentre il totale delle vittime dall'inizio della pandemia ha raggiunto quota 127'463. Il tasso di letalità è fermo al 3,1%, mentre quello di mortalità è pari a 60,7 persone ogni centomila abitanti.

Martedì 8 settembre

I contagi nel mondo sono 27.352.693, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano oltre 892 mila morti e 18,3 milioni di persone guarite.

Morti per COVID: torna l’allerta nel Regno Unito

Torna a crescere l’allerta coronavirus nel Regno Unito, Paese che nei mesi scorsi ha fatto registrare il più alto numero di morti per COVID in Europa in cifra assoluta, secondo a Spagna e Belgio in rapporto alla popolazione. L’impennata dei contagi a quasi 3000 quotidiani negli ultimi due giorni, picco da maggio, è stata definita oggi inquietante da Robert Jenrick, ministro delle Aeree Urbane del governo Tory di Boris Johnson, mentre restrizioni e forme di lockdown locali vengono ripristinate in alcune zone dell’isola, incluso in Scozia e Galles dove a gestire l’emergenza sono i governi regionali guidati da indipendentisti scozzesi e Labour. Gli ultimi dati «sono particolarmente preoccupanti», ha notato Jenrick, malgrado il tasso di morti e ricoveri resti in questa fase relativamente basso. «Il virus è ancora molto con noi - ha avvertito rivolgendosi alla popolazione - e abbiamo tutti un peso da portare», un ruolo da svolgere «se vogliamo essere in grado di mantenere le nostre vite in una sorta di nuova normalità». Parole che riecheggiano quelle del professor Jonathan Van Tam, deputy chief medical officer dell’Inghilterra, secondo il quale la tendenza attuale della pandemia, nel Regno come altrove, è di nuovo motivo di «grande allarme»; ed è conseguenza del fatto che molta gente «sembra essersi «rilassata troppo» rispetto alle precauzioni tuttora in vigore.

A Marsiglia rianimazioni al completo

I contagi aumentano, tornano a crescere i numeri dei ricoverati per Covid-19 e i letti in rianimazione sono già saturi: avviene nelle Bouches-du-Rhône, la regione di Marsiglia, nel sud della Francia, tornata sotto tensione come nella prima ondata del virus la primavera scorsa dopo appena 70 pazienti in condizioni più gravi con necessità di cure intensive. «Da una settimana - spiega a BFM-TV una dottoressa del reparto rianimazione dell’ospedale marsigliese Nord - c’è effettivamente una situazione di tensione a livello dei posti in rianimazione, con pazienti che sono piuttosto gravi e necessitano di ossigeno e di sostegno, quindi di un letto in quel reparto». Nell’ospedale Nord, sui 10 letti in rianimazione a disposizione dei malati di coronavirus, 7 erano occupati ieri, tanto da convincere le autorità a riprendere a livello regionale i piani di gestione dei ricoveri e di trasferimento dei malati dove c’è disponibilità di posti come nella primavera scorsa. La capacità totale nella regione di Marsiglia, le Bouches-du-Rhône, è di 322 letti in rianimazione, ma al contrario della scorsa primavera, parecchi sono occupati da pazienti con altre patologie, che hanno bisogno di cure intensive, come le vittime di incidenti o i pazienti in decorso post-operatorio. In tutta la regione, a disposizione dei malati di Covid, ne restano quindi soltanto 70, ormai quasi completamente occupati.

Crollo del PIL nell’Eurozona

Crollo dell’economia in Europa: nel secondo trimestre del 2020, ancora segnato da misure di contenimento legate al Covid-19 nella maggior parte degli Stati membri, il Pil destagionalizzato è diminuito dell’11,8% nell’area euro e dell’11,4% nell’Ue rispetto al trimestre precedente. Sono i dati Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea. Si tratta di gran lunga del calo maggiore dall’inizio delle serie temporali nel 1995. Nel primo trimestre del 2020, il Pil è diminuito del 3,7% nell’area euro e del 3,3% nell’Ue

Test rapidi in Francia

Test rapidi per individuare il coronavirus, anche detti ‘test antigenici’, verranno attuati in Francia a partire da questa settimana. Intervistato da radio France Inter, il ministro francese della Salute,Olivier Véran, ha riferito che «questa settimana, nell’Ile-de-France (la regione di Parigi,ndr.) dovremmo cominciare a dispiegare test antigenici, che sono test rapidi (...) si attende 15 o 20 minuti e abbiamo il risultato». Véran ha precisato che si dovrebbe cominciare già da domani negli ospedali pubblici di Parigi.

Russia, 5.099 casi e 122 morti in 24 ore

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 5.099 nuovi casi di Covid-19 e 122 persone sono morte a causa del morbo: lo riporta il centro operativo nazionale anticoronavirus. Il totale dei contagi accertati dall’inizio dell’epidemia sale così a 1.035.789 mentre, secondo i dati ufficiali, i morti sono in tutto 17.993.

Argentina, superati i 10.000 morti da marzo

Con i 271 decessi registrati nelle ultime 24 ore, l’Argentina ha superato il bilancio di 10.000 morti dall’inizio in marzo della pandemia da coronavirus. Lo riferisce oggi l’agenzia di stampa Telam.

Dall’ultimo rapporto del ministero della Sanità emerge anche che, accanto alle 10.129 vittime fatali, il totale generale dei contagiati è salito al termine della giornata a 488.007 (+9.215).

Per quanto riguarda i casi più gravi, 2.698 persone sono ricoverate nelle unità di rianimazione di tutto il Paese, con una percentuale di occupazione dei letti del 61,9% sul territorio nazionale e del 67,8% nell’area della capitale Buenos Aires e della sua provincia.

Da segnalare infine che il direttore della Fondazione Huésped, Pedro Cahn, ha annunciato che è cominciato il reclutamento dei volontari che desiderano partecipare allo studio della fase III dei vaccini messi a punto dalla Cina per il contrasto del coronavirus, «basati su virus inattivati, che sono completamente privi di rischi».

Francia, verso la riduzione della quarantena a 7 giorni

Il consiglio scientifico della Francia ha dato il via libera alla riduzione da quattordici a sette giorni della durata dell’isolamento per le persone risultate positive al coronavirus: è quanto annunciato dal ministro della Salute, Olivier Véran.

La decisione verrà adottata in modo formale in occasione del «consiglio Difesa di venerdì», il che «ci darà un po’ di tempo per consultare altri esperti sull’attuazione della misura», ha aggiunto il ministro su France Inter.

«Siamo più contagiosi nei primi 5 giorni dopo l’apparizione dei sintomi o che seguono la positività di un tampone. In seguito - ha spiegato Véran - la contagiosità diminuisce in modo molto netto, e dopo una settimana resta ma molto debole».

L’accorciamento della quarantena favorirà «una migliore adesione» alla regola - secondo il ministro - poiché oggi «registriamo che gran parte dei francesi non rispetta la quarantena».

Il Consiglio di Difesa - composto da un gruppo ristretto di ministri - viene convocato dal presidente Emmanuel Macron all’Eliseo sempre più frequentemente dall’inizio della crisi del Coronavirus.

Sale il numero di casi in Israele

Sale ancora il numero delle infezioni in Israele. Nelle ultime 24 ore è arrivato al record di 3.392 contagi a fronte, tuttavia, di un aumentato numero di tamponi: oltre 40 mila con un tasso dell’8,7%, minore rispetto a quello dei giorni scorsi. Il totale dei casi, da inizio pandemia, si attesta quindi a 135.043, di questi i casi attivi sono 27.723 con 463 pazienti in gravi condizioni, tra cui 127 in ventilazione. I decessi, da inizio pandemia, sono 1.026.

Australia, nello Stato di Victoria altri 55 casi e 8 morti

Lo Stato di Victoria, il più colpito dal coronavirus in Australia, ha registrato altri 55 casi e otto morti nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il premier dello Stato, Daniel Andrews, secondo quanto riportano i media nazionali. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi nello Stato a quota 19.574 e quello dei decessi a quota 683. L’Australia conta attualmente 26.377 casi e 770 morti provocati dal virus.

In Egitto i casi superano quota 100 mila

L’Egitto ha superato i 100 mila casi di coronavirus: lo ha reso noto il ministero della Sanità. Il Paese ha registrato ieri 178 nuovi contagi, che portano il totale delle infezioni dall’inizio della pandemia a quota 100.041. Allo stesso tempo, sono stati segnalati altri 11 decessi, per un totale di 5.541. Lo riporta la Cnn.

In Messico oltre 3 mila contagi e 223 morti in 24 ore

Il Messico ha registrato ieri 3.486 nuovi casi di coronavirus e 223 ulteriori decessi: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 637.509 e quello dei morti a quota 67.781. Il Messico è il quarto Paese al mondo per numero di infezioni dopo Stati Uniti, Brasile e India.

Negli USA i morti oltre quota 189 mila

Negli USA il numero dei decessi per coronavirus ha superato quota 189 mila, mentre i casi sfiorano i 6,3 milioni. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dei dati della Johns Hopkins University

Lunedì 7 settembre

Al momento i casi ufficialmente registrati di Covid-19 sono circa 27.004.000, mentre le morti sono state oltre 882.000.

Il Paese al mondo più colpito restano gli Stati Uniti, con almeno 6,27 milioni di contagi e quasi 189 mila decessi. L’India supera il Brasile è diventa il secondo Paese dopo gli Stati Uniti con più casi di contagio da coronavirus al mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins.

Quasi metà dei greci rifiuterebbe di vaccinarsi

Quasi metà della popolazione della Grecia (44%) rifiuterebbe di vaccinarsi contro il coronavirus se ne avesse la possibilità e il 22% non vuole indossare la mascherina. Lo rivela un sondaggio della società Metron Analysis pubblicato sul settimanale To Vima.

Il governo greco ha già annunciato che il vaccino contro il Covid-19 non sarà obbligatorio, ma «fortemente raccomandato».

Tra i 45-54 anni la percentuale di coloro che si opporrebbero al vaccino è del 56%, del 54% tra i 17 e i 34 anni. Un altro 17% si oppone all’obbligo di indossare la mascherine in pubblico, percentuale che sale al 28% tra i greci più giovani.

Con circa 11’500 casi e 284 vittime, la Grecia ha risposto alla pandemia meglio di tutti gli altri Paesi europei. Oltre la metà dei contagi sono stati registrati ad agosto.

Australia, accordi per 85 milioni di dosi vaccino

L’Australia si è assicurata 85 milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus. Lo ha annunciato il premier Scott Morrison, secondo quanto riportato dalla Bbc, spiegando di aver siglato due accordi: il primo con il colosso farmaceutico Astrazeneca che sta sviluppando il vaccino con l’università di Oxford; il secondo con l’università del Queensland e l’azienda locale Csl.

Intese che sono costate circa 1,24 miliardi di dollari australiani (810 milioni di franchi) ma che, ha assicurato il premier, permetteranno di distribuire dosi gratuite a 25 milioni di australiani a partire da gennaio «se i nostri esperti medici danno il via libera ai vaccini».

L’Australia ha registrato più di 26’000 casi di Covid-19 e 769 vittime, la maggior parte negli ultimi due mesi dopo lo scoppio di un focolaio nel Victoria.

In Israele coprifuoco in 40 città

Il governo israeliano ha deciso ieri in tarda serata di imporre il coprifuoco notturno su 40 città del Paese, dichiarate zone rosse, per contenere il contagio da coronavirus: a partire da oggi le persone dovranno restare a casa dalle 19.00 alle 05.00. Lo scrive il sito del Jerusalem Post.

Il comitato ministeriale ha deciso inoltre - scrive il giornale - che le scuole saranno chiuse, con l’eccezione di alcuni istituti. Gli assembramenti di oltre dieci persone sono vietati al chiuso, di 20 all’aperto.

Il Jerusalem Post dice di non conoscere la lista, ma di presumere che includa le città di Beitar Illit, Beit Shemesh, Bnei Brak, Daliat al-Carmel, Elad, Emmanuel, Kafr Kassem, Taibe, Tira, Umm el-Fahm, Ashdod, Ashkelon, Kochav Yair, Netivot, Sderot e forse Eilat.

«Nelle ultime 24 ore - ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, citato dal giornale - altre dieci città sono state aggiunte alla lista delle città ‘zona rossa’ e abbiamo così raggiunto il numero di 40. Alla luce di questo, gli esperti hanno raccomandato di imporre il coprifuoco su tutte queste città e di fermare il sistema educativo in esse, in aggiunta alle restrizioni sugli assembramenti. So che queste risposte non sono facili ma, nella situazione attuale, non ci sono alternative» e le soluzioni adottate sono considerate «responsabili e realistiche».

Domenica 6 settembre

I contagi totali nel mondo hanno superato i 26,9 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. Sono invece 880 mila i morti, 18 milioni le persone guarite.

In Israele coprifuoco in 40 città

Il governo israeliano ha deciso in tarda serata di imporre il coprifuoco notturno su 40 città del Paese, dichiarate zone rosse, per contenere il contagio da coronavirus: a partire da domani, lunedì, le persone dovranno restare a casa dalle 19 alle 05 del mattino. Lo scrive il sito del Jerusalem Post. Il comitato ministeriale ha deciso inoltre - scrive il giornale - che le scuole saranno chiuse tranne alcuni istituti. Gli assembramenti di oltre 10 persone sono vietati al chiuso, di 20 all’aperto.

Boom di casi in Gran Bretagna, più di 3 mila in 24 ore

Rimbalzo di contagi da coronavirus nel Regno Unito dove nelle ultime 24 ore censite il ministero della Sanità ha registrato altri 2.998 casi, con un’impennata di oltre mille in più rispetto a ieri e un picco inedito da maggio, su un numero di tamponi assestato attorno a 175.000 al giorno. I morti quotidiani sono tuttavia scesi a due - minimo assoluto da inizio della pandemia, salvo un singolo giorno di agosto - fino a una somma ufficiale pari a 41.551. E calano anche i ricoveri complessivi per Covid (756 al momento nell’intero Paese) nonché il ricorso alla terapia intensiva (69 pazienti totali). Alcuni specialisti britannici temono comunque ora il consolidamento dei nuovi focolai localizzati individuati in queste ultime settimane in alcune regioni e città dell’isola, in particolare nel centro-nord d’Inghilterra. Mentre un ulteriore allarme arriva dal potenziale effetto del rientro di massa nella prima metà di settembre di masse di studenti nelle università del Paese, riaperte ai corsi ordinari dopo il regime di contatti solo digitali dei mesi del lockdown nazionale. L’opposizione laburista di Keir Starmer intensifica da parte sua la pressione sul governo per avere test negli aeroporti, anche con l’obiettivo di ridurre la durata e l’estensione della quarantena per i viaggiatori che arrivano nel Regno dai Paesi più soggetti a nuovi picchi di contagio: opzione tuttavia che il governo Tory di Boris Johnson giudica inefficace se non ingannevole. Richiamandosi a studi secondo i quali il tampone episodico e istantaneo per coloro che sbarcano dagli aerei appare in grado di identificare non più del 7% delle infezione e rischia semmai da dare un senso di falsa sicurezza a chi risulti momentaneamente negativo.

In India 90 mila casi in un giorno

In India si registrano 90.632 nuovi casi di Covid-19, il più alto numero di nuovi contagi in un giorno dall’inizio della pandemia. Lo riferisce la Cnn. Il totale dei casi nel Paese supera i 4 milioni e ad oggi sale così a 4.113.811, compresi 70.626 decessi, stando ai dati del ministero indiano della Sanità.

Il Marocco riapre le frontiere al turismo

Il Marocco riapre ai turisti, seppure sotto certe condizioni. Una prenotazione d’hotel e il test anti-Covid negativo basteranno per varcare i confini. È la Confederazione nazionale delle imprese marocchina ad annunciare il via libera arrivato dal Ministero degli Esteri. Potranno entrare anche professionisti stranieri su invito delle imprese marocchine. Gli stranieri che vorranno entrare in Marocco dovranno prenotare i voli già operativi, riservati inizialmente solo a quanti avevano la residenza o il passaporto marocchino. I collegamenti aerei, operati da Royal Air Marocco e Air Arabia saranno mantenuti ben oltre il 10 settembre, data che era stata fissata come termine ultimo. Il settore turistico gravemente colpito dalle conseguenze della pandemia, tira un sospiro di sollievo: è dal 19 marzo scorso che il Marocco aveva chiuso le frontiere.

Atteso un balzo di contagi negli USA

Un balzo dei contagi in autunno, con un picco nelle settimane successive al voto per le presidenziali del 3 novembre. Gli esperti lanciano l’allarme su una seconda ondata di coronavirus negli Stati Uniti. L’avvertimento arriva mentre nuovi modelli statistici indicano che entro il primo gennaio il numero dei decessi negli USA potrebbe raggiungere quota 410’000. «La mia impressione è che c’è un’ondata in arrivo. Il nodo non è se arriverà o meno, ma quanto sarà grande», afferma Eili Klein, epidemiologo della John Hopkins University School of Medicine. I timori sono ora legati al ponte e alle celebrazioni del Labor Day, e all’avvio delle scuole. Negli Stati Uniti sono stati registrati 44.000 casi nelle ultime 24 ore. I contagi totali nel Paese sono ora 6.2 milioni. Il totale dei morti invece sale a 188 mila, 783 in un giorno.

Sabato 5 settembre

Ha superato quota 875 mila il numero dei decessi legati al coronavirus nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I contagi totali sono oltre 26,6 milioni, le persone guarite sono 17,7 milioni.

Oltre mezzo milione di contagi in Spagna

La Spagna ha superato il mezzo milione di contagi da Covid-19, con almeno 6.452 nuovi casi nelle ultime 24 ore. E’ quanto emerge da un conteggio fatto da El Pais sulla base dei dati resi noti oggi dalle varie province, in assenza di quelli delle autorità nazionali e di quelle della provincia di Madrid, che non li comunicano nel fine settimana. I contagi complessivi sono 505.441.

Francia, 8.550 contagi in un giorno

Sono 8.550 i contagi da Covid-19 in Francia nelle ultime 24 ore, secondo i dati della Direzione generale della Sanità resi noti da media francesi. Un dato solo di poco inferiore a quello del giorno prima, quando i nuovi casi avevano toccato il record di 8.975. Le vittime nelle ultime 24 ore sono state 12, con il totale che sale a 30.698.

La rivincita svedese: meno casi dei Paesi vicini

Per la prima volta da marzo la Svezia ha un tasso di casi di coronavirus inferiore a quelli dei suoi vicini Danimarca e Norvegia. Lo riferisce il Telegraph. «La Svezia è passata dall’essere uno dei Paesi con il maggior numero di infezioni in Europa, a uno di quelli con il minore numero di casi, mentre molti altri Paesi hanno visto un aumento piuttosto drammatico», ha detto l’epidemiologo di Stato Anders Tegnell. Secondo i numeri presentati al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), la Svezia ha registrato una media di 12 nuovi casi per milione di persone nell’ultima settimana, rispetto ai 18 della Danimarca e ai 14 della Norvegia. Il numero di morti è al momento in media di due a tre al giorno, in calo rispetto al picco di oltre cento al giorno registrato a metà aprile. A differenza di altri, la Svezia non ha mai istituito un lockdown, mantenendo aperti gli asili, la maggior parte delle scuole, bar, ristoranti, negozi e uffici. Attirandosi curiosità ma anche critiche da tutto il mondo. L’Agenzia per la sanità pubblica svedese ha ritenuto che fosse meglio fare affidamento su misure volontarie di distanziamento sociale e di autoisolamento. «Ciò che vediamo ora è che questa politica sostenibile potrebbe essere più lenta nell’ottenere risultati, ma alla fine li ottiene», ha sottolineato Tegnell.

A Seul 510 casi legati a una manifestazione di piazza

La Corea del Sud ha registrato 168 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il Centro coreano per il controllo e la prevenzione delle malattie, citato dalla Cnn. Tra i casi attivi al momento, ha sottolineato il vicedirettore del centro Kwon Joon-wook in un briefing, ci sono 1156 casi legati alla chiesa Sarang-jeil di Seul e 510 collegati alle manifestazioni antigovernative del 15 agosto.

Fauci: «Senza mascherine probabili 410 mila morti»

Il virologo statunitense Anthony Fauci ritiene un «buon avvertimento» su ciò che potrebbe accadere in caso gli americani non prendano precauzioni il nuovo modello dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington, che stima che oltre 410.000 persone potrebbero morire a causa del coronavirus entro il 1 gennaio negli Stati Uniti, più che raddoppiando l’attuale numero di vittime. «Certo che è possibile», ha detto Fauci riguardo la previsione. «Se si svolgono molte attività al chiuso - ha detto alla Cnn - e non si utilizzano le mascherine, molto probabilmente si arriverà a questo numero». «Anche se è un po’ spaventoso, potrebbe essere una spinta per renderci conto che possiamo fare qualcosa per fermarlo», ha concluso. Secondo il modello, l’uso quasi universale delle mascherine potrebbe ridurre di oltre la metà il numero di decessi aggiuntivi previsti.

In Iran la scuola non si ferma nonostante la pandemia

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha salutato oggi in videoconferenza il nuovo anno accademico, nel mezzo della pandemia di coronavirus, sottolineando la necessità di rispettare rigidi protocolli per frenare la diffusione del virus ma che «l’istruzione non si fermerà nemmeno nelle circostanze difficili in cui si trova il nostro Paese». L’anno accademico è iniziato in Iran due settimane prima del consueto, per recuperare il tempo perduto durante il lockdown. Nel nuovo anno solo gli studenti residenti nelle aree più ad alto rischio proseguiranno con la didattica a distanza. Il governo ha rivisto in parte il proprio progetto iniziale di ripristinare ovunque l’istruzione in presenza dopo che le autorità sanitarie e i genitori hanno criticato aspramente l’iniziativa, ritenendo che i 14 milioni di studenti delle scuole, sia in aree a basso rischio che a medio e alto, rischierebbero il contagio se dovessero rientrare in aule sovraffollate. Lunedì Rohani vedrà il consigliere federale Ignazio Cassis, che da oggi è in visita a Teheran per celebrare il centenario della presenza diplomatica elvetica in Iran.

Preoccupa l’India

Il Paese più colpito al mondo restano gli Stati Uniti, con quasi 118 mila morti e 6,2 milioni di casi accertati. Segue il Brasile con 125.500 vittime e quasi 4,1 milioni di contagi totali. In preoccupante ascesa l’India, con oltre 68 mila morti e quasi 4 milioni di casi.

In Brasile altri 51 mila contagi

Il Brasile ieri ha registrato ulteriori 851 decessi e 51.638 nuovi contagi da Covid-19 nelle precedenti 24 ore: lo hanno comunicato ieri in serata il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass) e il ministero della Sanità brasiliani. Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese sudamericano è dunque salito a 4.091.801, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 125.502. Il tasso di letalità è fermo al 3,1%, mentre quello di mortalità è pari a 59,7 persone ogni centomila abitanti.

Venerdì 4 settembre

I contagi nel mondo sono 26.305.791, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 868.746 morti e 17.513.165 guarigioni.

Quasi 2000 casi in Gran Bretagna, il picco da maggio

Continua, sia pure in dimensioni molto meno accentuate della Francia, la ripresa dei contagi da coronavirus anche in Gran Bretagna, dove nelle ultime 24 ore i casi diagnosticati sono tornati vicini a quota 2000: 1940, picco da fine maggio.

Secondo i dati del ministero della sanità i morti sono ridiscesi invece a dieci, contro i tredici di ieri, fino a una somma ufficiale di 41’537, mentre i tamponi giornalieri sono stati 175’000 (oltre 17,6 milioni in totale).

Il premier Boris Johnson ha insistito intanto oggi sulla necessità delle cautele, e in particolare dell’aggiornamento costante della lista dei Paesi sottoposti a quarantena per chi rientra nel Regno difendendone come sensata la durata di quattordici giorni; ma ha pure incoraggiato di nuovo al ritorno al lavoro chi non può lavorare da casa.

Nel contempo ha escluso che i test negli aeroporti possano essere utili, citando studi scientifici secondo cui essi sarebbero in grado di individuare appena «un 7%» di contagi; e rischierebbero semmai di dare a chi risulti episodicamente negativo «un falso senso di sicurezza».

Quasi 9000 casi in Francia in 24 ore

Record di quasi 9000 casi di positività al Covid-19 nelle ultime 24 ore in Francia, 8975 secondo quanto rende noto la Direzione generale della sanità.

Oms: «Non ci aspettiamo una vaccinazione diffusa fino a metà 2021»

«Non ci aspettiamo di vedere una vaccinazione diffusa fino alla metà del prossimo anno». Lo ha detto la portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Margaret Harris, in un incontro con la stampa sul coronavirus a Ginevra, ripreso dal Guardian. «Questa fase 3 richiede più tempo perché dobbiamo vedere quanto il vaccino sia veramente protettivo e quanto sia sicuro», ha spiegato riferendosi agli studi clinici in corso.

In Israele livello di contagi molto elevato

All’indomani della decisione delle autorità israeliane di imporre da lunedì la chiusura di 30 «zone rosse», i dati diffusi dal Ministero della sanità confermano che il livello dei contagi è molto elevato. Ieri ne sono stati registrati 2.766, pari all’8,3 per cento dei test condotti. La stampa locale cita una ricerca dell’Università Johns Hopkins secondo cui, con 215,6 contagi al giorno per ogni milione di abitanti, Israele è al primo posto della graduatoria mondiale, avendo superato Brasile (188,7), Spagna (182,4) e Usa (127,2). La cifra complessiva dei casi positivi registrati in Israele è 125.755, di cui 25.277 malati attivi. I decessi sono stati 991. Situazione allarmante anche a Gaza dove i contagi sono saliti in 24 ore a 577, 116 in più rispetto a ieri. I decessi sono stati quattro. Gaza City ed il nord della Striscia sono in uno stretto lockdown. La polizia ha bloccato il traffico con sbarramenti nelle strade mentre, secondo fonti locali, agenti con manganelli intimidiscono i rari passanti. A Gaza è arrivata da Ramallah la ministra palestinese per la sanità May al-Kaileh. Con lei sono entrati 20 camion carichi di aiuti sanitari.

«L’Oms ha fatto un ottimo lavoro»

«L’Oms ha fatto un ottimo lavoro» nelle condizioni in cui si è trovata a operare. Lo pensa Richard Horton, il direttore della rivista scientifica «Lancet», intervenuto oggi durante una conferenza di Esof2020 a Trieste. Horton ha affermato che «la ragione per cui dovremmo essere arrabbiati» è che una pandemia «era molto prevedibile», anche se «non credo che potesse essere fermata in Cina», ma solo limitata. «La lezione imparata è che avevamo bisogno di investire nella prevenzione e avere dei piani. Una volta proclamata l’epidemia, nessuno ha veramente reagito fino a marzo», ha sottolineato. A tale proposito, Horton ritiene che le «accuse all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) siano scorrette» perché «ha fatto il possibile per capire cosa stesse succedendo mentre non c’erano abbastanza informazioni» e «non avrebbe potuto dichiarare un’emergenza prima del parere della commissione di esperti». A differenza dei governi che «hanno agito singolarmente invece di elaborare un’unica risposta globale», Horton ha detto di essere «orgoglioso di come la comunità scientifica ha risposto in maniera coordinata».

In Francia chiuse 22 scuole e un centinaio di classi

Il ministro dell’Educazione francese, Jean-Michel Blanquer, ha annunciato oggi - parlando alla radio Europe 1 - che dalla riapertura delle scuole martedì scorso sono state chiuse fino ad oggi 22 istituti e un centinaio di classi a causa di casi di positività al COVID-19 su un totale di 60 mila. Ma questo «cambia tutti i giorni», ha aggiunto Blanquer, precisando che circa 250 protocolli per sospetta positività vengono attivati quotidianamente. Per la maggior parte, si tratta di sospetti «legati a fattori esterni alla scuola, con persone che spesso hanno potuto essere contaminate prima del rientro in classe».

Nuovo record in Argentina: 12 mila contagi

La pandemia da coronavirus continua a estendersi in Argentina dove nelle ultime 24 ore è stato registrato un nuovo record di contagi, nonostante che la popolazione viva da 167 giorni in quarantena. Nell’ultimo suo rapporto quotidiano il ministero della Sanità ha indicato che i tamponi realizzati nell’ultima giornata hanno identificato 12.026 contagiati, portando il totale generale da marzo a 451.198. Per quanto riguarda invece i decessi, sono stati 245, che hanno portato a 9.361 il bilancio complessivo di questo settore. Per quanto riguarda i nuovi casi, la maggior parte riguarda la provincia di Buenos Aires (6.990), seguita dalla capitale (1.411), da Santa Fe (764), Mendoza (544) e Córdoba (449). Infine, il ministero ha reso noto che 2.394 persone sono ricoverate in rianimazione, con una percentuale di occupazione dei letti del 61,1% in tutto il Paese e del 68,2% nell’area metropolitana di Buenos Aires.

In Austria entra in funzione in «semaforo COVID»

È entrato in funzione oggi in Austria il cosiddetto «semaforo COVID», che con quattro colori indica focolai e rischi contagio. Il giallo è subito scattato a Vienna, Linz, Graz e Kufstein, mentre il resto dell’Austria risulta verde. I colori indicano quattro livelli di rischio: verde (basso), giallo (medio), arancione (elevato) e rosso (molto elevato). Il semaforo COVID, ha detto il cancelliere Sebastian Kurz, rappresenta il quadro della situazione pandemica. Il giallo comporta un inasprimento dell’obbligo di mascherina nei negozi e ristoranti.

Tunisia, 198 casi e 3 decessi in 24 ore

Continuano a salire i casi giornalieri per la Tunisia che registra nelle ultime 24 ore altri 198 nuovi contagi da coronavirus che portano a 4.394 il totale dei casi confermati nel Paese nordafricano dall’inizio del diffondersi dell’epidemia. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Tunisi in un comunicato, precisando che i decessi salgono a 84, i guariti a 1.681, con 2.624 persone attualmente positive sull’intero territorio, 66 in ospedale e 20 pazienti in rianimazione. Preoccupa le autorità sanitarie la crescita costante di nuovi casi «locali» in diversi governatorati del Paese. Degli ultimi casi recensiti, infatti i contagi locali sono ben 178. Il 12,4% dei positivi attuali presenta sintomi. I tamponi effettuati dall’inizio della pandemia sono 150.795. Dal 26 agosto scorso per entrare in Tunisia è necessario esibire un test COVID-19 free, effettuato nelle 72 ore precedenti al primo imbarco e che non superi comunque le 120 ore dal test al momento dell’ingresso in Tunisia, a prescindere dal paese di provenienza.

In Brasile superati i 4 milioni di contagi

Il Brasile ha registrato ulteriori 871 decessi e 42.298 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass) e il ministero della Sanità brasiliani. Il numero complessivo dei casi confermati di COVID-19 nel Paese sudamericano è dunque salito a 4.040.163, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 124.651. Secondo uno studio condotto dal quotidiano Folha de S. Paulo, il numero dei nuovi casi di COVID-19 ha smesso di crescere nel 70% delle 324 città brasiliane con più di 100 mila abitanti.

Giovedì 3 settembre

I contagi nel mondo sono 26.072.551, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 864.153 morti e 17.335.878 guarigioni.

In Francia ancora più di 7 mila casi al giorno

Francia ancora oltre i 7 mila casi positivi in 24 ore, mentre crescono ancora i tamponi, stabilmente oltre un milione a settimana. La Direzione della Sanità annuncia questa sera 7.157 casi, con 1.021.270 tamponi a livello settimanale. Il tasso di positività è in lieve crescita al 4,4%. Salgono lievemente i ricoveri (11 in più di ieri, a 4.643) e i pazienti in rianimazione (464 in totale, +18 in 24 ore). Venti i morti nell’ultima giornata, con il totale che sale a 30’706.

In Spagna oltre 3.600 contagi

Il ministero della salute spagnolo ha registrato 3.607 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, rispetto ai 3.663 di mercoledì scorso. Sale a 488.513 il totale delle persone cui è stata diagnosticata la COVID-19 in Spagna. Lo riferisce «La Vanguardia». Il nuovo bollettino segnala un aumento dei morti nell’ultima settimana, 191 in totale. Inoltre, negli ultimi 7 giorni ci sono stati 1’853 ricoveri ospedalieri, di cui 144 in terapia intensiva.

Chiuse due classi a Parigi

Prime due classi chiuse per casi di positività alla COVID-19 a Parigi dopo la riapertura delle scuole di lunedì scorso. La chiusura delle classi e la quarantena per i bambini che ne fanno parte è stata disposta dopo la positività emersa per un bambino della scuola elementare Gros, nel 16esimo arrondissement. Il bambino trovato positivo è in terza elementare, la sua classe è stata chiusa e i compagni di classe isolati. Stesso trattamento per la classe del fratellino più piccolo, iscritto alla materna nello stesso istituto. Nei giorni scorsi, due scuole sono state chiuse nella regione Rhone-Alpes, non lontano da Lione, dopo l’individuazione di casi positivi alla COVID-19, fra i quali un insegnante.

Le autorità sanitarie USA al lavoro su due vaccini

ll Centers for Disease Control and Prevention si sta preparando per due vaccini. Lo riporta il «New York Times» sottolineando che il Cdc li chiama genericamente «Vaccine A» e «Vaccine B» anche se i dettagli tecnici sembrano indicare i vaccini di Moderna e Pfizer. Le due società stanno testando un nuovo tipo di vaccini che non è mai stato approvato prima per l’uso negli esseri umani.

Un prelievo del sangue predice chi si ammalerà gravemente

La presenza del SARS-CoV-2 nel sangue indica se la malattia si svilupperà in forma grave e quindi, con un semplice prelievo, è potenzialmente possibile predire la prognosi di un paziente con Covid. È la promessa che arriva da uno studio pubblicato sulla rivista «Clinical Infectious Diseases» e condotto presso l’Istituto Karolinska di Stoccolma. Gli esperti hanno eseguito un prelievo di sangue su un gruppo di 167 pazienti ricoverati per Covid entro tre giorni dal ricovero e visto che coloro che presentavano livelli non trascurabili di SARS-CoV-2 nel sangue avevano un rischio di sviluppare sintomi critici sette volte superiore e un rischio di morire a 28 giorni dal ricovero otto volte maggiore rispetto a coloro che non avevano SARS-CoV-2 nel plasma. «Questo test facilmente disponibile ci consente di identificare gruppi di pazienti ad alto o basso rischio di sviluppare una grave sindrome Covid-19, che ci consente di orientarci nei trattamenti da usare per ciascun paziente», riferisce l’autore principale dello studio Karl Hagman del Karolinska Institutet.

L’UE accelera sul vaccino, prime dosi a novembre

La Commissione europea accelera sul vaccino anti-Covid, con le prime disponibilità per i paesi membri attese per novembre, e sull’accesso universale al farmaco. A quanto apprende l’Ansa da funzionari della Commissione, è attesa per novembre la prima disponibilità del vaccino noto come Oxford, su cui la Commissione ha firmato un contratto che consente ai paesi membri di comprare 300 milioni di dosi con l’opzione di altre 100. Inoltre, dopo la garanzia da 400 milioni di euro a sostegno della ricerca al partenariato Covax, la prossima settimana l’esecutivo Ue e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dovrebbero lanciare una nuova mobilitazione di risorse a favore dell’acceleratore Act dell’Oms, nato per l’accesso equo al vaccino. Proseguono intanto le trattative con le case farmaceutiche, con i colloqui per il vaccino Pfizer-BioNtech molto avanzati e nelle fasi finali. Un accordo con la multinazionale americana e la biotech tedesca permetterebbe di allestire un bouquet diversificato di sei candidati vaccini delle società più avanti nella sperimentazione (AstraZeneca, Johnson & Johnson, Sanofi, CureVac, Moderna e Pfizer) per l’acquisto da parte dei paesi membri dell’Ue, ma anche per la donazione a paesi a reddito medio-basso o il reindirizzamento ad altri paesi europei.

Francia, il Governo presenta il piano di rilancio post-Covid

Il governo francese ha presentato oggi i dettagli del piano di rilancio da 100 miliardi di euro in 2 anni che ha l’obiettivo di una ripresa dell’economia duramente colpita dalla crisi sanitaria, preparando la Francia del 2030. «Questo piano non si limita a curare le ferite della crisi - ha detto il primo ministro Jean Castex in un’intervista a Le Figaro - ma prepara il futuro». In totale, saranno iniettati nell’economia nazionale 100 miliardi di euro in due anni, per far fronte a una contrazione prevista nell’11% quest’anno a causa dell’epidemia di Coronavirus e del lockdown deciso in primavera. L’obiettivo è tornare nel 2022 al livello di attività precedente la crisi e cominciare a veder calare la disoccupazione, quantificata in 800.000 posti di lavoro in meno solo quest’anno. Castex ha detto di «sperare» che il piano creerà nel 2021 160.000 posti di lavoro. Dopo i 460 miliardi di euro di sostegno d’emergenza già smobilitati per il piano di sostegno urgente all’inizio della crisi, questo piano di rilancio da 100 miliardi di euro rappresenta un investimento a medio termine che ruota attorno a tre priorità: transizione ecologica, competitività delle imprese e coesione sociale. Trenta miliardi di euro, ha spiegato il governo, saranno consacrati alla trasformazione «verde» dell’economia, una «accelerazione senza precedenti». Ai trasporti andranno 11 miliardi di euro, 4,7 dei quali per le ferrovie SNCF a sostegno del trasporto merci, delle linee di dimensioni più piccole e dei treni notturni. Circa 7 miliardi di euro andranno al rinnovamento energetico degli edifici mentre per rilanciare l’industria sui territori il piano punta sul miglioramento della competitività delle imprese, con un pacchetto dedicato di 35 miliardi di euro, 20 dei quali per l’abbassamento delle imposte di produzione. Il resto andrà al sostegno dei fondi delle imprese che la crisi ha colpito di più, all’aiuto per la «rilocalizzazione» di attività migrate all’estero e all’innovazione in settori chiave per il futuro, come l’intelligenza artificiale e il calcolo quantico. Nel piano non vengono dimenticati i nuclei familiari, in particolare i più modesti e quelli che hanno fatto registrare perdite di posti di lavoro, con lo sblocco di 35 miliardi di euro per la «coesione sociale e territoriale». Quindici miliardi saranno dedicati a misure per l’occupazione, 6,7 dei quali già annunciati in estate per i giovani e 6,6 per il pacchetto dedicato al part-time di lunga durata. A tutto questo si aggiungono 6 miliardi di investimenti nel settore ospedaliero e la rivalutazione degli aiuti alla ripresa scolastica e agli enti locali.

Casi in aumento in Turchia, stretta sulle nozze

Stretta sui matrimoni in Turchia dopo l’aumento di casi e vittime di coronavirus. Secondo il ministro della Salute Fahrettin Koca, nel Paese la pandemia ha raggiunto «il secondo picco della prima ondata», con contagi quotidiani stabilmente intorno ai 1.500 e più di 40 decessi registrati negli ultimi tre giorni. Il ministero dell’Interno di Ankara ha quindi esteso con una circolare a tutto il territorio nazionale le restrizioni finora in vigore in 14 delle 81 province sulle cerimonie di nozze. In base al nuovo regolamento, i festeggiamenti non potranno durare più di un’ora e saranno vietate la distribuzione di cibo e le danze. Non potranno inoltre prendere parte agli eventi le persone con più di 65 anni e meno di 15 anni, che non siano parenti almeno di secondo grado degli sposi. A ogni matrimonio dovrà essere presente almeno un pubblico ufficiale incaricato di vigilare sul rispetto delle norme.

Argentina, 200 morti e 11.000 contagi in 24 ore

La pandemia da coronavirus continua a farsi sentire pesantemente in Argentina dove nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 10.933 contagi e 199 morti. Lo riferisce oggi l’agenzia di stampa Telam. L’ultimo rapporto delle autorità sanitarie indica anche che con i nuovi casi i contagiati hanno raggiunto quota 439.172, di cui 9.118 sono deceduti, mentre 315.530 sono guariti. Attualmente 2.359 persone sono ricoverate nelle unità di rianimazione, con una percentuale di occupazione dei letti del 61,1% sul territorio nazionale e del 68,8% nell’area di Buenos Aires e provincia. Quest’ultima regione, segnala il ministero della Sanità, continua a fare la parte del leone nei casi di Covid-19 registrandone nelle ultime 24 ore il 69,35% del totale nazionale.

In Russia 4.995 casi e 114 morti in 24 ore

Stando ai dati ufficiali, nelle ultime 24 ore in Russia si sono registrati 4.995 nuovi casi di Covid-19 e 114 persone sono morte a causa del morbo. Il totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia sale così a 1.009.995, il quarto al mondo in termini assoluti, mentre i decessi che le autorità russe indicano come provocati dal Covid-19 sono in tutto 17.528.

Australia, il Governo vuole riaprire i confini interni

Il governo federale australiano ha aumentato la pressione sui premier degli Stati per una riapertura dei confini interni, lamentando come la reazione «sproporzionata» al coronavirus finora potrebbe essere costata all’industria del turismo nazionale 55 miliardi di dollari australiani (37 miliardi di franchi) secondo i dati forniti da Tourism Research Australia. Stando al ministro del turismo Simon Birmingham l’impatto del mantenimento delle restrizioni ai viaggi internazionali, che hanno visto le frontiere chiuse da marzo, sarebbe di circa 31 miliardi di dollari australiani. Il ministro ha lamentato come «un atteggiamento incoerente e sproporzionato da parte di alcuni stati e territori continuerà a causare la perdita di posti di lavoro in settori della nostra industria del turismo». Birmingham ha ufficialmente rilasciato le stime in vista della riunione di domani del National Cabinet, dove il primo ministro delineerà un piano per riaprire l’economia australiana. La spinta giunge a fronte della dura posizione dei leader degli stati alla luce di una seconda ondata di contagi. La Tasmania, che ha bloccato gli accessi dal resto dell’Australia da marzo, ha detto che i suoi confini rimarranno chiusi almeno fino a dicembre, mentre il Northern Territory ha indicato l’intenzione di limitare l’ingresso dagli stati colpiti dal coronavirus per almeno altri 18 mesi.

Ucraina, 2.430 casi e 54 morti in 24 ore

Sono 2.430 i nuovi casi di Covid-19 individuati in Ucraina nelle ultime 24 ore, un po’ meno dei 2.495 di ieri, quando è stato annunciato il numero più alto di contagi in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia.

Le persone morte a causa del virus in Ucraina sono ufficialmente 2.710, di cui 54 sono decedute nelle ultime 24 ore. I casi accertati sono in totale 128.228 e i guariti 59.676. Lo fa sapere il ministro della Salute Maksim Stepanov, ripreso dal Kyiv Post.

Picco in Israele, oltre 3mila casi

Nelle ultime 24 ore sono state registrate in Israele oltre 3mila nuove infezioni di Covid-19: il record assoluto di queste settimane. Lo ha reso noto il ministero della sanità.

Questa mattina è prevista la riunione dei ministri che fanno parte del Gabinetto sul coronavirus per decidere la possibile introduzione di ulteriori restrizioni nelle zone ad alta infezione, in particolare quelle degli ebrei ortodossi e quelle arabe.

Secondo i media, il governo, sulla spinta del Commissario alla malattia Ronni Gamzu, potrebbe decidere il lockdown per la festa di Rosh HaShanà (Capodanno ebraico) dal 18 al 20 settembre.

Il picco arriva a due giorni di distanza dalla riapertura delle scuole. I 3.074 nuovi casi, con un tasso di infezione del 9,4% sui tamponi effettuati, portano il totale da inizio pandemia a 122.539. Le vittime sono 969, senza variazioni.

Tunisia, impennata di casi in 24 ore

Continuano a salire i casi giornalieri di coronavirus per la Tunisia che registra nelle ultime 24 ore altri 233 nuovi contagi che portano a 4.196 il totale dei casi confermati nel Paese nordafricano dall’inizio del diffondersi dell’epidemia.

Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Tunisi in un comunicato, precisando che i decessi salgono a 81, i guariti a 1.628, con 2.482 persone attualmente positive sull’intero territorio, 64 in ospedale e 20 pazienti in rianimazione. Preoccupa le autorità sanitarie la crescita costante di nuovi casi «locali» in diversi governatorati del Paese. Degli ultimi casi recensiti, infatti i contagi locali sono ben 225. Il 12,7% dei positivi attuali presenta sintomi. I tamponi effettuati dall’inizio della pandemia sono 148.212. Dal 26 agosto scorso per entrare in Tunisia è necessario esibire un test covid-19 free, effettuato nelle 72 ore precedenti al primo imbarco e che non superi comunque le 120 ore dal test al momento dell’ingresso in Tunisia, a prescindere dal paese di provenienza.

In Brasile superati i 123 mila morti

Il Brasile ha registrato ieri altri 1.184 decessi e 46.934 nuovi contagi di coronavirus: lo ha comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese sudamericano è dunque salito a 3.997.865, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 123.780.

Mercoledì 2 settembre

I contagi nel mondo sono 25.835.301, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 858.661 morti e 17.075.450 guarigioni.

Le autorità sanitarie USA: «Pronti al vaccino in novembre»

Il Centers for Disease Control and Prevention ha notificato alle autorità sanitarie degli stati americani e a cinque delle maggiori città statunitensi di prepararsi a distribuire il vaccino per il coronavirus ai lavoratori sanitari e ai gruppi a più alto rischio fra la fine di ottobre e gli inizi di novembre. Lo riporta il New York Times, sottolineando che la tempistica descritta solleva dubbi sulla politicizzazione del vaccino contro il coronavirus considerato che le elezioni presidenziali sono in calendario il prossimo 3 novembre.

La Germania inserisce le Canarie fra le zone a rischio

Il governo tedesco ha inserito anche le isole Canarie, e quindi ormai tutta la Spagna, nella lista dei paesi a rischio coronavirus. Precedentemente, Berlino aveva definito il resto del Paese a rischio, lasciando fuori soltanto le isole inserite oggi.

In Francia ancora oltre 7 mila contagi

Per la seconda volta dopo venerdì della scorsa settimana, i nuovi positivi in 24 ore superano in Francia quota 7.000 (7.017) ma i tamponi hanno superato per la prima volta quota 1 milione in una settimana, come promesso dal governo (1.004.859). Stabile il tasso di positività, al 4,3%. In lieve aumento i pazienti ricoverati, che sono oggi 4.632 (+28) e quelli più gravi in rianimazione, che sono 446 (+22). Si contano altre 25 vittime nelle ultime 24 ore, per un totale di decessi di 30.686 dall’inizio della pandemia. Oggi il consigliere federale Alain Berset ha indicato che la Francia continuerà a non figurare nell’elenco dei Paesi a rischio coronavirus malgrado risponda ai requisiti - 60 casi positivi per 100’000 abitanti - fissati dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). La Confederazione vuole in ogni caso prendere tempo per analizzare la situazione, anche in collaborazione con i cantoni.

Il governo britannico sblocca gli aiuti ai Paesi poveri

Il governo conservatore britannico di Boris Johnson ha formalizzato in queste ore lo sblocco di nuovi fondi per la cooperazione internazionale, impegnando il Regno Unito a svolgere un ruolo «leader» contro la povertà, la fame nel mondo e negli aiuti ai Paesi più svantaggiati anche sul fronte delle conseguenze dell’emergenza coronavirus.

L’annuncio è arrivato dal ministro degli Esteri, Dominic Raab, in risposta alle polemiche sull’entrata in vigore oggi stesso della contrastata riforma con cui nelle settimane scorse l’esecutivo ha abolito il dicastero ad hoc per lo Sviluppo Internazionale accorpandone nuovamente competenze e budget al Foreign Office.

Raab ha assicurato che la riforma non implica un ripiegamento dell’isola su se stessa e che il governo mantiene l’obiettivo di destinare lo 0,7% del Pil alla cooperazione.

Per dimostrarlo ha quindi reso noto il via libera allo stanziamento di 119 milioni di sterline (circa 145 milioni di franchi) destinate a fronteggiare «la minaccia combinata del coronavirus e della fame» in Paesi come Yemen, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Centrafrica, Sudan e Sud-Sudan.

Si è inoltre impegnato a portare la questione dell’aiuto ai Paesi poveri e in via di sviluppo al centro del tavolo del G7 durante la presidenza britannica del 2021 e della conferenza Onu sul clima CoP26 - rinviata da quest’anno all’anno prossimo a causa del Covid-19 - che Londra presiederà con l’Italia in veste di co-organizzatrice.

A preoccupare le voci critiche spunta peraltro la proposta di una commissione ad hoc, citata dal Times, di dirottare in futuro stanziamenti per miliardi del capitolo ‘aiuti internazionali’ verso le agenzie di spionaggio del Regno.

Australia in recessione per la prima volta in quasi 30 anni

Il prodotto interno lordo (pil) dell’Australia è sceso del 7% nel secondo trimestre, la più forte flessione trimestrale, secondo le cifre pubblicate dall’Australian Bureau of Statistics (Abs). Ciò significa che l’Australia è caduta in recessione per la prima volta in quasi 30 anni, secondo un rapporto dell’Australian Broadcasting Corporation.

Michael Smedes, responsabile dei conti nazionali dell’Abs, ha attribuito la caduta trimestrale alla pandemia globale e alle relative politiche di contenimento. «Questo è, con un ampio margine, il più grande calo del Pil trimestrale dal 1959», ha detto. Il rapporto dell’Abs mostra anche che, a causa dell’aumento del numero di destinatari e dei pagamenti di sostegno aggiuntivi, le prestazioni di assistenza sociale sono salite al record del 41,6%.

La spesa per i servizi è scesa del 17,6% dopo la diminuzione dei servizi di trasporto, del funzionamento dei veicoli e degli hotel, dei caffè e dei ristoranti. ‘’Il secondo trimestre ha visto una significativa contrazione della spesa delle famiglie per i servizi, poiché le famiglie hanno modificato il loro comportamento e sono state messe in atto restrizioni per contenere la diffusione del coronavirus», ha detto Smedes.

Russia, 4.952 contagi e 115 morti in 24 ore

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 4.952 nuovi casi di Covid-19 e 115 decessi provocati dal morbo. Lo riporta il centro operativo nazionale anticoronavirus.

In totale, stando ai dati ufficiali, dall’inizio dell’epidemia in Russia sono stati individuati 1.005.000 contagi e 17.414 persone sono morte a causa del Covid-19.

Lockdown a Glasgow

Tornano le restrizioni del lockdown sui contatti sociali a Glasgow, in Scozia, sulla scia del nuovo incremento di contagi di coronavirus registrato nella nazione più settentrionale della Gran Bretagna.

L’annuncio è stato dato oggi a Edimburgo dalla first minister locale scozzese, Nicola Sturgeon, precisando che il giro di vite scatterà dalla mezzanotte nell’area urbana della città e in due sobborghi.

Dei 314 nuovi casi diagnosticati negli ultimi due giorni in Scozia, in aumento rispetto alle ultime settimane, 135 hanno riguardato Glasgow e dintorni, dove il tasso d’infezione è adesso doppio rispetto alla media nazionale, ha notato Sturgeon parlando di decisione «difficile e frustrante», ma vitale da un punto di vista precauzionale.

Nel resto del Regno Unito i dati di ieri hanno segnalato invece un calo sia di decessi (scesi a 3 in tutto il Paese nelle 24 ore), sia di contagi, passati a circa 1200 contro gli oltre 1500 del giorno prima sebbene ancora oltre quota mille a differenza di quanto registrato per quasi tutto agosto.

Mentre è polemica da parte di un’associazione di parenti di alcune vittime britanniche del Covid-19 che chiedono al governo Tory di Boris Johnson d’istituire subito (e non più avanti, come ipotizza Downing Street) una commissione d’inchiesta indipendente con poteri legali sulla gestione della pandemia sull’isola: associazione che il premier, scrive il Guardian, ha fatto sapere per ora di non poter ricevere «malgrado le promesse».

Record di nuovi casi in Ucraina, 2.495 in 24 ore

Continuano ad aumentare i casi di Covid-19 in Ucraina. I contagi accertati nelle ultime 24 ore nella repubblica ex sovietica sono 2.495: il numero più alto registrato in un solo giorno nel Paese dall’inizio dell’epidemia.

I decessi provocati dal morbo nel corso dell’ultima giornata sono stati 51, mentre in tutto le persone uccise dal virus Sars-Cov-2 in Ucraina sono ufficialmente 2.656. I casi di Covid individuati nel Paese sono in totale 125.798.

I dati sono stati enunciati oggi dal ministro della Salute Maksim Stepanov nel suo briefing quotidiano sull’epidemia e ripresi dal Kyiv Post.

Pakistan, 441 casi e 18 morti in 24 ore

Il Pakistan ha registrato 441 nuovi casi di coronavirus e 18 ulteriori decessi nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità.

I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 296.590 e quello dei decessi a quota 6.318.

Finora 281.459 persone sono guarite, di cui 489 nelle ultime 24 ore. Attualmente 584 pazienti versano in condizioni critiche.

India: superati i 3,7 milioni di casi

I casi totali di COVID-19 in India hanno superato oggi i 3 milioni 700 mila, con 78.357 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo dicono i dati diffusi dal ministero della Salute. Il totale dei decessi è salito a 66.333 con 1.045 nuove morti nell’ultimo giorno, mentre i guariti superano i 2 milioni 900 mila. I casi tuttora attivi nel paese sono 801.282, ovvero il 21,26 per cento del totale dei positivi.

In Messico più di 65 mila morti

Il Messico ha superato le soglie di 65 mila decessi e 600 mila contagi da coronavirus. È il quarto Paese al mondo per vittime dietro a Stati Uniti, Brasile e India. E l’ottavo per casi ufficialmente registrati di COVID-19.

Negli Usa oltre 43 mila nuovi contagi

Gli Stati Uniti hanno registrato 43’253 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Il dato porta il bilancio complessivo dei contagi a quota 6.075.384, inclusi 184.686 morti.

Il Brasile verso i 4 milioni di casi

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.215 decessi e 42.659 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass) e il ministero della Sanità brasiliani. Il numero complessivo dei casi confermati di COVID-19 nel Paese sudamericano è dunque salito a 3.950.931, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 122.596. Il tasso di letalità è sceso leggermente, portandosi dal 3,2% al 3,1%, mentre quello di mortalità è salito a 58,3 persone ogni centomila abitanti.

Martedì 1 settembre

(Aggiornato alle 21.12) I contagi nel mondo sono 25.511.364, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 851.154 morti e 16,8 milioni di guarigioni.

In Spagna 2731 nuovi casi nelle ultime 24 ore

Il ministero della Salute spagnolo ha registrato 2731 nuovi casi di positività al coronavirus nelle ultime 24 ore, dato in crescita rispetto ai 2489 di lunedì. Lo riferisce La Vanguardia. In totale sono finora 470’973 le persone risultate positive al Covid-19 in Spagna.

A Rio la situazione migliora dopo 5 mesi

Rio de Janeiro è tornata oggi nella fase di «attenzione» per la pandemia da coronavirus dopo quasi cinque mesi nella fase più acuta di «allerta». La metropoli brasiliana era entrata nella fase di allerta il 16 marzo, a causa dell’aumento dei casi di Covid-19.

Rio ha un sistema di cinque fasi di sorveglianza che possono essere utilizzate sia per eventi meteorologici che per situazioni di crisi. Le fasi vanno dalla «normale» (quando non ci sono eventi che influenzano la vita quotidiana) alla «crisi» (quando si verifica un evento molto grave o di grandi proporzioni), passando per le fasi di «mobilitazione» (seconda meno grave), «attenzione» e «allerta» (la seconda più grave).

Con il cambio di scenario, i cittadini devono continuare a indossare le mascherine, evitare assembramenti e osservare l’igiene delle mani.

Sempre oggi è iniziato anche il passaggio alla Fase 6A di ripresa delle attività economiche in città, tra cui musei, gallerie d’arte e mostre, biblioteche, parchi di divertimento e centri culturali, corsi di formazione professionale nonché la riapertura delle case di feste per bambini.

Francia, quasi 5000 casi in 24 ore

Sono stati 4982 i nuovi casi di coronavirus registrati in Francia nel corso delle ultime 24 ore, secondo le cifre del ministero della Salute. Da ieri, 19 pazienti sono morti, portando il totale delle vittime a 30’661. Leggero aumento anche dei ricoveri (altri 22, per un totale di 4604) e dei pazienti più gravi in rianimazione, 15 in più di ieri (totale a 424).

Brasile: il PIL crolla del 9,7%, è recessione tecnica

Il prodotto interno lordo del Brasile è crollato del 9,7% nel secondo trimestre dell’anno rispetto al primo trimestre, a causa della crisi economica provocata dalla pandemia da coronavirus: lo ha reso noto l’Istituto statale brasiliano di geografia e statistica (Ibge).

La contrazione è stata dell’11,4% rispetto al secondo trimestre del 2019. I settori maggiormente colpiti sono stati l’industria, con un calo del 12,3%, il commercio (-13%) e i servizi (-9,7%).

Si tratta del calo più netto dal 1996, quando sono iniziati questi tipi di rilevamenti. Nel primo trimestre del 2020 si era già registrato un calo del pil pari al 2,5%.

Con questi numeri il colosso latinoamericano è in «recessione tecnica», visto che si tratta del secondo trimestre consecutivo di attività negativa, sottolinea il quotidiano Valor Economico.

In Africa più di un milione di contagi

In Africa i contagi di coronavirus ammontano a 1.252.552 e i morti a causa della malattia sono 29.833. Lo riporta via Twitter il Centro di controllo delle malattie del continente (Africa Cdc), che fa il punto odierno della situazione. La maglia nera va al Sudafrica, che con 627.041 casi e 14.149 decessi ha il triste primato di Paese più colpito del continente, ma anche Egitto e Marocco, nell’area mediterranea, segnalano un alto numero di contagi e decessi, rispettivamente 98.839 e 5.421 per il primo, 62.590 e 1.141 per il secondo. Nell’area occidentale, è la Nigeria la più minacciata dalla pandemia, con 54.008 contagi e 1.013 vittime in una nazione che con i suoi circa 200 milioni di abitanti occupa il podio della più popolosa del continente, seguita dai quasi 100 milioni dell’Etiopia. Il Paese del Corno d’Africa, a sua volta, ha il più alto numero di casi di coronavirus e decessi dovuti alla COVID-19 in Africa orientale, rispettivamente a quota 52.131 e 809.

La Grecia introduce nuove restrizioni sugli arrivi dall’estero

L’autorità per l’aviazione civile greca (Hcaa) ha introdotto nuove restrizioni agli arrivi da alcuni Paesi particolarmente colpiti dalle nuova ondata di contagi da coronavirus, nel tentativo di contenere la diffusione della COVID-19 nel Paese. Secondo le nuove linee guida, che resteranno in vigore fino al 15 settembre - scrive Kathimerini - viene esteso lo stop ai voli dalla Turchia e dalla Catalogna, mentre scatta il blocco dei voli da Albania e Macedonia del Nord per tutti gli aeroporti della Grecia, con l’eccezione di quello di Atene. I viaggiatori da Albania, Belgio, Bulgaria, Malta, Macedonia del Nord, Romania, Spagna, Svezia e Eau saranno ammessi in Grecia solo mostrando i risultati di un test negativo al coronavirus, fatto entro le 72 ore che precedono l’arrivo. Necessario il test negativo anche per i cittadini di Australia, Canada, Georgia, Israele, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay. Resta lo stop a tutti gli altri Paesi non europei. L’Hcaa ha anche stabilito che ci sarà un limite giornaliero di 1200 persone in arrivo da Israele, e solo attraverso gli aeroporti di Atene, Salonicco, Iraklio, Corfù e Kos.

In Italia cresce la preoccupazione di contrarre il virus

Aumenta significativamente la preoccupazione degli italiani e la sensazione di poter contrarre il coronavirus. È quanto emerge da un sondaggio Swg che vede il 57 per cento dei cittadini «molto preoccupato», così come si riduce sensibilmente, rispetto a giugno, la percezione di un virus meno pericoloso, mentre sale la paura per il rischio contagi dagli immigrati (38 punti a fine agosto rispetto allo zero di giugno). Per quanto riguarda le mascherine, ormai sono talmente entrate nella quotidianità delle persone - si legge nel sondaggio - che il 57% degli intervistati ammette di indossarla spontaneamente. Netta la percezione della pericolosità delle discoteche ( 83%), seguita dalle spiagge libere (76), i lidi privati (65), bar e locali pubblici (63), aliscafi , vaporetti, e traghetti (49), treni locali (44)e ristoranti (34%) . Più rassicuranti i treni ad alta velocità (ritenuti pericolosi solo dal 27% del campione) e l’interno dei negozi (a rischio per il 15 per cento degli intervistati). Il sondaggio è stato effettuato su un campione di 800 persone giornaliero dal 4 giugno.

In Senegal riaprono le università

Le autorità del Senegal hanno iniziato a riaprire gradualmente le otto università del Paese dopo la loro chiusura per oltre cinque mesi a causa della pandemia di coronavirus. Lo riportano i media locali, specificando che la riapertura dipenderà dalle capacità delle rispettive istituzioni di conformarsi ai protocolli di sicurezza Covid-19. Continueranno i corsi online per gli studenti che attendono di essere richiamati. All’Università «Cheikh Anta Diop» della capitale Dakar - la più grande del Senegal con oltre 71 mila studenti - i dipartimenti riapriranno a seconda delle loro capacità di far rispettare le misure di sicurezza. La maggior parte degli studenti universitari dovrebbe riprendere gli studi in sede questa settimana. Il Senegal ha oltre 190 mila studenti negli istituti di istruzione superiore, il 65 per cento dei quali si registra nelle università pubbliche. Secondo le stime di Johns Hopkins University, il Paese segnala a oggi 13.611 contagi e 284 decessi per Covid-19.

L’UE preme per azioni coordinate

Le restrizioni al libero movimento all’interno dell’Ue, a causa della pandemia del coronavirus «devono essere limitate allo stretto necessario, coordinate, proporzionate e non discriminatorie». Lo ribadisce un portavoce della Commissione europea, spiegando che proprio per rispondere alla necessità di un maggior coordinamento tra gli Stati membri, di fronte alla recrudescenza del virus, con la presidenza di turno tedesca sta preparando la proposta per una raccomandazione al Consiglio europeo. L’iniziativa verrà discussa già domani alla riunione degli ambasciatori dell’Ue e prevede criteri comuni per determinare il rischio epidemiologico; un sistema con lo stesso codice a colori per indicare le aree a rischio; ed un approccio comune per i rientri di viaggi da aree ad alto rischio.

Dopo i picchi, nel nord Italia -4% dei decessi a luglio

Frenano, nei mesi estivi, i decessi nelle città del nord Italia. I dati evidenziano «un trend in diminuzione della mortalità complessiva, che passa da un eccesso significativo pari al +11% a maggio, ad un valore e inferiore all’atteso nel mese di luglio (-4%) tra le città del nord». Mentre i numeri sono in linea con l’atteso al centro-sud per giugno e luglio. E’ quanto emerge dal rapporto Andamento della mortalità giornaliera (SiSMG) nelle città italiane in relazione all’epidemia di Covid-19, relativo al periodo 6 maggio-31 luglio, pubblicato dal Ministero italiano della Salute.

Bolsonaro: «Non obbligheremo nessuno a vaccinarsi»

Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha affermato che non sarà obbligatorio assumere il vaccino contro il coronavirus. «Nessuno può essere obbligato a fare il vaccino», ha detto il capo dello Stato rispondendo a un simpatizzante che la notte scorsa gli chiedeva di proibire la vaccinazione obbligatoria. Bolsonaro ha stanziato circa 400 milioni di dollari per lo sviluppo del vaccino dell’Università di Oxford, che è in fase di sperimentazione presso l’Istituto statale Fiocruz, a Rio de Janeiro. Intanto, il ministro della Sanità, generale Eeduardo Pazuello, ha designato un veterinario, Lauricio Monteiro Cruz, a capo del Dipartimento delle immunizzazioni e malattie trasmissibili, responsabile del programma nazionale di vaccinazione. Nel Paese sono tuttavia in aumento i gruppi che si oppongono alla vaccinazione. Secondo un’indagine svolta dall’Università di San Paolo, negli ultimi due mesi contenuti «falsi o distorti» sui vaccini contro il coronavirus sono cresciuti di quasi il 400% sui social.

In Iran 1.682 casi nelle ultime 24 ore

L’Iran ha confermato 1.682 nuovi contagi da coronavirus in tutto il Paese nelle ultime 24 ore, portando il totale a 376.894. «Il virus ha causato altre 101 vittime nello stesso periodo, portando il bilancio totale delle vittime a 21’672», ha detto martedì la portavoce del ministero della Salute Sima Lari nel suo briefing quotidiano. «Tra le persone ricoverate in ospedale a livello nazionale, 325’124 sono guarite e sono state dimesse, mentre altre 3’709 sono in condizioni critiche. Complessivamente i test condotti nel Paese sono stati 3’256’122», ha aggiunto.

A Berlino obbligo della mascherina per i manifestanti

Berlino istituirà l’obbligo di indossare le mascherine alle manifestazioni pubbliche con più di cento partecipanti. Lo ha deciso il Senato locale, in una seduta dedicata alla questione, dopo i disordini di sabato scorso nella capitale, nell’ambito del corteo contro le misure anti-coronavirus.

Superato il milione di casi in Russia

La Russia ha superato il milione di casi di Covid-19: stando ai dati ufficiali, dall’inizio dell’epidemia nel Paese si contano 1.000.048 contagi. Nelle ultime 24 ore, sono stati accertati 4’729 nuovi contagi e 123 decessi. Secondo le autorità, le morti provocate dal nuovo virus Sars-Cov-2 sono in totale 17.299.

Aumentano ancora i casi in India

Il Paese più colpito restano gli Stati Uniti, con oltre 6 milioni di casi e 183.600 decessi. Segue il Brasile con 3,9 milioni di contagi e 121.400 morti. In rapida ascesa l’India, che ha superato i 65 mila decessi e conta quasi 3,7 milioni di casi di Covid-19.

Lunedì 31 agosto

(Aggiornato alle 16.48) I contagi nel mondo superano la soglia dei 25 milioni: sono 25.249.752 per la precisione, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 846.877 morti e 16.634.346 guarigioni.

Mascherina obbligatoria a scuola in Baviera

Il Land della Baviera introdurrà a partire dall’inizio del suo anno scolastico, il primo settembre, l’obbligo di mascherina anche in classe durante l’orario di lezione per 9 giorni, ad eccezione delle scuole elementari. Lo ha stabilito oggi l’ufficio di cancelleria a Monaco dopo un incontro tra il ministro-presidente del Land Markus Soeder, rappresentanti di insegnanti e genitori, a quanto riferisce Dpa. La Baviera è il Land della federazione tedesca con il maggiore numero di casi di coronavirus. Attualmente ne registra dall’inizio della pandemia 57.219 e 160 sono le nuove infezioni giornaliere. Se tra 9 giorni il numero dei contagi dovesse rimanere alto, allora sarà deciso di prolungare la misura.

L’OMS: «Lo stop delle scuole ha colpito 1,6 miliardi di studenti, ora serve riaprirle»

Il coronavirus «ha creato la più grande interruzione dei sistemi educativi nella storia, colpendo quasi 1,6 miliardi di studenti in più di 190 Paesi». Questo l’allarme contenuto nella dichiarazione pubblicata oggi dal direttore Regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), al termine del summit con 53 Paesi. La chiusura delle scuole in piena emergenza, si legge «è stata vitale» ma ora va determinata la riapertura degli Istituti in «modo sicuro» perché lo stop delle scuole può provocare effetti gravi in termini di istruzione e di salute, compresa quella mentale, lo sviluppo sociale e il rischio di trovarsi in un ambiente familiare violento. L’impatto più pesante potrebbero averlo i bimbi in situazioni vulnerabili e di indigenza.

Mosca annuncia: «Vaccinazione possibile da novembre»

La consegna di grandi lotti del vaccino russo contro il coronavirus inizierà a settembre. Lo ha detto il ministro della sanità russo Mikhail Murashko ai medici della regione di Irkutsk. «La consegna di grandi lotti del vaccino inizierà già a settembre. Si stanno formando gruppi di monitoraggio post-registrazione, più di 2.500 persone sono già state reclutate e il loro numero totale raggiungerà le 40.000 unità. Un certo numero di altri vaccini sono in fase di registrazione. Raggiungeremo le quantità massime nel periodo novembre-dicembre. Sarà possibile vaccinarsi contro l’influenza e il nuovo coronavirus in tempi diversi», ha detto Murashko. Lo riporta Interfax.

Quasi 80 mila casi in India

L’India ha invece sorpassato il Messico per numero di morti (in termini assoluti) provocati dal coronavirus e, con un bilancio complessivo di 64.469 vittime, è ora al terzo posto di questa triste classifica mondiale dopo gli Stati Uniti e il Brasile. Lo riporta la Cnn, che cita il ministero della Sanità del Paese. Ieri l’India ha registrato altri 971 decessi e 78.512 contagi, che hanno portato il totale delle infezioni a quota 3.621.245, anche in questo caso il terzo livello più alto al mondo dopo Usa e Brasile. Ieri, inoltre, è stato il quinto giorno consecutivo con oltre 75.000 contagi. La situazione è particolarmente difficile a New Delhi, dove ieri sono stati registrati oltre 2.000 contagi, il livello più alto dal 10 luglio scorso. Finora nel Paese sono stati eseguiti 41,4 milioni di tamponi.

Gli USA superano i 6 milioni di casi

Gli Stati Uniti hanno superato i sei milioni di casi di contagio da coronavirus. Lo riporta il New York Times. Il numero delle vittime è di oltre 183 mila.

Domenica 30 agosto

I contagi nel mondo superano la soglia dei 25 milioni: sono 25.009.250 per la precisione, stando ai conteggi della Johns

Francia, superati i 900’000 tamponi a settimana

La Francia ha superato questa settimana la soglia dei 900’000 test Covid settimanali: lo ha detto oggi il portavoce del governo Gabriel Attal, annunciando i punti gratuiti e pubblici in città che da domani effettueranno tamponi a tutti quelli che chiederanno.

«Abbiamo superato ieri la soglia storica dei 900’000 tamponi in una settimana, qualcosa di enorme», ha detto Attal alla radio RTL. Ma l’obiettivo del governo è di raggiungere un milione di test alla settimana «a breve termine», secondo il ministro della Salute, Olivier Véran.

«Oggi - ha detto Attal - abbiamo in media 30’000 nuovi casi di Coronavirus alla settimana. C’è un effetto moltiplicatore poiché facciamo molti più test ed è positivo, ma non si tratta soltanto di un effetto. Bisogna rimanere molto vigili».Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 842.702 decessi e 16.409.577 guarigioni.

Berlino, 300 arresti tra i manifestanti

La polizia di Berlino ha arrestato ieri 300 manifestanti durante le proteste contro le restrizioni del coronavirus in Germania. Lo rende noto la Bbc.

In 38’000, tutti senza mascherina, avevano dato vita ad una manifestazione che era stata subito vietata dalle forze dell’ordine per via del mancato rispetto delle misure di distanziamento sociale. Il ministro dell’Interno tedesco ha definito «inaccettabili» gli incidenti avvenuti durante la manifestazione, a cominciare dal «tentativo di assalto al Parlamento».

Cina continentale, zero contagi locali in 24h
Nessuna nuova infezione da Covid-19 trasmessa a livello «locale» è stata segnalata ieri in Cina continentale, dove invece sono stati registrati altri 9 casi confermati provenienti dall’estero e 4 nuovi asintomatici, arrivati tutti da altri Paesi. Lo rende noto il rapporto odierno della Commissione Sanitaria Nazionale cinese, precisando che non c’è stato nessuno decesso.
Altri 27 pazienti positivi sono stati dimessi ieri da vari ospedali cinesi dopo essersi ripresi. Fino alla serata di ieri, la Cina continentale ha registrato un totale di 2.482 casi di infezione arrivati da altri Paesi. Tra questi, 2.300 sono già stati dimessi da vari ospedali dopo essere guariti e 182 risultano ancora ricoverati, comprese 4 persone in gravi condizioni.
Fino a ieri la Cina continentale registrava un totale di 85.031 casi confermati di contagio, compresi 244 pazienti ancora in cura, di cui 4 in gravi condizioni. Un totale di 80.153 persone sono state dimesse alla data di ieri da vari ospedali, mentre i decessi restano fermi a quota 4.634.

Iran, 1.754 nuovi casi e 103 morti
I casi di coronavirus in Iran nelle ultime 24 ore sono aumentati di 1.754, portando il totale a 373.570. Lo ha reso noto la portavoce del ministero della Salute. «Finora sono morte 21.462 persone, di cui 103 nelle ultime 24 ore», ha aggiunto Sima Lari. Tra i 3.759 infetti vi sono pazienti in terapia intensiva e altri 321.421 sono guariti. Le informazioni sono state ottenute da 3.207.269 di test effettuati nel Paese

Tamponi gratis da domani nelle strade di Parigi
Centri medici temporanei per praticare tamponi ai parigini saranno disposti da domani nelle strade della capitale, in particolare davanti ai municipi degli arrondissement: lo ha annunciato il portavoce del governo, Gabriel Attal, ai microfoni di RTL.

L’iniziativa tende a far diminuire la pressione sui laboratori, ormai presi d’assalto da persone che chiedono il test anche senza sintomi e che si mettono in fila anche per ore.

Da domani, chiunque desideri fare il tampone - comprese le persone non assoggettate al sistema sanitario nazionale - potranno chiederlo in questi centri la cui dislocazione sarà consultabile sul sito del Comune di Parigi. Tutto sarà gratuito e senza bisogno di ricetta medica.

Giovedì il ministro della Salute, Olivier Véran, ha annunciato che il governo sta raggiungendo la capacità di un milione di tamponi a settimana con l’obiettivo di controllare l’aumento di contagi.

Spagna, «benefici della scuola superano rischi»
«I benefici della scuola superano di gran lunga i rischi»: ne è convinta il ministro dell’Istruzione di Madrid, Isabel Celaá, che nei giorni scorsi ha siglato un accordo con le comunità autonome per aumentare la sicurezza delle scuole che si preparano a riaprire.

«Ora - afferma in un’intervista a El Pais - sappiamo che i bambini della scuola materna e della scuola primaria non sono super-diffusori del virus. In Germania ci sono stati focolai, alcuni istituti hanno chiuso ma sono di grandezza insignificante. Oggi si afferma dal campo scientifico che la chiusura delle scuole non apporta alcun beneficio nell’evoluzione della pandemia in termini di riduzione delle infezioni».

«Non esiste il rischio zero in questa pandemia - dice ancora il ministro -, in nessuna sfera sociale. Ma stiamo costruendo un ambiente sicuro per garantire il corso e l’apprendimento a tutti gli studenti, il che è essenziale». Il protocollo siglato venerdì prevede l’uso generalizzato delle mascherine per i bambini sopra i sei anni, oltre al mantenimento delle distanze. «Queste misure - afferma Celaá - saranno applicate in tutti i centri in Spagna, che hanno spazi diversi. Ed è nel buon senso degli insegnanti, che sono professionisti, permettere loro di riposarsi in un certo momento quando aprono le finestre. Ma è importante mantenere le regole».

«Riaprire può innescare la seconda ondata»

La riapertura delle università potrebbe innescare una seconda ondata di Covid-19 a meno che non si faccia ricorso alla didattica a distanza: è l’allarme formulato dagli accademici britannici dell’University and College Union (Ucu), e rilanciato dal Guardian.

Secondo il segretario generale dell’Ucu Jo Grady il governo starebbe «favorendo una crisi sanitaria». Grady ha anche accusato il governo di una mancanza di pianificazione. L’associazione preferirebbe che gli studenti evitassero i campus fino a Natale a meno che si avvii un programma di test nelle università.

«Comportamenti inaccettabili dei dimostranti no-mask»
Il ministro dell’Interno tedesco ha denunciato come «inaccettabili» gli incidenti avvenuti ieri a Berlino durante la manifestazione contro le restrizioni legate alla pandemia Covid-19, con 300 arresti e un tentativo di assalto in serata al parlamento. Vedere «estremisti» tentare di fare irruzione nel palazzo del Reichstag, sede della Camera dei deputati e «centro simbolico della nostra democrazia» è «inaccettabile», ha ammonito in particolare Horst Seehofer, nell’edizione domenicale del quotidiano Bild.
Ieri sera, diverse centinaia di manifestanti hanno forzato le barriere di sicurezza e un blocco della polizia e hanno salito le scale che conducono all’ingresso del Reichstag. È stato impedito loro di entrare nell’edificio dalla polizia, che ha usato spray per disperdere la folla e ha arrestato diverse persone.

Oltre 25 milioni i contagi nel mondo

Sono oltre 25 milioni i casi di coronavirus ufficialmente registrati nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono circa 842.500.

Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito, con quasi 6 milioni di contagi e 182.760 morti. Segue il Brasile con circa 3,85 casi e 120.260 morti. Terza in rapida scesa l’India, con 3,54 contagi e 63.500 decessi.

Sabato 29 agosto

(Aggiornato alle 15.18) I contagi nel mondo superano la soglia dei 24 milioni: sono 24.746.587 per la precisione, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 837.295 decessi e 16.199.127 guarigioni.

Migliaia a Londra protestano contro il lockdown

Migliaia di persone stanno manifestando a Trafalgar Square a Londra contro il lockdown imposto dal governo nella lotta alla pandemia da coronavirus. Le foto pubblicate sui media mostrano i manifestanti protestare contro l’uso delle mascherine, i vaccini e il lockdown.

Secondo i dimostranti il Covid-19 è una bufala che consente ai governi di esercitare il controllo sulle masse. «Le mascherine sono museruole», «Le persone sane non sono contagiose», «Fermate questa bufala», sono alcuni dei cartelli esposti dai manifestanti.

Berlino, la polizia sospende la manifestazione anti-misure Covid-19

La polizia ha sospeso la protesta in corso a Berlino contro le misure anti-Covid per mancato rispetto delle regole sul distanziamento.

«La distanza minima non è rispettata dalla maggior parte (dei manifestanti) nonostante le ripetute richieste» della polizia, riferiscono le forze dell’ordine, «motivo per cui non c’è altra possibilità che quella di sciogliere il raduno «. La manifestazione, alla quale prendono parte almeno 18mila persone, era stata autorizzata dopo una battaglia in tribunale.

Corea del Sud, 308 casi, ospedali in affanno

La Corea del Sud ha segnato altri 308 casi di Covid-19, mentre la pressione sugli ospedali è ormai ai livelli di guardia dato che per 16 giorni di fila i contagi sono cresciuti a triplice cifra: il Korea Centers for Disease Control and Prevention ha aggiornato le infezioni nel Paese a 19’400, di cui 321 morti.

Dopo l’ondata partita dalle chiese di Seul, gli ospedali dell’area metropolitana della capitale hanno il 4,5% dei letti per ricoveri critici, dal 22% di una settimana fa.

«Solo 15 letti circa sono disponibili nell’immediato per i casi più urgenti», ha ammesso Yoon Tae-ho, direttore generale per le politiche di salute pubblica del ministero della Salute.

Russia, oltre 17’000 decessi accertati

Sono oltre 17’000 le vittime accertate del Covid-19 in Russia. Stando ai dati ufficiali, 111 persone sono morte nelle ultime 24 ore portando a 17’025 il totale dei decessi provocati dal Sars-Cov-2 dall’inizio dell’epidemia.

I nuovi casi sono in aumento: nelle ultime 24 ore sono stati accertati 4941 contagi, ieri erano 4829 e mercoledì 4676. I contagi da Covid-19 registrati sono in tutto 985’346, che fanno della Russia il quarto Paese al mondo per infezioni in termini assoluti dopo Stati Uniti, Brasile e India.

Argentina, lockdown esteso fino al 20 settembre

Nel giorno in cui è stato registrato il record dei contagi da coronavirus in 24 ore (11’717), l’Argentina ha annunciato una nuova estensione dell’isolamento sociale in tutto il Paese fino al 20 settembre. Lo riferisce l’agenzia di stampa Telam.

In un messaggio attraverso le reti sociali, il presidente Alberto Fernández ha avvertito dell’esistenza di una espansione del coronavirus in tutte le province argentine, rivolgendo un appello alla «responsabilità personale» per evitare il moltiplicarsi dei contagi.

Confermando la nuova estensione delle misure restrittive individuali fino al 20 settembre, il capo dello Stato ha comunque annunciato che saranno autorizzate le «riunioni di un massimo di dieci persone all’aperto».

Attualmente - ha poi sottolineato - abbiamo 18 province in zona di trasmissione comunitaria sostenuta (del virus). Il problema non è più quindi solo di Buenos Aires e provincia, ma è di tutto il Paese».

Secondo l’ultimo rapporto delle autorità sanitarie argentine, nelle ultime 24 ore gli 11’717 casi di contagio hanno portato il bilancio generale a 329’009, mentre per i 222 morti registrati, il totale da marzo dei decessi è salito a 8’271.

India, morto un parlamentare

Un parlamentare indiano è morto ieri sera nello Stato meridionale di Tamil Nadu dopo aver contratto il coronavirus. Secondo quanto riporta la Cnn, si tratta del 70enne Harikrishnan Vasanthakumar, un imprenditore e membro del partito del Congresso (opposizione).

L’uomo è la seconda vittima del virus nel mondo della politica indiano: già ad agosto era deceduto il 73enne Chetan Chauhan, noto ex giocatore di cricket ed ex ministro dello Sport dello Stato di Uttar Pradesh.

Secondo la Johns Hopkins University l’India è il terzo al mondo più colpito e registra attualmente 3’463’972 casi di coronavirus, inclusi 62’550 morti.

Usa, i casi superano quota 5,9 milioni

I casi di coronavirus negli Stati Uniti hanno superato la soglia dei 5,9 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, che nelle ultime 24 ore ha registrato 44’231 nuovi contagi, un dato che porta il totale dall’inizio della pandemia a quota 5’917’439. Allo stesso tempo, sono stati segnalati ulteriori 880 decessi, per un bilancio complessivo di almeno 181’773 vittime.

Venerdì 28 agosto

(Aggiornato alle 19.46) I contagi nel mondo superano la soglia dei 24 milioni: sono 24.452.629 per la precisione, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 831.586 decessi e 15.997.281 guarigioni.

Nuovo record in Francia: oltre 7 mila casi

Nuovo record di casi positivi in Francia negli ultimi mesi, 7.379 nelle ultime 24 ore, stando al comunicato serale della Direzione generale della Salute. Record anche di tamponi, che sono stati quasi 900 mila nell’ultima settimana (893.146). Dal canto suo, il presidente francese Emmanuel Macron, parlando con i giornalisti, ha dichiarato che «il governo francese sta facendo tutto il possibile per evitare un altro lockdown a livello nazionale a causa della pandemia di coronavirus, ma al momento è impossibile escludere qualsiasi scenario. «Stiamo facendo ogni cosa per evitare un altro lockdown ed in particolare un lockdown nazionale», ha detto Macron. «Abbiamo imparato abbastanza da sapere che niente può essere escluso. Ma stiamo facendo il possibile per evitarlo», ha aggiunto.

Calano i casi nel Regno Unito: oggi sono 1.276

Torna a calare, dopo due giorni di rimbalzo all’insù, l’incremento quotidiano dei casi di coronavirus rilevati dalle autorità sanitarie e dal governo britannico nel Regno Unito. Nelle ultime 24 ore i contagi diagnosticati sono stati 1’276, contro gli oltre 1500 di ieri, e i morti si sono fermati a 9 (contro 12). Le nuove infezioni, riscontrate peraltro su un totale giornaliero di ben 186’000 test - restano comunque oltre quota 1000 per il quarto giorno di seguito, dopo circa un mese costantemente sotto questa cifra. Il governo di Boris Johnson ha intanto revocato alcune restrizioni reintrodotte nelle scorse settimane nell’ambito di lockdown localizzati in singoli comuni dell’Inghilterra del nord che erano stati colpiti da una ripresa di contagi superiori alla media: da Manchester a vari municipi delle contee di Lancashire e West Yorkshire (salvo la cittadina di Batley). Limitazioni più stringenti rispetto alla situazione nazionale restano tuttavia in vigore a Leicester (Inghilterra centrale), da oltre un mese la città a più alto tasso d’infezioni e decessi del Paese, mentre è allerta pure in alcuni centri del Kent, nel sud.

All’Avana scatta il coprifuoco

Le autorità cubane hanno annunciato una stretta sulle misure di isolamento all’Avana per fermare la pandemia del coronavirus nella capitale. Tra i provvedimenti annunciati, a partire dal 1. settembre entrerà in vigore nella città un coprifuoco dalle 19.00 alle 5.00 del mattino. Secondo quanto annunciato, le nuove misure dureranno inizialmente fino al 15 settembre. Dal prossimo mese, i veicoli statali e privati perderanno l’autorizzazione a circolare, e sarà proibito ai cittadini della capitale di recarsi in altre province dell’isola. Per quindici giorni, sarà proibito allontanarsi dall’Avana per motivi di lavoro a tutti gli impiegati in organismi e istituzioni statali. Le autorità hanno riferito inoltre che dal 1 settembre saranno vietati i soggiorni fuori casa di anziani e persone con disabilità. L’ingresso alle aree ricreative come i parchi sarà «limitato». Le feste saranno vietate e le bevande alcoliche saranno vendute solo per il consumo in casa. Gli orari di apertura dei negozi e dei mercati saranno limitati e gli esercizi venderanno solo ai residenti dello stesso comune. Cuba ha registrato nelle ultime 24 ore 60 nuovi casi di coronavirus, 39 dei quali cittadini dell’Avana. Sono in totale 3’866 i casi di COVID-19 registrati sull’isola dall’inizio della pandemia, con 92 morti. Un’analisi ufficiale ha reso noto che il 53,3% delle persone che sono state infettate per la pandemia nel mese di agosto ha meno di 39 anni, rispetto al solo il 23% dello scorso maggio. Il direttore nazionale di Epidemiologia del ministero della Salute, Francisco Durán, ha ribadito oggi in conferenza stampa che le violazioni delle misure saranno punite con pesanti multe.

In Romania 1.318 nuovi casi

Resta alta la curva dei contagi in Romania, dove nelle ultime 24 ore i nuovi casi di coronavirus sono stati 1’318, con 48 altri decessi. I totali salgono rispettivamente a 84’468 e 3’507, con il Paese balcanico che resta nella regione quello maggiormente colpito dalla COVID-19. Finora la Romania ha effettuato più di 1,7 milioni di test, il numero più alto nei Balcani. La Bosnia-Erzegovina registra 293 casi e nove morti nelle 24 ore, la Macedonia del Nord 159 contagi e cinque decessi, la Bulgaria 157 casi e otto morti. Sensibile l’aumento dei contagi in Montenegro, dove domenica si vota per le elezioni legislative. Da ieri il bilancio è stato di 105 casi (su 601 test) e tre decessi, nel Paese che in giugno aveva dichiarato finita l’epidemia dopo 28 giorni di zero casi e zero decessi. Alta l’incidenza del contagio in Kosovo, con 119 casi (su 480 test) e un morto nelle 24 ore. In crescita le infezioni anche in Slovenia dove da ieri sono stati registrati 42 nuovi casi di coronavirus ma nessun nuovo decesso. Si conferma invece il progressivo calo dei contagi in Serbia, che ha registrato nelle 24 ore 108 nuovi casi su 9’513 test, e due morti. Ieri per la prima volta da due mesi la Serbia non aveva fatto registrare alcun decesso.

Croazia: Paesi vicini in allarme

La Croazia ha registrato questa settimana una serie di record negativi di nuovi casi di coronavirus che ha indotto altri Paesi a mettere Zagabria sulla lista rossa per i rientri dalle vacanze. Mercoledì è stato segnato il record giornaliero assoluto con 358 contagi, giovedì i casi sono stati 304 e 357 oggi. La maggior parte delle infezioni riguarda giovani che hanno frequentato i bar ed i locali notturni sulla costa, per i quali sono state imposte restrizioni solo due settimane fa (con la limitazione dell’orario di lavoro fino a mezzanotte). Attualmente nel Paese ci sono 2’560 casi attivi. Il totale delle vittime ha raggiunto quota 180. Dopo che Italia e Austria hanno messo la Croazia sulla lista rossa imponendo test e quarantena per chi rientra dalle vacanze, simili misure sono state decise nei giorni scorsi da Slovenia, Danimarca, Slovacchia e Ungheria. Sulla costa croata ci sono ancora 400 mila turisti stranieri.

In Algeria 387 contagi

Leggermente in calo il numero di contagi giornalieri per l’Algeria che registra altri 387 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, che portano il bilancio totale a 43’483 contagiati nel Paese nordafricano dall’inizio del diffondersi dell’epidemia. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Algeri in un comunicato della Commissione speciale per il monitoraggio della diffusione della malattia, precisando che i decessi sono saliti a 1’483, le guarigioni a 30’436, con 31 pazienti in rianimazione. Nell’ottica di una riapertura progressiva del Paese, il sito visa-algerie.com segnala che l’Algeria potrebbe riaprire i propri aeroporti il 12 settembre e ristabilire almeno parzialmente i principali collegamenti internazionali.

Giovedì 27 agosto

(Aggiornato alle 16.24) I contagi nel mondo superano la soglia dei 24 milioni: sono 24.176.836 per la precisione, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 825.696 decessi e 15.737.503 guarigioni.

In Cina zero contagi locali

Nessuna nuova infezione da Covid-19 trasmessa a livello «locale» è stata segnalata ieri in Cina, dove invece sono stati registrati altri 8 casi confermati provenienti dall’estero e 19 nuovi asintomatici, arrivati tutti da altri paesi. Lo rende noto il rapporto odierno della Commissione sanitaria nazionale cinese. Tra i nuovi casi importati, 4 sono stati segnalati in Sichuan, due in Hebei e altrettanti a Shanghai. Un ulteriore caso sospetto, proveniente da fuori la Cina continentale, è stato riportato a Shanghai. Altri 31 pazienti positivi sono stati dimessi ieri da vari ospedali cinesi dopo essersi ripresi.

Record di casi in Argentina oltre 10 mila in 24 ore

L’Argentina ha registrato un nuovo record di casi positivi di coronavirus in 24 ore, riportando 10’550 nuovi contagi nel bilancio giornaliero reso noto ieri, mentre sono stati 276 i nuovi decessi confermati. Con questi dati, i contagiati sono stati 370’188 in tutto il paese (popolazione: circa 45 milioni) dall’inizio della pandemia, con 7’839 morti. Il numero totale di guariti è di 268’801. Secondo il ministero della salute, del totale dei contagi 1’187 (0,3%) sono importati, 88’811 (24%) sono dovuti a contatti stretti con casi confermati, 226’073 (61,1%) sono casi di circolazione comunitaria e il resto è sotto indagine epidemiologica. Il ministero ha poi riferito che l’occupazione dei letti di terapia intensiva a livello nazionale - non necessariamente per pazienti ricoverati per Covid-19 - è mediamente del 58,3%, mentre nell’Area Metropolitana di Buenos Aires (Amba) ha raggiunto il 66,5%.

In Spagna mascherina in aula dai 6 anni

In Spagna, a partire da settembre, tutti gli alunni a partire dai sei anni dovranno indossare la mascherina in classe, anche se fanno parte della cosiddetta ‘bolla’ o ‘gruppo di convivenza stabile’ e non potranno interagire con membri di altre classi. Un accordo in questo senso è stato raggiunto dal governo spagnolo e dalle autonomie locali, scrive El Pais citando fonti informate.

Mascherina obbligatoria all’aperto in tutta Parigi

Il boom di contagi in Francia supera ormai i 6’000 casi in un solo giorno e domattina alle 08.00 scatta un provvedimento senza precedenti a Parigi: tutti in mascherina in tutte le strade della capitale e in buona parte della banlieue, come non si era visto neppure durante il lockdown. Multe di 135 euro a chiunque avrà il volto scoperto, anche se in bici, in monopattino o in motorino. Fino a ieri le «zone rosse» erano le regioni di Parigi e Marsiglia, quelle con oltre 50 positivi su 100’000 abitanti, un livello «importante ma molto lontano - ha provato a rassicurare il premier francese Jean Castex - dalla grave situazione di inizio anno, quando il tasso di incidenza era di 1’000 positivi su 100’000». Da stamattina, la cartina di Francia è nuovamente tornata a colorarsi: altri 19 dipartimenti sono «rossi», un po’ in tutto il paese. Per ora, la situazione dei ricoveri e delle rianimazioni è tranquillizzante, i numeri sono stabili o in lievissimo aumento. Ma la Francia, con oltre 30’000 morti, non vuole più rischiare niente: «nuovi piani di lockdown locali o globali sono pronti - ha annunciato Castex -, il nostro sistema ospedaliero è pronto anche ad una nuova ondata di pazienti, in termini di letti, mascherine, farmaci, rianimatori. Ma il nostro obiettivo è fare di tutto per evitare una nuova chiusura».

La Germania resta sopra i 1.500 casi al giorno

La Germania ha registrato un numero giornaliero di contagi da coronavirus SARS-CoV-2 di nuovo superiore a 1.500 (1507) e si avvicina ai 238 mila positivi dall’inizio della pandemia di COVID-19, nel mezzo del dibattito tra il governo federale e i Länder sulle misure da adottare per contenere la diffusione del morbo. L’Istituto Robert Koch, responsabile del controllo delle malattie infettive in Germania, stima che almeno 237.936 persone abbiano contratto il virus, delle quali quasi 212 mila sono guarite. Almeno 9.285 persone hanno perso la vita, 5 in più di ieri. La cancelliera Angela Merkel ha convocato una teleconferenza con i leader dei diversi Stati per coordinare le misure anti contagio, che si diffonde in molti Paesi europei. Il ministro della Salute, Jens Spahn, ha chiesto di modificare i protocolli per i viaggiatori che arrivano da zone a rischio, di modo che debbano rimanere per cinque giorni in isolamento, dopo essere risultati negativi al test. Il capo del governo della Baviera, Markus Soeder, è contrario: «I test sono stati introdotti da appena due settimane e ora si vuole che finiscano per essere ignorati». Soeder ha chiesto al governo federale di aumentare la capacità del sistema sanitario di condurre analisi. Dal canto suo Merkel intende vietare tutti i grandi eventi - concerti, festival e manifestazioni sportive - fino al 31 dicembre, come misura per contenere il contagio del coronavirus. È quanto scrive l’agenzia di stampa Dpa, citando fonti del governo in vista dell’incontro previsto fra Merkel e i capi dei 16 governi regionali. Secondo il documento che esprime la posizione del governo, potranno essere fatte eccezioni sui grandi eventi nei Land con un basso tasso di contagio, a condizione che siano presenti solo persone residenti nella regione o provenienti da aree con la stessa situazione sanitaria. La cancelliera chiederà anche di limitare le riunioni private ad un massimo di 25 persone, che potranno salire a 50 in luoghi pubblici come i ristoranti.

Capitolo mascherina, Merkel, sempre stando alla Dpa, è favorevole ad istituire una multa nazionale minima di 50 euro per chi venga sorpreso senza in un negozio o sui mezzi pubblici, dove è obbligatoria.

Record di contagi in India

L’India ha registrato un record di 75.750 contagi giornalieri di coronavirus. Il nuovo bollettino delle autorità sanitarie porta a oltre tre milioni, ben 3.310.234, le persone che si sono ammalate di COVID-19 dall’inizio della pandemia. Di queste, circa 2,5 milioni sono guarite, precisa il ministero della Salute. I morti delle ultime 24 ore sono 1.023, per un totale di 60.472 decessi dall’inizio della pandemia. Al momento vi sono circa 725 mila casi attivi nel Paese asiatico.

In Russia 4.711 nuovi contagi

La Russia nelle ultime 24 ore ha registrato 4.711 nuovi casi di coronavirus, toccando così i 975.576 in totale. I morti sono stati invece 121 (16.804 in totale). I guariti salgono a 6.411, per un totale di 792.561. Lo fa sapere il centro nazionale anti-coronavirus, citato dalla Tass.

In Giappone nuove misure per fronteggiare la crisi

Nuove misure di sostegno per fronteggiare l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia del coronavirus e maggiori chiarimenti sullo stato di salute del premier giapponese Shinzo Abe, a seguito dei molteplici accertamenti medici nelle ultime settimane. Saranno questi i temi della conferenza prevista per domani pomeriggio, la prima in cui sarà presente il capo del governo a partire dallo scorso 18 giugno. Le nuove iniziative volute dall’esecutivo, spiega il giornale Yomiuri Shinbun, si concentreranno sull’impegno a garantire un numero di dosi sufficienti del vaccino contro il coronavirus non appena disponibili, un adeguato supporto alle istituzioni mediche e l’ampliamento e la velocizzazione dei risultati dei test medici. Il governo di Tokyo ha raggiunto un accordo con l’azienda farmaceutica inglese AstraZeneca e la statunitense Pfizer per ottenere almeno 120 milioni di vaccinazioni una volta immesse sul mercato. A questo riguardo, scrive lo Yomiuri Shinbun, l’esecutivo userà i fondi di riserva derivanti dal secondo bilancio suppletivo per l’anno fiscale 2020. Nel frattempo aumentano le speculazioni sulle condizioni mediche di Abe, dopo le recenti visite in ospedale per quelli che finora sono stati definiti ‘semplici controlli di routine’. Lo scorso lunedì il premier ha visitato il Keio Hospital a distanza di una settimana da un lungo e meticoloso esame, assicurando la stampa presente di voler fornire maggiori spiegazioni in un’altra occasione. Nelle scorse settimane, in seguito alla prolungata assenza del premier, un settimanale aveva scritto che Abe aveva vomitato sangue in luglio durante una riunione di lavoro. Un’indiscrezione non confermata dall’ufficio di Gabinetto. Lo stesso giorno della visita in ospedale, il 24 agosto, Abe è diventato il premier giapponese che ha governato più a lungo, superando il record del prozio Eisaku Sato di 2798 giorni senza interruzioni. Il primato di Abe è frutto dell’unione del primo breve mandato, tra il 2006 e il 2007, e il successivo periodo al governo, a partire dal 2012 ad oggi.

Boom di nuovi contagi in Corea del Sud

La Corea del Sud registra un boom di nuovi casi di coronavirus, avvicinando i massimi degli ultimi sei mesi: si tratta di 441 contagi, di cui 434 di trasmissione domestica, per la prima volta oltre quota 400 dal 7 marzo quando si attestarono a 483. Secondo il Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc), il totale delle infezioni è salito a 18.706, alimentato dai nuovi focolai delle chiese di Seul. Da oggi l’Assemblea nazionale, il parlamento sudcoreano, è in lockdown dopo il contagio accertato di un giornalista.

Mercoledì 26 agosto

I contagi nel mondo rasentano la soglia dei 24 milioni: sono 23.889.150 per la precisione, stando ai conteggi della Johns Hopkins University di Baltimora. Ad oggi si contano 818.157 decessi e 15.489.563 guarigioni. I Paesi più colpiti dopo gli Stati Uniti (5.777.684 casi) sono Brasile (3.669.995), India (3.167.323) e Russia (963.655).

Usa, niente quarantena al ritorno dall’estero

I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’agenzia Usa per la protezione della salute, hanno cambiato un’altra delle loro direttive: ai viaggiatori che ritornano da un viaggio all’estero o da zone Usa con un alto numero di contagi non si raccomanda più la quarantena di 14 giorni. Un altro alleggerimento che preoccupa scienziati ed epidemiologi.

Altro boom di casi in Francia

Nuovo record in Francia, dove il numero di nuovi casi positivi al Covid-19 è arrivato nelle ultime 24 ore a 5’429, un numero che non si vedeva da metà aprile. E’ quanto si apprende dalla Direzione generale della Sanità, che non ha però aggiornato il numero di decessi e di ricoveri per un «guasto informatico» che ha colpito il sistema di conteggio.

In Algeria 391 casi in 24 ore

Leggermente in ripresa il numero di contagi giornalieri per l’Algeria che registra altri 391 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, che portano il bilancio totale a 42’619 contagiati nel Paese nordafricano dall’inizio del diffondersi dell’epidemia. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Algeri in un comunicato della Commissione speciale per il monitoraggio della diffusione della malattia, precisando che i decessi sono saliti a 1’465, le guarigioni a 29’886, con 28 i pazienti in rianimazione. Nonostante alcune riaperture progressive di luoghi pubblici restano chiusi i confini.

Il Belgio vieta i viaggi a Parigi

Il governo belga ha deciso di vietare i viaggi verso Parigi e il suo dipartimento, a seguito dell’impennata di contagi da coronavirus in Francia. Bruxelles ha collocato la capitale transalpina nella lista delle zone rosse, vale a dire che i viaggi a Parigi non sono più autorizzati, a meno che i viaggiatori non si sottomettano al rientro a quarantena e test obbligatorio. Romania, Danimarca, gran parte della Spagna e tre dipartimenti francesi (Bouches-du-Rhône, Guyana, Mayotte) erano già classificati come zone rosse. Oggi il ministero degli Esteri belga ha aggiunto Parigi, Seine-Saint-Denis, Val-de-Marne, Sarthe, Hérault e Alpes-Maritimes. In Francia tra lunedì e martedì si sono registrati 3’300 nuovi contagi da coronavirus.

Riaprono le scuole in Gran Bretagna

Con la mascherina a scuola, seppure non in classe. Ripartenza confermata in tutto il Regno Unito, in questi giorni, negli istituti d’ogni ordine e grado; ma con una giravolta dell’ultimo minuto di Boris Johnson sull’adozione generalizzata che fa discutere del più diffuso dei presidi anti-coronavirus negli ambienti scolastici comuni. L’indicazione - varata per primo dall’esecutivo locale della Scozia a partire da lunedì 31 - è stata estesa in extremis alla più popolosa Inghilterra dal governo nazionale del premier Tory, con una correzione di rotta che i giornali presentano oggi alla stregua dell’ennesima «retromarcia» di Bojo sulla pandemia, dopo mesi di critiche sulla gestione di vari dossier di un’emergenza che nel Paese ha ufficialmente causato finora circa 41’500 morti: la cifra più alta in Europa in termini assoluti, seconda a Spagna e Belgio in rapporto alla popolazione.

In base al ripensamento di Johnson, le mascherine dovranno essere indossate come in Scozia dagli studenti delle secondarie sopra i 12 anni d’età, dagli insegnanti e da tutto il personale in qualunque spazio collettivo come corridoi, ingressi, eccetera. L’obbligo in Inghilterra varrà tuttavia per ora solo nelle aeree a più alto contagio, dove durante l’estate sono state ripristinate forme di lockdown localizzato. Mentre altrove potrà essere imposto dai presidi, istituti per istituto. Una precauzione analoga è stata recepita dal governo di Belfast per l’Irlanda del Nord e dalle autorità locali del Galles, competenti sulla questione al pari di quelle scozzesi in forza dei poteri della devolution. Ma la polemica non si spegne. Il contestato ministro dell’Istruzione di Johnson, Gavin Williamson, ha giustificato la svolta appellandosi al parere dei consulenti scientifici governativi - che peraltro per bocca del professor Chris Whitty, chief medical officer inglese, avevano garantito nei giorni scorsi sulla sicurezza complessiva della scuola parlando di rischi di contagio «minimi» per gli studenti - e all’aggiornamento recente delle raccomandazioni in materia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

Ma dalle file della maggioranza e del Partito Conservatore c’è chi, come il deputato Huw Merriman, accusa il gabinetto di aver ceduto alle pressioni e di dare inoltre «il messaggio sbagliato» ai genitori, lasciando intendere che «se non sono sicuri i corridoi delle scuole, non lo sono nemmeno le aule» (a dispetto degli impegni sul distanziamento degli alunni). Il Labour di Keir Starmer rimprovera al contrario al premier di essere rimasto a metà del guado e di «scaricare la patata bollente» sui presidi. Mentre critiche arrivano anche da alcuni sindacati di categoria, già furiosi per la caotica gestione imputata al governo degli esami di maturità dell’anno appena concluso: affidati nell’emergenza del lockdown nazionale dei mesi scorsi alla valutazione del corpo insegnanti interno, ma con il filtro successivo d’un controverso (e iniquo secondo molti) algoritmo, accantonato alla fine solo sotto il tiro delle proteste di ragazzi, famiglie, docenti e opposizione laburista.

Brasile, quasi 3,7 milioni di casi confermati

Il Brasile questo martedì ha registrato ulteriori 1.271 decessi e 47.134 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass) e il ministero della Sanità brasiliani.

Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese sudamericano è dunque salito a 3.669.995, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 116.580.

Il tasso di letalità è stabile al 3,2%, mentre quello di mortalità è pari a 55,5 persone ogni centomila abitanti.

Martedì 25 agosto

Il numero complessivo di casi di coronavirus a livello mondiale ha raggiunto quota 23,6 milioni. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. I morti sono 813 mila mentre i guariti sono 15,3 milioni.

Quasi 3,7 milioni di contagi in Brasile

Il Brasile questo martedì ha registrato ulteriori 1.271 decessi e 47.134 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass) e il ministero della Sanità brasiliani. Il numero complessivo dei casi confermati di COVID-19 nel Paese sudamericano è dunque salito a 3.669.995, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 116.580. Il tasso di letalità è stabile al 3,2%, mentre quello di mortalità è pari a 55,5 persone ogni centomila abitanti.

In Francia 3.304 nuovi contagi

Altri 3.304 casi di positività alla COVID-19 sono stati registrati nelle ultime 24 ore in Francia, in aumento rispetto ai 1.955 di ieri ma in diminuzione rispetto ai quasi 5 mila (4.897) di due giorni fa: queste le cifre della Direzione generale della Salute (Dgs). Nel comunicato, le autorità precisano che nell’ultima settimana è stato effettuato un record di 819.470 tamponi (più di 100 mila al giorno). Sono diminuite, nel complesso, le persone ricoverate per COVID-19 (4.600, novanta in meno di ieri) ma sono aumentati i pazienti gravi in rianimazione (410 in tutto rispetto ai 399 di ieri). Nelle ultime 24 ore, rende noto la Dgs, si sono registrati inoltre 16 nuovi decessi, che portano il totale dall’inizio dell’epidemia a 30.544.

Monaco di Baviera cerca di frenare la movida

Monaco di Baviera decide di vietare gli alcolici dopo le 23 negli spazi pubblici e la vendita di bevande alcoliche da asporto dopo le 21 per mettere un freno alla movida notturna, vista la nuova incidenza del coronavirus. Lo ha annunciato oggi il sindaco della città Dieter Reiter, considerando che i nuovi contagi hanno raggiunto il valore soglia per sette giorni di 35 nuove infezioni ogni 100 mila abitanti. Un’eccezione sarà fatta per i ristoranti e gli open bar su spazi privati. «La decisione non è stata facile - ha detto il sindaco - ma in tempi di pandemia si tratta prima di tutto di proteggere la popolazione ed evitare con saggezza misure ancora più pesanti».

In Spagna altri 2.415 casi

Sono 2.415 i casi di COVID-19 diagnosticati in Spagna nelle ultime 24 ore, un terzo nella Comunità di Madrid che ha notificato 768 casi. Lo riferisce l’agenzia Efe.

Oltre 500 casi in 7 giorni all’università dell’Alabama

L’Università dell’Alabama ha registrato oltre 500 casi di coronavirus in una settimana, da quando sono riprese le lezioni. Lo riportano i media Usa, sottolineando che dai test effettuati dallo scorso mercoledì sono emersi 531 positivi tra alunni, docenti e personale. E il numero non tiene conto dei test d’ingresso che nel campus principale hanno rinvenuto 310 casi.

Il rettore Stuart Bell ha detto che il comportamento degli studenti non è da biasimare per il picco nei casi: «La nostra sfida non sono gli studenti, la nostra sfida è il virus, c’è differenza».

La notizia arriva mentre la città di Tuscaloosa, dove si trova il college, ha annunciato ieri la chiusura dei bar per le prossime due settimane nel tentativo di prevenire un’ulteriore diffusione del Covid-19.

Sono 1.800 i francesi morti in casa

Sono 1.800 i francesi morti in casa per la COVID-19, ha annunciato l’Inserm, l’istituto nazionale della Salute e della ricerca medica. I decessi a domicilio si aggiungono a quelli ufficiali registrati negli ospedali, nelle case di riposo e negli istituti per disabili, che ammontano a 30.528, di cui 20.017 negli ospedali. Secondo l’Inserm, dall’inizio della crisi sanitaria nel Paese, sono stati stilati 1.800 certificati di morte che menzionano la COVID-19 fra le cause, si apprende dall’emittente France Inter.

In India 60 mila casi: è settimo giorno consecutivo

L’India ha registrato più di 60.000 nuovi casi di coronavirus in 24 ore per il settimo giorno consecutivo, con i contagi che si spostano dalle megalopoli e si espandono nelle città più piccole. I dati diffusi oggi dal Ministero centrale della Salute India parlano di 60.975 nuovi casi ieri, portando il totale delle infezioni a oltre 3 milioni 170 mila. I decessi sono aumentati di 848, portando il totale a 58.390.

In Olanda e Belgio casi di pazienti infettati due volte

Dopo Hong Kong, anche i Paesi Bassi ed il Belgio registrano casi di pazienti infettati per la seconda volta dal Coronavirus. Si legge sull’online di Dutch News. Secondo quanto spiegato dalla virologa Marion Koopmans all’emittente NOS, nel caso olandese si tratta di un anziano, con un sistema immunitario indebolito. In Belgio invece la COVID-19 è stato diagnosticato per la seconda volta ad una donna di Lovanio, tre mesi dopo la sua prima infezione, ha rivelato il virologo belga Marc Van Ranst in una trasmissione della tv fiamminga Vtm.

Bali chiude ai turisti fino alla fine dell’anno

Bali ci ripensa e chiude ai turisti stranieri fino alla fine del 2020. In un primo momento, le autorità dell’isola indonesiana, popolare meta turistica, avevano annunciato il ritorno degli stranieri a partire dal mese prossimo. Ma il piano è stato rivisto a casa delle preoccupazioni crescenti dovuti alla COVID-19 in Indonesia. Ad oggi sono stati registrati 4576 casi e 52 morti. La decisione rinnova i timori dell’impatto sui residenti in un Paese dove l’economia si basa soprattutto sul turismo. Ogni anno milioni di stranieri volano a Bali attratti dalle spiagge deserte e dai templi indù. Ma il loro numero è drasticamente diminuito da quando l’Indonesia ha chiuso confini ai non residenti come hanno fatto parecchi altri Paesi alle prese con la pandemia. Dalla fine di luglio l’isola si è rivolta a visitatori domestici per aiutare il turismo, cuore dell’economia locale, riaprendo spiagge, templi e altri punti di riferimento per i viaggiatori locali. Ma molti ristoratori e hotel faticano a riprendere l’attività.

Lunedì 24 agosto

Il numero complessivo di casi di coronavirus a livello mondiale ha raggiunto quota 23,4 milioni. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. I morti sono 809 mila mentre i guariti sono 15,2 milioni.

Brasile, il totale dei morti supera i 115 mila

Il Brasile questo lunedì ha registrato ulteriori 565 decessi e 17.078 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese sudamericano è dunque salito a 3.622.861, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 115.309.

Gaza, imposto un lockdown di 48 ore alla Striscia

Le autorità di Gaza hanno imposto un lockdown di 48 ore all’intera Striscia dopo aver scoperto un focolaio di coronavirus in un supermarcato della località di Deir el-Balah. L’annuncio è giunto dal portavoce del ministero dell’ informazione Salama Maaruf in una conferenza stampa trasmessa in diretta. Il portavoce ha aggiunto che nel campo profughi di al-Maghazi sono stati scoperti quattro malati, tutti membri della stessa famiglia.

Nei prossimi due giorni resteranno aperti solo ospedali e panifici e tutte le altre attività saranno bloccate. Durante il drammatico annuncio, riferiscono fonti locali, nelle strade di Gaza si sono viste scene di panico mentre gli agenti sospingevano a forza i passanti a rientrare nelle proprie abitazioni.

Germania, verso la fine dell’obbligo dei test per i vacanzieri

L’obbligo di test gratuito per verificare la presenza di covid-19 per i tedeschi che rientrano dalle vacanze da zone a rischio potrebbe essere sospeso alla fine della stagione estiva: è quanto hanno concordato i ministri della salute dei Land tedeschi e i rappresentanti del governo di Berlino nel corso della video-conferenza congiunta governo-regioni, secondo quanto riferisce l’agenzia Dpa.

Per chi rientra dalle zone a rischio la quarantena torna ad essere l’unica misura obbligatoria richiesta, attraverso la segnalazione all’ufficio sanitario locale.

In Spagna 20 mila nuovi casi da venerdì

In Spagna i contagi da coronavirus sono aumentati di quasi 20.000 casi (19.382) solo da venerdì scorso, con 2.060 nelle ultime 24 ore, e 34 morti. Il totale sale così a 405.437 casi dall’inizio della pandemia e a 28.872 morti. Lo comunica il Centro per il coordinamento sanitario spagnolo, citato dal quotidiano El Pais.

Il direttore del Centro, Fernando Simon, ha raccomandato al governo di Madrid di adottare misure «drastiche» per contenere la nuova impennata dei contagi.

Esteso il lockdown in Nuova Zelanda

In Nuova Zelanda la prima ministra Jacinda Ardern ha esteso il lockdown ad Auckland, la principale città del Paese, almeno fino a domenica fino a quando, ha detto, «l’ostinato cluster di focolai» di coronavirus non torneranno sotto controllo. Lo scrivono i media neozelandesi. Le restrizioni ai movimenti e l’invito a restare a casa, che è stato imposto a Auckland dal 12 agosto al culmine di una nuova netta risalita dei contagi, avrebbe dovuto terminare mercoledì. «Se leviamo adesso le restrizioni ad Auckland, l’intero Paese resterebbe al livello di allarme 2», il secondo in ordine di gravità.

«Vogliamo sentirci tutti sicuri e avere certezze», ha detto Ardern, che ha parlato del 2020 come di un anno «francamente tremendo».

«In Germania numeri gestibili, preoccupa la dinamica»

«I numeri in sé al momento in Germania sono gestibili, ma il problema è la dinamica. C’è un momento in cui la situazione si ribalta. E dunque bisogna restare vigili», per evitare un deragliamento nell’emergenza COVID. È quello che ha detto oggi il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, facendo l’esempio della Spagna, che al momento ha il numero più alto di infezioni in Europa. Spahn ha affermato che non esiste un rimedio assoluto e che «ogni giorno si valuta di nuovo il rischio per trovare il giusto equilibrio». Dalla fine di luglio in Germania si registrano oltre 1.000 casi nuovi al giorno e sabato si è superato il picco dei 2.000.

Focolaio in un resort di nudisti: 100 positivi

È alto l’allarme in un resort naturista sulla costa mediterranea della Francia, dove circa 100 visitatori sono risultati positivi al coronavirus, stando alle autorità sanitarie locali che hanno definito la situazione «molto preoccupante» scrive il Guardian. Si stratta del resort di Cap d’Agde nella regione di Herault, dove 38 persone sono risultate positive lo scorso lunedì e altre 57 mercoledì. È emerso inoltre che il livello di contagio è di quattro volte superiore fra i nudisti che hanno frequentato il resort rispetto agli abitanti della cittadina. Altri 50 turisti non naturisti che hanno visitato Cap d’Adge sono risultati positivi al loro rientro a casa e si attendono adesso altri test.

La Catalogna vieta assembramenti di oltre 10 persone

La Generalitat de Catalunya, il Governo regionale della Catalogna, proibisce le riunioni di oltre 10 persone, che siano in ambito privato o pubblico. Lo ha reso noto il presidente della Generalitat Quim Torra, sottolineando inoltre che resta in vigore il divieto di fumo e consumo di alcolici negli spazi pubblici, la distanza di sicurezza e l’uso delle mascherine nell’ambito delle prevenzioni contro il coronavirus. Lo riferisce La Vanguardia. In Catalogna si sono registrati 1.766 nuovi casi nelle ultime 24 ore, il quinto giorno consecutivo in cui si superano i 1000 nuovi contagi quotidiani. Il presidente del Governo regionale, Quim Torra, ha sottolineato in conferenza stampa che le prossime tre settimane, prima della riapertura delle scuole, sono cruciali e ha lanciato un appello affinché si limitino le attività sociali. Torra ha inoltre annunciato che fra il 15 settembre e il 15 novembre verranno effettuati 15.500.000 test nelle scuole elementari e secondarie della Catalogna. La responsabile regionale per la Sanità, Alba Vergés, ha aggiunto che il 70% dei contagi è riconducibile a a riunioni sociali e familiari.

Domenica 23 agosto

In base ai numeri forniti dalla Johns Hopkins University, i casi di coronavirus a livello mondiale hanno raggiunto quota 23.279.446, i decessi sono 806.122 mentre i guariti sono 14.978.646.

Per Londra perdere la scuola è peggio del virus

Perdere la scuola per i bambini e i ragazzi fa più danni del coronavirus: ne sono convinti nel Regno Unito, dove a rafforzare la posizione del premier Boris Johnson arrivano ora anche le parole del capo consigliere in materia sanitaria del governo, Chris Whitty. A suo parere, le possibilità che i bambini muoiano di Covid-19 sono «estremamente basse» a fronte del «danno» arrecato all’infanzia dalla prolungata assenza dai banchi di scuola. Affermazioni - mentre in molti Paesi d’Europa ci si confronta con il rebus della riapertura e dei rischi connessi - confortate da uno studio dell’agenzia governativa britannica Public Health England (Phe). Secondo i ricercatori, in Inghilterra i contagi nelle scuole elementari sono stati rarissimi, e dalla riapertura delle aule in giugno si sono infettati solo 70 bimbi e 128 fra insegnanti e personale scolastico, pari allo 0,01% del totale. Conclusioni: «È più facile che i bambini si prendano il virus a casa che a scuola».

La Francia registra il record di contagi dal lockdown

Il numero di casi confermati di coronavirus in Francia è aumentato di 4897 unità nelle ultime 24 ore, rispetto ai 3602 di ieri. Lo ha reso noto il ministero della sanità del paese, citato da Les Echos. È il livello giornaliero più alto dalla fine del lockdown a maggio e porta il totale a circa 280 mila contagi.

Sabato 22 agosto

In base ai numeri forniti dalla Johns Hopkins University, i casi di coronavirus a livello mondiale hanno raggiunto quota 22.951.020, i decessi sono 799.300 mentre i guariti sono 14.713.991.

Seul teme una seconda ondata, nuove restrizioni

La Corea del Sud ha annunciato oggi che aumenterà le restrizioni sul coronavirus in tutto il paese a partire da domenica per cercare di controllare un focolaio in crescita. Il Paese, che aveva in gran parte tenuto sotto controllo la sua precedente epidemia, ha registrato 332 nuovi casi nelle ultime 24 ore, il numero giornaliero più alto dall’inizio di marzo. «Siamo in una fase molto precaria in cui potremmo vedere l’inizio di una seconda ondata a livello nazionale», ha detto il ministro della salute Park Neung-hoo in una conferenza stampa. Le misure includono restrizioni su raduni e attività, inclusi gli sport professionistici, che saranno nuovamente giocati a porte chiuse. Anche tutte le spiagge del paese saranno chiuse da mezzanotte.

Sessanta frati fuori dall’isolamento ad Assisi

La situazione legata al piccolo cluster di positivi al coronavirus che sta interessando il Sacro convento di Assisi, in Italia, «va verso una definitiva normalizzazione». Lo ha reso noto oggi il direttore della Sala stampa, padre Enzo Fortunato. Oltre agli otto giovani novizi completamente guariti, escono dall’isolamento i quasi 60 frati presenti al Sacro convento in questo periodo, che sono risultati negativi al secondo tampone, ha spiegato Fortunato. Essi, mai toccati dal contagio, possono tornare alle normali attività. Erano 18 i religiosi presenti risultati positivi al Covid-19 nei giorni scorsi. «Restano in totale isolamento 14 fratelli - secondo padre Fortunato - che attendono per la settimana prossima un nuovo test virologico.

In Romania 1.189 casi e 37 morti in 24 ore

In Romania nelle ultime 24 ore si sono registrati 1.189 nuovi contagi da coronavirus, che portano il totale a 77.544 dall’inizio dell’epidemia. Come riferiscono i media regionali, da ieri vi sono stati altri 37 decessi, con il numero complessivo delle vittime che sale a 3.233. I pazienti in ospedale sono ad oggi 7.202, dei quali 504 in terapia intensiva. La Romania è il Paese dei Balcani maggiormente colpito dal coronavirus, e tra i principali focolai d’Europa.

Balzo dei contagi in Germania

Continua l’aumento del numero di nuovi casi corona registrati ogni giorno. Sabato mattina, il Robert Koch Institute (RKI) ha segnalato 2034 nuove infezioni in un giorno. Per la prima volta dal 25 aprile, la soglia del 2000 è stata nuovamente superata. Il picco delle nuove infezioni segnalate quotidianamente è stato a fine marzo / inizio aprile a oltre 6000, dopodiché i valori sono scesi in modo significativo. Negli ultimi giorni, il governo federale aveva ripetutamente fatto riferimento a celebrazioni private in cui le regole della corona non erano rispettate. Molti degli attuali focolai possono essere ricondotti a tali celebrazioni e feste, ha detto venerdì il portavoce del governo Steffen Seibert.

In Giappone i turisti calano quasi totalmente a luglio

Il Giappone ha accolto appena 3800 turisti stranieri nel mese di luglio registrando un calo del 99,9% per il quarto mese consecutivo, a causa della espansione della pandemia di Covid-19. Ad oggi il Paese del Sol Levante continua a mantenere rigide restrizioni che impediscono l’ingresso ai cittadini di 146 nazioni se non per ragioni umanitarie conclamate, e il divieto riguarda anche i residenti stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno e abilitati ad un impiego. I dati di luglio segnano il decimo mese consecutivo in calo: una crisi iniziata in ottobre dello scorso anno a seguito delle tensioni diplomatiche con la Corea del Sud riguardo a questioni legate all’interpretazione della storia durante l’occupazione coloniale della penisola. Il quasi azzeramento dei flussi turistici comprende gli spostamenti dei cittadini giapponesi all’estero, con una diminuzione del 98,8% a quota 20’300 nel mese di luglio, rispetto agli oltre 1,65 milioni del luglio 2019.

Venerdì 21 agosto

In base ai numeri forniti dalla Johns Hopkins University, i casi di coronavirus a livello mondiale hanno raggiunto quota 22.683.466, i decessi sono 793.710 mentre i guariti sono 14.542.845.

Oltre 4500 nuovi contagi in Francia, lieve calo

In calo, ma sempre preoccupanti, i numeri dei nuovi contagi da coronavirus in Francia. Nelle ultime 24 ore ne sono stati registrati 4586, con 23 decessi. Lo ha reso noto il ministero della Sanità. Ieri era stato raggiunto il picco di 4771 nuovi contagi dalla fine del lockdown.

OMS: «Meno di 2 anni per sconfiggere la pandemia»

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) auspica che la crisi mondiale determinata dal coronavirus possa risolversi in meno di due anni. Lo ha detto il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus nel briefing da Ginevra sul Covid-19.

Tedros ha ricordato che la precedente pandemia, l’influenza spagnola del 1918, durò due anni. «Oggi il virus si muove più velocemente perché sono aumentare le connessioni, ma allo stesso tempo abbiamo più tecnologia e conoscenze per fermarlo», ha aggiunto.

La corruzione che riguarda i materiali di protezione dal contagio di coronavirus equivale all’»omicidio», ha proseguito l’etiope. «Se gli operatori sanitari si trovano a lavorare senza l’equipaggiamento di protezione personale, rischiano la loro vita e mettono a rischio anche la vita delle persone che assistono», ha detto. «È un crimine ed è omicidio. Deve cessare», ha concluso Ghebreyesus.

Germania: positive le prime settimane di scuola

È positivo il bilancio delle prime settimane di scuola in Germania, secondo la ministra dell’Istruzione Anja Karliczek, che oggi ha sottolineato la necessità di mantenere l’uso delle mascherine fuori dalle aule. «Lo so che è faticoso. Tutti la viviamo così, ma al momento non c’è alternativa alla mascherina», ha affermato la Karliczek nel trarre un bilancio delle prime tre settimane in un’intervista a Ntv.

Al momento le scuole hanno riaperto in 9 Laender su 16 e «direi il funzionamento ordinario è partito bene», ha proseguito la ministra. I Laender si sono dimostrati «molto ben preparati» ha aggiunto.

Qualche giorno fa la cancelliera Angela Merkel aveva sostenuto, in conferenza stampa, che «è meglio l’obbligo di mascherina piuttosto che richiudere le scuole». Nel sistema federale tedesco, l’istruzione è di competenza regionale, sottoposto a linee guida condivise e concordate dalla conferenza congiunta dei ministri dell’Istruzione di tutti i Laender.

USA, riaprono i cinema, spettatori in fila

Dopo cinque mesi di chiusura a causa della pandemia riaprono alcune sale cinematografiche negli Stati Uniti. Le prime porte ad aprire sono state quelle della catena AMC, la più grande al mondo, che ha iniziato con 113 sale su 661 in tutto il Paese e con biglietti a 15 centesimi, il prezzo del 1920, per celebrare il suo centenario. «Offriremo film del 2020 ai prezzi del 1920», ha spiegato la catena.

E il pubblico ha gradito mettendosi in fila anticipatamente per assicurarsi un posto. All’interno la consuetudine in tempo di Covid-19, ossia obbligo della mascherina, disinfettante per le mani e occupazione al 30% della capienza. «Mio figlio e io non vedevamo l’ora - ha detto una donna di Pittsburgh in Pennsylvania - ecco perché siamo qui e i 15 centesimi per il biglietto sono un ulteriore incentivo».

Oggi è il giorno anche della catena Regal che riaprirà 190 delle sue 564 sale e con un’offerta promozionale del biglietto a cinque dollari. Il grande test per tutte le sale cinematografiche americane sarà il 3 settembre quando uscirà ‘Tenet’, l’atteso thriller di Christopher Nolan rinviato diverse volte a causa della pandemia.

Screening di massa a Hong Kong

Hong Kong prevede di avviare il primo settembre uno screening di massa sul contagio da Covid-19 puntando a completare i test in due settimane, con l’obiettivo di portare la grave situazione epidemica sotto controllo dopo che il recente supporto del governo centrale ha migliorato la capacità di test della regione.

Il capo esecutivo del governo della Regione amministrativa speciale cinese di Hong Kong, Carrie Lam, ha annunciato il piano oggi in una conferenza stampa. Il governo in precedenza aveva affermato che test su larga scala che possono riguardare milioni di persone a Hong Kong saranno condotti gratuitamente e su base volontaria. Lam ha spiegato che non sarebbe possibile attuare la strategia senza il supporto del governo centrale relativo al personale di laboratorio e ai servizi per i test.

Il governo centrale ha creato un team di 60 esperti per i test basati sugli acidi nucleici, allo scopo di aiutare a migliorare la capacità di test di Hong Kong, su richiesta della Regione amministrativa speciale. Il primo gruppo di professionisti dei test sul virus è arrivato a Hong Kong per unirsi alla battaglia contro l’epidemia a inizio agosto.

Nuovo record in Croazia, 265 casi in 24 ore

In Croazia nelle ultime 24 ore si sono registrati 265 nuovi contagi da coronavirus, nuovo record giornaliero dall’inizio dell’epidemia. Come riferiscono i media regionali, da ieri si è avuto un altro decesso legato al Covid-19, con i totali che salgono a 7594 casi e 169 vittime.

I test effettuati da ieri sono stati 1647, con il numero dei casi attivi che è ad oggi di 1842. I pazienti in ospedale sono 135, 12 dei quali in terapia intensiva.

Da alcuni giorni il numero dei contagi in Croazia è in crescita, a fronte peraltro di un numero di test giornalieri relativamente basso, ma il ministro della sanità Vili Beros non si è mostrato oggi eccessivamente preoccupato sostenendo che si tratta di un trend legato alla stagione turistica.

Vari Paesi europei - fra cui Austria, Slovenia, Gran Bretagna, Germania - hanno imposto restrizioni e quarantena agli arrivi dalla Croazia, ritenuta un Paese non sicuro dal punto di vista epidemiologico.

In Messico test per terza fase vaccino russo

Almeno 2.000 volontari parteciperanno in Messico ai test per la terza fase di sperimentazione del vaccino russo Sputnik V. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri messicano, Marcelo Ebrard, dopo una riunione con l’ambasciatore russo a Città del Messico, Victor Koronelli. Commentando i tempi di realizzazione del progetto, Ebrard ha spiegato che «il vaccino in sperimentazione russo giungerà in tempi brevi» e che nel frattempo «stiamo valutando con le autorità sanitarie quali devono essere le dimensioni del protocollo». Sulla scia delle polemiche suscitate in Occidente dall’annuncio di Mosca riguardante lo Sputnik V, il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador aveva osservato che la questione dei vaccini non dovrebbe avere connotati ideologici. «Se Russia o Cina dovessero annunciare di aver messo a punto un vaccino - aveva sottolineato - io lo solleciterei per il Messico, e anzi sarei il primo a farmelo inoculare». Il ministro degli Esteri messicano ha infine reso noto che il Messico si propone di partecipare anche nei test del vaccino che sta mettendo a punto il gigante statunitense Johnson & Johnson.

Brasile, superati i 3,5 milioni di casi

Il Brasile questo giovedì ha registrato ulteriori 1.204 decessi e 45.323 nuovi contagi: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass) e il ministero della Sanità brasiliani. Il numero complessivo dei casi confermati di COVID-19 nel Paese è dunque salito a 3.501.975, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 112.304. Il tasso di letalità è del 3,2%, mentre quello di mortalità è pari a 53,4 persone ogni centomila abitanti.

Giovedì 20 agosto

In base ai numeri forniti dalla Johns Hopkins University, i casi di coronavirus a livello mondiale hanno raggiunto quota 22.328.069, i decessi sono 786.303 mentre i guariti sono 14.261.142.

Boom di contagi in Francia, 4’771 in 24 ore

La Francia ha registrato oggi un nuovo balzo di contagi di coronavirus con 4’771 casi nelle ultime 24 ore. Lo ha annunciato la direzione generale della sanità nel bollettino quotidiano, citato dai media francesi.

Si tratta di un nuovo record dalla fine del lockdown

Si contano inoltre 12 nuovi decessi che portano il bilancio delle vittime a 30’480 dall’inizio della pandemia.

New York, ci sono più immuni di quel che si pensava

Il comune di New York ha pubblicato i risultati di quasi un milione e mezzo di test sierologici da cui emerge che il Covid-19 è penetrato più di quanto finora immaginato in alcuni quartieri della città, lasciando altri immuni.

In un quartiere di Queens, Corona, oltre il 50% delle persone testate avevano gli anticorpi mentre nessuno Zip code (il codice di avviamento postale) a sud della 96esima strada a Manhattan ha avuto invece un tasso di positività sopra il 20%.

I risultati confermano che il virus è dilagato nei quartieri più poveri e tra le minoranze, lasciando relativamente indisturbati i ceti più abbienti.

In generale il tasso di positività della Grande Mela è stato di oltre il 27% con il Bronx il «borough» più colpito (33%) contro, all’estremo opposto, Manhattan al 19%.

In Spagna altri 3’349 casi e 16 morti

In Spagna sono stati registrati 3’349 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, in calo rispetto ai 3’715 di ieri, e 16 nuovi decessi. Lo riferisce il ministero della sanità spagnolo citato da El Pais. Madrid, con 1’020 casi, è la comunità più colpita.

Con 370’867 contagi dall’inizio della pandemia, la Spagna è il decimo paese più colpito dal virus al mondo, il primo dell’Unione europea. Il totale delle vittime è di 28’797, secondo le cifre della Johns Hopkins University

Italia; lunedì al via il test del vaccino sull’uomo

Lunedì all’ospedale Spallanzani di Roma, alla presenza del governatore del Lazio Nicola Zingaretti, inizierà ufficialmente la sperimentazione sull’uomo del vaccino contro il coronavirus sviluppato completamente in Italia.

All’appello per la ricerca di volontari hanno risposto migliaia di persone (solo la scorsa settimana si era a quota 5’000) ma solo 90 saranno, alla fine, i protagonisti del test.

Dei primi cinque già si conosce l’identikit: si tratta di uomini di età compresa tra i 31 e i 46 anni, alcuni di loro professionisti. Hanno superato le visite preliminari, e saranno loro a rompere il ghiaccio: verrà iniettato loro il vaccino e se non si osserveranno effetti avversi significativi si passerà al gruppo di volontari successivo, che riceverà una dose più alta. La seconda tornata dovrebbe avvenire tra il 7 e il 9 settembre.

I volontari sono in ogni caso suddivisi in due grandi gruppi, per età: il primo comprende persone tra i 18 e i 55 anni, il secondo dai 65 agli 85. Molti volontari sono medici, un dettaglio che ha suscitato nelle autorità sanitarie sentimenti di grande approvazione.

Il vaccino per il Covid-19 che sarà sperimentato - realizzato, prodotto e brevettato dalla ReiThera di Castel Romano - è nato grazie a un protocollo d’intesa che lo scorso marzo è stato firmato da Zingaretti e dai ministri della salute e dell’università Roberto Speranza e Gaetano Manfredi insieme con il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e con lo stesso Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani. L’investimento è stato di 8 milioni di euro, di cui 3 dal ministero della ricerca scientifica e 5 di tasca della Regione Lazio.

Altri 1200 decessi in Brasile

Il Brasile ha registrato ulteriori 1212 decessi e 49’298 nuovi contagi di coronavirus nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass) brasiliano. Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 3’456’652, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 111’100. La velocità di trasmissione del Covid-19 starebbe tuttavia rallentando nel gigante sudamericano per la prima volta da aprile. Secondo i dati del centro di controllo delle epidemie dell’Imperial College, il tasso di contagio (Rt) registrato nella settimana iniziata domenica è stato di 0,98. Il tasso di letalità è del 3,2%, mentre quello di mortalità è pari a 52,9 persone ogni centomila abitanti.

Mercoledì 19 agosto

In base ai numeri forniti dalla Johns Hopkins University, i casi di coronavirus a livello mondiale hanno raggiunto quota 22.136.954, i decessi sono 779.557 mentre i guariti sono 14.045.610.

Spagna, 3’715 nuovi casi in 24 ore

Il ministero spagnolo della Sanità indica 3’715 nuovi casi di coronavirus diagnosticati nelle ultime 24 ore. Un numero così alto di nuovi contagi non lo si registrava dalla fine di maggio. Lo riferisce l’agenzia Efe.

In Israele 53 morti in un giorno

Nel bilancio complessivo delle vittime legate al coronavirus Israele ha aggiunto oggi 53 morti che non erano state conteggiate nei mesi di luglio ed agosto: il totale passa dunque da 719 a 772. Lo ha detto il ministero della sanità specificando che si tratta di persone decedute in centri di ricovero per anziani. Il responsabile del dicastero Yuli Edelstein ha ordinato «una estesa verifica» su come sia potuto accadere il mancato conteggio. Il direttore generale della sanità Chezy Levy ha imposto che tutte le notifiche di morte siano segnalate da adesso in poi «ad un’unica fonte» e sta indagando se ci siano altre decessi con calcolati. Con altre 1’644 infezioni nelle ultime 24 ore, il totale assomma a quasi 97 mila casi (96’996) da inizio malattia. Le persone in gravi condizioni sono 401.

Nuovo record in Croazia, 219 casi nelle 24 ore

Forte aumento dei contagi da coronavirus in Croazia, dove con 219 casi su 1’653 test effettuati nelle ultime 24 ore si è registrato il nuovo record giornaliero dall’inizio dell’epidemia. Come riferiscono i media regionali, nel Paese ex jugoslavo da ieri vi sono stati altri due decessi. I casi attualmente attivi sono 1’520.

I pazienti in ospedale sono 122, dei quali 11 in terapia intensiva. In totale in Croazia si sono registrati finora 7’074 contagi e 168 vittime. In allarme per gli arrivi di vacanzieri dalla Croazia sono Austria, Italia e Slovenia.

Tunisia, test all’ingresso per tutti

Per entrare in Tunisia sarà necessario mostrare un test di negatività del Covid-19, a prescindere dal paese di provenienza. Lo ha annunciato il ministro della sanità ad interim, Habib Kchaou, in conferenza stampa, precisando che il governo tunisino ha deciso in tal senso per cercare di limitare la recrudescenza della crescita dei casi di coronavirus di questi ultimi giorni. Preoccupa le autorità sanitarie la crescita costante di nuovi focolai. Le delegazioni di El Hamma ed El Hamma ovest a Gabes, ove si sono registrati in pochi giorni oltre 300 casi, sono state dichiarate zone rosse, ma anche in altri governatorati la situazione è peggiorata. La Tunisia ha registrato 2’314 casi confermati di coronavirus dall’inizio del diffondersi dell’epidemia. I decessi sono stati 57. Al momento non è stato specificato dalle autorità a partire da quando la misura entrerà in vigore.

Centinaia di ritorni anticipati dalle Baleari

Centinaia di turisti svizzeri stanno anticipando il loro ritorno dalle Baleari per evitare la quarantena obbligatoria. Le isole spagnole da giovedì saranno infatti inserite nella lista dei territori a rischio coronavirus.

La compagnia aerea Swiss farà tornare oggi oltre 300 persone da Palma de Mallorca, ha comunicato il vettore all’agenzia Keystone-ATS. Per far fronte alle richieste, verrà utilizzato un aereo più grande del previsto: un Boeing 777 con 340 posti, anziché un Airbus A321 con 219 posti.

Swiss continuerà a monitorare la situazione e ad adeguarsi alla richiesta. I clienti hanno la possibilità di cambiare una volta gratuitamente la prenotazione. Un sovrapprezzo può essere richiesto nel caso in cui la tariffa originale non sia più disponibile.

Anche la Edelweiss si è vista costretta a reagire all’elevato numero di richieste. Per i voli da Ibiza e Palma sono stati messi in servizio velivoli più grandi con una capacità aggiuntiva di 140 posti, ha reso noto il portavoce Andreas Meier.

Hotelplan al momento conta diverse centinaia di clienti alle Baleari. La società offre una soluzione a tutti coloro che optano per un ritorno anticipato. Chi non è ancora partito può annullare la prenotazione con rimborso totale, finché si tratta di pacchetti viaggio.

Anche Tui è in una situazione simile e offre la possibilità di cambiare destinazione o data a chi non è ancora partito. L’azienda sottolinea che il fatto di dovere reagire entro 24 ore non è stato molto semplice per i clienti. Kuoni segnala «diversi cambi» di prenotazione, ma non fornisce cifre precise.

In Germania oltre 1500 nuovi contagi

Sono 1’510 i nuovi casi di contagio da coronavirus registrati nel giro di 24 ore in Germania. È quello che ha riferito il Robert Koch Institut, sottolineando che si tratta del numero più alto da tre mesi a questa parte. Dall’inizio della pandemia, nel paese sono stati segnalati 226’914 positivi al Covid e le vittime sono state 9’243.

Cuba avvia la prima fase dei test per il vaccino

Cuba avvierà il 24 agosto la prima fase di test clinici del suo candidato vaccino contro il Covid-19, i cui risultati saranno disponibili a inizio 2021. Lo ha reso noto il Registro pubblico cubano dei test clinici. Le ricerche per sviluppare il farmaco profilattico denominato «Soberana 01», riferisce l’agenzia di stampa Prensa Latina, coinvolgeranno 676 persone fra i 19 e gli 80 anni e saranno responsabilità dell’Istituto cubano Finlay, specializzato nei vaccini. Un comunicato ufficiale sottolinea che lo studio sarà «randomizzato, controllato, adattativo e multicentrico, ed avrà il proposito di valutare la sicurezza, reattogenecità e immunogenicità del vaccino testato in uno schema di due dosi». Questo processo, viene affermato, dovrà concludersi l’11 gennaio ed i suoi risultati dovrebbero essere disponibili il 1. febbraio per essere pubblicati il 15 febbraio.

Da parte sua il presidente Miguel Díaz-Canel si è rallegrato ieri per i progressi del progetto cubano, sottolineando l’importanza per Cuba di avere un farmaco proprio contro il Covid-19, per una questione di sovranità nazionale.

Australia verso l’obbligo del vaccino

Il primo ministro australiano, Scott Morrison, ha detto di volere rendere obbligatorio il vaccino contro il Covid-19, dopo che il suo governo ha firmato un accordo con la società anglo-svedese AstraZeneca per acquisire il farmaco in fase di sviluppo presso i laboratori di ricerca dell’Università di Oxford. Lo riferisce la BBC, sottolineando che i ricercatori sperano di avere i risultati della fase tre dei test di efficacia entro la fine dell’anno.

Morrison ha descritto il vaccino come uno dei più promettenti ed avanzati nel mondo, esprimendo l’intenzione di renderlo obbligatorio per la popolazione, a meno di controindicazioni mediche individuali. Il vaccino, ha spiegato il premier, deve essere «il più possibile obbligatorio».

L’Australia, ha detto ancora Morrison, intende produrre e fornire gratuitamente il vaccino, ma è improbabile che ciò possa avvenire almeno fino al prossimo anno.

In Corea del Sud 297 nuovi casi

La Corea del Sud segna altri 297 nuovi casi di coronavirus, saliti ai massimi dall’8 marzo quando i contagi furono 367: secondo i dati diffusi dal Korea Centers for Disease Control and Prevention, è da una settimana che le infezioni si attestano a tre cifre a causa del focolaio delle chiese di Seul, da oggi ufficialmente in lockdown. Con i nuovi casi odierni, di cui 283 di trasmissione domestica e 14 importati, il totale è salito a 16’058, mentre i decessi restano fermi a 306. Seul ha rafforzato le misure di distanziamento sociale, estese anche alla vicina Incheon.

Martedì 18 agosto

In base ai numeri forniti dalla Johns Hopkins University, i casi di coronavirus a livello mondiale hanno raggiunto quota 21.885.268, i decessi sono 774.093 mentre i guariti sono 13.892.465.

Il Libano torna in lockdown per 2 settimane

Il governo libanese ha deciso di reimporre il lockdown nel Paese per due settimane, a partire dal 21 agosto, a causa della recrudescenza dei casi di Covid-19. Sono esclusi dalla misura i quartieri di Beirut devastati dalla gigantesca esplosione del 4 agosto scorso. Lo riferiscono i media libanesi.

Spagna, 2.128 nuovi contagi in 24 ore

Il ministero spagnolo della Sanità conta oggi 5114 contagi da coronavirus, di cui 2128 diagnosticati nelle ultime 24 ore. Ieri i nuovi casi erano stati 1833. Lo riferisce l’agenzia Efe.

Brasile, al via i test del vaccino su 7mila volontari

Il governo brasiliano ha autorizzato la sperimentazione di fase 3 del candidato vaccino anti Covid-19 sviluppato dal laboratorio statunitense Johnson & Johnson. I test sono previsti su 7000 volontari negli Stati di San Paolo, Rio de Janeiro, Minas Gerais, Rio Grande do Sul, Paranà, Bahia e Rio Grande do Norte.

L’esecutivo del presidente Jair Bolsonaro finora ha stanziato circa 400 milioni di dollari per sviluppare il vaccino dell’Università di Oxford prodotto da AstraZeneca. L’Agenzia nazionale di sorveglianza sanitaria (Anvisa) ha inoltre dato il via libera anche ai test del candidato vaccino della cinese SinoVac e di quello prodotto congiuntamente dall’americana Pfizer e dalla tedesca BioNTech.

Francia, mascherina obbligatoria in tutti gli uffici

L’obbligo di indossare la mascherina sarà introdotto in tutti gli uffici, le aziende, i posti di lavoro in Francia, compresi gli open space: lo ha annunciato la ministra del Lavoro, Elisabeth Borne.

«È necessario rendere sistematico l’uso della mascherina in tutti gli spazi di lavoro che sono al chiuso e condivisi», ha detto la Borne, facendo l’esempio delle «sale di riunione, corridoi, spogliatoi, open space».

L’uso di protezioni di plexiglas non esclude dall’obbligo di usare le mascherine, ha precisato la ministra, ricordando che il protocollo attuale impone la mascherina unicamente quando non sia rispettato l’obbligo di distanziamento di un metro.

Polonia, si dimette il ministro della Sanità

Si è dimesso oggi dalla carica del ministro della sanità polacco Lukasz Szumowski, che da marzo scorso era la faccia principale della lotta dello Stato contro l’epidemia di coronavirus. Lo ha annunciato Szumowski stesso nel corso di una conferenza stampa precisando che l’incarico verrà assunto temporaneamente dal premier Mateusz Morawiecki.

Negli ultimi mesi Szumowski insieme con la direzione del ministero è stato accusato di aver speso in modo non sempre regolare i fondi pubblici nell’acquistare le mascherine e i respiratori necessari per difendere la popolazione dal virus. Alcuni giornali hanno anche sollevato le accuse che i fondi pubblici venivano destinati alla fondazione gestita dal fratello del ministro.

Ieri si era dimesso anche Janusz Cieszynski, il viceministro della sanità pure lui coinvolto in giri di acquisti sospetti di materiale sanitario.

Chiese in lockdown a Seul

La Corea del Sud ha annunciato il divieto per le chiese di Seul e nelle aree limitrofe di tenere attività pubbliche ad eccezione dei servizi di culto senza alcun contatto diretto: è la misura draconiana decisa per contenere la rapida diffusione dell’improvviso focolaio di Covid-19 partito dalla chiesa protestante di Sarang Jeil, nella capitale. In una nota, il premier Chung Sye-kyun ha chiarito che il governo ha portato al livello 2 le norme di distanziamento sociale a Incheon, città a ovest di Seul.

I contagi annunciati oggi sono 246, per 15.761 totali, con un decesso in più, a 306. Il governo sudcoreano ha imposto le misure a Seul e nella provincia di Gyeonggi durante lo scorso weekend, ma l’efficacia è attesa a partire da domani, ha aggiunto Chung, nel resoconto della Yonhap. «I nuovi casi di Covid-19 stanno salendo a un ritmo esplosivo causando una catena di infezioni nelle chiese, nei luoghi di lavoro e negli ospedali», ha proseguito il premier, per il quale la velocità «crescente della diffusione del virus sta alimentando i timori di una possibile epidemia di massa a livello nazionale». Secondo Chung, il Paese sta attraversando «un momento critico nel contenimento della trasmissione del coronavirus».

Berlino comunica 1390 nuovi casi

Torna a salire il numero di nuove infezioni in Germania con 1390 casi nella giornata di ieri, riporta il Robert Koch Institut, dopo i dati incoraggianti di ieri che risentivano della chiusura di molti uffici sanitari locali nel fine settimana. Sono 224.404 i casi registrati totali di coronavirus e 9236 le vittime. Nonostante il trend in costante e moderata crescita delle ultime due settimane, si è ancora lontani dal picco massimo raggiunto all’inizio di aprile con 6000 casi. Il fattore RO di contagio giornaliero è di 1,11, mentre il valore di contagio medio sui 7 giorni è di 1,04. Le aree più interessate dall’epidemia sono ancora la Baviera, soprattutto nelle aziende agricole nel distretto di Dingolfing-Landau, la zona di Wiesbaden in Assia, il Nordreno-Westfalia e in crescita a Berlino.

Calano i casi in Russia

La Russia ha registrato 4.748 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, il numero più basso dal 20 aprile. Lo ha detto il centro anti-coronavirus. Il numero totale di casi ha raggiunto 932.493. Secondo il centro di crisi, il tasso di crescita giornaliera del coronavirus è stato dello 0,5% per il terzo giorno di fila. Mosca ha poi documentato 132 morti per Covid-19 nelle ultime 24 ore, rispetto ai 55 del giorno prima. In totale, in Russia sono morti 15.872 pazienti a causa del virus. Lo riporta la Tass.

Il Brasile conta oltre 3,3 milioni di contagiati

Il Brasile questo lunedì ha registrato ulteriori 684 decessi e 19.373 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato ieri in serata il Consiglio nazionale dei segretari della sanità (Conass) brasiliano. Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 3.359.570, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 108.536.

Lunedì 17 agosto

Il numero complessivo di casi di coronavirus a livello mondiale ha raggiunto quota 21.672.429. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. I morti sono 775.246 mentre i guariti sono 13.676.869.

Bar e locali notturni chiusi a Malta

Il contagio da coronavirus continua a correre a Malta. Dopo i 135 casi emersi tra sabato e domenica, altri 69 positivi sono stati registrati nelle ultime 24 ore. Il governo, dopo una riunione d’emergenza ieri, stamane ha varato una lista di provvedimenti: chiusura di bar e locali notturni, obbligo di mascherina in tutti i luoghi pubblici al chiuso, stop ai party in barca, ricevimenti di nozze ammessi solo se i partecipanti sono seduti e mantengono il distanziamento, limitato a 15 il numero di persone che possono fare gruppo.

Test positivo per il figlio 22.enne di Bolsonaro

Jair Renan Bolsonaro, uno dei cinque figli del presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, è risultato positivo al coronavirus.

«Il mio ragazzo ha il Covid-19, voglio informare chi gli augura il male che sta molto bene», ha scritto sui social la madre del giovane, Ana Cristina Valle, ex moglie del capo dello Stato.

Il giovane, di 22 anni, sta «prendendo idrossiclorochina e sarà presto guarito, Dio benedica il mio amore», ha aggiunto la donna parlando ad Agencia Brasil.

Nel frattempo, l’attuale moglie del presidente, Michelle Bolsonaro, che era risultata a sua volta positiva alla malattia, ha informato di essere guarita.

«Test negativo, grazie per le preghiere e per tutte le espressioni di affetto», ha scritto sui social Michelle.

In Kosovo 141 casi e 11 morti nelle ultime 24 ore

In Kosovo nelle ultime 24 ore si sono registrati 141 nuovi contagi da coronavirus su 440 test effettuati. Da ieri, stando ai media regionali, vi sono stati altri 11 decessi, con i totali saliti a 11’416 casi e 401 vittime. I casi attivi sono attualmente 4’215.

Il piccolo Paese balcanico, che non dispone di solide strutture medico-sanitarie, sarebbe secondo alcuni esperti ai primi posti al mondo per numero di morti da Covid-19 per milione di abitanti. Il Kosovo, indipendente dalla Serbia dal 2008, conta circa 2 milioni di abitanti, in stragrande maggioranza di etnia albanese e religione musulmana.

In Russia 4’892 nuovi casi, al minimo da aprile

La Russia ha registrato 4’892 nuovi casi di coronavirus e 55 decessi nelle ultime 24 ore. Lo ha fatto sapere il quartier generale per la lotta al coronavirus.

«Nell’ultimo giorno, 4’892 casi di Covid-19 sono stati confermati in 83 regioni della Russia, tra cui 1’279 casi asintomatici attivi (26,1%)», ha aggiunto il quartier generale.

Per due giorni consecutivi, la crescita giornaliera di nuovi casi ha fissato un nuovo minimo dal 23 aprile, quando il Paese ha registrato 4’774 casi di coronavirus.

La sede centrale ha registrato 4’969 nuovi casi il 16 agosto. Lo riporta Interfax.

Maxi raduno in chiesa Corea Sud, 300 casi

Oltre 300 persone legate alla chiesa Sarang Jeil di Seul sono risultate positive al coronavirus- Lo riporta la Cnn.

Le autorità sudcoreane hanno deciso di denunciare il pastore capo della Chiesa, Jun Kwang-hoon, per aver ignorato le misure anti-Covid-19 e organizzato comunque maxi assembramenti.

Oltre 4’066 hanno frequentato la chiesa di recente secondo la polizia, ma di queste 550 non hanno lasciato i propri contatti e 495 non hanno risposto al telefono.

Delle persone che hanno frequentato di recente la chiesa protestante di Sarang Jeil, a Seul, 1’207 sono state sottoposte al test del coronavirus e 305 sono risultate positive. Le altre aspettano di effettuare l’esame. In una conferenza stampa oggi, gli avvocati della chiesa e del reverendo hanno assicurato di aver sempre collaborato con le autorità e hanno annunciato che faranno causa al governo per diffamazione.

Il governo di Seul ha spiegato che a tutte le 7’560 chiese della capitale è stato vietato di tenere grandi assembramenti a causa della pandemia di Covid, ad eccezione delle messe settimanali durante le quali i fedeli devono mantenere il distanziamento sociale.

Allerta generale in Libano

Il Libano ha dichiarato lo "stato d'allerta generale" dopo un'impennata di casi di coronavirus. Lo ha detto il ministro della Sanità del governo provvisorio, Hamad Hassan, auspicando un lockdown di due settimane. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati439 nuovi casi di Covid-19.

"Oggi dichiariamo lo stato d'allerta generale", ha detto alla radio Voice of Lebanon, "ma abbiamo bisogno di prendere una decisione coraggiosa e chiudere il Paese per due settimane".

Domenica 16 agosto

Il numero complessivo di casi di coronavirus a livello mondiale ha raggiunto quota 21.459.699. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. I morti sono 771.063 mentre i guariti sono 13.445.842.

Recordi di casi giornalieri

Sono 294’000 i nuovi casi di coronavirus nel mondo nelle ultime 24 ore, il numero più alto dall’inizio della pandemia. Lo ha detto l’Organizzazione mondiale della sanità secondo quanto riportato dalla Bbc. Oltre 21 milioni di persone sono state contagiate dal Covid-19 e oltre 771’000 hanno perso la vita, stando ai dati della Johns Hopkins University. Il Paese con più vittime di coronavirus sono gli Stati Uniti dove sono morte 170’000 persone.

Contagi in Francia oltre quota 3.000

La Francia ha registrato un nuovo record giornaliero di casi di coronavirus dalla fine del lockdown a maggio: 3310 nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Sanità riportati dai media francesi. Sono stati anche individuati 17 nuovi focolai ed è stato calcolato che il tasso di positività settimanale è aumentato del 2,6%. In lieve crescita anche il numero dei pazienti in rianimazione, 376 in totale, +9 rispetto a venerdì. Dall’inizio della pandemia di Covid-19 sono morte 30’409 persone.

A questo proposito, la ministra del lavoro francese Elizabeth Borne ha annunciato che allo studio del governo c’è un nuovo protocollo anti-coronavirus in fabbriche e uffici che sarà presentato nell’incontro con i sindacati martedì. In un’intervista al Journal du Dimanche, la ministra ha spiegato che le misure dovrebbero entrare in vigore a fine agosto. nTra queste, l’obbligo della mascherina nelle zone comuni e dove non c’è una corretta ventilazione e un aumento del telelavoro in quelle aeree in cui il virus circola ancora attivamente. Allo studio anche la creazione di uffici ‘open-space’ e l’installazione di pannelli di plexiglass. Intanto da ieri a Parigi sono aumentate le zone in cui è obbligatorio indossare la mascherina anche all’aperto tra le quali quella del Louvre e della Tour Eiffel.

Australia, prolungata l’emergenza a Victoria

Lo Stato australiano di Victoria ha deciso di prolungare di un mese, fino al 13 settembre, lo stato d’emergenza dovuto al coronavirus dopo aver registrato altri 16 morti e 279 casi. Lo riporta il Guardian. Il ministro australiano della Salute Greg Hunt sii è detto cautamente ottimista che il prossimo anno sarà disponibile un vaccino contro il Covid-19 annunciando la conclusione di un accordo che ne consentirà la produzione in Australia. Intanto la Nuova Zelanda ha registrato 13 nuovi casi a Auckland, dove dopo 102 giorni senza nessun nuovo contagio si sta assistendo a una recrudescenza del virus. Le opposizioni hanno chiesto alla premier Jacinda Ardern di rinviare le elezioni previste per il mese prossimo.

Sabato 15 agosto

Il numero complessivo di casi di coronavirus a livello mondiale ha raggiunto quota 21.240.306. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. I morti sono 766.429 mentre i guariti sono 13.269.388.

USA: 64.201 nuovi casi e 1.336 morti

Gli Stati Uniti hanno registrato 64.201 nuovi casi di coronavirus e 1.336 morti nelle ultime 24 ore, secondo il conteggio della Johns Hopkins University, portando il totale a 5.313.055. Almeno 168.446 persone sono morte negli USA dall’inizio della pandemia.

Oltre 340 mila contagi totali in Iran

In Iran sono stati registrati 2.245 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore per un totale di 341.070. Lo ha annunciato la portavoce del ministero della Salute Sima Lari, aggiungendo che sono morte altre 161 persone per un totale di 19.492 vittime. «Circa 295.630 persone sono guarite dal Covid-19, mentre altre 3.911 sono ricoverati in terapia intensiva. Finora nel Paese sono stati effettuati circa 2.836.252 test», ha detto Lari nel suo briefing quotidiano in tv.

Venerdì 14 agosto

(Aggiornato alle 21.20) Il numero complessivo di casi di coronavirus a livello mondiale ha raggiunto quota 20.981.939. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. I morti sono 760.633 mentre i guariti sono 13.039.562.

In Argentina esteso l’isolamento fino al 30 agosto

Il presidente argentino Alberto Fernández ha annunciato oggi una nuova proroga dell’isolamento nel Paese, che durerà fino al 30 agosto, sottolineando l’importanza di rispettare il distanziamento sociale e di fare attenzione per evitare la diffusione del coronavirus, che in Argentina ha registrato oltre 276 mila casi e 5362 morti. Con la proroga, il capo di stato ha annunciato l’autorizzazione agli sport individuali nelle aree non colpite dai contagi, mentre i territori più colpiti torneranno alla fase 1 di stretto isolamento. «I problemi restano, persistono, in alcuni punti sono diventati critici», ha spiegato Fernandez, citato dal sito del quotidiano Pagina 12, in un messaggio trasmesso in diretta con la partecipazione del governatore della provincia (entità federale) Buenos Aires Axel Kicillof e dal capo del governo della città di Buenos Aires Horacio Rodríguez Larreta. Il presidente ha chiesto di non parlare più di «quarantena» per riferirsi alle misure che si stanno prendendo contro la Covid-19. «Continuiamo a parlare di quarantena, ma non c’è quarantena in Argentina perché le persone circolano, perché le aziende sono state riaperte e l’attività industriale sta già operando al di sopra del 90%», ha detto. Fernandez ha sottolineato che il virus si sta diffondendo nel Paese a causa dell’aumento della circolazione delle persone e del contatto fisico. In tal senso, ha menzionato i territori di Santa Fe, La Rioja, Chaco, Jujuy, Río Grande, dove il virus ha iniziato a diffondersi e sono stati rilevati «focolai preoccupanti». In tal senso, ha detto che il governo ha concordato con i governatori locali «che in quelle zone rosse si tornerà alla fase 1», con l’obiettivo di «controllare il più possibile la circolazione umana e il contatto tra le persone».

La Francia sfiora i 3 mila casi in 24 ore

Sono 2.846 i contagi registrati nelle ultime 24 ore in Francia, paese in cui 30.406 persone sono decedute da inizio pandemia (+68 rispetto a giovedì). Continuano invece a calare le ospedalizzazioni, anche se i pazienti ricoverati sono ancora quasi 5.000, di cui 367 in terapia intensiva

La Germania inserisce la Spagna fra i Paesi a rischio

La Germania ha inserito la Spagna fra le zone a rischio per il Coronavirus. Lo scrive la Dpa. Fanno eccezione però le isole Canarie, escluse dall’inasprimento delle misure per chi rientra dalle ferie. La decisione comporta che chi torna dalle vacanze nel Paese europeo deve sottoporsi al test, e restare in quarantena fino al risultato. Anche le Baleari, e quindi l’isola di Maiorca, amatissima dai turisti tedeschi, rientrano nella zona rossa per il governo tedesco. A rischio vengono ritenute, in Germania, tutte le aree in cui si registrano oltre 50 casi settimanali nuovi di contagio, per ogni 100 mila abitanti. Finora sono 130 i Paesi inseriti nella lista.

Nuove restrizioni in Spagna: i casi sfiorano ancora quota 3 mila

Il Governo spagnolo ha disposto il divieto di fumo per strada se non può essere rispettata la distanza di due metri. La misura, già introdotta in Galizia e nelle Baleari ed ora estesa a tutto il Paese, rientra in nuovo pacchetto di restrizioni per far fronte alla nuova ondata di coronavirus. Il ministro della sanità Salvador Illa ha annunciato undici misure come la chiusura dei locali notturni e un maggiore controllo sull’utilizzo delle bottiglie nei locali. Illa ha poi raccomandato: limitare gli incontri ai gruppi più vicini, non superare un massimo di dieci persone e fare test frequenti in centri sociali e sanitari. I contagi nelle ultime 24 ore, riporta El Pais, sono «ancora alle stelle»: 2.987 (ieri erano 2.935).

Folla di britannici su treni e aerei dalla Francia

Corsa ai biglietti di treni e aerei e prezzi alle stelle dopo l’annuncio del governo britannico che i britannici che rientreranno dalla Francia domani mattina dovranno trascorrere due settimane in quarantena per contenere il rischi di diffusione del coronavirus. Eurotunnel, riporta la Bbc, ha annunciato che tutti i treni con il posto per le auto sono prenotati fino a domenica mattina e ha anche avvertito i passeggeri di non presentarsi al terminal senza biglietto. E’ poi aumentato nel raggio di qualche ora il costo dei pochi posti rimasti sull’Eurostar che passa sotto la Manica: il biglietto più economico da Parigi a Londra si vende adesso a 209,50 sterline (250 franchi), mentre per l’ultimo treno di questa sera si può arrivare a spendere fino a 269,50 sterline. In aumento anche i biglietti degli aerei con la tratta Parigi-Londra venduta a 6 volte il prezzo normale e la maggior parte dei posti esaurita in pochi minuti dall’annuncio di Downing Street. Il prezzo più economico della British Airways è 450 sterline (circa 540 franchi), della Air France 531 sterline. Stando ai dati di Google Flight oggi ci sono solo tre voli per la Gran Bretagna che hanno ancora posti disponibili. Si calcola che al momenti sono circa 160’000 i britannici in vacanza in Francia.

A New York impatto simile alla spagnola nel 1918

Nonostante i miglioramenti tecnologici e delle condizioni di salute rispetto a un secolo fa la pandemia di COVID-19 a New York ha avuto numeri paragonabili a quelli dell’epidemia di spagnola del 1918. Lo rivela uno studio su Jama Network Open del Brigham and Women Hospital di Boston. Tra marzo e maggio a New York sono morte circa 33.000 persone, una cifra che corrisponde a un’incidenza di 202 morti ogni 100.000 abitanti, quattro volte rispetto al periodo corrispondente nel 2019. Nei mesi di picco della spagnola nel 1918, scrivono gli autori, ci furono invece quasi 32.000 morti, corrispondenti, data la minore popolazione all’epoca, ad un tasso di 287 morti per 100.000 abitanti, che è tre volte maggiore a quello normale per il periodo. In definitiva, sottolinea Jeremy Faust, l’autore principale, la mortalità vista quest’anno è il 70% di quella del 1918, ma l’aumento rispetto a periodi non pandemici è maggiore per COVID-19. «Era un mondo meno in salute e meno sicuro - spiega al New York Times -, e in un certo senso stiamo peggio oggi che nel 1918, perché partiamo da un ambiente più tecnologicamente avanzato e salutare. L’impatto di un’epidemia dovrebbe essere molto minore oggi, non leggermente minore». Il parallelo tra i due virus, continua l’esperto, rinforza il timore di una eventuale seconda ondata peggiore della prima, come avvenuto appunto nel 1918, anche se al momento non ci sono elementi per prevedere se questo avverrà o meno.

Nuovo record di contagi in Germania da maggio

Un nuovo record di contagi è stato stabilito in Germania con 1.449 casi nelle ultime 24 ore (ieri erano 1.445). Stando ai dati del Robert Koch Institut (Rki) è il numero più alto di infezioni dal primo maggio scorso (erano allora 1.639), con un fattore di contagio giornaliero R0 di 0,91 mentre il livello medio di contagio sui sette giorni è salito sopra la soglia di 1,06. «Questo trend è allarmante», ha reso noto il Rki e «un ulteriore inasprimento della situazione deve essere assolutamente evitato». Da metà luglio i valori di diffusione di contagio sono tornati intorno a 1 o leggermente superiori. «Ciò è dovuto a un maggior numero di piccoli focolai, ma anche alla diffusione a livello federale, aumentata costantemente nelle ultime settimane dopo l’allentamento delle misure e a causa del crescente numero di casi tra chi entra in Germania», ha spiegato il Rki.

Croazia, bar e locali chiudono a mezzanotte

In Croazia, dopo il forte balzo di nuovi contagi da coronavirus registrati negli ultimi giorni, da oggi l’orario di apertura di tutti i locali notturni e bar è permesso fino alla mezzanotte. Ieri il Paese ha registrato 180 contagi in 24 ore, record giornaliero dall’inizio della pandemia, in maggioranza collegati alla movida sulla costa adriatica croata, dove sono in vacanza circa 900 mila turisti, quasi tutti stranieri. L’età media di questi 180 contagiati è di 31 anni e tra di loro ci sono anche due stranieri in vacanza in Dalmazia. L’ordinanza sulla chiusura obbligatoria di bar e locali alla mezzanotte resterà in vigore nei prossimi dieci giorni, con la possibilità di un’estensione nel caso la situazione epidemiologica non migliori.

Parigi e Marsiglia decretate zone ad alto rischio

I dipartimenti di Parigi e Marsiglia sono stati classificati zone ad alto rischio di contagio da coronavirus dalle autorità francesi. Lo riferisce Le Figaro citando il decreto del governo pubblicato sulla gazzetta ufficiale di oggi. In base a questa classificazione, i prefetti locali potranno adottare misure più restrittive per contenere la diffusione del virus. Nelle due città è già in vigore l’obbligo di mascherina anche all’aperto in aree particolarmente affollate.

Gran Bretagna: da sabato quarantena anche da Francia e Olanda

Dalle 4.00 di sabato prossimo chiunque arriverà nel Regno Unito da Francia, Paesi Bassi, Malta, Monaco, Aruba e dalle isole Turks e Caicos dovrà seguire una quarantena di quattordici giorni o sarà soggetto ad una multa, riporta il Guardian. La Francia annuncia misura di reciprocità.

Il governo britannico aveva annunciato che non si sarebbe fatto «alcuno scrupolo» se imporre o meno la quarantena ai britannici che rientrano dalla vacanze in Francia e così è stato a fronte dell’aumento di casi di COVID-19 nel Paese. La misura è stata annunciata su Twitter dal ministro dei trasporti britannico Grant Shapps. «Se arrivi nel Regno Unito dopo le 04:00 (03:00 GMT) di sabato da questi luoghi, dovrai metterti in isolamento per quattordici giorni», ha aggiunto.

La misura potrebbe causare un massiccio ritorno di circa 500.000 turisti britannici attualmente in vacanza in Francia.

Dal canto suo, la Francia deplora la decisione del Regno Unito. L’annuncio arriva dal segretario di Stato incaricato degli affari europei. «Una decisione britannica di cui ci rammarichiamo e che imporrà una misura di reciprocità, sperando in un ritorno alla normalità il più rapidamente possibile», ha scritto Clément Beaune su Twitter.

Messico, superato il mezzo milione di contagi

Il Messico ha superato il mezzo milione di casi confermati di positività al coronavirus, dopo aver registrato 7.371 nuovi infetti nelle ultime 24 ore. Lo rende noto il ministero della Salute, specificando che ora nel Paese i contagiati sono 505.293 con 55.293 morti.

Giovedì 13 agosto

Il numero complessivo di casi di coronavirus a livello mondiale ha raggiunto quota 20.666.156. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. I morti sono 750.371 mentre i guariti sono 12.856.698.

Boom di contagi in Spagna

Nuovo balzo dei contagi da coronavirus in Spagna: sono 2.935 in 24 ore, in netto rialzo rispetto ai 1.690 del giorno prima. Madrid è la comunità più colpita, con 842 nuove infezioni. Lo hanno reso noto le autorità sanitarie locali, secondo quanto riporta El Pais. Il bilancio complessivo si aggiorna a 337.334 casi, con 28.605 vittime, 70 nell’ultima settimana, 26 rispetto a ieri.

Contagi in crescita in Francia

Continua a crescere il numero giornaliero di contagiati dalla COVID-19 in Francia, che passa dai 2.524 registrati ieri sera ai 2.669 di oggi. Ne dà notizia la Direzione generale della sanità, precisando che sono stati effettuati 608.641 tamponi nell’ultima settimana. I decessi nelle ultime 24 ore sono stati 17, lo stesso numero di ieri (totale 30.388). Continuano a calare i numeri dei ricoveri, che sono 4.864 (27 in meno di ieri) e quelli dei pazienti in rianimazione (374, 5 in meno di ieri).

Nel Regno Unito quarantena per chi arriva dalla Francia e dai Paesi Bassi

Chi arriva nel Regno Unito dalla Francia e dai Paesi Bassi sarà obbligato ad osservare un periodo di quarantena di 14 giorni. La misura, in vigore da sabato, è stata annunciata dal ministro dei Trasporti britannico Grant Shapps e sarà valida anche per chi arriva da Monaco, Malta, le isole Turks e Caicos, e Aruba.

A Cuba un decesso dopo 9 giorni senza vittime

Cuba ha riportato oggi un decesso per coronavirus all’Avana dopo 9 giorni senza morti per la pandemia, mentre sono 46 i contagi registrati nelle ultime 24 ore. In totale, 3.174 casi di COVID-19 sono stati rilevati sull’isola, con 89 vittime. Secondo quanto riferito dal portale Cibercuba, Francisco Durán, direttore di Epidemiologia del ministero della Salute, ha riferito che a morire per il coronavirus nelle ultime 24 ore è stato un paziente di 82 anni che si trovava in condizioni delicate e che aveva accumulato diversi disturbi pregressi che hanno complicato la sua evoluzione clinica. Dei 46 casi resi noti oggi, uno è un cittadino colombiano e i restanti 45 sono cubani. Sul numero totale di casi, 41 sono dovuti a contatti con pazienti già confermati, due hanno una fonte di infezione non specificata e tre hanno una fonte di infezione all’estero. Per quanto riguarda la distribuzione per province, 35 casi sono stati rilevati all’Avana, 5 ad Artemisa, 3 a Pinar del Rio, 2 a Villa Clara e un caso a Mayabeque.

In Serbia 247 contagi e 3 morti

In Serbia nelle ultime 24 ore si sono registrati 247 nuovi contagi da coronavirus e tre decessi, con i totali saliti rispettivamente a 28.998 e 661. I test effettuati da ieri sono stati 9.100. In calo i pazienti in terapia intensiva con respiratore, che erano oggi 78. Nelle case di riposo per anziani i casi positivi hanno riguardato finora 219 ospiti e 83 dipendenti. Come in tutti gli altri Paesi colpiti dal virus, anche la Serbia registra una forte contrazione del comparto turistico, con cali fra il 95% e l’85% di presenze straniere. In forte aumento le presenze di cittadini locali nei luoghi nazionali di villeggiatura.

In Macedonia del Nord altri 141 casi

In Macedonia del Nord nelle ultime 24 ore sono stati accertati 141 casi di coronavirus e due decessi. Da inizio epidemia, riferiscono i media regionali, nel Paese balcanico i casi sono stati in tutto 12.357, le vittime 532. I casi attivi sono attualmente 3.163. A causa dell’emergenza sanitaria legata all’epidemia, in Macedonia del Nord si registra un crollo di quasi il 72% negli arrivi di turisti.

In Algeria leggero calo: 488 casi

Leggero calo nella crescita dei contagi giornalieri per l’Algeria che registra altri 488 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, con un bilancio totale di 37.187 contagiati dall’inizio del diffondersi dell’epidemia. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Algeri in un comunicato della Commissione speciale per il monitoraggio della diffusione della malattia, precisando che i decessi sono saliti a 1.341. Intanto le autorità hanno annunciato la riapertura progressiva, a determinate condizioni e nel rispetto del protocollo sanitario, di numerosi luoghi pubblici, come spiagge, alberghi, hotel, ristoranti, moschee, a partire dal 15 agosto. Alleggerito anche il coprifuoco notturno ed eliminato il divieto di circolazione tra 29 province del Paese.

Migliaia i pazienti cronici di COVID nel mondo

In attesa che arrivino studi più rigorosi che determinino quanto possono durare effettivamente i sintomi della COVID-19, sono i racconti di decine di migliaia di pazienti in tutto il mondo a confermarlo. In una percentuale non indifferente dei casi l’infezione diventa una malattia cronica con sintomi per mesi. Negli Usa, racconta la rivista del Mit Technology Review, si sono già organizzati sui social. La prima a lanciare un appello alle persone con sintomi prolungati è stata Gina Assaf, una consulente di Washington, anch’essa vittima del virus e delle conseguenze a lungo termine. Il gruppo lanciato sul social Slack, che ha già un gemello britannico, ha raccolto in poco tempo oltre 7 mila esperienze, oltre a dare vita a gruppi di supporto su Instagram e Whatsapp. Una parte di queste è confluita in un vero e proprio studio scientifico, coordinato da sei ricercatori, che è stato il primo a fare un inventario dei problemi persistenti, che comprende fatica cronica, palpitazioni, respiro corto, dolori articolari ma anche sintomi più gravi a danno di polmoni, reni e cervello, e sta proseguendo per verificare la potenziale durata. Sulla base dei primi risultati anche il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie americano ha pubblicato un articolo, in cui ipotizza che i sintomi cronici possano riguardare fino a un terzo dei pazienti. «Il coronavirus può portare a malattia prolungata - si legge - anche tra i giovani adulti senza condizioni cliniche preesistenti». Il fenomeno è stato riscontrato anche in Italia, e con numeri ancora più consistenti. Uno studio dei ricercatori del Policlinico Gemelli di Roma su 179 pazienti pubblicato a luglio ha trovato che nella maggior parte dei pazienti analizzati a due mesi dalla diagnosi rimaneva almeno un sintomo, soprattutto la stanchezza cronica. In attesa che con il progredire dell’epidemia ci siano osservazioni più rigorose non mancano gli esempi di pazienti cronici» diventati famosi. L’attrice Alyssa Milano ad esempio ha lamentato in un post due giorni fa la perdita dei capelli, che lei attribuisce all’infezione avuta lo scorso aprile. Il corrispondente del Guardian Luke Harding racconta sul sito del quotidiano di avere ancora problemi cinque mesi dopo l’infezione. Pochi giorni fa il blog della rivista scientifica Bmj ha pubblicato una lettera di tre medici, tutti guariti ma ancora con sintomi, che lamentava il fatto che i pazienti cronici sono «fuori dalla narrativa» quando si parla di COVID-19.

In Israele testato con successo un farmaco composto da anticorpi

Ha avuto successo la sperimentazione clinica contro la COVID-19 di un farmaco composto dagli anticorpi al virus: tutti e tre i pazienti trattati sono guariti e dimessi dall’ospedale pochi giorni dopo. L’annuncio è stato dato da Zeev Rothstein direttore del Centro medico dell’ospedale Hadassah di Gerusalemme che ha lavorato insieme all’azienda biofarmaceutica Kamada che ora sta procedendo nei trials. «La risposta - ha detto - è ai miei occhi quasi un miracolo: i pazienti hanno avuto il rimedio ed ora sono a casa».

Negli Usa altri 1.468 morti

Nelle ultime 24 ore in Usa ci sono stati 1.468 morti per coronavirus, il numero più alto da metà maggio, sottolinea il New York Times. Nelle ultime settimane, il Paese ha registrato una media di oltre mille decessi al giorno.

A Malta nuovi contagi, verso il test per chi arriva

Continuano a crescere a livelli record tanto le positività quanto i test sul coronavirus a Malta ed il governo prepara l’introduzione di restrizioni agli ingressi nel Paese. Secondo quanto indicato dal vicepremier e ministro della salute Chris Fearne, l’esecutivo pensa di chiedere ai viaggiatori in arrivo un test eseguito nelle ultime 48 ore o - in alternativa - di sottoporsi al tampone che a Malta richiede solo due ore per dare il suo esito. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 55 nuovi casi, su 2.485 esami. Entrambi i numeri sono i più alti dall’inizio della pandemia. Nella nuova ondata, innescata dalla riapertura delle frontiere e di tutte le attività del divertimento maltese (feste pubbliche e private, locali notturni, pub e discoteche), sono rimasti coinvolti almeno quattro calciatori professionisti, secondo quanto indicato dai media maltesi. A fronte delle richieste di diverse organizzazioni mediche Fearne ha ribadito che Malta continuerà nella sua massiccia campagna di tracciamento e controlli sui contatti di ogni positivo. Una campagna che ha portato il paese ad avere il più alto tasso di test pro capite in Europa: finora ne sono stati eseguiti 149.952 su una popolazione totale di quasi 500 mila persone. Intanto sono stati vietati tutti gli eventi di massa e l’uso delle mascherine è obbligatorio nei luoghi pubblici.

Nuovo record di contagi in Romania

Nuovo record di contagi da coronavirus in Romania, dove nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono stati 1.454. Il numero totale sale così a 66’631. Da ieri si sono avuti altri 43 decessi, che portano a 2.860 il numero delle vittime. I pazienti in terapia intensiva sono 478, cinque in meno di ieri. La Romania resta il Paese dei Balcani maggiormente colpito dal virus, e uno dei primi focolai d’Europa per la COVID-19.

Il Messico verso il mezzo milione di casi

Il Messico si avvia rapidamente verso la soglia del mezzo milione di casi di coronavirus: secondo i conteggi della Johns Hopkins University, il Paese registra ad oggi 498.380 contagi, il sesto livello più alto al mondo dopo Stati Uniti, Brasile, India, Russia e Sudafrica. Allo stesso tempo, il bilancio dei morti ha raggiunto quota 54.666, il terzo più alto a livello globale dopo Stati Uniti e Brasile.

«Nei casi gravi il sistema immunitario sembra paralizzato»

Nei pazienti COVID-19 che sviluppano la sindrome in modo grave il sistema immunitario sembra come paralizzato dal virus e si aziona in ritardo. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Science e condotto da esperti della californiana Stanford University of Medicine. Il lavoro potrebbe contribuire a dipanare uno dei più grandi misteri della pandemia, ovvero il fatto che, ancora inspiegabilmente, alcuni individui si ammalino in modo grave mentre altri sviluppano solo sintomi lievi o addirittura nessun sintomo. Gli esperti hanno confrontato 79 pazienti COVID-19 più o meno gravi con 69 individui sani di controllo e, analizzandone il sangue, hanno visto che nei pazienti gravi il sistema immunitario innato, la parte più primitiva e aspecifica delle difese immuni ma anche quella che si attiva più rapidamente in caso di infezione, risulta come paralizzato, incapace di attivarsi per sferzare il primo attacco (aspecifico ma cruciale) al virus. Per contro nel sangue dei malati gravi sono presenti in maggiore concentrazione tre molecole che favoriscono infiammazione e che probabilmente vengono prodotte a livello di organi come i polmoni o nella gola. Secondo gli esperti, la progressiva paralisi delle difese innate potrebbe avere un ruolo cruciale nel determinare l’aggravarsi della sindrome e i prossimi passi saranno svelare cosa succede in questi pazienti, perché le loro difese rapide non si azionano nei tempi giusti.

Primi contagi nelle scuole a Berlino, una richiude

L’anno scolastico è ricominciato lunedì scorso, e nel giro di meno di una settimana sono già diversi i contagi segnalati negli istituti di Berlino: c’è anche il caso di una prima scuola che ha deciso di richiudere i battenti. È la Berliner Zeitung, uno dei tabloid della capitale, a elencare le sette scuole (in quattro quartieri) in cui si sono registrati i casi (singoli a quanto si sa per ora) di infezione. Gli istituti hanno reagito per lo più mettendo gruppi di studenti o classi in quarantena. Intanto, proprio oggi in cancelleria, Angela Merkel incontra la leader dell’SPD Saskia Esken e diversi ministri dell’Istruzione dei Laender, per fare il punto della situazione. La gestione del settore fa capo alle regioni, e nella città-Stato di Berlino il senato locale ha deciso di far ripartire le lezioni, abolendo perfino la regola del distanziamento in aula. Gli scolari sono tenuti però a portare la mascherina negli edifici scolatici (ma non seduti ai banchi). La disinvoltura della politica locale ha sollevato pareri discordanti e polemiche. Il sindacato del settore GEW ha fatto presente che sarebbe stato meglio ripartire alternando lezioni in presenza e online, mantenendo la divisione in gruppi, come accadeva nel mese di giugno.

«I morti negli USA potrebbero già aver sfondato quota 200 mila»

I morti per coronavirus negli Stati Uniti potrebbero aver già superato quota 200.000, ben oltre i 166.038 conteggiati dalla Johns Hopkins University. A fare i conti è il New York Times, secondo il quale molti stati sono indietro di settimane se non di mesi nel riportare il numero dei morti.

Record nuovi casi in Ucraina, 1.592 in 24 ore

Sono 1.592 i nuovi casi di COVID-19 identificati in Ucraina nelle ultime 24 ore, il più alto numero in un solo giorno nel Paese dall’inizio dell’epidemia. Il totale dei casi accertati sale così a 86.140, di cui 46.216 riguardano persone che sono guarite. I decessi provocati dal virus Sars-Cov-2 sono ufficialmente 1.992, di cui 22 nel corso dell’ultima giornata. I dati sono stati annunciati stamane dal ministro della Salute Maksim Stepanov, ripreso dal Kyiv Post.

In Israele 1.612 nuovi casi in 24 ore

Altre 1.612 infezioni sono state registrate in Israele nelle ultima 24 ore dove da due giorni sono in crescita le vittime arrivate ora a 643 in totale. I casi registrati da inizio pandemia sono 88.733 e di questi quelli attivi 23.416. Aumentano anche i casi gravi ora a 386 con 114 in ventilazione.

Nuovo record in Germania, 1445 casi in 24 ore

Sono 1445 i nuovi contagi di Coronavirus registrati nel giro di 24 ore dal Robert Koch Institut in Germania. Si tratta del nuovo picco raggiunto dal maggio scorso. Particolarmente colpiti i Laender di Berlino, del Nordreno-Vestfalia e Amburgo. Il ministro della Sanità Jens Spahn aveva già ieri definito l’aumento della diffusione della COVID-19 «inquietante» e il portavoce di Angela Merkel ha rinnovato l’appello al rispetto delle regole. Il governo è preoccupato dalla presenza di focolai medi e piccoli nella maggior parte dei Laender. Dall’inizio della pandemia sono 219.964 i casi di contagio registrati in Germania e 9211 le vittime.

Nuova Zelanda, 14 casi in 24 ore e il mistero delle merci refrigerate

La Nuova Zelanda ha registrato 14 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: lo hanno reso noto funzionari sanitari, riporta la CNN. Secondo la Johns Hopkins University nel Paese si contano ad oggi 1.589 contagi e 22 morti. «Ci aspettiamo che ci saranno ulteriori casi», ha commentato la direttrice generale della Sanità, Ashley Bloomfield, durante una conferenza stampa. Tutti i nuovi contagi sono locali tranne uno «importato» da una donna proveniente dalle Filippine.

Nel Paese sono intanto scattate indagini sulla possibilità che il contagio dei primi casi locali di COVID-19 in più di tre mesi, sia originato da merci refrigerate importate. La premier Jacinda Ardern ha spiegato di avere preso la decisione di imporre di nuovo dure restrizioni ai movimenti a Auckland, oltre a limitazioni ai viaggi attraverso il Paese, dopo che sono stati rilevati in una singola famiglia, nella città più popolosa del Paese, quattro casi «di origine sconosciuta». Il mistero del contagio ha sconcertato i funzionari sanitari, che si dicono certi che non vi siano state trasmissioni locali del virus per 102 giorni e che la famiglia non aveva viaggiato all’estero. La direttrice generale della Sanità Ashley Bloomfield ha riferito che vengono eseguiti test delle superfici in un magazzino refrigerato di Auckland in cui lavorava un uomo della famiglia contagiata, che è stato chiuso insieme a tre altri siti della stessa compagnia, la Americold. Intanto la premier Ardern ha indicato la possibilità di dover rinviare le elezioni generali in programma il 19 settembre e ha sospeso fino a lunedì prossimo lo scioglimento del parlamento, che aprirebbe la strada alle elezioni. «Abbiamo deciso che sia prudente differire lo scioglimento del parlamento almeno di pochi giorni, per mantenere tutte le opzioni e per poter riconvocare il parlamento se necessario», ha detto.

India, record casi di casi in 24 ore: 70 mila

L’india ha registrato nelle ultime 24 ore un altro record di casi di coronaviurs, mentre il bilancio dei decessi ha superato quota 47 mila: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la CNN. Secondo i dati ufficiali, ieri sono stati segnalati 66.999 nuovi contagi, un picco che porta il bilancio complessivo delle infezioni nel Paese a quota 2.396.637, il terzo livello più alto al mondo dopo Stati Uniti (5.197.148) e Brasile (3.164.785). Allo stesso tempo, i morti sono stati 942, un dato che porta il bilancio delle vittime a quota 47.033. In India i casi attivi sono oltre 653.000, mentre oltre 1,6 milioni di pazienti sono guariti. Secondo il Consiglio per la ricerca medica finora sono stati effettuati oltre 26,8 milioni di test.

Argentina e Messico, accordo per produrre e distribuire un vaccino

Argentina e Messico si occuperanno a partire dal primo semestre 2021 della produzione e distribuzione in America latina - eccetto il Brasile che ha un suo progetto - di un vaccino per il coronavirus, grazie ad un accordo con l’Università di Oxford e la società svedese britannica AstraZeneca. Lo ha annunciato il presidente argentino Alberto Fernández.

In una conferenza stampa insieme al ministro della Sanità, Ginés González García, Fernández ha spiegato che l’accordo «implica un trasferimento di tecnologia per la produzione di un minimo di 150 milioni ed un massimo di 300 milioni di dosi della sostanza attiva del potenziale vaccino contro il COVID-19 che avrà un costo fra tre e 4 dollari».

Dopo aver precisato che il vaccino sarà prodotto in Argentina e imballato e distribuito in Messico, il capo dello Stato argentino ha sottolineato che «l’accordo costituisce una prova molto buona di come il settore privato e quello pubblico possono lavorare insieme per il bene delle popolazioni».

Fernández ha aggiunto che per quanto riguarda la distribuzione sul territorio latinoamericano del vaccino, che attualmente si trova nella «fase 3» della sperimentazione, essa avverrà grazie all’appoggio finanziario della Fondazione messicana Carlos Slim (uno degli uomini più ricchi del subcontinente) che trasformerà l’operazione in un progetto senza scopo di lucro.

Usa, 56 mila casi e 1.500 morti in 24 ore

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri quasi 56.000 nuovi casi e 1.500 decessi provocati dal coronavirus: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo questi dati, le nuove infezioni sono state 55.910, un andamento che porta il bilancio dei contagi a quota 5.197.118. Allo stesso tempo, i morti sono stati 1.499, per un totale dall’inizio della pandemia di almeno 166.026.

Gran Bretagna, solo l’1% dei casi riguarda i bambini

I bimbi costituiscono una quota bassissima - appena l’1% - di tutti i casi di coronavirus, confermando il loro ruolo marginale nella pandemia. È quanto emerge da uno studio in Inghilterra condotto durante la prima ondata di contagi (da gennaio a maggio) che, grazie a un enorme numero di test eseguiti sulla popolazione pediatrica, ribadisce che i bambini, diversamente dagli adulti, non sono un’importante fonte di infezione per la COVID-19.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista «Archives of Disease in Childhood» e condotta dal Public Health England (PHE) insieme a 300 medici di famiglia. Da gennaio a inizio maggio, un totale di 540.305 persone, inclusi 35.200 bambini di meno di 16 anni, sono stati testati per il SARS-CoV-2. Circa uno su 4 di questi (il 24% pari a 129’704) è risultato positivo. I bambini positivi sono stati 1.408, pari all’1% del totale e al 4% dei 35.200 test effettuati sulla popolazione pediatrica; ciò contro un 19%-35% di positivi tra gli adulti.

Lo studio conferma il ruolo marginale dei bambini nella pandemia ma non è chiaro in che modo i più piccoli siano meno a rischio; tra le ipotesi possibili il fatto che i bimbi abbiano una minore concentrazione del recettore ACE2 che il virus usa per il processo infettivo, oppure una differente risposta immunitaria rispetto ai grandi.

Mercoledì 12 agosto

Il numero complessivo di casi di coronavirus a livello mondiale ha raggiunto quota 20.445.252. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. I morti sono 745.229 mentre i guariti sono 12.632.604.

In Brasile superati i 104 mila morti

Il Brasile questo mercoledì ha registrato ulteriori 1.175 decessi e 55.155 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato in serata il ministero della Sanità brasiliano. Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 3.164.785, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 104.201. Il ministero ha inoltre informato che attualmente sono monitorati 751.107 pazienti mentre altri 2.309.477 sono guariti.

A Parigi mascherina obbligatoria solo per i pedoni

Contrariamente a quanto indicato in un primo tempo, la prefettura di Parigi ha precisato oggi in un comunicato che «soltanto i pedoni» sono soggetti all’obbligo di indossare la mascherina in alcune strade del centro della capitale, obbligo imposto a Parigi e in 4 dipartimenti dell’Ile-de-France da lunedì scorso. I ciclisti, chi va in monopattino, gli automobilisti non sono obbligati ad indossare la mascherina «poiché non c’è rischio di contatto nelle loro aree di circolazione», ha spiegato la prefettura. Al contrario, i pedoni devono indossarla, «compresi coloro che praticano uno sport, e potranno essere fermati» per controlli dalla polizia. Da lunedì la mascherina è obbligatoria, per una durata di 30 giorni, ad esclusione dei bambini sotto gli 11 anni, in alcune zone molto affollate di Parigi. Ieri, il primo ministro Jean Castex ha parlato di una «situazione epidemiologica che sta evolvendo nella direzione sbagliata» e ha esortato ad ampliare l’obbligo di indossare le mascherine, prorogando anche il divieto di assembramenti di oltre 5000 persone fino al 30 ottobre.

Caos test in Baviera, in 900 positivi ma non lo sanno

E’ caos nei test covid-19 in Baviera: dei 60.000 test gratuiti e volontari eseguiti sulle autostrade bavaresi al confine con l’Austria, tra coloro che rientravano in Germania, 44.000 risultati non sono stati comunicati ai diretti interessati e di questi 900 sono positivi al virus. La ministra della Salute della Baviera Melanie Huml ha ammesso l’errore in conferenza stampa nel pomeriggio. «Non sappiamo - ha detto la ministra - se i campioni sono andati persi». In ogni caso gli interessati non sono ancora stati informati, e coloro che hanno ricevuto un responso, lo hanno avuto dopo circa una settimana di tempo. La ministra, che si è detto «molto dispiaciuta», ha promesso che i 900 verranno avvertiti al più tardi entro la mattinata di giovedì. Ha poi spiegato che il disguido è dovuto a risorse insufficienti rispetto alla crescente domanda di test: «il numero dei test è cresciuti ogni giorno più», si è giustificata Huml. Durante i primi giorni dei test Covid-19 gratuiti il servizio di analisi era svolto da volontari, poi in un secondo tempo sono subentrati i dipendenti di laboratori privati.

Francia, 2524 positivi in 24 ore

Sono stati 2524 nelle ultime 24 ore i casi positivi di Covid-19 registrati in Francia, rispetto ai 1397 di ieri. Lo ha comunicato questa sera la Direzione generale della Sanità, precisando che in una settimana sono stati effettuati 606.487 tamponi. Restano sotto controllo, e in diminuzione, il numero dei malati ricoverati per Covid-19 negli ospedali, che è oggi di 4891 (121 in meno di ieri) e quello dei pazienti in rianimazione (379, 12 in meno di ieri). Sono 17 i morti in più rispetto a ieri, per un totale di 30.371.

In Svezia l’obiettivo dell’immunità di gregge è fallito

Il tentativo da parte della Svezia di raggiungere un’immunità di gregge attraverso una ‘diffusione controllata’ del coronavirus senza mettere in campo un lockdown è fallito, e ora il Paese si trova ad avere più casi e più morti rispetto ai vicini senza aver raggiunto l’obiettivo. Lo scrivono in un editoriale sul Journal of the Royal Society of Medicine due ricercatori dell’University College di Londra. Le previsioni del governo svedese, si legge nell’articolo, erano che a maggio fosse stato infettato, e quindi avesse gli anticorpi, il 40% della popolazione svedese, mentre secondo gli studi sierologici la percentuale è vicina al 15%. Inoltre la Svezia ha il triplo dei casi per milione di abitanti rispetto alla Danimarca, quattro volte più della Norvegia e cinque volte più della Finlandia. Anche riguardo al numero dei morti Stoccolma ne ha registrati oltre 5 mila, mentre gli altri Paesi sono abbondantemente sotto ai mille. «È chiaro che non solo i tassi di contagio, ricoveri e mortalità sono molto più alti dei Paesi confinanti - scrivono gli autori -, ma anche l’andamento dell’epidemia è differente, con infezioni e mortalità più alte rispetto ai periodi più critici visti in Danimarca, Finlandia e Norvegia». Dove invece l’immunità di gregge potrebbe iniziare ad avere qualche effetto, scrivono alcuni esperti sulla rivista del Mit, è in alcuni stati degli Usa particolarmente colpiti, dove l’alto numero dei casi, e quindi degli immuni, potrebbe avere un ruolo nel rallentare l’epidemia. «Credo che le epidemie in corso in Arizona, Florida e Texas lasceranno abbastanza immunità da aiutare a tenere controllata la COVID-19 - afferma ad esempio Trevor Bedford dell’università di Washington -. Tuttavia questi livelli non sono compatibili con un pieno ritorno alla normalità e ai comportamenti di prima della pandemia».

In Colombia superati i 400 mila contagi

La Colombia ha superato i 400 mila casi confermati di coronavirus, registrando in 24 ore 12.830 nuovi positivi, che portano il totale a 410.453 secondo i dati del Ministero della salute riferiti nell’ultimo bilancio giornaliero reso noto ieri sera. I morti per la pandemia nel Paese, che conta circa 50 milioni di abitanti, sono saliti a 13.475, dopo che sono stati registrati 321 nuovi decessi in 24 ore. Intanto la pandemia continua ad espandersi con forza pure in Argentina (popolazione: circa 45 milioni), dove nelle ultime 24 ore ha causato 241 morti, un record per un solo giorno, portando il totale generale dei decessi a 5.004. Il ministero della sanità ha reso noto ieri sera a Buenos Aires che la curva dei casi di COVID-19 continua la sua ascesa, con 7.043 casi per la giornata ed un bilancio complessivo che ha raggiunto quota 260.911. Con le nuove cifre l’Argentina continua ad avanzare nella classifica mondiale, collocandosi ora al sedicesimo posto per numero di casi e al ventiseiesimo per quello delle vittime. Nuovo record di casi giornalieri anche per il Venezuela (circa 30 milioni di abitanti), dove in 24 ore vi sono stati 1.138 contagi e 9 morti, secondo l’ultimo bilancio quotidiano reso noto ieri sera dalle autorità. Il numero totale di persone infette nel paese è così salito a 27.938 e il numero di morti a 238.

In Germania contagi come in maggio

Sono 1.226 i nuovi casi di contagio registrati in Germania nel giro di 24 ore, stando all’Istituto Robert Koch, e il ministro della salute Jens Spahn ha espresso preoccupazione per la diffusione dell’epidemia, che ha raggiunto i livelli di maggio. «È senza dubbio inquietante», ha commentato all’emittente Deutschlandfunk. «Vediamo come non solo per il rientro dai viaggi, ma anche per party e feste di ogni tipo si stiano verificando focolai in ogni regione. Se adesso non stiamo attenti, ciò può produrre una certa dinamica».

Martedì 11 agosto

Il numero complessivo di casi di coronavirus a livello mondiale ha raggiunto quota 20.092.855. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. I morti sono 736.254 mentre i guariti sono 12.350.879.

Boom di contagi in Venezuela

Il Venezuela ha registrato 995 nuovi casi di coronavirus in 24 ore, la cifra più alta finora rilevata in un solo giorno, e sei nuovi morti per la pandemia, secondo quanto riportato nel bilancio ufficiale sull’emergenza sanitaria reso noto lunedì dalla vicepresidente Delcy Rodríguez. Il numero totale di contagi è salito a 26.800 persone con 229 decessi. Secondo quanto riportato dal sito Efecto Cocuyo, sul totale dei nuovi contagi, 876 sono comunitari e 119 «importati». Di quest’ultima categoria, 98 provengono dalla Colombia, 11 dal Brasile, 6 dall’Ecuador e 4 dal Perù. Tra i casi di trasmissione locale, 306 sono stati localizzati a Caracas, epicentro della pandemia di coronavirus in Venezuela da settimane. Seguono gli stati di Monagas (145), Miranda (122), Merida (94), Zulia (57), Bolivar (45), Sucre (23), Vargas (21), Yaracuy (14), Apure (12), Barinas (12), Guarico (10), Lara (8), Tachira (8) e Nueva Esparta (1). Il Venezuela ieri è entrato in una settimana di allentamento delle restrizioni per la pandemia di Covid-19, nonostante l’emergenza sanitaria e l’aumento di casi positivi registrati nei giorni scorsi. L’allentamento risponde allo schema di quarantena noto come «7 + 7», che prevede una settimana di chiusura totale seguita da un’altra di maggiori aperture. L’opposizione ha criticato la decisione del governo di Nicolás Maduro, segnalando che renderebbe «più vulnerabili» i venezuelani e il sistema sanitario pubblico.

Castex, situazione peggiorata in Francia

Il premier francese, Jean Castex, lancia l’allerta coronavirus in Francia: «la situazione epidemiologica sta evolvendo nella cattiva direzione» ha detto prendendo la parola durante una visita a Montpellier, nel sud. Castex ha lanciato un appello ai prefetti ad «estendere il più possibile l’uso della mascherina» ed ha aggiunto che «se non si reagisce collettivamente, ci esponiamo ad un rischio elevato di ripresa dell’epidemia, che sarà difficile da controllare».

In Croazia raddoppiati i casi in un giorno

La Croazia da ieri ha registrato 91 nuovi casi di coronavirus, il doppio rispetto al giorno precedente, con molti dei contagi collegati a feste di giovani in locali notturni sulla costa adriatica. Lo ha reso noto l’Unità di crisi della Protezione civile. Due persone sono decedute e ora il totale delle vittime dall’inizio dell’epidemia è di 160. I casi di infezione attiva sono saliti a 618, e a poco più di duemila persone è stato ordinato l’autoisolamento domiciliare. Dal primo caso confermato a fine febbraio, la Croazia ha registrato in totale 5.750 contagi da COVID-19, e in 4.962 casi i malati sono nel frattempo guariti. Dai centri epidemiologici sulla costa adriatica è stato riferito che negli ultimi giorni si contano sempre più casi di giovani infetti in locali notturni, inclusi quelli all’aperto sulle spiagge, e sono stati annunciati controlli più rigorosi del rispetto delle misure di precauzione nei club e bar. Intanto oggi è stato annunciato che dal 20 agosto riaprono tutti i cinema, ma con l’obbligo di tenere una distanza di almeno un metro e mezzo tra le persone nelle sale di proiezione.

L’annuncio di Putin: «Abbiamo il vaccino»

Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che Mosca ha registrato il primo vaccino contro la Covid-19, sviluppato dall’istituto Gamaleya. «Stamattina per la prima volta al mondo un vaccino contro la nuova infezione da coronavirus è stato registrato», ha affermato Putin. La fase 3 dei test clinici è iniziata la settimana scorsa. Putin ha dichiarato che il vaccino si è dimostrato efficace, ma alcuni osservatori sono preoccupati della rapidità col quale è stato sviluppato. «Perché tutte le società stanno seguendo le regole e quelle russe non lo stanno facendo? Le regole per i test clinici sono scritte col sangue e non possono essere violate», ha dichiarato, citata dall’agenzia Bloomberg, la direttrice esecutiva dell’Assoziazione di organizzazioni per ricerche cliniche, Svetlana Zavidova. «Questo - ha proseguito - è un vaso di Pandora e non sappiamo cosa accadrà alle persone a cui è stato iniettato un vaccino non provato». La fase 3 è stata lanciata in Russia la settimana scorsa, ma normalmente dovrebbe durare mesi. Dietro la corsa al vaccino c’è anche la ricerca di prestigio internazionale. Il 4 agosto, l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha sottolineato che qualsiasi vaccino contro il coronavirus deve essere «sicuro» e rispettare i protocolli e le regole esistenti, prima di essere utilizzato. Putin ha anche dichiarato che anche a una delle sue figlie è stato somministrato il vaccino sperimentale russo e sta bene. Secondo il presidente russo, sua figlia, dopo la prima dose ha avuto la febbre a 38, che il giorno dopo è scesa poco sopra i 37 gradi. «Poi, dopo la seconda dose, ha avuto di nuovo una leggera febbre, e dopo tutto era a posto, si sente bene e ha un alto numero di anticorpi».

Germania, 966 nuovi contagi in 24 ore

Ancora un picco di contagi nel giro di 24 ore, in Germania: dove oggi l’Istituto Robert Koch registra 966 nuovi casi positivi al coronavirus. Già la settimana scorsa, nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato si erano registrati oltre 1000 casi nuovi nello stesso arco di tempo. Il fattore di riproduzione R0 registrato alla mezzanotte del 10 agosto è 1,09 (il giorno precedente era 1,17).

Giappone, nuovi casi sotto quota 1000

Il Giappone ha registrato ieri 842 nuovi casi di coronavirus, un dato che porta il totale dei contagi nel Paese a quota 49’630: si tratta della prima volta in 13 giorni che le infezioni giornaliere scendono sotto quota 1000. Lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. Allo stesso tempo, sono stati segnalati altri cinque decessi a livello nazionale, per un totale di almeno 1065 vittime dall’inizio della pandemia. Segnali positivi anche a Tokyo, dove i casi ieri sono stati 196: è la prima volta da due settimane che i contagi nella capitale scendono sotto quota 200.

Trump: «Al lavoro con l’UE per la rimozione delle restrizioni sui viaggi»

«Stiamo lavorando con l’Europa sulla tempistica della rimozione delle restrizioni sui viaggi» legate al coronavirus. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump.

Lunedì 10 agosto

Il numero complessivo di casi di coronavirus a livello mondiale ha raggiunto quota 19.909.062. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. I morti complessivi sono 732.128, mentre i guariti sono 12.138.271.

In Spagna quadruplicati i ricoveri in un mese

I ricoveri per coronavirus in Spagna sono quadruplicati in un mese e i centri sanitari sono di nuovo in affanno con 580 focolai fuori controllo in tutta la Spagna. Lo riferisce El Pais. Che si tratti di una seconda ondata o di una impennata dei contagi, di fatto la penisola iberica è ancora alle prese con una catena infettiva particolarmente aggressiva, in particolare in Aragona. Rispetto alla prima settimana di luglio, il tasso di contagi si è moltiplicato per otto, dai 10 casi per 100 mila abitanti registrati il 7 luglio ai 79,8 che la Sanità ha registrato venerdì scorso. In aumento anche i casi più gravi che hanno richiesto il ricovero in ospedale: all’inizio di luglio i ricoverati da 7 giorni erano 150, mentre ora se ne contano circa 650. Venerdì scorso erano 677, quattro volte tanti. Gli ospedali si preparano al peggio, aprendo nuovi reparti Covid e richiamando dalle ferie medici e infermieri. Ospedali particolarmente affollati in Aragona, la regione di Saragozza, con 514 posti letto occupati da pazienti con coronavirus. Di questi, 44 sono in unità di terapia intensiva. Preoccupa la movida sulle spiagge affollate di giovani senza mascherina e distanziamento, mentre eri sono risultati positivi anche due giocatori dell’Atletico Madrid. Il governo ha intanto allo studio nuove misure di sostegno; tra le ipotesi, un sussidio di 430 euro al mese per 550.000 disoccupati che hanno esaurito il diritto ad altri aiuti.

Negli USA in 2 settimane quasi 100 mila bimbi malati

Negli Usa è allarme per l’aumento dei casi di coronavirus tra i bambini, nonostante il presidente Donald Trump abbia detto che sono quasi immuni dal virus e sia stato per questo ‘censurato’ da Facebook e Twitter. Secondo un rapporto dell’American Academy of Pediatrics, dal 16 al 30 luglio 97.078 mila bambini sono risultati positivi alla Covid-19. In totale (al termine del mese scorso) quelli che si sono contagiati dall’inizio della pandemia negli Stati Uniti sono 338.982. Gli Stati con il maggior numero di casi pediatrici di virus sono California, Florida, Arizona, Tennessee, Illinois, Georgia, North e South Carolina. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), la maggior parte dei minori che si ammala è asintomatica o presenta sintomi lievi, ma quando vengono ricoverati in ospedale circa uno su tre finisce in terapia intensiva.

In Croazia 45 casi e un morto in 24 ore

La Croazia nelle ultime 24 ore ha registrato 45 nuovi casi di coronavirus e un decesso, che porta il totale delle vittime dall’inizio dell’epidemia a 158. I casi di infezione attiva sono da alcune settimane in costante calo e attualmente ve ne sono 585, contro i quasi 1.500 di un mese fa. Di questi, 124 pazienti sono in cura ospedaliera e otto necessitano di respirazione artificiale. Dal primo caso confermato a fine febbraio, la Croazia ha registrato in totale 5.649 persone positive alla Covid-19, delle quali 4.906 sono nel frattempo guarite. Da inizio giugno il Paese ha normalizzato praticamente tutte le attività commerciali e sociali, anche per aiutare il turismo, principale motore dell’economia. È ancora obbligatorio indossare le mascherine nei luoghi chiusi, con eccezione dei ristoranti, mentre gli assembramenti pubblici sono permessi fino a un massimo di 500 persone. Restrizioni più severe sono rimaste in vigore nelle strutture sanitarie. Per questo oggi a Zagabria hanno protestato i genitori dei bambini ricoverati all’ospedale pediatrico contro l’ordinanza che permette loro di visitare i figli malati solamente per 15 minuti al giorno.

Negli USA 1 milione di casi in soli 17 giorni

Continua a correre la pandemia in Usa, con circa 1000 decessi al giorno nell’ultima settimana. Se per raggiungere il primo milione di contagi sono stati necessari 99 giorni, per passare da 4 agli attuali 5 milioni ne sono bastati 17, secondo i dati della Cnn.

«Per i vaccini servono oltre 100 miliardi di dollari»

Per i vaccini contro il coronavirus servono oltre 100 miliardi di dollari. Lo ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel consueto briefing sulla Covid-19. «Si tratta di una grande quantità di denaro ma è poca cosa rispetto ai 10 trilioni già investiti dai Paesi del G20 in stimoli all’economia per fronteggiare le conseguenze della pandemia», ha detto il direttore generale. Ghebreyesus si è inoltre detto preoccupato per la difficile racccolta di fondi per l’Accelerator-Act, l’iniziativa lanciata dall’Organizzazione mondiale della sanità con i governi e i partner il 24 aprile 2020 per accelerare lo sviluppo di nuove soluzioni (vaccini e terapie) contro il coronavirus e garantire che siano accessibili in modo universale e inclusivo, vale a dire in ogni luogo e per chiunque ne abbia bisogno. «C’è un grosso divario tra la quantità di risorse necessarie e quelle stanziate, siamo solo al 10% dei miliardi che servono», ha detto Ghebreyesus ringraziando quanti «hanno contribuito finora».

Grecia, 17 migranti giunti a Lesbo positivi

Allarme a Lesbo, in Grecia, dove 17 migranti facenti parte di un gruppo di 38 arrivati sull’isola il 4 agosto sono risultati positivi al coronavirus. Lo scrive l’agenzia Ana-Mpa. I migranti erano giunti su una spiaggia nella zona di Plomari. Il comune di Mitilini, capoluogo dell’isola, ha annunciato che le persone risultate positive resteranno in isolamento per 14 giorni nel campo di Kara Tepe, per poi essere sottoposti ad un nuovo tampone. Tutti accusano sintomi. Dal primo agosto, oltre alla barca giunta a Plomari, sono arrivate sull’isola altre due imbarcazioni con 80 persone in tutto. Per tutti i migranti sono state adottate misure di confinamento. Intanto, a fronte di un aumento significativo dei casi, il governo si appresta - probabilmente già oggi - ad annunciare nuove misure di contenimento: secondo i media locali, potrebbe essere introdotto il test obbligatorio per chi entra nel Paese, in particolare attraverso le frontiere terrestri settentrionali, e la possibilità di limitare le attività di bar e ristoranti. Ieri la Grecia ha segnato il record di casi per un solo giorno: 203, e per l’ottavo giorno consecutivo questo numero è stato a tre cifre.

L’OMS: «Questa settimana arriveremo a 20 milioni di casi»

«Questa settimana arriveremo a 20 milioni di casi di coronavirus e 750.000 morti. Dietro questi numeri c’è un grandissimo dolore e una grandissima sofferenza. Ma c’è anche la speranza di ribaltare la situazione. Non è mai troppo tardi». Lo ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel consueto briefing sulla Covid-19.

In Russia superati i 15.000 morti

La Russia ha superato i 15.000 morti di Covid-19. Stando ai dati ufficiali pubblicati dal centro operativo anticoronavirus, nelle ultime 24 ore in Russia si sono registrati 5118 nuovi casi di Covid-19 e 70 persone sono morte a causa del virus Sars-Cov-2 portando a 15.001 le vittime accertate nel Paese. Il totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia sale a 892.654, facendo della Russia il quarto stato al mondo in termini assoluti.

In Messico altri 4.376 casi

Il Messico ha registrato ieri 4.376 nuovi casi di coronavirus, un dato che porta il totale dei contagi dall’inizio della pandemia a quota 480.278: lo ha reso noto il ministero della sanità, secondo quanto riporta la Cnn. Allo stesso tempo, i nuovi decessi sono stati 292, cono un totale complessivo delle vittime di 52.298.

Negli Usa quasi 47 mila nuovi contagi

Gli Stati Uniti hanno registrato circa 47 mila casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana ieri i nuovi contagi sono stati 46.935, un dato che porta il totale dall’inizio della pandemia a quota 5.044.864. Allo stesso tempo, i morti provocati dal virus sono stati 515: il bilancio complessivo delle vittime è salito così a quota 162.938.

In alcune zone di Parigi mascherina obbligatoria all’aperto

È entrata in vigore oggi la misura che rende obbligatorio l’uso della mascherina all’aperto in alcune zone di Parigi, così come nei dipartimenti della capitale francese Seine-Saint-Denis, Hauts-de-Seine, Val-de-Marne e Val-d ‘Oise. Il provvedimento, spiegano le autorità, dovrebbe consentire alle autorità sanitarie di fermare un rimbalzo del coronavirus che fa temere una seconda ondata di epidemia con effetti potenzialmente devastanti per l’economia.

Nuovo picco in Libia, scatta il lockdown

Un nuovo picco di casi giornalieri è stato registrato in Libia: nelle ultime 24 ore sono 309 i nuovi contagi, per un totale di 5.541 casi. Lo rende noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie: i morti salgono a 120, i guariti a 710 e le persone attualmente positive a 4.711. Il governo di Tripoli ha disposto il lockdown totale per il weekend e quello parziale da oggi.

Domenica 9 agosto

Il numero complessivo di casi di coronavirus a livello mondiale ha superato quota 19,6 milioni, per l’esattezza i contagi sono 19.637.506. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. I morti complessivi sono 726.781, mentre i guariti sono 11.884.565.

Balcani, Romania sempre oltre i mille casi

Anche nelle ultime 24 ore in Romania si sono registrati più di mille contagi da coronavirus, per la precisione 1.145, a conferma che il Paese resta nei Balcani quello maggiormente colpito dal virus. Da ieri vi sono stati altri 41 decessi, che portano a 2.700 il numero complessivo delle vittime. Il totale dei casi di contagio sono ad oggi 61.768. La Romania ha effettuato finora più di 1,3 milioni di test, il numero maggiore nella regione.

In Serbia i nuovi casi di COVID-19 sono stati 236, in tutto 28.099, con nove decessi che hanno fatto salire a 641 il numero dei morti dall’inizio dell’epidemia. Il numero dei pazienti in terapia intensiva è sceso a 106.

Un numero analogo di contagi, 233, si è registrato in Bosnia-Erzegovina, dove da ieri sono morti cinque pazienti, mentre il bilancio giornaliero in Kosovo è stato di 188 casi e 12 decessi. La Bulgaria ha registrato 134 casi e tre decessi da ieri.

In calo i contagi in Macedonia del nord, dove nelle ultime 24 ore i nuovi casi di coronavirus sono stati 85, con quattro decessi. I totali sono saliti a 11.839 e 527. Altri 61 contagi si sono registrati in Croazia, e 30 in Montenegro, mentre la Slovenia ha registrato solo due nuovi casi di COVID-19 e una vittima nelle ultime 24 ore.

Israele, oltre 80 mila casi da inizio pandemia, approvate nuove misure

Israele ha approvato una serie di nuove misure nella lotta al coronavirus che nel Paese sta registrando una seconda ondata, con un forte rialzo dei contagi. In base alle nuove regole il distanziamento dovrà essere tassativo a due metri mentre gli assembramenti all’esterno non potranno avere più di 20 persone e 10 all’interno. Viene estesa la chiusura di bar, night club, sale da eventi e altri siti ricreativi. Per ogni auto i passeggeri ammessi sono tre. Inoltre è stato dato potere alle strutture sanitarie locali di chiudere luoghi di lavoro e altri posti dove sia stata accertata la presenza di un portatore del virus.

Nel Paese, dall’inizio della pandemia, le infezioni hanno superato gli 80 mila casi. Lo ha fatto sapere il ministero della sanità secondo cui i nuovi positivi nelle ultime 24 ore sono stati 763, a fronte tuttavia di un numero molto limitato di test, visto che ieri era shabbat, il tradizionale giorno di riposo ebraico. Anche in questo caso, però, il tasso di infezione resta alto con l’8.8%. In aumento anche le vittime, arrivate a 597. Gli attuali positivi sono oltre 25 mila con 394 casi gravi. Intanto anche il leader, e deputato, della Lista Araba Unita Ahmed Tibi è entrato in quarantena dopo essere entrato in contatto con un positivo.

Negli Usa oltre 5 milioni di contagi

Gli Usa hanno superato i 5 milioni di casi di coronavirus, secondo il database del New York Times. Gli Stati Uniti guidano la triste classifica anche per numero di morti, oltre 162 mila. Al secondo posto il Brasile, che ha superato i 3 milioni di casi e i 100 mila decessi.

In Brasile più di 100 mila morti

Il Brasile ha superato ieri i 100 mila morti da coronavirus, e tre milioni di contagi dall’inizio della pandemia. Lo ha confermato il ministero della Sanità brasiliano. Nell’ultimo rapporto delle autorità sanitarie si indica che nelle ultime 24 ore sono stati confermati 49.970 casi di COVID-19, portando il totale generale degli infettati a 3.012.412. Sempre ieri, inoltre, le persone decedute sono state 905 e questo ha portato il bilancio globale a quota 100.477. In questo modo il Brasile si conferma secondo Paese al mondo per numero di contagi, dietro agli Stati Uniti, con quasi cinque milioni di casi e oltre 162.000 morti.

Sabato 8 agosto

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus a livello globale ha superato la soglia dei 720 mila, mentre il numero complessivo dei contagi ha oltrepassato quota 19,3 milioni. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo i nuovi dati, i decessi nel mondo dall’inizio della pandemia sono ad oggi 720.074 a fronte di 19.306.868 contagi. Finora sono guarite nel complesso 11.682.733 persone.

In Russia 5.212 nuovi casi e 129 morti

Il numero di casi di coronavirus in Russia è cresciuto di 5.212 nelle ultime 24 ore, portando il totale di persone infette a 882.347. Lo ha detto il centro di crisi anti-coronavirus, secondo quale il tasso di crescita giornaliera è stato dello 0,6%. Il numero di morti è invece cresciuto di 129 unità rispetto ai 119 decessi riportati il giorno prima, per un totale di 14.854 decessi. I decessi da coronavirus rappresentano l’1,68% del numero totale di individui infetti. Lo riporta la Tass.

Nuova Zelanda: Ardern lancia campagna per «elezioni COVID»

«A chi mi chiede se saranno ‘’elezioni COVID’’ io rispondo di sì». La prima ministra della Nuova Zelanda, la leader laburista Jacinda Ardern, lancia così la sua campagna elettorale in vista del voto il prossimo 19 settembre, promettendo un’attenzione «al laser» sulla ripresa economica, riferisce la Cnn. Nel suo primo comizio elettorale a Auckland, che apre la campagna per la rielezione, Ardern ha annunciato - in caso di vittoria del suo partito - un piano da 311 milioni di dollari neozelandesi per recuperare 40 mila posti di lavoro.

La Nuova Zelanda è stato uno dei Paesi al mondo che ha affrontato la pandemia con maggior successo, con 1.569 casi di COVID e 22 decessi. I sondaggi vedono Ardern in testa con una riserva di consensi consolidata da quella che l’opinione pubblica ha giudicato come una prova di leadership durante l’emergenza coronavirus.

Francia, 2.288 casi in 24 ore

La Francia ha registrato 2.288 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore e 9.330 nell’ultima settimana: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. Nelle ultime 24 ore, inoltre, sono morte 12 persone. Le persone ricoverate in ospedale sono 5.011, di cui 136 nelle ultime 24 ore. I pazienti in terapia intensiva sono 383. Finora sono stati eseguiti nel Paese oltre 5,3 milioni di test, di cui 593.640 negli ultimi sette giorni. Secondo i dati della Johns Hopkins University il bilancio complessivo dei contagi in Francia è ad oggi a quota 235.202, inclusi 30.327 morti.

In Brasile sfiorati i 100 mila morti

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.079 decessi e 50.230 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato il ministero della Sanità locale. Il numero complessivo dei casi confermati di COVID-19 nel Paese è dunque salito a 2.962.442, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 99.572. Secondo il governo, il gigante sudamericano ha attualmente 794.476 pazienti monitorati, mentre altri 2.068.392 sono guariti. Il tasso di letalità si è mantenuto al 3,4%.

Gli USA verso i cinque milioni di casi

Gli Stati Uniti si avviano rapidamente verso la soglia dei cinque milioni di casi di coronavirus. Secondo gli ultimi conteggi della Johns Hopkins University, ad oggi il bilancio complessivo dei contagi è a quota 4.941.635, inclusi 161.347 morti. Dall’inizio della pandemia sono guarite nel Paese 1.623.870 persone. Nonostante queste cifre, Donald Trump ha affermato che «la pandemia negli USA sta scomparendo»: il presidente lo ha detto in una conferenza stampa nella sua residenza a Bedminster.

Sono intanto falliti i negoziati per un maxi nuovo pacchetto di aiuti contro la pandemia da sottoporre al voto del Congresso. Lo hanno riferito dirigenti della Casa Bianca e leader dem, scrive Politico. Il segretario al tesoro Steve Mnuchin e il chief of staff Mark Meadows hanno annunciato che chiederanno a Donald Trump di fare un ordine esecutivo per alleviare le conseguenze economiche della crisi.

Venerdì 7 agosto

I contagi nel mondo hanno superato la soglia dei 19 milioni, i morti sono oltre 716 mila, mentre i guariti sono più di 11, 6 milioni. Oltre quattro casi su 10 si registrano negli Stati Uniti e in Brasile, ovvero i Paesi più colpiti dalla pandemia rispettivamente con 4.888.070 casi (160.157 morti) e 2.912.212 casi (98.493 morti), secondo i dati della Johns Hopkins University.

Negli Usa si temono fino a 300 mila morti

Negli Usa, dove ci sono stati 2 mila morti in 24 ore, i ricercatori dell’Università di Washington stimano che il bilancio delle vittime potrebbe raggiungere quasi le 300 mila entro il primo dicembre, in barba alle «rassicurazioni» di Trump sul fatto che il virus stia sparendo. Una catastrofe che si potrebbe limitare di molto se tutti usassero la mascherina. Si potrebbero «salvare almeno 70 mila vite», afferma l’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) presso la School of Medicine dell’Università di Washington. E c’è anche chi se la prende con il virologo Anthony Fauci, membro della task force della Casa Bianca sul coronavirus e considerato il massimo esperto di malattie infettive negli Stati Uniti, che ha dovuto assumere guardie del corpo per proteggere se stesso e la sua famiglia dopo aver ricevuto minacce di morte in risposta al suo lavoro per fermare la diffusione della COVID-19.

La situazione in Europa

In Europa il boom è spinto dai Balcani. Nei Paesi dell’Europa centrale e orientale, in Germania, Austria e Grecia, secondo dati ufficiali raccolti dall’Oms, aggiornati al 6 agosto, il totale è di 636.632 contagi. In Francia i contagi sono aumentati del 30 per cento in una settimana. In Spagna si contano 1.895 nuovi malati in 24 ore. E sono in molti a prendere di nuovo misure restrittive per circoscrivere la diffusione del virus. La Gran Bretagna ha imposto, a partire dall’8 agosto, l’obbligo di quarantena di 14 giorni per chiunque arrivi dal Belgio, dalle Bahamas e da Andorra. Sul fronte interno c’è allarme per il troppo affollamento delle spiagge, complice il caldo. Per limitare i rischi di contagio, i bagnanti deI Dorset, nell’Inghilterra sud-occidentale, vengono invitati a «tornare a casa» ed è attiva un’app che diventa rossa per indicare le aree a massima densità. La Norvegia ha consigliato ai suoi cittadini di evitare tutti i viaggi all’estero, anche in Paesi con pochi casi di COVID-19 e sta varando una serie di misure, come le mascherine obbligatorie sui mezzi pubblici, per prevenire il contagio anche in vista dell’autunno, quando la trasmissione del virus Sars-Cov-2 e i sintomi della malattia potrebbero peggiorare per colpa dell’aria fredda e secca, come emerge da un articolo della rivista Nature che prevede lockdown intermittenti per affrontare la convivenza con il virus.

In Turchia più di 54 mila persone in quarantena

Sono 54.053 le persone attualmente sottoposte a misure di quarantena in Turchia per il coronavirus. Lo ha annunciato il ministero dell’interno di Ankara, precisando che i soggetti in isolamento sono distribuiti in 83 aree residenziali di 32 province, ma senza fornire dettagli sulle singole ‘zone rosse’. L’annuncio giunge mentre cresce nel paese l’allarme sui contagi, che negli ultimi tre giorni sono tornati sopra i mille, toccando i massimi da un mese. Il ministro della salute Fahrettin Koca ha inoltre espresso preoccupazione per le possibili conseguenze degli assembramenti in occasione della Festa islamica del Sacrificio, conclusa all’inizio di questa settimana, e nelle spiagge delle maggiori località di vacanza.

In Grecia frontiere chiuse la notte

La Grecia ha annunciato oggi la chiusura notturna delle frontiere terrestri ai turisti, mentre lo stato d’emergenza è stato dichiarato sull’isola di Poros, mentre nel Paese crescono i contagi da coronavirus. Nelle ultime 24 ore 153 nuovi casi sono stati registrati, portando il totale a oltre 5.100, con 210 morti. A Poros, piccola isola turistica, sono stati registrati oltre 10 contagi: oggi è stato introdotto il coprifuoco per bar e ristoranti fino al 17 agosto, mentre sono state proibite feste di piazza e chiusi i mercati all’aperto. Vietati gli assembramenti di oltre 9 persone e obbligo di portare la mascherina. Poco prima il governo aveva chiuso le frontiere durante la notte, con l’eccezione di quelle con la Bulgaria.

In India i morti superano i 40 mila

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus in India ha superato la soglia dei 40.000: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo i dati dell’università americana, il Paese registra ad oggi 40.699 decessi a fronte di 1.964.536 contagi.

Altri 2 mila morti negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti il coronavirus ha fatto 2.000 morti nelle ultime 24 ore, la prima volta dopo tre mesi. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. Il bilancio dei morti supera quindi la soglia dei 160 mila. I dati dell’università americana indicano che i decessi nel Paese sono ad oggi 160.090 a fronte di 4.881.974 casi confermati. Dall’inizio della pandemia negli Usa sono guarite 1.598.624 persone.

Oltre 50 mila decessi in Messico

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus in Messico ha superato quota 50 mila. I dati dell’università americana indicano che i decessi nel Paese sono ad oggi 50.517 a fronte di 462.690 casi confermati. Dall’inizio della pandemia sono guarite in Messico 361.764 persone.

Quasi 1500 nuovi casi in Giappone

Il Giappone ha registrato ieri 1.490 nuovi casi di coronavirus, il secondo aumento giornaliero più alto dall’inizio della pandemia che porta il totale dei contagi nel Paese a quota 44.527. Lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. Ieri, inoltre, è stato il decimo giorno consecutivo con oltre 900 casi. Allo stesso tempo, sono stati registrati altri sette decessi, che portano il totale delle vittime a quota 1.046.

Giovedì 6 agosto

Sono 18,8 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime hanno raggiunto quota 710 mila, mentre i guariti totali sono 11,4 milioni.

Gli USA revocano l’avviso di non viaggiare all’estero

Gli Stati Uniti hanno revocato l’avviso ai cittadini americani di evitare tutti i viaggi all’estero a causa della pandemia. Lo rende noto il Dipartimento di stato. Il «warning» era stato emesso dall’amministrazione Trump per evitare la diffusione del virus negli Stati Uniti. Il Dipartimento di stato parla ora di «miglioramenti» della situazione e afferma che tornerà a valutare la sicurezza o meno dei viaggi nei vari Paesi esteri «caso per caso».

Francia: atenei riaperti dopo l’estate, si raccomanda mascherina

Le università di Francia, chiuse al pubblico dallo scorso 16 marzo a causa del coronavirus, riapriranno le porte dopo la pausa estiva, con l’uso della mascherina «fortemente raccomandato», incluso in aula durante le lezioni: è quanto annunciato oggi dal ministero per l’Insegnamento Superiore di Parigi. L’obiettivo, si precisa in una circolare diffusa dal dicastero, è consentire alle università e ai grandi centri di insegnamento superiore di «accogliere il maggior numero di studenti, nel rispetto delle indicazioni sanitarie».

Salgono i contagi in Algeria

Tornano a salire i contagi in Algeria che registra altri 571 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, con un bilancio totale di 33’626 contagiati nel Paese nordafricano. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Algeri in un comunicato della Commissione speciale per il monitoraggio della diffusione della malattia, precisando che i decessi sono saliti a 1.273. L’Ue ha escluso recentemente l’Algeria dall’elenco dei Paesi terzi i cui residenti possono recarsi nell’Unione europea per viaggi non essenziali. In base a questa scelta anche la Svizzera ha escluso l’Algeria dai Paesi extra Ue i cui residenti sono autorizzati ad entrare nel territorio nazionale elvetico.

Lockdown nel nord della Spagna

Il governo della regione spagnola settentrionale di Castilla y León ha imposto alla città di Aranda de Duero e ai suoi 32 mila residenti un lockdown di due settimane dopo che sono stati rilevati 230 casi di coronavirus nell’area. Lo riporta il Guardian. Da domani si potrà entrare e uscire dalla città solo per appuntamenti medici, per motivi di lavoro o per accudire persone in stato di necessità. La decisione arriva meno di una settimana dopo che due piccole città nella stessa regione, Öscar e Pedrajas de San Esteban, sono state anch’esse riportate in isolamento a seguito di focolai di COVID-19. La Spagna ha registrato 33.965 nuovi casi di virus nelle ultime due settimane, 1.772 dei quali tra martedì e mercoledì. Ad oggi, il Paese ha registrato 305.767 casi e 28.499 morti.

Il Marocco prolunga lo stato d’emergenza fino al 10 settembre

Per la quinta volta consecutiva il Marocco prolunga lo stato di emergenza da coronavirus. La fine del lockdown, prevista per il 10 agosto, viene ora posticipata al 10 settembre. La decisione arriva dopo un Consiglio di governo che ha anche adottato il progetto di legge che commuta le pene per chi contravviene alle regole imposte dall’emergenza Covid-19. L’ammenda di 300 dirham, pari a 30 euro circa, eviterà il processo per direttissima con i rischi di una potenziale ulteriore propagazione del virus. Dall’inizio della pandemia, in Marocco si contano quasi 30 mila casi di contagio da coronavirus, di cui circa 9 mila attivi; 435 i decessi e circa 20 mila le guarigioni.

In Kosovo 196 contagi e 16 morti in 24 ore

In Kosovo resta alta la curva dei contagi da coronavirus. I nuovi casi nelle ultime 24 ore sono stati 196, i decessi 16. I casi attivi sono attualmente 3.908. I totali, riferiscono i media regionali, sono ad oggi di 9.688 contagi e 300 vittime.

In Serbia altri 299 contagi

In Serbia nelle ultime 24 ore si sono registrati 299 casi di coronavirus, con sette decessi. Come hanno reso noto i responsabili sanitari, i test effettuati sono stati 10.033, 723.137 in tutto dall’inizio dell’epidemia. E’ ulteriormente calato il numero dei pazienti in terapia intensiva con respiratore, che sono ad oggi 120 (ieri 132). In totale nel Paese balcanico i contagi sono stati 27.332, le vittime 621.

Colpiti più di 233 mila operatori sanitari in Brasile

Più di 233 mila professionisti della salute sono stati contagiati dal coronavirus in Brasile, con una crescita di quasi il 300% in 2 mesi: lo ha reso noto il ministero della Sanità, precisando che ieri il numero di lavoratori del settore infettati dalla COVID-19 ha raggiunto 233.912 unità contro le 83.118 registrate il 12 giugno. Di questo totale, 34.196 sono infermieri e 24.402 medici, ha spiegato il segretario della Vigilanza sanitaria del ministero, Arnaldo Correa de Medeiros. Nel frattempo, il numero di professionisti deceduti non è stato aggiornato e rimane a 169, lo stesso numero del rapporto pubblicato a giugno, sostiene il quotidiano Folha de Sao Paulo. Due giorni fa, il presidente Jair Bolsonaro ha posto il veto a una legge che contemplava un indennizzo fino a 50 mila reais (circa novemila dollari) ai professionisti che hanno subito un qualche danno a causa della malattia. Il risarcimento per gli operatori sanitari è il risultato della «buona intenzione del legislatore» nell’approvare la norma, ma non può essere applicato poiché colpisce «l’interesse pubblico», ha detto Bolsonaro per motivare il suo veto.

Altri 1.345 nuovi casi in Romania

La Romania si conferma uno dei maggiori focolai di coronavirus in Europa. Nelle ultime 24 ore i nuovi contagi nel Paese balcanico sono stati infatti 1.345, con il totale dei casi che sale a 57.895. Da ieri si sono registrati altri 45 decessi, che portano a 2.566 il numero delle vittime dall’inizio dell’epidemia. Ad oggi sono 458 i pazienti in terapia intensiva.

In Iran 2.634 nuovi contagi

Salgono a 320.117 i casi di COVID-19 in Iran, con 2.634 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 174, un dato che porta il totale dei decessi confermati a 17.976. I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 4.156, mentre i pazienti guariti crescono a 276.463. I test complessivi effettuati finora sono 2.612.763. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

Nelle ultime 24 ore 1.689 casi in Israele

Nelle ultime 24 ore i casi di coronavirus in Israele sono stati 1.689 che portano il totale, da inizio pandemia, a 78.514. Lo ha fatto sapere il ministero della sanità. I casi attivi sono ora 24.576 e di questi quelli gravi 345, con 100 di loro in ventilazione. Le vittime sono arrivate a 569, da avvio della malattia. I test condotti ieri - secondo il ministero - sono stati circa 25 mila con un tasso di infezione rilevata del 6.6%.

In Pakistan 727 nuovi casi e 21 morti

Il Pakistan ha registrato 21 morti e 727 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. Lo ha annunciato il ministero della Salute. Il totale dei contagi nel Paese asiatico sale così a 281.863, mentre il bilancio delle vittime è di 6.035 morti dallo scorso febbraio. Nelle ultime 24 ore, inoltre, sono guariti 1.772 pazienti, per un totale di 256.058. Ancora 809 persone sono in condizioni critiche, 63 meno di ieri.

In Bulgaria 303 casi e 9 decessi

In Bulgaria nelle ultime 24 ore sono stati registrati 303 nuovi casi di coronavirus (dei quali soltanto 28 a Sofia, circa due milioni di abitanti, e 45 a Plovdiv, nel Sud, circa 670mila abitanti) a seguito di 5.701 test diagnostici effettuati. Il bilancio complessivo dei contagi sale così a 12.717. Come riferiscono le autorità, si registrano da ieri nove decessi, il cui totale sale a 424. Il bilancio dei casi di infezione fra il personale medico sanitario è salito a 717 persone. Attualmente vi sono 5.139 casi attivi, mentre negli ospedali sono ricoverati in tutto 842 pazienti, 44 dei quali sono in terapia intensiva.

Oltre mille contagi in Germania

Salgono ancora i nuovi contagi da COVID-19 in Germania: 1.045 nelle ultime 24 ore (erano 740 ieri), secondo i dati riportati dal Robert Koch Institut alla mezzanotte di ieri. Il fattore di riproduzione giornaliero del contagio al 5 agosto è ancora di 0,9 e il fattore di riproduzione sui sette giorni è 0,99. Il ministro della Salute tedesco ha annunciato una conferenza stampa in mattinata per rendere conto dell’attuale andamento della pandemia in Germania.

Incendio in una clinica COVID in India: 8 morti

Otto persone hanno perso la vita nell’incendio scoppiato all’alba nel reparto di terapia intensiva per pazienti di COVID-19 del Shrey Hospital, una clinica privata di Ahmedabad, capitale dello stato del Guajarat. Un ufficiale dei vigili del fuoco ha detto che altri 40 ammalati sono stati tratti in salvo dalle fiamme, che, secondo i primi accertamenti, sono state causate da un corto circuito. Lo Shrey Hospital è una delle 60 strutture dedicate al trattamento della COVID-19 nella capitale del Gujarat, uno degli stati più colpiti del paese. Secondo i dati del ministero della salute i casi accertati nello stato sono 66.777, e 2.557 i decessi, che portano il paese al quarto posto in India per numero di vittime; nella sola giornata di ieri si sono aggiunti 1.073 nuovi positivi.

Contagi in aumento in Brasile

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.437 decessi e 57’152 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato il ministero della Sanità locale. Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 2’859’073, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 97’256. Secondo il governo, il gigante sudamericano ha attualmente 741’180 pazienti monitorati, mentre altri 2’020’637 sono guariti. Il tasso di letalità è pari al 3,4%.

Libia, record di contagi

Forte crescita dei contagi per la Libia che registra nelle ultime 24 ore altri 251 nuovi casi di coronavirus, che portano a 4475 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina ufficiale Facebook, precisando che i morti salgono a 99, i guariti a 640, e le persone attualmente positive da 3495 a 3736, con la maggior parte dei casi al Sud. Il governo di Tripoli ha disposto il lockdown parziale dalle 21.00 alle 6 del mattino per 5 giorni e altre misure per cercare di limitare la diffusione della malattia. L’Ue ha annunciato l’invio di aiuti per un valore di 20 milioni di euro.

Mercoledì 5 agosto

Sono 18.609.287 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime hanno raggiunto quota 702.164, mentre i guariti totali sono 11.180.512.

Registrati 295 nuovi contagi in Serbia

In Serbia nelle ultime 24 ore si sono registrati 295 nuovi contagi da coronavirus, a fronte di 9.858 test effettuati, e ci sono stati nove decessi. Come riferito dai responsabili sanitari, il numero dei pazienti in terapia intensiva con respiratore è calato a 132, dai 143 di ieri. I totali sono saliti a 27.033 casi e 614 vittime. La premier Ana Brnabic, presente alla conferenza stampa giornaliera insieme agli specialisti dell’unità di crisi sanitaria, ha espresso un cauto ottimismo sull’evoluzione della situazione epidemiologica nel Paese, interessato da varie settimane da una forte ripresa dei contagi, al pari di tutti gli altri Paesi della regione balcanica. In nessun caso tuttavia, è stato sottolineato, si può abbassare la guardia, ed è estremamente importante mantenere le misure basilari di prevenzione e sicurezza - mascherina, distanza fisica, accurato e frequente lavaggio delle mani. La premier ha detto al tempo stesso di non credere in alcun modo alle affermazioni di un professore universitario di Belgrado, Goran Belojevic, secondo il quale i numeri reali per la Serbia sarebbero ad oggi di 128 mila contagi e 5 mila morti. «Non ho idea in che modo abbia potuto ricavare quei numeri», ha osservato. La Serbia, insieme agli altri Paesi balcanici extra Ue, è nella lista dei Paesi i cui arrivi sono interdetti in Italia.

In Turchia 1.178 casi in 24 ore

Salgono a 236.112 i casi di COVID-19 in Turchia, con 1.178 contagi registrati nelle ultime 24 ore, ai massimi da inizio luglio. Le nuove vittime sono 19, per un totale di 5.784 decessi confermati. I pazienti in gravi condizioni sono 582, mentre l’8,4% dei malati ha una polmonite in corso. I pazienti guariti crescono di 1.015 e arrivano a 219.506. I test complessivi effettuati sono oltre cinque milioni (5.027.038). Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il ministro della Salute turco Fahrettin Koca.

In Spagna altri 1.772 contagi

La Spagna registra il record di nuovi contagi da coronavirus dalla revoca del lockdown a giugno: in 24 ore sono stati almeno 1.772. Dalla cifra sono esclusi i dati di 2 regioni che non li hanno forniti, la Castiglia-Mancia e i Paesi Baschi. Lo rende noto El Pais, rilevando che il dato odierno è in netto aumento rispetto al precedente. Si conta inoltre un solo nuovo decesso.

Quasi un milione di casi in Africa

L’Africa sta per sorpassare la soglia del milione di casi di coronavirus, pari a circa il 5% del totale nel mondo, con quasi 21 mila decessi. Lo riporta il bollettino settimanale di «Africa Cdc», il centro africano per il controllo delle malattie, aggiornato a ieri mattina e pubblicato oggi sulla pagina Facebook di questo ente tecnico dell’Unione africana. I casi di COVID-19 registrati nei 55 Paesi del continente africano sono 968.020 e le morti per coronavirus 20.612. Rispetto alla rilevazione del 28 luglio c’è stato un incremento dei casi del 13%, per la maggior parte nell’Africa australe (65% dei nuovi casi), seguita dal Nordafrica (12%). Il maggior numero di casi ogni 100 mila abitanti viene dichiarato da Gibuti (524), Sao Tome and Prince (437), Capo verde (431) e Gabon (364), riporta il bollettino di «Africa Cdc». Undici Paesi segnalano tassi di mortalità simili o superiori a quello medio globale del 4%: si tratta di Ciad (8%), Sudan, Liberia, Niger (tutti col 6%), Egitto, Mali, Burkina Faso, Angola (5), Algeria, Sierra Leone e Tanzania (4%).

In Croazia 58 contagi

In Croazia da ieri sono stati registrati 58 nuovi contagi da coronavirus, mentre il totale dei pazienti con l’infezione attiva è oggi di 633. Lo ha riferito l’Unità di crisi della Protezione civile. Nelle ultime settimane la crescita dei contagi è stata più contenuta rispetto alla situazione di un mese fa, quando erano circa cento i nuovi casi al giorno, mentre ora si aggirano tra i trenta e i sessanta. Anche i casi di infezione attiva sono in calo essendo praticamente dimezzati, da circa 1.200 ai 633 attuali. Il totale dei decessi è fermo da ieri a 154. Dall’inizio dell’epidemia in Croazia sono stati confermati in totale 5.376 casi di COVID-19.

Oltre 1300 nuovi casi in Romania

In Romania si mantiene alta la curva dei contagi da coronavirus. I dati relativi alle ultime 24 ore parlano di 1.309 nuovi casi, confermando il trend negativo delle ultime settimane che fa del Paese balcanico uno dei maggiori focolai d’Europa. Da ieri si sono registrati altri 41 decessi, con i totali che salgono a 56.550 contagi e 2.521 vittime. Sono 464 i pazienti in terapia intensiva, e cresce l’allarme per una situazione che potrebbe degenerare sul modello della fase uno in Italia. La Romania è il Paese dei Balcani maggiormente colpito dall’epidemia, e quello che nella regione ha eseguito il maggior numero di test, quasi 1,3 milioni.

Brasile, un altro ministro positivo

Il ministro Jorge Oliveira, capo della Segreteria generale della Presidenza, è l’ottavo membro del governo brasiliano risultato positivo al coronavirus: lo ha comunicato lui stesso sui social, precisando di trovarsi in quarantena da ieri e di avere «sintomi lievi».mAnche il presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro, lo scorso 7 luglio è risultato positivo alla malattia, da cui è guarito dopo una quarantena di tre settimane. Il virus si sta espandendo in modo aggressivo tra gli impiegati del Palacio do Planalto, sede della Presidenza della Repubblica a Brasilia, dove ci sono stati 70 nuovi casi a luglio e il numero totale di contagiati ha raggiunto 178. All’inizio della settimana nel bilancio degli infetti si è aggiunto pure il ministro della Casa civile della Presidenza, Walter Braga Netto.

Oltre 1200 casi in Giappone

Il Giappone ha registrato 1.240 nuovi casi di coronavirus e altri sei decessi nelle ultime 24 ore: lo riporta la Cnn. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 41.841 e quello dei morti a quota 1.035. Circa un quarto dei nuovi casi sono stati rilevati a Tokyo, che registra così oltre 200 contagi al giorno per l’ottavo giorno consecutivo.

Australia, lo Stato di Victoria registra 725 nuovi casi

Lo Stato australiano di Victoria ha registrato 725 casi di coronavirus e 15 decessi in 24 ore: lo ha reso noto il premier dello Stato Daniel Andrews, secondo quanto riporta la Cnn. Il nuovo, pesante, andamento giornaliero giunge nel terzo giorno di un lockdown di sei settimane annunciato da Andrews domenica scorsa. Sul totale delle nuove infezioni, 164 sono state collegate a focolai conosciuti, mentre sono in corso indagini per determinare le origini dei casi rimanenti. Inoltre, dodici dei nuovi 15 decessi sono legati a case di riposo. Una delle nuove vittime, ha sottolineato il premier, era un uomo sulla trentina. A livello nazionale, secondo i dati della Johns Hopkins University, l’Australia registra 19.445 contagi e 247 morti.

Quasi 3 milioni di casi in Brasile

Il bilancio dei casi di coronavirus in Brasile ha superato la soglia dei 2,8 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo i dati dell’università americana, il Paese registra ad oggi 2.801.921 contagi, inclusi 95.819 decessi. Dall’inizio della pandemia in Brasile sono guarite 2.157.484 persone.

Oltre 700 mila morti nel mondo

Ha superato la soglia di 700 mila morti il numero ufficiale delle vittime di coronavirus nel mondo, secondo il conteggio dell’università americana Johns Hopkins. I contagi totali sono quasi 18,5 milioni.

Martedì 4 agosto

Sono 18.294.793 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 694.233, mentre i guariti totali sono oltre 10,9 milioni.

I medici tedeschi: «Una piccola seconda ondata anche qui»

«Ci troviamo già in una piccola seconda ondata» e «il pericolo è vanificare i successi finora raccolti»: lo ha detto la presidente dell’Associazione dei medici tedeschi Marburger Bund, Susanne Johna, alla Ausburger Allgemeine Zeitung. La crescita delle nuove infezioni non è paragonabile ai numeri di marzo e aprile, ma comunque c’è un aumento dei contagi «per cui esiste il pericolo di giocarsi i successi finora raccolti in Germania in una combinazione di rimozione e ricerca di normalità», ha detto la presidente della maggiore associazione dei medici ospedalieri. Questa volta gli ospedali sono preparati ad accogliere i pazienti, diversamente dalla prima ondata, ha aggiunto la presidente Johna. Intanto il Robert Koch Institut, riportando i dati della scorsa mezzanotte, riferisce che tornano a salire i contagi in Germania nelle ultime 24 ore (rispetto al giorno precedente), registrando 870 nuovi casi (contro + 509). Le rilevazioni pubblicate il martedì sono in generale più corrispondenti al trend della settimana precedente (che registrava venerdì +870 nuovi casi), dal momento che i dati riportati il lunedì risentono della flessione dovuta alla chiusura degli Uffici sanitari del fine settimana. Il fattore R0 giornaliero del 3 agosto in Germania è di 1,09, leggermente inferiore al dato precedente. Va tenuto presente che questo valore riflette l’andamento del contagio relativo alla settimana precedente. Dall’inizio dell’emergenza i casi totali registrati in Germania sono stati 211’281, le vittime 9156.

La campagna dell’OMS: sui social con la mascherina

Tutti, sulle reti sociali, con la mascherina sul viso. È la nuova campagna di sensibilizzazione lanciata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), a fronte di una ripresa del numero di contagi da coronavirus nel mondo. «Postiamo sulle reti sociali una nostra foto mentre indossiamo la mascherina per dare il buon esempio e mostrare il nostro impegno contro la diffusione del virus», recita il messaggio della campagna. Così, dopo «Safe hands challenge», l’invito a lavare bene le mani, e «Healthy at home challenge», la raccomandazione di rimanere a casa, ora l’Oms lancia «Mask challenge», ricordando che portare la mascherina costituisce uno dei gesti chiave per fermare la pandemia ma anche un gesto di solidarietà. «Indossare la mascherina - ha dichiarato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus lanciando la nuova campagna - significa lanciare un messaggio a chi ci circonda e cioè che siamo tutti sulla stessa barca».

«In Belgio è arrivata la seconda ondata»

«È chiaro che è arrivata la seconda ondata di Covid-19. Il numero di infezioni» in Belgio «è in crescita e non è un piccolo aumento. Non sappiamo quanto durerà e quanto saliranno le curve», afferma Steven Van Gucht, presidente del comitato scientifico sul coronavirus dell’Istituto di sanità, Sciensano, secondo quanto riportano on line i quotidiani belgi. «Tuttavia - aggiunge Van Gucht - questa seconda ondata potrebbe non avere conseguenze drammatiche: le misure messe in atto dal Consiglio di sicurezza nazionale possono funzionare».

Intanto, secondo gli ultimi dati diffusi da Sciensano, il numero medio di infezioni da coronavirus è salito a 517,1 tra il 25 e il 31 luglio, con un aumento del 60% rispetto alla settimana precedente. Il numero di infezioni in Belgio è ora pari a 70’314, contro 69’849 di lunedì, e il numero di nuovi casi di Covid-19 per 100’000 abitanti presenta la stessa tendenza al rialzo. Il numero di ricoveri ospedalieri è di 22 al giorno (lunedì 24,4), con un aumento del 21% rispetto alla settimana precedente. Mentre i decessi sono 2,4 al giorno. Dall’inizio dell’epidemia, sono 9850 i morti a causa della pandemia Covid-19.

Lunedì 3 agosto

Sono 18.093.891 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 689.625, mentre i guariti totali sono oltre 10,7 milioni.

Altri 500 morti in Brasile

Il Brasile questo martedì ha registrato ulteriori 556 decessi e 16.476 nuovi contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità locali. Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 2.750.153, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 94.660.

Anticorpi in 1,4 milioni di italiani

Sono un milione 482 mila le persone, il 2,5% della popolazione residente in famiglia, che hanno sviluppato gli anticorpi per il SarsCov2 in Italia. Quelle che sono entrate in contatto con il virus sono dunque 6 volte di più rispetto al totale dei casi intercettati ufficialmente durante la pandemia attraverso l’identificazione del Rna virale . Sono i primi risultati dell’indagine di sieroprevalenza sul sarsCov2 illustrati da ministero italiano della Salute e Istat.

Mosca, 10 milioni di dosi di vaccino al mese entro 2020

La Russia si aspetta di «raggiungere un livello di circa 10 milioni di dosi di vaccino al mese entro la fine dell’anno» per il Covid-19: lo ha dichiarato il capo del Fondo Russo di Investimenti diretti, Kirill Dmitriev, in un’intervista alla tv di Stato russa ripresa dall’agenzia Interfax. «Come ha detto il ministro della Salute Mikhail Murashko, una campagna per la vaccinazione di massa tra i russi che vogliono ricevere questo vaccino inizierà a ottobre», ha affermato Dmitriev. «Due delle nostre società, la Alium e la R-pharm, - ha proseguito - produrranno questo vaccino e ci aspettiamo di raggiungere un livello di circa 10 milioni di dosi di vaccino al mese entro la fine dell’anno». Il vaccino sperimentale russo del centro Gamaleya conclude oggi la seconda fase dei test clinici e deve quindi iniziare la terza fase.

Un farmaco russo verrà esportato in Sudafrica e Sudamerica

La Russia ha firmato accordi per fornire al Sudafrica e a sette paesi dell’America Latina un farmaco antivirale che le autorità russe hanno approvato per il trattamento del COVID-19. Il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF) ha detto che almeno 150’000 confezioni del farmaco, noto come Avifavir, verranno inviate in Argentina, Bolivia, Ecuador, El Salvador, Honduras, Paraguay e Uruguay, riporta la Tass. Il farmaco sarà fornito anche al Sudafrica, ha detto la RDIF in una dichiarazione. La tecnologia per produrre il farmaco sarà trasferita alla Sigma Corp della Bolivia per essere prodotta localmente. Il ministero della sanità russo ha dato la sua approvazione per l’uso del farmaco in base a uno speciale processo accelerato a maggio.

Sale il numero di casi in Belgio

In aumento, in Belgio, la diffusione del Covid-19. Negli ultimi sette giorni sono stati rilevati un totale 591 nuove infezioni, mentre la media giornaliera di casi è salita a 491 al giorno tra il 24 e il 30 luglio. Lo riferisce l’Istituto di sanità pubblica nel suo aggiornamento, che indica un aumento del 68% di casi rispetto alla settimana precedente, affermando che «il virus sta circolando in modo intenso su tutto il territorio». L’aumento viene osservato soprattutto nelle città ed i quartieri più densamente popolati e meno abbienti, e soprattutto nella fascia d’età tra i 20 ed i 40 anni. Anche il numero di ricoveri è in rialzo con una media di 24,4 al giorno (25 domenica), con un aumento del 35% rispetto alla settimana precedente. Le persone attualmente in ospedale sono 271, di cui 58 in terapia intensiva, con un raddoppio delle persone in terapia intensiva rispetto ad inizio luglio. In lieve crescita anche il tasso di mortalità, con 2,7 decessi al giorno. Dall’inizio della pandemia sono 9.845 le persone morte per il Covid-19 in Belgio.

Mosca, «milioni di dosi di vaccino entro 2021»

La Russia prevede di produrre milioni di dosi di vaccino per la Covid-19 entro l’inizio del prossimo anno: lo sostiene il ministro russo dell’Industria e del Commercio, Denis Manturov, ripreso dall’agenzia di stampa statale russa Tass. Secondo le autorità russe, la produzione di massa di un vaccino sviluppato dal Centro nazionale Gamaleya di epidemiologia e microbiologia è in programma a settembre. «Stando alle stime preliminari» - afferma Manturov - la Russia dovrebbe «assicurare la produzione di diverse centinaia di migliaia di dosi di vaccino al mese con un successivo aumento fino a diversi milioni entro l’inizio del prossimo anno». Il ministro ha aggiunto che l’istituto Gamaleya «sta lavorando alla produzione seriale del vaccino con tre imprese che hanno strutture nelle regioni di Vladimir, Yaroslavl e Mosca, sono la Generium, la R-Pharm e la Binnopharm». «Speriamo molto che la produzione in serie cominci a settembre», ha dichiarato il ministro.

Contagi in calo a Hong Kong

Hong Kong ha registrato 80 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il ministero della Sanità. Si tratta della prima volta da circa due settimane che il numero di contagi scende sotto quota 100. Lo riporta la CNN. Tutte le nuove infezioni sono state trasmesse a livello locale. Il bilancio complessivo dei contagi nell’ex colonia britannica sale così a quota 3.590. Allo stesso tempo, sono stati segnalati due ulteriori decessi, un dato che porta il totale dei morti dall’inizio della pandemia a 37. Funzionari sanitari hanno sottolineato che è ancora presto per parlare di un trend al ribasso dei contagi nella città.

Rallenta l’espansione dei casi a Tokyo

Rallenta per il secondo giorno consecutivo l’espansione dei casi di coronavirus a Tokyo, dal record fatto segnare la scorsa settimana. Nella giornata di lunedì si sono registrati 258 casi, dopo i 292 di ieri e il record di 472 segnalati sabato. In luglio i contagi nella capitale si assestano a quota 6.466, facendo segnare anche in questa circostanza il record mensile dall’inizio della pandemia. A partire da questa settimana il governo metropolitano ha chiesto ai proprietari dei ristoranti e dei karaoke bar di limitare le attività commerciali, suggerendo una chiusura anticipata alle 22, e ha sollecitato i cittadini ad evitare di socializzare in luoghi pubblici con un numero elevato di persone. A livello nazionale le infezioni di coronavirus in Giappone salgono a 39.968, con 1.026 decessi complessivi.

Eurostat: 160 mila morti in più in Europa in tre mesi

Dati preliminari da 24 Paesi europei mostrano che tra marzo e maggio 2020 ci sono stati 160.000 morti in più rispetto alla media dello stesso periodo dal 2016 al 2019. Tra i Paesi con i maggiori aumenti di mortalità Spagna, Italia, Belgio, Olanda, Svezia e Francia. Lo scrive Eurostat, sul suo profilo Twitter, sottolineando come i dati sulla mortalità siano utili per valutare gli effetti diretti ed indiretti della pandemia da Covid-19 sulla popolazione europea. Già all’inizio di marzo 2020, l’Italia ha registrato un numero significativamente maggiore di decessi rispetto agli anni precedenti, ed è stato il primo Paese a raggiungere un picco, a fine marzo. L’aumento più marcato del numero di decessi è stato in Spagna, che entro inizio aprile ha raddoppiato il numero di morti settimanali registrati rispetto alla stessa settimana degli anni precedenti. Con inizio aprile per Francia e Svizzera i morti hanno iniziato a calare. Per altri paesi, come Belgio, Paesi Bassi, Svezia e Portogallo, il picco di aumento delle morti nel 2020 è stato raggiunto nella settimana tra il 6 ed il 12 aprile. Eurostat evidenzia tuttavia differenze considerevoli nei decessi, non solo tra i Paesi, ma anche tra le regioni di uno stesso Stato, tra marzo e maggio 2020 (rispetto allo stesso periodo 2016-2019). Gli aumenti del numero di morti sono stati particolarmente significativi: nel nord Italia, nella zona centrale della Spagna tra cui Madrid, nell’est della Francia e della regione di Parigi, in diverse regioni belghe e olandesi. Le regioni più colpite dalla mortalità sono state principalmente in Italia e Spagna. Dal 2 marzo al 10 maggio 2020, Bergamo, Cremona, Segovia, Lodi e Brescia hanno avuto morti più di tre volte superiori a quelle registrate nello stesso periodo nei quattro anni precedenti. Circa 21 delle 25 regioni più colpite nei paesi europei analizzati sono in Italia o in Spagna, le altre regioni sono Haut-Rhin, Seine-Saint-Denis, Hauts-de-Seine in Francia e Noordoost-Noord-Brabant in Paesi Bassi.

«I morti in Iran sono il triplo rispetto ai dati ufficiali: sono 43 mila»

Il numero reale dei morti da coronavirus in Iran è quasi il triplo rispetto ai dati ufficiali forniti dal ministero della Sanità: è quanto emerge da un’inchiesta del servizio BBC Persian pubblicata oggi sul sito dell’emittente. Secondo le statistiche fornite dal ministero della Sanità iraniano i morti sarebbero 14.405, mentre alla BBC Persian ne risultano quasi 42 mila al 20 luglio scorso, stando ai dati non pubblicati del governo. Da parte sua, la Johns Hopkins University conta ad oggi 17.190 vittime nel Paese dall’inizio della pandemia. Stesso discorso per il numero di contagi: secondo la BBC il bilancio reale sarebbe a quota 451.024, quasi il doppio rispetto al dato ufficiale di 278.827. Secondo l’università americana ad oggi i contagi in Iran sono invece 309.437.

In Russia più di 5 mila nuovi contagi

Sono 5.394 i nuovi casi di COVID-19 registrati nelle ultime 24 ore in Russia. Sale così a 856.264 il totale dei contagi nel Paese, il quarto al mondo in termini assoluti. Stando ai dati ufficiali, 79 persone sono decedute in Russia nelle ultime 24 ore a causa del virus Sars-Cov-2 per un totale di 14.207 morti dall’inizio dell’epidemia. Lo riporta il centro operativo nazionale anticoronavirus.

Colombia, 11.450 casi e 320 morti in 24 ore

La Colombia ha registrato 11.450 casi di coronavirus e 320 morti nelle ultime 24 ore, rende noto il ministero della Sanità. Il bilancio complessivo dei contagi sale a quota 317.651 e quello dei morti a quota 10.650. Finora nel Paese sono guarite 167.239 persone. Le zone più colpite sono Bogotà (109.153 casi), seguita dai dipartimenti di Atlántico (53.835), Antioquia (38.026) e Valle del Cauca (26.270). La Colombia è al nono posto per numero di casi dopo Stati Uniti, Brasile, India, Russia, Sudafrica, Messico, Perù e Cile.

Filippine, oltre 100 mila casi e nuove restrizioni

Il bilancio dei casi di coronavirus nelle Filippine ha superato la soglia dei 100.000 spingendo il presidente Rodrigo Duterte ad imporre di nuovo rigide misure restrittive nella capitale Manila per cercare di contenere la diffusione della pandemia nel Paese. Secondo quanto riporta la CNN, che cita il ministero della Sanità, ieri nelle Filippine sono stati rilevati 5.032 nuovi contagi, un dato che porta il totale a quota 103.185. Il numero dei decessi è aumentato a 2.059. Le nuove misure restrittive annunciate da Duterte saranno imposte a Manila e nelle province di Laguna, Cavite, Rizal e Bulacan a partire dalla mezzanotte di martedì. Gli under 21, gli ultrasessantenni, le donne incinte e le persone con patologie pregresse dovranno restare a casa, eccetto che per recarsi al lavoro o acquistare beni di prima necessità.

Superati i 94 mila morti in Brasile

Il numero di morti da coronavirus in Brasile ha superato la soglia dei 94 mila: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati nel Paese 541 ulteriori decessi, un dato che ha portato il bilancio delle vittime dall’inizio della pandemia a quota 94.104. Allo stesso tempo, il totale dei contagi è salito a quota 2.733.677, di cui 25.800 nelle ultime 24 ore. Ieri il numero dei morti provocati dal virus nell’intera America latina ha superato quota 200 mila.

Il Messico è il terzo Paese al mondo per numero di morti

Il Messico ha rilevato quasi 5 mila casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il ministero della Sanità del Paese. Allo stesso tempo, sono stati registrati ulteriori 274 decessi. Lo riporta la CNN. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 439.046 e quello dei morti a quota 47.746. Il Messico ha registrato un nuovo record di casi giornalieri sabato scorso (9.556) e il giorno prima aveva superato il Regno Unito in termini di decessi. Secondo la Johns Hopkins University, il Messico è adesso il terzo Paese al mondo per numero di morti dopo gli Stati Uniti e il Brasile.

India, i casi superano quota 1,8 milioni

Il bilancio dei casi di coronavirus in India ha superato la soglia degli 1,8 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 52.972 nuovi contagi, un dato che porta il totale dall’inizio della pandemia a quota 1.803.695. Allo stesso tempo, il numero dei morti è salito a quota 38.135. La settimana scorsa l’India ha registrato un numero record di morti da coronavirus (oltre 5.300) e 315.000 nuovi casi. L’India è il terzo Paese al mondo per numero di casi dopo gli Stati Uniti e il Brasile.

Kosovo, contagiato il premier Hoti

Il premier kosovaro Avdullah Hoti ha annunciato ieri in serata di essere risultato positivo al test del coronavirus. In un post su Facebook, Hoti - riferiscono i media serbi - ha detto di non accusare sintomi particolari ad eccezione di una leggera tosse. «Da questa sera sarò in isolamento per due settimane», ha affermato il premier aggiungendo che espleterà regolarmente da casa tutte le sue funzioni di governo. Il Kosovo registra nelle ultime settimane una forte ripresa dei contagi da coronavirus.

Altri 509 contagi in Germania

In Germania sono stati conteggiati altri 509 casi di positività al nuovo coronavirus, stando all’ultimo bollettino pubblicato lunedì mattina dall’Istituto federale Robert Koch. Il numero totale di infezioni passa così a 210.402., con 9.148 decessi legati alla Covid-19.

Domenica 2 agosto

Sono 17.859.763 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 685.179, mentre i guariti totali sono oltre 10,5 milioni.

Quaranta positivi su una nave da crociera in Norvegia

Quaranta tra passeggeri e membri dell’equipaggio di una nave da crociera di lusso sono risultati positivi al coronavirus in Norvegia e le autorità stanno cercando di rintracciare i passeggeri di due recenti viaggi nell’Artico. Lo hanno riferito oggi funzionari della sanità pubblica, secondo quanto riporta il «Guardian». Quattro membri dell’equipaggio della MS Roald Amundsen sono stati ricoverati in ospedale per problemi respiratori venerdì quando la nave è arrivata al porto di Tromsø. I test hanno rilevato che anche altri 32 dei 158 membri del personale erano infetti. La maggior parte sono filippini, il resto norvegesi, francesi e tedeschi. L’equipaggio è stato messo in quarantena sulla nave, ma i 178 passeggeri arrivati venerdì erano stati autorizzati a sbarcare. Così è scattata una complessa operazione per localizzarli al fine di contenere qualsiasi potenziale diffusione dell’epidemia. Finora, quattro dei 387 passeggeri che viaggiavano sulla nave e su due crociere separate dal 17 luglio sono stati trovati positivi. «Prevediamo che saranno individuate ulteriori infezioni in relazione a questo focolaio», ha dichiarato Line Vold, un dirigente senior dell’Istituto norvegese della salute pubblica, aggiungendo che ai passeggeri è stato detto di auto-isolarsi.

Confermati 49 nuovi casi in Cina

L’autorità sanitaria cinese ha annunciato di aver ricevuto conferma di 49 nuovi casi di COVID-19 nella Cina continentale ieri, di cui 33 trasmessi a livello domestico. Nel suo bollettino quotidiano la Commissione sanitaria nazionale ha dichiarato che dei casi trasmessi domesticamente, 30 sono stati riportati nella regione autonoma uigura dello Xinjiang e altri tre nella provincia di Liaonjing. Non si registrano vittime legate all’infezione. Sono invece 14 i pazienti COVID-19 dimessi dai vari ospedali. La Commissione ha sottolineato che il numero complessivo dei casi confermati nella Cina continentale è arrivato a 84.385 - inclusi 748 pazienti ancora sotto cure mediche, di cui 36 in condizioni di salute gravi - aggiungendo che dopo gli ultimi controlli è stato annullato un caso confermato dal bilancio delle infezioni nello Xinjiang. In totale, il numero di persone dimesse dagli ospedali è salito a 79.003, con 4.634 decessi provocati dalla malattia. Secondo la Commissione, ieri sono stati confermati 16 nuovi casi importati. Nell’insieme, la provincia di Sichuan ha confermato 4 casi importati, le province di Shandong e Hubei ne hanno confermati 3 ciascuna, Guangdong e Shaanxi 2 a testa, mentre la municipalità di Shanghai e la provincia di Fujian ne hanno confermato uno ciascuno.

Troppi contagi, scatta l’obbligo di mascherina in Grecia

Dopo il recente aumento di contagi, le autorità greche hanno deciso a partire da oggi l’obbligo di mascherine in tutti gli spazi pubblici al chiuso e introdotto una serie di nuove misure restrittive. Le visite negli ospedali e nelle case di riposo per anziani saranno consentite solamente in casi eccezionali, mentre nei pub e nei bar, per evitare assembramenti, sarà consentito l’ingresso solamente ad un numero di persone pari al numero di coperti. Anche all’aperto, non sarà consentito consumare bevande in piedi davanti ai locali pubblici, pena una multa da 150 euro. La scorsa settimana, il governo aveva già imposto l’obbligo di mascherine nei negozi e sui mezzi di trasporto pubblici.

Australia, coprifuoco notturno a Melbourne

Dopo una nuova ondata di contagi da coronavirus lo Stato australiano di Victoria ha dichiarato lo stato di emergenza e ha imposto una serie di misure di controllo a Melbourne, la seconda città più popolosa dell’Australia: si comincia dal coprifuoco notturno per arrivare al divieto di celebrare matrimoni, misura mai applicata durante la pandemia. Il premier dello Stato di Victoria, Daniel Andrews, ha annunciato che le restrizioni entreranno in vigore oggi alle 18:00 ora locale e lo resteranno almeno fino al 13 settembre, riporta la Bbc. I residenti a Melbourne non saranno autorizzati a percorrere più di cinque chilometri da casa loro. Dopo i primi successi nel reprimere il virus, l’Australia ha avuto meno casi di molti altri paesi, registrando circa 17.000 infezioni e 200 morti. Ma i casi stanno crescendo rapidamente nello Stato di Victoria, dove nelle ultime 24 ore se ne contano 671 di nuovi e sette morti, portando così il totale dei contagi a 11.557 e delle vittime a 123. «Dobbiamo fare di più. Dobbiamo andare oltre. È l’unico modo per superare questa situazione», ha dichiarato Andrews in una conferenza stampa.

In America Latina oltre 200 mila morti

Il numero dei morti per coronavirus in America latina ha superato i 200.000, dopo che nelle ultime ore si sono aggiunti 191 decessi in Perù. Lo riportano vari media internazionali citando il conto dell’agenzia Reuters

Negli USA quinto giorno di fila con oltre 60 mila casi

Gli Stati Uniti hanno registrato oltre 60 mila nuovi casi di positività al coronavirus per il quinto giorno consecutivo. Lo evidenzia il nuovo bilancio della Johns Hopkins University. Nelle ultime 24 ore, infatti, i contagiati sono saliti di 61.262, con 1.051 decessi. Gli Usa contano, al momento, 4,6 milioni di contagiati e 154.319 morti dall’inizio della pandemia.

Sabato 1 agosto

Sono 17.591.973 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 679.439, mentre i guariti totali sono oltre 10.330.970.

Madrid e Bergamo le città europee con la sovramortalità più elevata

Madrid è la grande città europea che ha avuto il più alto tasso di sovramortalità per coronavirus. Lo rivela uno studio dell’ufficio britannico di statistica (Ons), riportato dai media spagnoli. La settimana più drammatica è stata quella terminata il 27 marzo, quando il tasso è stato del 432,7%. Lo studio ha confrontato il numero di morti dei primi mesi del 2020 con quelli del periodo 2015-2019. In Spagna la seconda città più colpita dalla pandemia è Barcellona, mentre nel resto d’Europa sono Birmingham (+249,7% nella settimana conclusa il 17 aprile) e Londra (+226,7%). Tra le città meno grandi, il record è di Bergamo che ha registrato una sovramortalità di ben l’847,7% nella settimana terminata il 20 marzo.

La Grecia riapre alle navi da crociera

La Grecia ha riaperto oggi sei dei suoi porti principali alle navi da crociera dopo la chiusura dovuta alla pandemia di coronavirus. Lo ha annunciato il ministro del turismo Harry Theoharis precisando che si tratta dei porti del Pireo (Atene), Rodi, Heraklion, Volos, Corfù e Katakolo. Prima di tre settimane non è però previsto l’arrivo di nessuna nave. Con un quarto della sua economia dipendente dal turismo, la Grecia sta cercando di rilanciare questo settore: a giugno ha riaperto i suoi confini terrestri e il 1. luglio ha annunciato la ripresa dei voli, principalmente dall’Europa. Da allora, secondo la protezione civile greca, sono stati confermati circa 340 casi di COVID-19 su un totale di 1,3 milioni di viaggiatori. Fino oggi la Grecia ha registrato 4.500 contagi di coronavirus e 206 vittime. Tuttavia, il risultato è inferiore alle aspettative: il tasso di occupazione degli hotel è solo di un quinto secondo l’unione alberghiera greca.

In Germania 955 nuovi casi

Resta alta l’allerta coronavirus in Germania dove, nelle ultime 24 ore, sono stati registrati 955 nuovi contagi. Secondo i dati dell’istituto Robert Koch, il totale di casi di COVID-19 nel Paese è 209.653. Sette le persone morte a causa del virus nella giornata di ieri, 9.148 in tutto.

In Francia oltre 1.300 contagi per il terzo giorno consecutivo

Per il terzo giorno consecutivo la Francia ha registrato oltre 1.300 nuovi casi di coronavirus. Un fenomeno che la stampa francese ha definito «effetto vacanze». Nelle ultime 24 ore sono stati inoltre individuati 15 nuovi focolai per un totale di 157 sotto osservazione in tutto il paese, riporta il «Guardian». Secondo le autorità sanitarie francesi il 21% di questi focolai sono stati causati dal ricongiungimento delle famiglie per le vacanze e da «assembramenti pubblici o privati» come i matrimoni.

Negli Usa altri 1.442 morti

Sono 1.442 le vittime per coronavirus registrate negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore. Lo riporta il nuovo bilancio della Johns Hopkins University. È il quarto giorno consecutivo che i morti per la pandemia superano i 1.200. In totale ora si contano 153.268 vittime. Con gli ulteriori 69 mila casi di positività registrati in 24 ore, gli Usa raggiungono quota 4,5 milioni di casi da inizio pandemia.

Venerdì 31 luglio

(Aggiornato alle 23.07) Sono 17.406.644 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 675.545, mentre i guariti totali sono oltre 10,2 milioni.

USA, centinaia di bambini contagiati a un campo estivo

Centinaia di bambini con un’età media di 12 anni sono stati contagiati dal coronavirus durante le vacanze in un campo estivo della Georgia. Positivi anche diversi membri dello staff. Lo rivela un rapporto dei Cdc, la massima autorità sanitaria federale negli Usa, secondo cui sono almeno 260 i casi di Covid-19 accertati dopo i test condotti su 344 individui che hanno soggiornato nel centro lo scorso mese. La notizia piomba nel momento in cui negli Usa è polemica sulle eventuale riapertura delle scuole fortemente voluta da Donald Trump.

Fitch conferma tripla A agli USA ma con outlook negativo

L’agenzia internazionale di rating Fitch conferma la tripla A per gli Stati Uniti ma abbassa l’outlook da stabile a negativo. A pesare - si spiega - il deterioramento in corso dell’economia e delle finanze pubbliche a causa della pandemia. Fitch punta il dito anche sulla mancanza di «un piano credibile di consolidamento dei conti».

L’UE prenota 300 milioni di dosi di vaccino con Sanofi

La Commissione europea ha concluso colloqui esplorativi con la società farmaceutica Sanofi per l’acquisto di un potenziale vaccino contro la malattia Covid-19, con un’opzione per tutti gli Stati membri dell’Ue. Una volta che il vaccino si sarà dimostrato sicuro ed efficace, la Commissione avrà un quadro contrattuale per l’acquisto di 300 milioni di dosi, per conto di tutti i 27 Paesi. Intanto la Commissione prosegue intense discussioni con altri produttori.

Un quarto dei casi fuori dalla Cina legati all’Italia

Più di un quarto dei primi casi di coronavirus registrati fuori dalla Cina dall’inizio della pandemia sono legati all’Italia. Lo rivela uno studio dei Centers for Disease Control and Prevention statunitensi pubblicato su The Lancet relativo alle undici settimane che hanno preceduto la dichiarazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) secondo cui la malattia Covid-19 costituiva una pandemia globale. Secondo lo studio, il 27% di questi primi casi erano persone che avevano viaggiato in Italia, il 22% in Cina e l’11% in Iran. «I dati che abbiamo raccolto ci dicono che viaggi in pochi Paesi con un alto tasso di diffusione del virus SARS-CoV-2 hanno seminato focolai in giro per il mondo prima che il coronavirus fosse dichiarato pandemia», ha spiegato la dottoressa Fatimah Dawood, che ha codiretto la ricerca. Lo studio ha anche analizzato le caratteristiche dei primi giorni di diffusione del virus e individuato 101 focolai in 29 Paesi nel periodo precedente all’annuncio dell’Oms. I ricercatori hanno anche sottolineato che i primi casi confermati potrebbero non essere stati il vero inizio dell’epidemia in un certo Paese.

Nuovo picco a Malta

Nuovo picco di contagi da coronavirus a Malta. Dopo mesi di relativa tranquillità, con la riapertura delle frontiere ed il via libera agli eventi di massa le infezioni si sono moltiplic

ate a causa di focolai che si sono accesi prima per un party privato nel fine settimana scorso, poi per una festa patronale. Il ministero della Salute ha quindi disposto restrizioni per gli eventi pubblici. Nelle ultime 24 ore sono state registrate 10 nuove positività, che portano a 150 il numero dei casi attivi, di cui 85 tra i 94 migranti salvati dalle forze armate maltesi a inizio settimana e posti in isolamento nei centri di accoglienza. Nella prima fase della pandemia i casi di Covid erano stati complessivamente appena 674.

Il Brasile ha superato i 2,6 milioni di casi

Il Brasile ha superato i 2,6 milioni di casi di coronavirus, mentre la corsa alla produzione del vaccino continua nello stato di San Paolo. Secondo l’ultimo bilancio giornaliero riferito ieri dal ministero della Salute, il gigante latinoamericano ha registrato 57’837 infetti in 24 ore portando il totale a 2’613’634 casi. Nel bilancio quotidiano sono state registrate 1129 nuove vittime, per un totale di 91’263 morti dall’inizio della pandemia nel Paese.

Lo stato di San Paolo, epicentro della pandemia con oltre 529’000 contagi, ha annunciato l’intenzione di produrre 120 milioni di dosi del vaccino cinese CoronaVac, mentre sono in corso studi e test con il vaccino dell’Università di Oxford, nel quadro di un accordo firmato dal governo del presidente Jair Bolsonaro.

Cina favorevole al rinvio del voto a Hong Kong

La Cina esprime il pieno sostegno alla decisione del governo di Hong Kong di rinviare le elezioni politiche dal 6 settembre prossimo al 5 settembre del 2021 a causa della nuova ondata di Covid-19, con una mossa che ha mandato su tutte le furie l’opposizione pro-democrazia. «È molto necessario, ragionevole e legale», ha commentato l’Ufficio sugli affari di Hong Kong e Macao del governo di Pechino in una breve nota, a commento dell’iniziativa. «Il governo centrale comprende in pieno e sostiene» la decisione.

Leggera flessione dei contagi in Germania

Cala leggermente il trend dei nuovi contagi di Covid-19 in Germania nelle ultime 24 ore: scendono a 870, contro i 902 di ieri, le nuove infezioni. Lo riferisce l’istituto federale per le malattie infettive Robert Koch Institut. Ma il livello rimane comunque alto se paragonato alla media di 300-500 nuove infezioni al giorno della prima metà di luglio. Il fattore di contagio R0 il 30 luglio era di 1,02, mentre il fattore R0 settimanale è di 1,17. In Germania si contano finora almeno 208’698 casi totali e le vittime sono 9141. L’istituto oggi ha reso noto di aver inserito sulla sua lista dei Paesi a rischio le regioni spagnole della Navarra, Catalogna e Aragona perché, secondo i dati del ministero della Sanità tedesco, in quelle zone si registra un contagio superiore alla soglia di rischio delle 50 nuove infezioni ogni 100’000 abitanti in una settimana.

Restrizioni ancora per due settimane in Gran Bretagna

In Gran Bretagna slitta di almeno due settimane l’allentamento delle restrizioni, a causa di una recrudescenza del coronavirus. Lo ha annunciato il premier Boris Johnson. I locali che avrebbero dovuto aprire domani non lo faranno prima del 15 agosto, come i bowling, i casinò e le piste di pattinaggio, secondo quanto riporta la Bbc. «Con l’aumento dei numeri, riteniamo che sia necessario premere il pedale del freno per tenere sotto controllo il virus», ha spiegato Johnson. Stamane erano scattate nuove restrizioni nel nord dell’Inghilterra.

L’obbligo di mascherina al chiuso sarà esteso «ad altri ambienti dove è probabile che si entri in contatto con persone che normalmente non si incontrano, come musei, gallerie, cinema e luoghi di culto», ha detto Johnson, secondo quanto riporta la Bbc. Boris Johnson ha affermato che i progressi contro il coronavirus continuano, con un numero di morti in calo, ma ha aggiunto che il Paese deve essere «pronto», vista la recrudescenza dell’epidemia in alcuni Paesi europei, e la situazione in peggioramento nel nord dell’Inghilterra. Anche se, ha chiarito, le ultime restrizioni non costituiscono un «ritorno al lockdown». Ci sono «compromessi» necessari, ha sottolineato il premier, affermando che far tornare i bambini a scuola all’inizio della prossima stagione «dovrebbe essere una priorità nazionale».

La capitale del Botswana in lockdown per 14 giorni

La capitale del Botswana, Gaborone, è stata messa sotto blocco totale per due settimane dopo aver registrato 30 nuovi casi di coronavirus. L’ordinanza è entrata in vigore a mezzanotte e il suo annuncio è stato condiviso via Twitter. «I servizi essenziali opereranno con una capacità del 25%, non ci sarà alcun movimento all’interno della Greater Gaborone Zone senza un permesso di spostamento e il movimento da e verso la Greater Gaborone Zone è proibito con effetto immediato». Lo ha affermato Kereng Masupu, coordinatore della task force presidenziale per la risposta alla pandemia di Covid-19. Il Botswana conferma attualmente 804 contagi e due morti, secondo i dati forniti dalla Johns Hopkins University.

Australia, positivi i primi test del vaccino sull’uomo

Positivi i primi risultati sull’uomo del vaccino australiano Covax 19 contro il nuovo coronavirus. Nei test di fase 1 ha dimostrato di essere sicuro e di generare una risposta immunitaria.

Sviluppato dall’Università Flinders di Adelaide, è il primo fra i candidati vaccini in via di sviluppo in Australia a superare le sperimentazioni di fase 1. Il vaccino è stato somministrato questo mese a 40 volontari sani, nessuno dei quali ha riportato effetti collaterali significativi o febbre. I risultati definitivi dello studio, in via di pubblicazione, sono stati comunicati da Nikolai Petrovsky, direttore di Endocrinolzgia del Flinders Medical Centre.

Petrovsky ha riferito che i dati relativi alla sicurezza dei test di fase 1 sono stati approvati dal comitato etico del Centro, che ha autorizzato ulteriori test su volontari, tra cui anziani, bambini e malati di tumore.

«Abbiamo confermato che il vaccino Covax 19 può indurre risposte appropriate di anticorpi in soggetti umani», ha detto lo studioso al quotidiano The Australian. «I dati preliminari sulla sicurezza mostrano che non vi sono significativi effetti collaterali sistemici in alcuno dei soggetti». Petrovsky, che è anche fondatore della ditta di biotecnologia Vaxine, ha offerto di dare accesso prioritario al vaccino ai residenti di case di riposo a rischio di contrarre il virus.

L’inizio delle sperimentazioni di fase 2 del Covax 19, che coinvolgeranno fra 400 e 500 volontari, è previsto in settembre. La Vaxine sta anche coordinando con altri Paesi i test di fase 3, che dovrebbero reclutare fino a 50 mila volontari, prevalentemente in Paesi duramente colpiti dal Covid-19, ha detto ancora lo scienziato.

Hong Kong verso il rinvio delle elezioni

La governatrice di Hong Kong Carrie Lam dovrebbe annunciare nel pomeriggio il rinvio di un anno delle elezioni politiche del 6 settembre prossimo sul rinnovo della LegCo, il parlamento locale, a causa della terza ondata di Covid-19 che sta colpendo la città con oltre 100 casi al giorno.

La mossa, la cui formalizzazione è attesa in una conferenza stampa convocata nel tardo pomeriggio, sarebbe un duro colpo al fronte pro-democrazia, ha riferito Cable TV. Alle elezioni dei consigli distrettuali dello scorso anno, infatti, l’opposizione ha stravinto e puntava a bissare il successo a settembre. Il posticipo, invece, dà più tempo a Pechino per normalizzare la situazione dopo l’imposizione sull’ex colonia della legge sulla sicurezza nazionale.

Israele, in 24 ore 1786 nuovi casi

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati in Israele 1786 nuovi contagi, ossia l’8,8% dei test di ieri. Lo ha riferito il ministero della sanità. Dall’inizio della pandemia i casi positivi sono così saliti a 70’582.

Le persone infette sono adesso 26’260, di cui 25’514 si trovano nelle proprie abitazioni o in appositi alberghi. I ricoverati in ospedale sono 746, di cui 319 versano in condizioni gravi. I decessi sono saliti a 509. I media rilevano che questi dati confermano un sostanziale stabilizzarsi della crisi sanitaria.

Questa settimana il numero complessivo dei contagi è stato di 11’820, mentre la settimana precedente la cifra totale era stata 12’013. In lieve calo questa settimana anche i decessi: 57 rispetto ai 59 della settimana precedente.

I responsabili alla sanità moltiplicano intanto gli appelli alla popolazione araba affinché rispetti il più possibile le regole di igiene e di distanziamento, mentre ha inizio la ricorrenza islamica dell’Eid al-Adha (la festa del sacrificio) che è accompagnata da numerosi incontri familiari.

Francia, i prefetti potranno imporre la mascherina anche all’aperto

Dinanzi alla recrudescenza del coronavirus, il ministro francese della Salute, Olivier Véran, ha autorizzato i prefetti ad imporre localmente l’uso obbligatorio della mascherina nei luoghi pubblici all’aperto, in base all’evoluzione del virus.

«Per limitare la circolazione del Covid-19 - ha scritto su Twitter - i prefetti potranno da oggi estendere l’obbligo della mascherina nei luoghi pubblici all’aperto. Questa decisione - ha precisato - potrà essere presa localmente, in funzione dell’evoluzione dell’epidemia in ogni territorio».

Russia, 5482 casi e 161 morti in 24 ore

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 5482 nuovi casi di Covid-19 e 161 decessi provocati dal virus Sars-Cov-2: lo riferisce il centro operativo nazionale anticoronavirus. Il totale dei contagi accertati sale così a 839’981, mentre le vittime del nuovo virus dall’inizio dell’epidemia sono ufficialmente 13’963.

Filippine, restrizioni estese anche a Manila

Il presidente filippino Rodrigo Duterte ha esteso le misure restrittive per il coronavirus alla capitale Manila, limitando i movimenti degli anziani e dei bambini, chiudendo i ristoranti e le palestre fino a metà agosto e limitando le attività economiche. «La mia richiesta è di resistere ancora un po’. Molti sono stati infettati», ha detto Duterte in un discorso televisivo, in cui ha promesso vaccini gratuiti quando saranno disponibili, con priorità ai poveri, poi alla classe media, alla polizia e al personale militare. Le Filippine avranno la precedenza dalla Cina nella distribuzione dei vaccini, ha assicurato.

Ritorna il virus in Vietnam

Il Vietnam ha registrato 45 nuovi casi di coronavirus, il peggior incremento in 24 ore dall’inizio dell’epidemia nel Paese, lo scorso gennaio. Tutti i nuovi contagi sono stati rilevati nella località turistica di Da Nang, colpita da un focolaio la scorsa settimana. Dopo quasi 100 giorni senza contagi, il Vietnam ha visto il ritorno del Covid lo scorso 25 luglio, ricorda la Cnn.

Nuovo record di contagi in Libia

Nuovo record di contagi giornalieri per la Libia che registra nelle ultime 24 ore altri 216 nuovi casi di coronavirus, che portano a 3438 il totale confermato nel Paese.Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina ufficiale Facebook, precisando che i morti salgono a 73, i guariti a 604, e le persone attualmente positive da 2550 a 2761, con la maggior parte dei casi al Sud.

Il governo di Tripoli ha annunciato la proroga del coprifuoco con 5 giorni di lockdown totale da oggi fino a mercoledì prossimo, con divieto di circolazione e di grandi assembramenti in spiagge o giardini e il lockdown parziale dalle 21 alle 6 del mattino per i 5 giorni seguenti. Oggi si celebra l’Eid al-Adha, festa islamica del Sacrifico.

Gran Bretagna, giro di vite al nord

Il governo britannico ha imposto ulteriori restrizioni su vaste aree dell’Inghilterra settentrionale dopo un’ondata di casi di coronavirus causati in gran parte da persone che «non rispettano le distanze sociali».Il brusco giro di vite riguarda i movimenti di oltre 4 milioni di persone. Il segretario della Salute, Matt Hancock, ha annunciato che dalla mezzanotte di oggi persone appartenenti a diverse famiglie nella Greater Manchester, in alcune parti dell’East Lancashire, West Yorkshire e Leicester non potranno incontrarsi in luoghi chiusi. Lo scrive il Guardian. Inoltre, un nucleo familiare potrà andare al pub, ma senza mescolarsi con altre persone. È la prima volta che ulteriori misure di blocco sono state applicate in un’area geografica così estesa, che copre milioni di case, e arriva alla vigilia delle celebrazioni della festa islamica Eid al-Adha che si sarebbero tenute in molte città e paesi colpiti.

Le autorità locali e la polizia avranno potere di far applicare le restrizioni. Le nuove regole arrivano quasi quattro settimane dopo un allentamento per tutta l’Inghilterra, che consentiva alle persone di incontrarsi al chiuso per la prima volta dalla fine di marzo.Hancock ha affermato di aver ordinato il blocco a causa di un «aumento della velocità di trasmissione in alcune parti del nord dell’Inghilterra», che è stato «in gran parte dovuto alle riunioni delle famiglie e al mancato rispetto delle distanze sociali».

In Usa 1.379 morti in 24 ore, i casi totali sono 72.238

I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 72.238. I morti 1.379, in quello che e’ il terzo giorno consecutivo in cui i decessi superano quota 1.200. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, secondo la quale i contagi complessivi nel paese sono quasi 4,5 milioni.

Giovedì 30 luglio

(Aggiornato alle 20.37) Sono 17.057.819 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 667.744, mentre i guariti totali sono 9,9 milioni.

La moglie di Bolsonaro positiva al test

Michelle Bolsonaro, moglie del presidente brasiliano Jair Bolsonaro, è risultata positiva oggi al test per Covid-19. Lo ha reso noto la Presidenza del Brasile in un comunicato. «È in buona salute e seguirà tutti i protocolli stabiliti. La first lady è seguita dall’equipe medica della Presidenza della Repubblica», si legge nella nota.

Il presidente Bolsonaro ha già contratto il Covid-19, dalla quale ha annunciato di essere guarito sabato scorso, dopo che il suo quarto test per il virus è risultato negativo. Secondo quanto riportato dal quotidiano Folha de Sao Paulo, come suo marito, la first lady brasiliana dovrà restare in isolamento in un’area del Palazzo Alvorada, residenza del presidente, senza avere contatti con le sue due figlie Laura e Leticia.

Ieri, Michelle Bolsonaro ha partecipato a una cerimonia al Palazzo Planalto, sede del governo, durante la quale ha avuto contatti con le ministre Tereza Cristina (Agricoltura) e Damares Alves (Donna).

La first lady ha parlato indossando una mascherina, ma le ministre hanno utilizzato il suo stesso microfono e pulpito. Per via di questi contatti, Cristina e Alves hanno riferito che si sottoporranno al test per il coronavirus e hanno annullato i loro programmi di appuntamenti.

In Kosovo oltre 250 casi e 16 decessi

In Kosovo si mantiene elevato il numero dei contagi da coronavirus, che nelle ultime 24 ore sono stati 258. I decessi sono stati da ieri 16, il numero giornaliero più alto dall’inizio dell’epidemia. In totale, come riferiscono i media regionali, nel piccolo Paese balcanico i casi di covid-19 sono stati finora 8.104, le vittime 212. I casi attivi attualmente sono 3.429, i guariti 4.463.

Negli Stati Uniti 1.400 morti in 24 ore, uno al minuto

Negli Stati Uniti nella giornata di ieri ci sono stati 1.400 morti a causa del coronavirus, quasi una vittima al minuto. È stata la peggiore giornata da oltre due mesi, con Florida, California, North Carolina e Idaho gli stati più colpiti e che hanno fato registrare un record sul fronte dei decessi e dei casi di contagio.

Il PIL statunitense crolla del 32,9%

L’economia americana si è contratta nel secondo trimestre (su base annua) del 32,9%, ha indicato oggi il Dipartimento del commercio. Si tratta di un crollo record, anche se migliore delle attese degli analisti che scommettevano su -34,5%. Il calo è comunque senza precedenti per la sua severità. Gli unici paragoni possibili nella storia americana moderna è con la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale, ovvero prima che iniziasse la raccolta dei dati ufficiale dal 1947.

A Madrid da oggi scatta l’obbligo di mascherina in strada

A partire da oggi anche la Comunità di Madrid si unisce alle altre 15 comunità autonome spagnole che hanno reso già obbligatorio l’uso della mascherina nei luoghi pubblici, comprese le strade e le terrazze dei bar. Lo riferisce «El Mundo». Finora l’uso della mascherina era richiesto solo per viaggiare sui mezzi pubblici e in spazi chiusi dove non era possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale.

Australia, nuovo picco di contagi e morti

L’Australia ha riportato un aumento record dei contagi e dei morti da Coronavirus: lo stato di Victoria ha annunciato oltre 700 nuovi casi e 13 decessi. Lo riferisce il «Guardian». È il 25esimo giorno consecutivo di aumenti a tripla cifra nel secondo Stato più popoloso del paese. Il premier dello Stato, Daniel Andrews, ha annunciato che a partire dalla mezzanotte di giovedì, i cittadini in diversi distretti regionali a sud-ovest di Melbourne non potranno più ricevere visite in casa. A partire da domenica, Andrews ha anche emesso l’obbligo di indossare la mascherina fuori casa per l’intero Stato.

In Brasile oltre 90 mila vittime

Il Brasile ha superato ieri i 90 mila morti da coronavirus, con 1.595 vittime in 24 ore. Lo ha annunciato il ministero della salute. Secondo per morti da Covid-19 solo agli Stati Uniti, il Paese sudamericano ha raggiunto quota 90.134 morti, ha indicato il ministero, precisando che i nuovi casi registrati ieri sono stati 69.074.

Negli USA superati i 150 mila morti

I morti per coronavirus negli USA hanno superato i 150.000, secondo i dati della Johns Hopkins University, portandosi a 150.713 stamattina. I casi di contagio sono 4.426.982. La prima vittima, riporta la CNN, si è avuta il 29 febbraio. Il 23 aprile, 54 giorni dopo, i morti erano 50.000. Gli Stati Uniti oltrepassavano la soglia dei 100.000 morti il 27 maggio, 34 giorni più tardi. Ci sono voluti infine 63 giorni per raggiungere e oltrepassare le 150.000 vittime.

Pelosi: «Mascherina obbligatoria alla Camera»

La speaker Nancy Pelosi ha annunciato che renderà obbligatorio l’uso della mascherina nell’aula della Camera del Congresso americano. La decisione dopo che un deputato repubblicano, Louie Gohmert, finito spesso nella bufera per essersi rifiutato di indossare la mascherina, e’ risultato positivo al test del coronavirus.

Mercoledì 29 luglio

(Aggiornato alle 18.27) Nel mondo i contagi da coronavirus registrati sono complessivamente 16.670.063. Secondo i dati diffusi dalla John Hopkins University, i decessi accertati sono finora stati 659.077, mentre le persone guarite sono 9.703.238. Stati Uniti (4.351.997 casi), Brasile (2.483.191) e India (1.483.156) sono i paesi più colpiti dalla COVID-19.

In Spagna oltre 1.153 contagi in 24 ore

I nuovi contagi da coronavirus in Spagna sono stati 1.153 nelle ultime 24 ore. Cinque i morti. È il numero più alto dal 2 maggio, quando furono registrati 1.178 nuovi positivi. Lo riferisce La Vanguardia.

«I giovani potrebbero provocare nuovi picchi in Europa»

L’aumento dei casi di coronavirus tra i giovani potrebbe provocare i nuovi picchi in Europa. Lo ha detto il direttore dell’ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Hans Kluge, in un’intervista a Bbc Radio 4 sottolineando la necessità che le autorità comunichino meglio con i ragazzi e li coinvolgano di più nella prevenzione. «Da padre di due figlie capisco che i giovani non vogliano perdersi l’estate», ha detto il capo di Oms Europa, «ma hanno una responsabilità verso loro stessi, i loro genitori, i loro nonni e le loro comunità».

Gli ospedali di Hong Kong a rischio collasso

Il sistema ospedaliero di Hong Kong potrebbe «collassare» con l’impennata di casi di Covid-19: è l’allarme lanciato dalla governatrice Carrie Lam che, invitando a restare a casa, ha spiegato che la città è «sull’orlo di un focolaio di comunità su larga scala». Oggi sono entrate in vigore le nuove regole antipandemia, tra cui l’uso delle mascherine obbligatorio e la chiusura dei ristoranti. Hong Kong, che ha affrontato bene la pandemia nelle battute iniziali, continua a registrare più di 100 infezioni al giorno, quando meno di un mese fa la media giornaliera era sotto la decina.

Cresce ancora il numero dei casi in Germania

Cresce ancora il numero dei nuovi casi di Covid-19 in Germania nelle ultime 24 ore: sono 684 le segnalazioni arrivate alla scorsa mezzanotte, contro le 633 del giorno precedente, a quanto riportano gli ultimi dati del Robert Koch Institut.Il livello di diffusione del contagio, misurato dal fattore R0, si mantiene tuttavia costante a 1,25 (rispetto a 1,28 del giorno precedente).Anche il fattore di contagio misurato sui sette giorni precedenti rimane su soglie non ancora allarmanti a 1,12.

Tuttavia ieri il presidente del Robert Koch Institut, Lothar Wieler, aveva messo in guardia dal pericolo di una nuova ondata, dicendosi «molto preoccupato» dai recenti sviluppi. Nel mese di luglio le nuove infezioni giornaliere erano rimaste comprese tra 300 e 500.Secondo il presidente un’eccessiva disattenzione nell’osservare le norme previste (mascherina, un metro e mezzo di distanza e igiene) potrebbe preludere ad un nuovo sviluppo epidemico. L’acme del contagio si è raggiunto in aprile con 6000 nuovi casi registrati in un giorno. Attualmente sono state contagiate in Germania almeno 202’926 persone e 9128 sono morte in conseguenza del virus, riferisce ancora l’istituto epidemiologico di Berlino.

La Gran Bretagna sigla un accordo con Sanofi e Gsk per 60 milioni di dosi di vaccino

Il governo di Londra ha siglato un accordo con il gruppo farmaceutico francese Sanofi e quello britannico GlaxoSmithKline (Gsk) per la fornitura di 60 milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus. Lo riferisce Skynews.

Altri 1.592 morti e 60.000 contagi in Usa

I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 1.592, il numero piu’ alto da due mesi e mezzo, su 60.000 nuovi casi. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University.

Martedì 28 luglio

Sono 16.534.345 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 655.084, mentre i guariti totali sono 9,6 milioni.

In Spagna 905 contagi nelle ultime 24 ore

Il ministero della Salute spagnolo ha segnalato 905 nuove infezioni da coronavirus nel Paese nelle ultime 24 ore, un dato che porta il numero totale dei contagi a 280.610 dall’inizio della pandemia. Il bilancio delle vittime sale a 28.436, con 6 morti negli ultimi sette giorni. Lo riferisce La Vanguardia.I nuovi casi sono stati 50 in più rispetto a quelli registrati domenica (855) e superano di nuovo la soglia dei 900 casi, come accaduto lo scorso giovedì (971) e venerdì (922). Di questi nuovi casi, 357 sono stati registrati in Aragona, 147 a Madrid e 126 in Catalogna.

Persi 320 miliardi nel turismo mondiale

La pandemia di Covid-19 ha causato perdite per 320 miliardi di dollari nel turismo mondiale da gennaio a maggio rispetto all’anno prima. Lo riferisce l’Organizzazione mondiale del turismo (Wto). «È più del triplo delle perdite registrate dal turismo internazionale durante la crisi economica mondiale del 2009», aggiunge l’organizzazione. Tra gennaio e maggio, il numero dei turisti internazionali è crollato del 56% rispetto allo stesso periodo del 2019, che rappresenta 300 milioni di visitatori in meno. L’agenzia teme per il 2020 la perdita di 100-120 milioni di posti di lavoro nel settore.

In Belgio in media 311,4 contagi al giorno

Il numero medio di infezioni da coronavirus in Belgio è salito a 311,4 al giorno tra il 18 e il 24 luglio, secondo l’aggiornamento dei dati dell’Istituto di salute pubblica Sciensano. Lo scrive l’agenzia di stampa Belga precisando che si tratta di un aumento del 69% rispetto alla settimana precedente e con un’incidenza di 19,0 nuovi casi per 100 mila abitanti. Ad Anversa, dove è stato imposto il coprifuoco, tra il 17 e il 24 luglio sono stati registrati 711 nuovi casi. Il numero di infezioni in Belgio è ora pari a 66’428. Anche il numero di ricoveri ospedalieri è aumentato, con una media di 19,3 ricoveri al giorno dal 21 al 27 luglio, con un incremento del 38%.

A Tokyo 266 casi nelle ultime 24 ore

Prosegue a ritmi allarmanti la crescita delle infezioni da coronavirus a Tokyo, con il doppio dei casi registrati martedì rispetto al giorno precedente. Il governo metropolitano ha riscontrato 266 nuovi contagi, dopo la tendenza in calo di lunedì con 131 casi. Solo nel mese di luglio, riferiscono le autorità, la metropoli ha registrato circa 5000 infezioni, poco meno della metà del totale dall’inizio della pandemia, che si assesta a quota 11.600. In un incontro con i sindaci delle maggiori sei città dell’arcipelago, il ministro incaricato per la gestione dell’emergenza, Yasutoshi Nishimura, ha sollecitato le municipalità a prendere misure più stringenti per limitare, ove fosse necessario, gli orari delle attività commerciali, in particolare nei distretti dove proliferano i locali notturni, centro dei principali focolai dell’agente patogeno. A livello nazionale i nuovi casi di coronavirus hanno superato quota 30 mila nel corso del fine settimana, con 1.011 morti accertate.

In Kosovo record di casi

In Kosovo si mantiene alta la curva del contagio da coronavirus. Nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono stati 276 su appena 404 test effettuati. Come riferiscono i media regionali, si tratta del record giornaliero di contagi registratisi finora nel piccolo Paese balcanico, che conta circa 2 milioni di abitanti e le cui strutture sanitarie sono alquanto precarie. Dall’inizio dell’epidemia in Kosovo si sono avuti in totale 7413 contagi e 185 decessi per la Covid-19. I casi attivi sono attualmente 3201. Una forte ripresa dei contagi si registra in tutti i Paesi dell’area balcanica, in particolare Romania e Serbia.

In Russia 5395 casi e 150 morti in 24 ore

Sono 5395 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Russia nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi accertati nel Paese sale così a 823’515, il quarto al mondo in termini assoluti. Lo riferisce il centro operativo russo anticoronavirus precisando che nel corso dell’ultima giornata 150 persone sono morte a causa del virus Sars-Cov-2. Il totale ufficiale delle vittime del nuovo virus in Russia sale così a 13.504.

In Cina 68 nuovi casi

Dopo i 61 nuovi casi di COVID-19 registrati domenica, la Cina ne ha registrati lunedì altri 68, aggiornando i dati peggiori dalle 75 infezioni del 6 marzo. Secondo gli aggiornamenti forniti dalla Commissione sanitaria nazionale, i contagi a trasmissione locale sono stati 64, di cui 57 nello Xinjiang, 6 nel Liaoning e uno a Pechino. I 4 casi residui sono stati classificati come importati: due accertati a Shanghai, uno a Pechino e uno nello Yunnan. I nuovi asintomatici confermati sono stati invece 34, di cui 6 importati.

In Argentina superati i 3 mila morti

L’Argentina ha superato nelle ultime ore la soglia dei 3 mira morti per la pandemia da coronavirus mentre il ministro della Sanità, Ginés González García, ha ammesso che il Paese «sta attraversando un momento difficile». Secondo l’ultimo rapporto delle autorità sanitarie argentine, segnala l’agenzia di stampa Telam, nelle ultime 24 ore vi è stato un record di 121 morti e questo ha portato il totale da marzo a quota 3059, mentre il numero dei casi è salito a quota 167.416. La situazione nei centri di rianimazione resta comunque gestibile, perché la percentuale di occupazione dei letti di questo settore è del 54,2% a livello nazionale (1002 pazienti), e del 63,5% a Buenos Aires e provincia, dove si concentrano fra l’altro da tempo oltre il 90% dei contagi. Intanto, González García ha difeso le misure di prevenzione adottate dal governo per mitigare la pandemia ed ha avvertito che le discussioni sull’utilità della quarantena non si debbono svolgere come se si trattasse di una partita di calcio. Rispondendo a domande dei giornalisti ieri in una visita per l’inaugurazione di un ospedale nella provincia di Santiago del Estero, il ministro ha insistito che questa discussione «non riguarda un derby Boca-River, ma la salute di tutti gli argentini», confermando comunque che «non siamo alla fine di questa storia», ma in «uno dei suoi momenti difficili».

Trump in contrasto con il virologo Fauci: «I governatori dovrebbero riaprire gli Stati»

Il presidente Usa Donald Trump ha esortato i governatori di alcuni Stati ad allentare le restrizioni imposte per far fronte alla diffusione del coronavirus. «Credo davvero che molti governatori dovrebbero aprire gli Stati che non stanno aprendo», ha detto Trump senza fare nomi, secondo quanto riporta la Cnn. L’appello giunge nonostante i contagi ed i decessi siano in continua crescita nel Paese, con 57.039 nuovi casi e ulteriori 679 morti nelle ultime 24 ore. Il messaggio di Trump ai governatori è in netto contrasto con i consigli che i membri della task force per il coronavirus della Casa Bianca stanno dando loro. Esperti come il virologo Anthony Fauci, infatti, ritengono che gli Stati con un numero elevato di casi dovrebbero chiudere bar e ristoranti se non lo hanno già fatto.

Trump fiducioso per il vaccino

«Sul fronte del vaccino stiamo facendo enormi progressi. Non siamo mai andati così veloce»: lo ha detto Donald Trump affermando che negli Usa «si stanno producendo in anticipo i candidati al vaccino più promettenti».

Negli Usa oltre 57 mila nuovi contagi

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 57.039 nuovi contagi e 679 decessi da coronavirus in 24 ore, secondo la Johns Hopkins University. Il totale sale rispettivamente a 4.286.663 e 147.588.

Lunedì 27 luglio

Sono oltre 16 milioni i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 647.928, mentre i guariti totali sono 9.360.046.

Germania, chi torna dai paesi a rischio dovrà fare il tampone

Chi torna in Germania da paesi a rischio coronavirus in futuro avrà l’obbligo di farsi fare il tampone per verificare l’eventuale contagio da Covid-19. Lo ha detto il ministro della Salute Jens Spahn alla Dpa. Il test sarà gratuito.

Il Belgio rafforza le restrizioni contro il coronavirus

Il Belgio torna a restringere le misure sanitarie per frenare l’aumento dei contagi che il Paese ha visto dall’inizio di luglio.

La premier Sophie Wilmes, dopo la riunione del Consiglio nazionale di sicurezza, ha annunciato che la ‘bolla sociale’, il numero di persone che è possibile frequentare ogni settimana, si restringe da 15 a 5, e viene ridotta la partecipazione ad eventi al chiuso (massimo 100 persone) e all’aperto (massimo 200).

Inoltre, è obbligatorio andare da soli a fare la spesa nei supermercati o acquisti nei negozi, viene esteso il tracciamento a centri sportivi e saloni di benessere e viene raccomandato il telelavoro. «Queste misure servono ad evitare un nuovo lockdown», ha avvertito la premier.

Vaccino, negli Stati Uniti al via la fase 3 sull’uomo

Al via la fase 3 di sperimentazione clinica sull’uomo del vaccino anti Covid-19 sviluppato dall’azienda americana Moderna con l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (Niaid) degli Stati Uniti diretto da Anthony Fauci. Lo annunciano i National Institute of Health, di cui il Niaid fa parte. La sperimentazione verrà fatta in 89 siti americani su circa 30.000 volontari sani. E’ uno dei 5 vaccini arrivati alla fase 3, tra i 25 ora allo studio sull’uomo.

A Singapore i casi superano quota 50 mila

Il bilancio dei casi di coronavirus a Singapore ha superato la soglia dei 50 mila: lo ha reso noto il ministero della Sanità. Nelle ultime 24 ore il Paese ha registrato 484 nuovi contagi, un dato che porta il totale dall’inizio della pandemia a quota 50.838, secondo la Cnn. Il ministero ha spiegato che la stragrande maggioranza dei nuovi casi è stata rilevata nei dormitori usati dalla comunità dei lavoratori stranieri. Il dato giornaliero include anche 15 casi rilevati in persone provenienti dall’estero. La città-Stato finora ha registrato 27 decessi, mentre 45.521 persone sono guarite.

Oms: «I casi sono raddoppiati nelle ultime 6 settimane»

Quasi 16 milioni di casi di Covid-19 sono stati segnalati all’Oms e oltre 640.000 morti. E la pandemia continua ad accelerare. Nelle ultime 6 settimane, il numero totale di casi è quasi raddoppiato. Lo ha dichiarato oggi da Ginevra il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel consueto briefing sul coronavirus. Giovedì, ha ricordato, saranno sei mesi da quando è stata dichiarata l’emergenza sanitaria globale. «Questa - ha detto - è la sesta volta che un’emergenza sanitaria globale è stata dichiarata ai sensi dei regolamenti sanitari internazionali, ed è la più grave».

Focolaio in Baviera, test a tappeto per oltre 3 mila persone

I 3300 abitanti del villaggio di Mamming, dove sono stati registrati in un’azienda agricola 174 casi di contagio e dove è stata decisa la quarantena per tutti i 500 dipendenti, avranno la possibilità di fare test volontari. Lo ha dichiarato il ministro della Salute bavarese, Melanie Huml, a quanto riferisce il Tageschau online. Nell’azienda lavorano attualmente lavoratori stagionali dall’Ungheria, Romania e Bulgaria per la raccolta dei cetrioli.

L’America latina è la regione leader per numero di contagi

Col passare dei giorni l’America latina si sta affermando a livello planetario come l’epicentro della pandemia da coronavirus con un numero di casi maggiori di quelli congiunti di Stati Uniti e Canada. Secondo le cifre ufficiali fornite dalle autorità sanitarie di 34 Nazioni e territori latinoamericani e dei Caraibi, i contagi hanno raggiunto complessivamente quota 4.327.160 superando il dato complessivo statunitense e canadese (4.308.495). In quasi tutti i Paesi del subcontinente l’evoluzione verso l’alto della curva è molto netta, con particolare attenzione per quanto succede in Brasile, Perù, Messico e Colombia. L’America latina riunisce il 26,83% di tutti i casi mondiali, che attualmente sono 16.264.048. Nei primi 15 Paesi con il maggior numero di contagiati si trovano cinque Nazioni latinoamericane: Brasile (2.419.091), Messico (390.516), Perù (375.961), Cile (345.790) e Colombia (248.976).

Francia, è allerta su una possibile ripresa della pandemia

Non si placano i timori in Francia per una possibile ripresa dell’epidemia da coronavrus. In un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano Le Parisien, il ministro della sanità, Olivier Véran, lancia una nuova allerta contro la ripresa del nemico invisibile e aggiunge che la chiusura dei bar fa «parte delle possibilità». «Da qualche giorno - avverte Véran - vediamo un netto aumento dei casi positivi mentre calavano da tredici settimane».

In Francia, dove parte della popolazione sembra prendere alla leggera la minaccia, l’esecutivo moltiplica gli appelli alla vigilanza per evitare una seconda ondata e, soprattutto, un nuovo ricorso al confinamento che rappresenterebbe una catastrofe economica oltre che sanitaria.

Il Brasile supera la soglia dei 2,4 milioni di casi

Il bilancio dei casi di coronavirus in Brasile ha superato la soglia dei 2,4 milioni, mentre quello dei decessi è ad oggi oltre quota 87mila: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. Secondo i dati ufficiali, nelle ultime 24 ore nel Paese sono stati registrati 24.578 nuovi contagi e 555 ulteriori morti, per un totale di 2.419.091 casi e 87.004 decessi dall’inizio della pandemia cinque mesi fa (il 26 febbraio scorso).

In India quasi 50 mila casi in 24 ore

L’India ha registrato 49.931 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, vale a dire il livello giornaliero più alto dall’inizio della pandemia: il nuovo record, secondo i conteggi ufficiali del ministero della Sanità riportati dalla Cnn, è stato accompagnato da ulteriori 708 decessi. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 1.435.453 e quello dei morti a quota 32.771. Ad oggi i casi attivi sono 485.000 e le persone guarite sono 917.568. Da parte sua, il Consiglio per la ricerca medica dell’India ha reso noto che dall’inizio della pandemia sono stati effettuati oltre 16,8 milioni di test. Il Paese ha il terzo numero di casi più alto al mondo dopo gli Usa e il Brasile.

Vietnam, via da Danang 80 mila turisti

Le autorità del Vietnam hanno deciso di evacuare circa 80 mila persone da Danang, soprattutto cittadini vietnamiti in vacanza nella nota località turistica, dopo la scoperta di tre casi di coronavirus: lo ha reso noto il governo, secondo quanto riporta Sky News. Il primo caso di contagio nel Paese dallo scorso aprile è stato confermato ieri. Le operazioni di evacuazione dureranno almeno quattro giorni: il governo ha predisposto circa 100 voli al giorno da Danang verso 11 città del Paese.

Rallenta l’aumento dei casi negli Usa

Rallenta l’aumento dei casi di coronavirus negli Stati Uniti: sono stati 55.187 i nuovi contagi nelle ultime 24 ore, rispetto agli oltre 60.000 degli ultimi giorni. I decessi sono stati 518. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, che parla di 4,2 milioni di casi totali negli Usa e 146.909 decessi. Frattanto, il presidente Trump ha dovuto rinunciare ad effettuare il tradizionale lancio di apertura il 15 agosto in vista dell’inizio del campionato di Baseball, lo sport nazionale. «Vista la mia grande attenzione sul virus dalla Cina, inclusi incontro sui vaccini, sull’economia e su molto altro, non sarò in grado di essere a New York ed effettuare il lancio di apertura per gli Yankees. Faremo più avanti nella stagione», ha twittato il presidente degli Stati Uniti.

Domenica 26 luglio

Sono oltre 16 milioni i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 646.812, mentre i guariti totali sono 9.300.881.

Il Marocco mette in quarantena otto città

Il Marocco mette in quarantena otto città per contenere la diffusione del coronavirus. Tangeri, Fes, Casablanca, Meknes, Tetouan, Berrechid, Settat e Marrakech sono isolate; a partire dalla mezzanotte di oggi non si potrà né entrare né uscire dai centri urbani. È quanto comunicano i ministri della Salute e dell’Interno in una dichiarazione congiunta. Non è specificato fino a quando. Le eccezioni valgono per quanti hanno bisogno di cure mediche urgenti, per i lavoratori del settore pubblico e privato che siano muniti di permesso per gli spostamenti. Il divieto di entrare o uscire dalle otto città non riguarda il trasporto delle merci per l’approvvigionamento. Questo nuovo giro di vite, dopo le prime aperture dall’inizio della pandemia, è motivato dall’aumento di nuovi casi Covid-19, che sabato hanno raggiunto la cifra di 811 e domenica di 633, portando il numero totale a 20.278, dall’inizio della pandemia. I decessi sono in tutto 313. Secondo il comunicato dei ministeri di Salute e Interno, alla base di questa impennata di infezioni ci sarebbe prevalentemente il mancato rispetto delle misure di prevenzione. C’è il rischio che il governo marocchino imponga un nuovo lockdown restrittivo in tutto il paese.

Focolaio in Baviera, 500 braccianti in quarantena

Un focolaio di coronavirus è stato scoperto in Baviera, nel sud della Germania, dove almeno 170 braccianti sono stati trovati positivi al Covid-19 in una grande azienda agricola di Mamming, obbligando tutti i 500 operai che vi lavorano alla quarantena. Lo scrive il sito di Deutsche Welle. «Per prevenire un contagio ulteriore e proteggere la popolazione, purtroppo dobbiamo prendere questa misura», ha dichiarato un dirigente sanitario locale, Werner Bumeder, che ha aggiunto che tutti i lavoratori sono stati sottoposti al tampone e invitato alla calma la popolazione della cittadina bavarese, assicurando che il focolaio interessa un «gruppo molto ristretto» di persone.

L’OMS: «Un milione di nuovi casi a settimana nell’ultimo mese»

In ognuna delle ultime cinque settimane sono stati registrati oltre 1 milione di nuovi casi di coronavirus, con picchi di 280.000 nelle giornate di ieri e oggi. È l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità in un comunicato nel quale si spiega che «l’aumento è determinato dal contagio in Paesi grandi e popolosi, come nelle Americhe e nel Sud Est Asiatico, anche se nessun Paese è immune».

Romania, 1.120 nuovi casi nelle ultime 24 ore

In Romania nelle ultime 24 ore si sono registrati 1.120 nuovi casi di coronavirus, con il totale che sale a 44.798. Vi sono stati da ieri altri 22 decessi, che portano a 2.187 il numero delle vittime. La Romania resta il paese dei Balcani maggiormente colpito dalla nuova fase epidemica di Covid-19, ed è divenuto uno dei principali focolai in Europa.

In Cina 46 nuovi casi, 11 sono dall’estero

L’autorità sanitaria cinese ha dichiarato di aver ricevuto ieri segnalazioni di 46 nuovi casi confermati di Covid-19 in Cina continentale, di cui 35 trasmessi internamente. Nel suo resoconto giornaliero, la Commissione Sanitaria Nazionale oggi ha detto che 22 dei casi trasmessi internamente sono stati riportati nella Regione Autonoma dello Xinjiang Uygur e 13 nella provincia del Liaoning. Secondo la commissione, ieri non è stato riportato alcun decesso relativo alla malattia. Ieri 19 pazienti sono stati dimessi dagli ospedali dopo essere guariti e sono stati segnalati due nuovi casi sospetti. Il totale dei casi confermati in Cina continentale ieri è arrivato a 83.830, con 288 pazienti ancora in cura, di cui 18 in condizioni gravi, 78.908 persone guarite e 4.634 deceduti per la malattia.

Israele, governo approva il «bonus per tutti»

Il governo ha approvato oggi un progetto proposto dal premier Benjamin Netanyahu definito «un bonus per ogni cittadino». Prevede che ogni famiglia riceva almeno 2000 shekel (quasi 540 franchi), con la possibilità di salire a 3000 shekel qualora essa abbia uno o due figli. I maggiorenni non coniugati riceveranno 750 shekel. Il progetto richiederà uno stanziamento di 6 miliardi di shekel. Secondo il premier servirà «a stimolare i consumi e a rimettere in moto le ruote della economia, duramente colpite dal coronavirus». Il progetto, precisa il quotidiano economico Globes, passa ora alla commissione parlamentare per le finanze dove i partiti ortodossi richiedono che famiglie molto numerose ricevano aiuti addizionali «fin al quarto-quinto figlio». Il partito centrista Blu-Bianco ed i laburisti vogliono invece aiuti più significativi per i genitori-single, per gli anziani di oltre 67 anni e per i portatori di handicap. Dal bonus, a quanto pare, saranno esclusi i parlamentari e dirigenti del settore pubblico, che non hanno risentito in alcun modo per il coronavirus.


L’OMS: «248mila casi per secondo giorno consecutivo»

I casi di coronavirus a livello globale hanno superato quota 284.000 per il secondo giorno consecutivo: è quanto emerge dai conteggi dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Secondo i dati pubblicati sul sito dell’Oms, ieri vi sono stati nel mondo 284.083 contagi, ovvero solo 113 in meno rispetto alla giornata di venerdì, che registrato visto il record assoluto di 284.196 casi. Sempre ieri, l’Oms ha rilevato 6.270 decessi a livello mondiale rispetto ai 9.753 di venerdì, che avevano segnato il livello più alto dal tre maggio scorso.

Iran, 2.333 casi e 216 morti in 24 ore
L’Iran ha registrato 2.333 casi di coronavirus e 216 morti nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto la portavoce del ministero della Sanità, Sima Lari. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 291.172 e quello dei morti a quota 15.700. Almeno 3.695 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva, mentre finora sono guarite 253.213 persone. Nel complesso dall’inizio della pandemia sono stati eseguiti nel Paese 2.327.850 test.


USA, oltre 68 mila nuovi casi e 1000 vittime

Sono 68.212 i nuovi casi di coronavirus registrati negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore. E’ il nuovo bilancio diffuso dalla Johns Hopkins University. Salgono così a 4.174.437 i casi di positività nel Paese. Il numero delle vittime è stabile sui 146.391, di cui 1.067 nelle ultime 24 ore.

Sabato 25 luglio

Sono oltre 15,7 milioni i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 640.029, mentre i guariti totali sono 9.054.474.

In Bosnia contagi oltre quota 10 mila

Resta alta in Bosnia-Erzegovina la curva dei contagi giornalieri da coronavirus. Come hanno reso noto i responsabili sanitari, nelle ultime 24 ore si sono registrati 304 nuovi contagi e 5 morti, con i totali saliti rispettivamente a 10.076 e 285. Da ieri sono guarite 159 persone.

In Croazia 77 contagi e 5 morti

Altri 77 contagi da coronavirus e cinque decessi si sono registrati nelle ultime 24 ore in Croazia. Nel Paese, riferiscono i media regionali, dall’inizio dell’epidemia sono stati 4.792 i casi di Covid-19 e 133 i decessi. I pazienti in ospedale sono attualmente 134, dei quali nove in terapia intensiva.

In Macedonia 137 casi e 9 morti

In Macedonia del Nord nelle ultime 24 ore si sono registrati 137 nuovi contagi da coronavirus, con il totale salito a 9.934. Da ieri, riferiscono i media regionali, vi sono stati nel Paese balcanico altri nove decessi, che portano a 460 il numero delle vittime.

In Polonia quasi 600 nuovi casi

Il numero degli contagiati del coronavirus in Polonia è salito oggi di 584 nuovi casi giornalieri, tra cui 9 morti. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Varsavia. L’aumento dei casi, secondo alcuni esperti, potrebbe essere legata alle elezioni presidenziali, svoltesi il 28 giugno e 12 luglio scorsi. Il numero totale di malati dall’inizio dell’epidemia in Polonia è di 42.622, i morti sono 1664.

Nuovo record in Romania, 1.284 contagi in 24 ore

La Romania si conferma tra i principali focolai d’Europa per quanto riguarda il coronavirus. Nel paese balcanico nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 1.284 casi di Covid-19, nuovo record dall’inizio della pandemia. Il numero totale degli infetti è salito a 43.678, i decessi a 2.165 dopo i 15 delle ultime 24 ore.

La Catalogna chiude pub e discoteche

Il governo della Catalogna ha ordinato la chiusura di discoteche, locali notturni e pub nell’ambito delle iniziative prese per cercare di contenere una nuova ondata di casi di coronavirus. La misura è entrata in vigore oggi e durerà almeno 15 giorni, riporta il quotidiano El Pais. Allo stesso tempo, la Generalitat ha ridotto le ore dei casinò e delle sale giochi, che da oggi rimarranno aperti solo fino a mezzanotte. Alla stessa ora chiuderanno anche i bar ed i ristoranti nei comuni in cui le misure restrittive sono già in vigore, come a Barcellona. «La logica è limitare la mobilità e abbiamo già insistito sul fatto che, in alcuni spazi, è più difficile mantenere misure precauzionali. La situazione in Catalogna è complicata e abbiamo poche opportunità e poco tempo per agire», ha spiegato il segretario alla Sanità, Josep Maria Argimon.

Belgio, contagi cresciuti del 63% la scorsa settimana

La media dei nuovi contagi da coronavirus in Belgio si è stabilita tra il 15 ed il 21 luglio a 215,6 casi quotidiani, segnando un aumento del 63% rispetto alla settimana precedente, quella dall’8 al 14. Lo rende noto - scrive l’agenzia di stampa Belga - l’Istituto di salute pubblica Sciensano precisando però che tra il 14 e il 20 luglio era stato osservato un aumento dell’89%, con una media di 220 nuove infezioni al giorno. Le cifre sono influenzate dal 21 luglio, giorno festivo. In totale il Belgio conta 65.199 casi confermati di Covid-19, e complessivamente 9.817 decessi. Secondo gli ultimi dati pubblicati oggi da Sciensano, il tasso di riproduzione media del coronavirus in Belgio è pari a 1,44, il che significa che 100 pazienti con la Covid-19 infettano in media 144 persone. Questo tasso, che stima la contagiosità del virus, ieri era a 1,27. Quando il tasso è superiore a 1, significa che l’epidemia sta diventando più forte.

L’OMS: «Record di casi nel mondo in 24 ore»

I casi di coronavirus a livello globale segnano un altro record giornaliero: secondo i conteggi dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ieri i nuovi contagi nel mondo sono stati almeno 284.196, un dato che potrebbe anche aumentare nelle prossime ore perché ancora non tutti i Paesi hanno aggiornato l’Oms sulla loro situazione. Per il momento, quindi, si tratta di un incremento di quasi il 15% rispetto ai 247.224 casi riportati giovedì. Il record giornaliero precedente era stato segnato sabato scorso con 259.848 casi, riporta la Cnn. Nel complesso, ad oggi sono stati notificati all’Oms 15.296.926 contagi accertati. Sempre per nella giornata di ieri l’Oms ha registrato ulteriori 9.753 decessi provocati dal coronavirus, un dato che porta il totale dall’inizio della pandemia a quota 628.903.

Negli USA oltre mille morti e 73 mila nuovi casi

Più di 1.000 morti, per l’esattezza 1.150, per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, secondo la quale i nuovi contagi sono stati 73.800.

In Brasile mille nuovi decessi e 55 mila contagi

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.156 decessi e 55.891 nuovi contagi da Covid-19 nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità locali. Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 2.343.366, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 85.238. Il tasso di letalità (ovvero la percentuale di decessi rispetto al numero di malati) è del 3,6%, mentre quello di mortalità è pari a 40,6 persone ogni 100 mila abitanti.

Venerdì 24 luglio

Ci sono oltre 15,4 milioni di casi (15.446.800) di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 632.178, mentre i guariti totali sono 8.763.796.

In Francia la circolazione del virus è «in netto aumento»

La circolazione del coronavirus è «in netto aumento in Francia»: è l’allarme lanciato questa sera dalla Direzione Generale della Salute di Parigi, secondo cui «stiamo tornando a livelli paragonabili a quelli della fine del periodo del confinamento». La Francia registra 1130 nuovi casi in 24 ore.

Ricoveri in Catalogna: 10 volte in più dei dati ufficiali

Le autorità della Catalogna hanno riferito di una media di 50 ricoveri al giorno di pazienti affetti dal coronavirus, sottolineato che il dato è dieci volte superiore a quello fornito dal ministero della Sanità spagnolo. Come riferisce il quotidiano El Pais, nella scorsa settimana si sono registrati oltre 300 ricoveri in Catalogna per Covid-19, mentre per le autorità di Madrid sono stati solo 26. La discrepanza, spiega El Pais, deriva dal fatto che i dati raccolti dal ministero provengono attraverso il sistema di sorveglianza epidemiologica (SiViEs), una piattaforma che raccoglie individualmente i positivi, la data di insorgenza dei sintomi, i ricoveri ospedalieri o i decessi. La Catalogna non aggiorna questo database in tempo, ma il ministero continua a pubblicare le informazioni sulla relative anche se incomplete. Il risultato è che viene offerta una visione della situazione che non corrisponde alla realtà, come evidenziato dai dati più recenti pubblicati dall’Agenzia catalana di valutazione della salute.

A Praga oltre 100 contagi dopo una serata in discoteca

Sono finora 109 i casi di contagio tracciate dalle autorità sanitarie ceche riconducibili ad un party avvenuto in una discoteca di Praga. Il numero dei casi, ha detto all’agenzia Ctk il responsabile del dipartimento della Sanità, Zdenka Jagrova, è destinato ad aumentare, poiché le persone contagiate sono in maggior parte di giovane età e socialmente molto attive. L’allarme viene lanciato nello stesso giorno in cui nel Paese sono state registrate oltre 200 nuove infezioni per il terzo giorno consecutivo. Attualmente, i decessi accertati da COVID-19 sono 365.

Mortalità sempre più alta in Iran

Le autorità iraniane hanno annunciato oggi di aver registrato 215 nuovi decessi a causa del coronavirus, una cifra ancora elevata della mortalità giornaliera causata dal virus dall’inizio dell’epidemia in Iran. La Repubblica islamica, che il 19 febbraio ha annunciato i primi casi di SARS-CoV-2, è il Paese più colpito del Medio Oriente. Tenuto conto di questi nuovi decessi recensiti nelle ultime 24 ore, «il numero totale delle vittime della malattia di Covid-19 ha ormai raggiunto i 15’289 morti», ha dichiarato alla televisione di Stato la portavoce del Ministero della Salute, Sima Sadat Lari.

L’Iran, dalla fine di giugno, sta affrontando un netto aumento dei decessi per polmonite virale, registrando un numero record di morti (+229) martedì. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 2’489 nuovi casi, portando il totale di contagi nel Paese a 286’523, ha aggiunto Lari. Dall’inizio di maggio, lo Stato ha reso obbligatorio l’uso delle maschere nei luoghi pubblici chiusi e ha reintrodotto le restrizioni nelle province più colpite.

Salgono ancora i contagi in Germania

È salito a 815 il numero dei nuovi contagi accertati da coronavirus in 24 ore in Germania, mentre ieri i nuovi casi erano 569. Lo riportano i dati del Robert Koch Institut di Berlino. Ciononostante il fattore di contagio R0 è ancora inferiore a 1, attestandosi per il 23 luglio a 0,93. Questo significa che ogni infettato contagia in media meno di un’altra persona. Tuttavia secondo Spiegel online la ripresa della crescita dei nuovi casi è la più consistente a partire da metà maggio, se si esclude l’exploit epidemico nei macelli dell’azienda Toennies in Bassa Sassonia. Intanto negli stessi macelli del colosso della carne tedesca oggi sono stati registrati 30 nuovi casi di infezione tra i lavoratori. Si tratta nella maggior parte di «vecchi casi» di persone già infettate una volta, fa sapere l’azienda di Rheda-Wiedenbrück.

In Belgio muore una bimba di 3 anni

Una bimba di tre anni è morta per il coronavirus in Belgio. Lo ha annunciato - precisa l’agenzia di stampa Belga - il portavoce interfederale COVID-19, Boudewijn Catry, nel corso di una conferenza stampa. Si tratta della più giovane vittima nel Paese. A marzo, sempre a causa del coronavirus, era morta una dodicenne. Catry ha aggiunto che il numero dei decessi è aumentato in Belgio: in media tre al giorno la scorsa settimana. «Nessuno è immune» dal virus, ha detto.

La Russia ha superato gli 800 mila casi

La Russia ha superato gli 800 mila casi accertati di COVID-19 dall’inizio dell’epidemia. Secondo il centro operativo nazionale anticoronavirus, sono 800.849 i contagi registrati finora. Nel corso delle ultime 24 ore si contano 5811 nuovi casi e 154 decessi provocati dal nuovo virus Sars-Cov-2. Il totale delle vittime della COVID-19 nel Paese, stando ai dati ufficiali, sale così a 13.046. I guariti sono 8444 nell’ultima giornata e 588.774 in tutto.

In Brasile più di 84 mila morti

Il Brasile ieri ha superato gli 84 mila morti per il nuovo coronavirus. Tra mercoledì e giovedì sono stati registrati 1311 nuovi decessi, portando il numero totale a 84.082, secondo i dati diffusi dalle segreterie sanitarie dei 27 governi statali.Sempre ieri si sono avuti 59.961 nuovi contagi da COVID-19, il secondo numero più alto da quando è stato confermato il primo caso alla fine di febbraio. Il numero totale dei contagi sale dunque a 2.287.475. Secondo i ricercatori dell’Istituto Fiocruz, specializzati nelle malattie infettive, le cifre ancora elevate potrebbero indicare che nel Paese sudamericano è in corso una seconda ondata della malattia.

Giappone, allerta a Tokyo per l’aumento di casi

C’è allerta a Tokyo in seguito ai recenti aumenti - a livelli record - dei contagi di coronavirus. Lo ha detto il ministro incaricato per la gestione dell’emergenza, Yasutoshi Nishimura, nel corso di una conferenza, dopo l’annuncio dei 366 casi nella capitale, giovedì.

«È un livello eccessivamente alto e dobbiamo garantire sufficienti posti letto per i malati di coronavirus, in particolar modo quei pazienti che presentano gravi sintomi e necessitano di appropriata assistenza».

Nishimura ha aggiunto che il governo si impegnerà a rendere operative le misure adeguate per rendere disponibili diversi centri di assistenza sul territorio e richiedere, ove fosse necessario, la sospensione di specifiche attività commerciali, o la riduzione degli orari di lavoro, per prevenire la diffusione a livelli allarmanti dell’agente patogeno.

Nella giornata di ieri in Giappone si sono registrate 980 infezioni di Covid-19, aggiornando per il secondo giorno consecutivo il record dalla revoca dello stato di emergenza, a fine maggio.

Allarme in Australia, intervengono i militari per il tracciamento

Continua l’allerta coronavirus nello Stato australiano di Victoria dove sono stati registrati 300 nuovi casi nelle ultime 24 ore. Lo ha detto il premier Daniel Andrews annunciando il dispiegamento di 28 squadre dell’esercito per aiutare le autorità sanitarie a tracciare i contatti delle persone contagiate. Degli ultimi 300, infatti, solo 51 hanno legami con casi precedenti.

I militari dovranno andare porta a porta se le persone contattate per telefono prima dalle autorità sanitarie non saranno state trovate. Se non si faranno trovare a casa quando arriveranno i soldati potrebbero essere multati, ha detto il premier. Nello Stato di Victoria, il più colpito da questa recrudescenza del Covid-19 in Australia, sono stati inviati finora 1400 militari per fronteggiare l’emergenza.

49’000 nuovi casi in India, record giornaliero

Oltre 49’000 nuovi casi di coronavirus sono stati registrati in India nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Sanità citati dalla Cnn.

Si tratta di un nuovo record giornalieri di contagi che porta il numero totale a 1’287’945, il terzo più alto al mondo dopo Stati Uniti e Brasile. In aumento anche il numero di vittime di Covid-19, 740 nelle ultime 24 ore, 30’061 in totale.

Numeri da record in Messico e Colombia

Il Messico ha registrato ieri 8438 nuovi casi di contaminazione da coronavirus in un giorno, dato record per il Paese dall’inizio della pandemia. In totale si sono avuti finora 370’712 contagi confermati e 41’908 decessi, di cui 718 nelle ultime 24 ore.

Record di morti in un giorno invece per la Colombia, 315 ieri. Un aumentato di circa il 53% rispetto ai 206 decessi registrati in media la scorsa settimana. Un terzo di queste morti è avvenuto a Bogotà. La Colombia, che conta 50 milioni di abitanti, ha registrato un totale di 7688 decessi e 226’373 casi di infezione da Covid-19.

Altri 76.600 casi negli Usa, superati i 4 milioni di contagi

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 76.570 nuovi casi di coronavirus in un giorno, per un totale che ha superato i 4 milioni di casi. Lo rende noto l'università americana Johns Hopkins. I morti nelle ultime 24 ore sono stati 1.225, per un totale di 144.167 vittime.

Giovedì 23 luglio

Ci sono oltre 15 milioni di casi (15.321.211) di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite a quota 626.190, mentre i guariti totali sono 8.729.652.

Un contagio alla caffetteria della Casa Bianca

Nel giorno in cui gli Stati Uniti sfiorano i 4 milioni di casi di coronavirus, lo spettro del contagio torna ad aleggiare anche nelle stanze e nei corridoi della Casa Bianca. L’addetto di una delle caffetterie del complesso presidenziale, frequentato da decine di dipendenti, consiglieri e giornalisti, è stato trovato positivo al coronavirus. L’allarme è stato lanciato in una e-mail inviata a tutto il personale poche ore dopo l’ennesimo briefing con la stampa del presidente Donald Trump. L’invito è stato quello di non cedere al panico: il rischio trasmissione è molto basso e non serve l’auto quarantena - il messaggio allo staff - ma restate a casa se pensate di avere dei sintomi. La caffetteria in cui lavora il dipendente trovato positivo non è quella della West Wing, dove si trovano lo Studio Ovale e gli uffici dei più stretti collaboratori del presidente, ma nell’Eisenhower Executive Office Building che si trova a fianco della Casa Bianca. Per sicurezza è stata chiusa anche la caffetteria del New Executive Office Building. La preoccupazione di molti però - come sottolineano diversi media - è che se il presidente e suoi collaboratori ed assistenti vengono ormai regolarmente testati, non è così per gli altri membri dello staff, soprattutto quelli che lavorano nei due edifici adiacenti alla Casa Bianca. Non è la prima volta che nella residenza presidenziale scatta l’allarme. A maggio uno dei «valletti» del presidente fu trovato positivo, così Katie Miller, portavoce del vicepresidente Mike Pence e moglie del consigliere politico di Trump, Stephen Miller. Questo mese, poi, Pence ha dovuto rinunciare ad una missione in Arizona dopo che alcuni agenti del Secret Service che dovevano viaggiare con lui sono risultati infettati dal virus. L’ultimo caso di contagio vicino al presidente era stato poi quello di Kimberly Guilfoyle, l’ex commentatrice di Fox News fidanzata con Donald Trump Junior.

Oltre 1000 casi in 24 ore in Francia

Prosegue l’aumento di nuovi casi confermati di coronavirus in Francia, con «oltre 1000 casi» in 24 ore: è quanto annunciato oggi dalla Direzione Generale della Salute (Dgs). Il numero di pazienti positivi alla Covid-19 registra una tendenza al rialzo da tre settimane consecutive e questo «aumento si va intensificando», avverte Santé Publique. La settimana scorsa, in Francia, erano stati individuati 3.589 nuovi casi di coronavirus, equivalente ad un aumento del 27% rispetto alla settimana precedente.

In America latina superati i 4 milioni di casi

La regione dell’America latina e dei Caraibi ha superato i 4 milioni di casi di coronavirus, di cui oltre 170 mila sono morti. È quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA riguardante 35 nazioni e territori latinoamericani.Secondo il conteggio, la regione ha registrato fino a oggi 4.042.617 contagi per la pandemia, con 170.013 morti. Il Paese più colpito resta il Brasile, con 2.227.514 casi confermati e 82.771 decessi. Seguono il Perù (366.550 contagi e 13.767 morti) e il Messico (362.274 casi e 41.190 vittime). Tra i Paesi con più di centinaia di migliaia di casi, il Cile (338.759 infezioni e 8.838 morti), la Colombia (211.038 contagi e 7.166 morti) e l’Argentina (141.900 casi e 2.588 decessi).

Mascherine obbligatorie nei mercati all’aperto in Belgio

Il Consiglio nazionale per la sicurezza ha deciso oggi che in Belgio, a partire da domani, sarà obbligatorio indossare le mascherine in tutti i mercati all’aperto e anche nelle strade dello shopping solitamente affollate. La misura, che si aggiunge all’obbligo di mascherina già prevista per i luoghi pubblici al chiuso, è stata presa davanti al crescente rischio di una nuova ondata di contagi.

In Germania 569 nuovi casi accertati

Sono 569 i nuovi casi accertati di Covid-19 nelle ultime 24 ore in Germania, secondo quanto riferiscono i dati di oggi del Robert Koch Institut. Dall’inizio dell’epidemia sono 203.368 le persone ammalatesi in Germania e 9101 le persone decedute in seguito al virus.

India, superata la soglia dei 1,2 milioni di casi

L’India ha sorpassato oggi il milione 200mila casi di positività al Covid19, con un balzo record di oltre 45 mila nuovi positivi nelle ultime 24 ore, il più alto mai registrato sinora: lo ha dichiarato questa mattina il Ministero alla Sanità indiano.

L’India è al terzo posto al mondo per casi, dopo Stati Uniti e Brasile, ed è il terzo paese ad aver superato la quota di un milione: i casi totali sono praticamente raddoppiati nel mese di luglio: a fine giugno ne erano stati accertati solo 600mila. Sul totale dei contagiati sono oltre 782 mila i guariti, con un tasso di guarigione pari al 63%.

Oltre 3 milioni di casi in Europa

I casi di coronavirus hanno superato la soglia dei tre milioni in Europa. È quanto emerge da un conteggio dell’agenzia di stampa Afp. Frattanto, gli Stati Uniti si avviano rapidamente verso la soglia dei quattro milioni di casi di coronavirus, dei quali quasi un quarto - circa 970.000 - sono stati rilevati nelle ultime due settimane: si tratta di un livello superiore a quello di tutti i nuovi contagi registrati nell’intero mese di giugno. Il primo caso accertato del virus nel Paese, ricorda la Cnn, è stato registrato il 21 gennaio scorso. In soli 99 giorni negli Usa si contavano già un milione di casi. E la diffusione dell’infezione nel Paese è stata sempre più rapida: infatti, ci sono voluti poi solo 43 giorni per raggiungere i due milioni di contagi e solo 28 giorni dopo - l’8 luglio scorso - si era già arrivati a tre milioni.

Attualmente, secondo i conteggi della Johns Hopkins University, i contagi sono 3.970.908 (inclusi 143.190 morti), quindi per aggiungere un altro milione al record dell’8 luglio questa volta dovrebbero bastare solo due settimane e molto probabilmente la soglia dei quattro milioni verrà varcata oggi stesso.

Negli Usa oltre 63 mila casi in 24 ore

I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 63.967 e i morti 1.059. E’ quanto emerge dai dati della John Hopkins University, secondo la quale i contagi sono complessivamente 3.955.860.

Mercoledì 22 luglio

Ci sono oltre 15 milioni di casi (15.000.424) di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono salite 617.832. Con 3.915.780 persone affette da Covid-19 gli Stati Uniti sono il Paese con il più alto numero di casi, seguiti dal Brasile (2.159.654) e dall’India (1.193.078).

Nuovo record in Romania, oltre 1000 contagi in 24 ore

Nuovo record giornaliero di contagi da coronavirus in Romania, dove nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono stati 1.030 su 24.87 test effettuati. Si tratta del numero più alto dall’inizio della pandemia, per un totale di 40.163 casi. Da ieri si sono avuti altri 27 decessi, che portano a 2.101 il numero delle vittime. La Romania resta il Paese dei Balcani maggiormente colpito dalla pandemia.

Belgio, casi in aumento dell’89%

Tra il 12 e il 18 luglio i nuovi casi di coronavirus in Belgio sono cresciuti dell’89% rispetto alla settimana precedente. La situazione appare particolarmente critica nella città di Anversa, dove vengono segnalati molti focolai. Il sindaco della città a quindi deciso di limitare i raggruppamenti a un massimo di dieci persone. In crescita anche i ricoveri ospedalieri.

Oms: «Trend preoccupanti nell’Europa meridionale e nei Balcani»

«Mentre certamente in Europa occidentale la malattia è sotto controllo, abbiamo ancora trend preoccupanti nell’Europa meridionale e nei Balcani, quindi non siamo ancora fuori pericolo nell’ambiente europeo. Serve una vigilanza costante». È quanto ha dichiarato Mike Ryan, capo del programma per le emergenze dell’Organizzazione mondiale della sanità, parlando alla radio irlandese Newstalk. «Le Americhe - ha aggiunto - sono ancora il principale punto caldo ma la malattia inizia ad accelerare in Africa».

In Spagna 224 focolai con oltre 2.600 contagi

Aumentano in Spagna i focolai di coronavirus: secondo i dati resi noti oggi dalle autorità sanitarie nel paese - riporta «La Vanguardia» - sono 224, ovvero 23 in più rispetto all’altro ieri, con 2.622 contagiati. La maggior parte dei nuovi positivi sono collegati ad attività di raccolta della frutta, oltre a luoghi in cui le misure di prevenzione vengono allentate, come gli ambienti familiari e le discoteche. Secondo gli ultimi dati ufficiali, in Spagna si contano ora 266.194 casi e 28.424 morti.

Cresce l’infezione in Israele, quasi 2000 contagi

Continua a crescere in Israele la infezione di coronavirus, malgrado diverse restrizioni imposte dal governo nelle ultime due settimane. Secondo dati divulgati dal ministero della sanità, i contagi sono stati ieri 1.977. Di conseguenza il numero dei casi positivi dall’inizio della pandemia è salito a 54.663. Le persone infette sono oggi 31.313, di cui 663 ricoverate in ospedali mentre altre 30.650 sono in isolamento nelle proprie abitazioni o in appositi alberghi. I decessi sono stati 430. Il ministero della sanità precisa inoltre che nei test condotti ieri, la quota delle persone infette è stata del 7,7%.Negli ultimi giorni le località più colpite dalla pandemia restano Gerusalemme, Tel Aviv e le cittadine ortodosse di Bnei Brak, Betar Illit e Beit Shemesh.

In Sudamerica la situazione resta preoccupante

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.367 decessi e 41.008 contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel paese è dunque salito a 2.159.654, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 81.487. In Messico il bilancio delle morti per coronavirus ha ormai superato la soglia delle 40.000 vittime. «Decessi: 40.400», indica l’aggiornamento quotidiano del segretario alla salute sull’andamento della pandemia. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 915 decessi. Da parte sua il bilancio dei morti in Colombia ha superato quota 7.000: secondo i dati del ministero della sanità, riporta la CNN, ieri il paese ha registrato 239 ulteriori decessi, un dato che ha portato il totale dall’inizio della pandemia a 7.166. Allo stesso tempo, i nuovi casi sono stati 7’033 nella giornata di martedì, per un totale di 211.038. Nonostante il crescente numero di contagi e di morti, il ministro della sanità, Fernando Ruiz, ha difeso ieri la decisione del governo di non imporre un lockdown a livello nazionale ma di isolare localmente i vari focolai del virus. «Questo approccio è molto più efficace rispetto alla chiusura di tutto il paese», ha detto nel corso di un’intervista tv. Intanto l’Argentina ha registrato un record di 5.344 casi di nelle ultime 24 ore, un dato che porta il bilancio complessivo dei contagi a quota 136.118. Anche i nuovi decessi, 117 in tutto, hanno fatto segnare un ulteriore record giornaliero, portando il totale delle vittime a 2.490, ha reso noto il ministero della sanità del Paese.

Da ieri più di mille morti negli USA

Più di 1.000 morti per coronavirus negli Stati Uniti in 24 ore. È la prima volta dal 9 giugno che tale soglia viene superata. Lo riporta il New York Times. Pur trattandosi di una cifra elevata si tratta si un numero decisamente inferiore al record di 2.752 morti in 24 ore registrato il 15 aprile.

Martedì 21 luglio

Il numero delle persone contagiate dal coronavirus ha superato quota 14,7 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. I contagi nel mondo, per la precisione, sono 14.755.228 Le vittime sono 611.090, mentre i guariti sono oltre 8.333.387.

In alcune zone degli USA molti più contagi dei dati ufficiali

Il numero delle persone infettate dal coronavirus in alcune parti degli Usa è molto più elevato di quanto dicano i numeri ufficiali: da 2 a 13 volte più alto. E’ quanto emerge da uno studio presentato dai Cdc, la massima autorità federale statunitense, in cui si parla di un grande numero di persone asintomatiche o di molte altre persone che, pur avendo contratto la Covid-19, non ricorrono alle cure mediche. Attualmente, secondo i dati resi pubblici dalle autorità e da istituzioni private come la Johns Hopkins University, i contagi negli Stati Uniti hanno sperato i 3,8 milioni di casi e il bilancio delle vittime e’ salito a 141 mila.

Il Brasile inizia i test di fase 3 con il vaccino cinese CoronaVac

Lo Stato di San Paolo, il più colpito dal coronavirus in Brasile, inizia oggi i test di fase 3 con il vaccino sviluppato dal laboratorio cinese Sinovac Biotech. A partire da oggi, circa 850 professionisti della salute, che non hanno contratto la malattia, inizieranno a ricevere il vaccino, il cui nome commerciale è CoronaVac, presso l’Ospedale de Clinicas dell’Università di San Paolo (Usp). Intanto, la rivista Lancet ha pubblicato ieri i primi risultati positivi per un altro vaccino cinese, l’Ad5-vectored COVID-19 vaccine della Cansino. In totale sono 3 i vaccini in studio avanzato in Cina.

L’Istituto Butantan, collegato al governo di San Paolo e all’Usp, coordinerà il lavoro con novemila volontari sparsi tra San Paolo, Brasilia, nonché negli Stati di Rio de Janeiro, Minas Gerais, Rio Grande do Sul e Paranà. Per il governatore di San Paolo, Joao Doria, si prevede che «questa fase 3 dei test CoronaVac si completi in 90 giorni» e, se i risultati saranno positivi, saranno prodotte oltre 100 milioni di dosi. Allo stesso tempo, continuano anche gli studi presso l’Università federale dello Stato di San Paolo (Unifesp), con il vaccino sviluppato dall’Università di Oxford, nell’ambito di un accordo che ha il sostegno del governo federale. Il direttore del Butantan, Dimas Covas, ha negato che esista una corsa tra il suo Istituto e Unifesp.

«Il vaccino cinese è più avanzato (rispetto a quello britannico) perché utilizza una tecnologia già nota, ma non siamo in competizione», ha affermato il dirigente. Una spedizione con migliaia di dosi del farmaco è arrivata ieri all’aeroporto internazionale di San Paolo su un aereo proveniente da Francoforte. Una parte del lotto CoronaVac è già stata inviata a Brasilia, dove gli studi saranno coordinati da professionisti dell’Università di Brasilia.

Un quarto degli abitanti di Delhi positivo alla Covid-19

Quasi un quarto degli abitanti di New Delhi (il 23,48% per la precisione) è stato toccato dal Covid-19: lo mostra uno studio reso noto oggi dai responsabili del Dipartimento della città. La ricerca è stata condotta dal NCDC, il National Center for Disease Control, (Centro nazionale per il controllo delle malattie), in collaborazione col governo di Delhi, su un campione random di oltre 21mila persone. I dati mostrano inoltre che gran parte delle persone positive si sono rivelate asintomatiche. «Lo studio è il più ampio condotto sinora in India utilizzando i risultati dei test sierologici Elisa che verificano la presenza di anticorpi», spiega un comunicato stampa del Dipartimento alla salute dello stato. Il ministro di stato alla Salute sottolinea che una porzione significativa della popolazione è dunque ancora vulnerabile al contagio: «Dobbiamo continuare ad applicare tutte le misure già adottate: dalle zone di contenimento, nelle aree in cui siano stati individuati focolai, al rispetto della distanza fisica, dall’uso delle mascherine, al divieto di assembramenti e incontri affollati».

Secondo gli esperti lo studio mostra anche che gli abitanti dello stato di Delhi positivi al coronavirus sono molto più numerosi di quanto emerso sinora dai dati: Delhi infatti ha registrato a ieri sera un totale di 123.747 casi, pari a meno dell’1% della sua popolazione totale, 19.8 milioni di abitanti.

Trump: «Gli Usa stanno molto bene»

«Le fake news sul virus della Cina non lo diranno mai ma gli Stati Uniti, rispetto alla maggior parte dei Paesi che stanno soffrendo tantissimo, stanno molto bene. E abbiamo fatto cose che pochi Paesi sarebbero riusciti a fare». Lo scrive il presidente americano Donald Trump su Twitter.

In Argentina 92 morti

L’Argentina ha registrato 3.937 nuovi casi di coronavirus e un record di 92 decessi nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 130.774 e quello dei morti a quota 2.373.

Usa, oltre 56 mila casi in 24 ore

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 56.750 nuovi casi di coronavirus e ulteriori 372 decessi provocati da Covid-19: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Ad oggi nel Paese si contano 3.830.010 contagi, inclusi 140.906 morti. Dall’inizio della pandemia sono guarite 1.160.087 persone.

Lunedì 20 luglio

Il numero delle persone contagiate dal coronavirus ha superato quota 14,7 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. I contagi nel mondo, per la precisione, sono 14.723.194. Le vittime sono 610.560 mentre i guariti sono oltre 8.322.171.

Brasile, superate le 80 mila vittime

Il Brasile questo lunedì ha registrato ulteriori 632 decessi e 20.257 contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 2.118.646, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 80.120.

L’OMS: «La pandemia accelera in Africa»

«Siamo molto preoccupati per un’accelerazione dell’epidemia di coronavirus in Africa». Lo ha affermato oggi Michael Ryan dell’Oms a Ginevra, sottolineando che quanto sta accadendo in Sudafrica si può replicare in tutto il continente. Il Sudafrica, con oltre 360.000 contagi, è il quinto paese con più malati al mondo di coronavirus.

27 Paesi sull’orlo della peggiore crisi alimentare

Sono 27 i Paesi in prima linea per le crisi alimentari che incombono in seguito al COVID-19, poiché gli effetti della pandemia aggravano i fattori preesistenti della fame.

E nessuna regione del mondo ne è immune: Afghanistan e Bangladesh in Asia, Haiti e Venezuela in America centrale, Iraq, Libano, Sudan e Siria in Medio Oriente, Burkina Faso, Camerun, Liberia Mali, Niger, Nigeria, Mozambico, Sierra Leone e Zimbabwe in Africa. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto pubblicato oggi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e dal Programma Alimentare Mondiale (WFP).

Il rapporto congiunto FAO-WFP segnala che nei prossimi mesi questi paesi saranno ad alto rischio di un notevole peggioramento della sicurezza alimentare, che in alcuni casi è già in atto, incluso l’aumento delle persone colpite da fame acuta.

Nel tentativo di contrastare i trend emergenti, oggi la FAO ha pubblicato l’appello rivisto per 428,5 milioni di dollari nell’ambito del Piano Globale di Risposta Umanitaria al COVID-19 del sistema delle Nazioni Unite, che affronta le crescenti esigenze del settore agroalimentare, concentrandosi sull’assistenza urgente per la salvaguardia dei mezzi di sussistenza e il mantenimento delle filiere alimentari.

Secondo la FAO, rispondere alle sfide, richiede interventi urgenti e su larga scala. Le principali stagioni agricole, i movimenti di bestiame per il pascolo e l’acqua, il raccolto, la trasformazione e lo stoccaggio degli alimenti non sono attività che possono essere messe in pausa.

Le Bahamas proibiscono l’ingresso ai turisti americani

Le Bahamas proibiscono l’ingresso dei turisti americani dopo un’impennata nei contagi da Covid-19. L’arcipelago nell’oceano Atlantico ha anche sospeso i voli verso gli Stati Uniti.

«Lo stato della pandemia alle Bahamas - ha detto il primo ministro Hubert Minnis - è peggiorato ad un tasso esponenziale da quando sono stati aperti i confini ai viaggi internazionali». Ha aggiunto inoltre che i casi attualmente sono 153 con 49 nuovi dall’apertura dei confini lo scorso primo luglio.

Il divieto non vale per i turisti provenienti dal Canada, Unione Europea e Regno Unito. Le Bahamas si trovano solo a circa 70 km di distanza dalla Florida e i turisti americani sono il mercato principale per le isole.

In India 40 mila casi in 24 ore: è record

L’India ha registrato oggi un aumento record di oltre 40mila nuovi casi di Covid19, superando così il milione e 118 mila positivi: lo ha reso noto questa mattina il ministero della Salute. Il calcolo totale dei decessi è salito a 27.497, con 681 morti registrate nella sola giornata di ieri. Gli ultimi 100 mila nuovi casi sono registrati in appena tre giorni dal raggiungimento del primo milione di positivi. Secondo il ICMR, il consiglio Nazionale della Ricerca Medica, il balzo record si deve al numero parimenti record di test effettuati nella sola giornata di ieri: 256.039.

Francia, fino a 500 focolai ma non è la seconda ondata

In Francia sono attualmente recensiti «tra i 400 e i 500 focolai di coronavirus»: lo ha detto oggi il ministro della Salute, Olivier Véran, intervistato da France Info. Véran ha aggiunto che «siamo ancora molto lontani da una seconda ondata» ma ci sono «segni inquietanti di ripresa epidemica sul territorio nazionale».

El Salvador sospende la «fase 2»

Il presidente di El Salvador Nayib Bukele ha ordinato la sospensione dell’ingresso del Paese nella ‘fase 2’ del progressivo ritorno alla normalità per la pandemia di coronavirus. L’annuncio, formulato ieri pomeriggio, è dovuto ad un nuovo aumento del numero dei contagi (11.846), con 335 morti. Lo stop comporta la sospensione della riapertura di vari settori dell’economia e la mancata ripresa del servizio di trasporti pubblico.

Via Twitter Bukele ha spiegato che «dopo aver ascoltato le opinioni degli esperti e soprattutto del ministero della Sanità, e nonostante il nostro Paese abbia bisogno di una quarantena molto rigida e non solo misure di accompagnamento, ho deciso di sospendere la ‘fase 2’ della riapertura economica». Al messaggio presidenziale ha immediatamente fatto seguito un tweet del Consiglio dei ministri per sollecitare il parlamento ad approvare la quarantena rigida proposta dal governo.

Israele, meno di 1000 contagi per la prima volta da luglio

Per la prima volta dall’inizio di luglio il numero dei contagi di coronavirus in Israele è stato ieri inferiore a mille: sono stati, secondo il ministero della sanità, 951. Il numero dei casi positivi dall’inizio della pandemia è salito così a 50.714. Le persone risultate positive ai test sono adesso 28.424: di esse 27.743 si trovano nelle loro abitazioni o in appositi alberghi, mentre 681 sono ricoverate in ospedali. Preoccupa intanto il numero complessivo dei malati gravi che è salito a 259: quasi il doppio rispetto a dieci giorni fa. I decessi sono stati in tutto 415.

Nell’ultima settimana la città più colpita dalla pandemia è stata Gerusalemme (1.497 contagi), seguita dalla cittadina ortodossa di Bnei Brak (766), da Tel Aviv (395) e dall’insediamento ortodosso di Betar Illit, con 394 contagi.

In Iran 2.414 casi e 217 vittime in 24 ore

Salgono a 276.202 i casi accertati di Covid-19 in Iran, con 2.414 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 217, vicino al record negativo di 221 morti del 9 luglio, per un totale di 14.405 decessi confermati dall’inizio della pandemia. I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 3.583, mentre i pazienti guariti crescono a 240.087. I test complessivi effettuati sono 2.175.217. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

La Gran Bretagna prenota altre 90 milioni di dosi di vaccino

Salgono a 190 milioni le dosi di potenziali vaccini futuri contro il coronavirus prenotate dal governo britannico in contratti con vari colossi farmaceutici nel caso in cui alcuni progetti di ricerca in corso nel Regno dovessero avere successo.

Lo riporta oggi la Bbc, pur in un clima di cautela persistente su tempi ed esiti di questa sfida, precisando che alle 100 milioni di dosi già concordate da tempo con AstraZeneca, se ne sono aggiunte altre 90 milioni da altre fonti.

Per l’esattezza si tratta di 30 milioni di dosi prelazionate con Biotech e Pfizer, incaricate di produrre un eventuale vaccino d’origine «genetica» in fase di studio nell’ambito di una seconda ricerca; e di 60 milioni commissionate a Valneva, impegnata sul fronte di un terzo trial, condotto su una versione inattiva del coronavirus.

L’obiettivo di Londra è differenziare le chance di successo, ha sottolineato Kate Bingham, capo della task force vaccini istituita dal governo di Boris Johnson, osservando che la ricerca si sta muovendo «a una velocità senza precedenti» e che ci sono almeno una ventina di «candidati promettenti»; ma anche ammonendo che non bisogna essere «faciloni o troppo ottimisti».

Calano i contagi in Russia

In Russia si registrano ufficialmente 5.940 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore: è la prima volta dal 29 aprile che nel Paese si contano meno di 6.000 nuovi contagi. Il totale dei casi accertati in Russia dall’inizio dell’epidemia è ora 777.486, il quarto al mondo in termini assoluti. Le vittime del nuovo virus sono in tutto 12.427, di cui 85 decedute nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono 3.258 nelle ultime 24 ore e 553.602 in totale. Lo riporta il centro operativo russo anti-coronavirus.

651 nuovi casi in Ucraina, 59.493 in tutto

Sono 651 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Ucraina nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi accertati nella repubblica ex sovietica dall’inizio dell’epidemia sale così a 59.493. Lo fa sapere il ministro della Salute di Kiev, Maksim Stepanov, ripreso dal Kyiv Post.

Ufficialmente, i morti sono in tutto 1.498, di cui 13 deceduti nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono 560 nelle ultime 24 ore e 31.439 in totale.

Cile, verso una progressiva apertura in 5 tappe

Il presidente cileno Sebastián Piñera ha presentato all’opinione pubblica un nuovo piano in cinque tappe, denominato ‘passo dopo passo’, con cui si propone di portare gradualmente il Cile fuori dalle restrizioni imposte dalla pandemia da coronavirus.

Il capo dello Stato ha spiegato che il nuovo piano sarà avviato non appena saranno revocate le quarantene che al momento riguardano dieci milioni di persone, oltre la metà della popolazione del Paese.

Al momento il Cile, ricordano le statistiche del ministero della Sanità, è il terzo Paese con più contagi (330.930) in America latina dopo Brasile e Perù, ed il quarto per numero di morti (8.503), superato in questo aspetto anche dal Messico.

Manifestando un relativo ottimismo sulla situazione, Piñera ha sostenuto che «dopo cinque mesi di pandemia» stiamo «attraversando cinque settimane di miglioramento» che riguardano «12 delle nostre 17 regioni che stanno manifestando progressi nel contrasto del Covid-19».

Le cinque tappe del piano ‘passo dopo passo’, ha sottolineato il primo cittadino cileno, sono: quarantena, transizione, preparazione, apertura iniziale e infine apertura avanzata. In questo modo, ha spiegato, «contiamo di rafforzare il processo di ritorno alla normalità per il nostro Paese», anche se non è escluso che «un eventuale peggioramento del contagio potrebbe comportare il ritorno di una zona alla tappa inferiore» di questo piano.

Cina, 22 nuovi casi di cui 17 nello Xinjiang

Sono 22 i nuovi casi accertati domenica in Cina di cui 5 importati (tre nello Sichuan, uno nella Mongolia Interna e uno nello Shandong) e 17 di trasmissione domestica, tutti rilevati nella provincia nordoccidentale dello Xinjiang, diventata l’ultimo focolaio del Paese.

Nel complesso, secondo la Commissione sanitaria nazionale, le infezioni di Covid-19 si sono portate a 83.682, di cui 249 sotto trattamento e 5 in gravi condizioni. Le guarigioni sono salite a quota 78.799, mentre i decessi restano fermi a 4.634.

I contagi importati sono aumentati a 2.012, di cui 1.929 risoltisi con la guarigione e ancora in ricovero ospedaliero.

I nuovi asintomatici scoperti domenica sono stati 13, portando il totale a 154 (ci sui 87 dall’estero), tutti sotto osservazione medica.

Usa, 63.872 nuovi casi nelle ultime 24 ore

Nelle ultime 24 ore negli Stati Uniti sono stati registrati 63.872 nuovi casi di coronavirus e 574 decessi. Il numero totale dei contagi, secondo i conteggi della Johns Hopkins University, è di oltre 3,7 milioni, quello delle vittime di 140.474.

Domenica 19 luglio

Il numero delle persone contagiate dal coronavirus ha superato quota 14 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. I contagi nel mondo, per la precisione, sono 14.288.689. Le vittime sono 602.138, mentre i guariti sono oltre 8 milioni.

Nuovo record in Florida, oltre 12 mila casi in 24 ore

La Florida è sempre più epicentro della pandemia negli Usa: nelle ultime 24 ore si è registrato un nuovo record di 12.478 casi giornalieri di contagio e di 87 morti. Il totale dei casi nel Sunshine State sale così a 350.047, il bilancio delle vittime a 4.982. L’area più colpite la contea di Miami-Dade. Nella città di Miami, compresa Miami Beach, da venerdì sera è entrato in vigore il coprifuoco che durerà per almeno una settimana

Palestina, nuove misure restrittive
Nuove misure restrittive sono state annunciate ieri dal governo di Mohammed Shtayeh per contrastare la diffusione del coronavirus fra i palestinesi. Lo rende noto la agenzia di stampa Maan.

Gli spostamenti fra le province della Cisgiordania resteranno bloccati per un’altra settimana ed una chiusura ermetica sarà applicata alle zone dove siano registrati focolai. Nelle città della Cisgiordania nessuno potrà circolare fra le ore 20 serali e le 6 di mattina. Fino a nuovo ordine sono vietati i matrimoni, i lutti pubblici ed i festival. Prosegue poi la chiusura di asili, piscine, palestre e sale di ricevimento.

Il governo dell’Autorità nazionale palestinese vieta inoltre ai manovali di lavorare in insediamenti ebraici e fa appello agli arabi cittadini di Israele affinché si astengano in questa fase dal visitare la Cisgiordania. Nel frattempo il ministero della sanità, citato dall’agenzia di stampa Wafa, precisa che fra i palestinesi i casi positivi in Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est sono saliti a 10.052 e che nelle ultime ore si sono avuti 465 contagi. I decessi sono 63.

Iran: legge del taglione per chi nasconde il contagio

A causa del drastico aumento dei casi in Iran, il ministero della Giustizia ha annunciato che chiunque nasconda la sua infezione e non osservi i protocolli sanitari, sarà sottoposto alla legge del taglione per possibili infezioni o decessi di altre persone.

Il bilancio delle vittime del coronavirus è salito intanto a 14.188, con 209 nuovi decessi registrati nelle ultime 24 ore e i contagi sono saliti a 273.788, incluse 2.182 infezioni da sabato. Lo ha detto la portavoce del ministero della Salute Sima Lari nel suo briefing giornaliero. I pazienti in terapia intensiva sono aumentati a 3.556 e i pazienti guariti crescono a 237.652. I test complessivi effettuati nel paese sono 2.148.999.

A Hong Kong «situazione critica»

Il coronavirus si sta diffondendo senza controllo a Hong Kong, che ha registrato un record giornaliero di oltre 100 casi. Lo ha detto la leader di Hong Kong Carrie Lam, ordinando nuove misure di distanziamento sociale. «Penso che la situazione sia davvero critica e non vi è alcun segno che la situazione sia sotto controllo», ha detto ai giornalisti.


Israele, i casi positivi sfiorano i 50mila

Il numero dei casi positivi di coronavirus registrati finora in Israele ha raggiunto la cifra di 49.575, dopo che nelle ultime 24 ore si sono aggiunti 1.414 contagi. Lo ha reso noto il ministero della sanità. Nei test condotti ieri la percentuale dei casi positivi è stata del 7,9 per cento. Negli ospedali sono ricoverate 649 persone. Altre 27.080 sono adesso in isolamento nelle proprie abitazioni o in alberghi messi a disposizione dalle autorità. I decessi sono stati finora 406.


Record di contagi nel mondo

I nuovi contagi di coronavirus nel mondo sono stati 259.848 casi in 24 ore. E’ il più grande incremento in un giorno dall’inizio della pandemia. Lo ha reso noto l’Organizzazione mondiale della sanità pubblicando sabato i dati sul proprio sito. I maggiori aumenti sono stati negli Stati Uniti, in Brasile, in India e in Sudafrica. Il bilancio globale delle vittime è salito di 7.360, il più grande aumento giornaliero dal 10 maggio.

60mila nuovi casi negli Stati Uniti

Altri 60.207 casi di contaminazione da coronavirus sono stati identificati negli Stati Uniti nell’arco di 24 ore, secondo il conteggio sabato della Johns Hopkins University. Questi nuovi casi portano a 3.698.209 il numero totale di infezioni registrate negli Usa dall’inizio della pandemia. I decessi in un giorno sono stati invece 832, per un totale di 139.960.

Sabato 18 luglio

Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato quota 14 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. I contagi nel mondo, per la precisione, sono 14.107.052. Le vittime sono 602.657, mentre i guariti sono oltre 7,8 milioni.

La Spagna teme una seconda ondata

La Spagna, già colpita duramente dal primo tsunami del coronavirus, teme ora di essere travolta da una seconda ondata dell’epidemia, che finora l’ha vista al settimo posto al mondo per numero di morti. Una situazione che inizia a far preoccupare i vicini europei, tanto che la Francia non esclude di dover blindare di nuovo i confini per proteggersi dai contagi.

I dati del ministero della salute di Madrid parlano di un nuovo record di casi registrati in una giornata, il numero più alto dall’8 maggio, con 628 infezioni nelle ultime 24 ore, di cui la metà in Aragona e Catalogna. Numeri che cozzano tuttavia con quelli diffusi dal governo regionale catalano, che parlano addirittura di 1.226 nuovi positivi nella sola regione autonoma, di cui 894 nell’area metropolitana di Barcellona.

Tanto che il direttore dell’unità di monitoraggio del coronavirus della Generalitat, Jacobo Mendioroz, ha ammesso che forse è stato «un errore» non aver proibito le partenze dal capoluogo catalano. E ha ammonito che dopo le misure restrittive annunciate venerdì per contenere i nuovi focolai - con l’invito a evitare le riunioni sociali, le uscite notturne e le attività culturali -, il passo successivo nei prossimi 15 giorni potrebbe essere un nuovo confinamento obbligatorio in casa per tutti i cittadini di Barcellona.

Dal 15 luglio è già stato imposto di rimanere a casa ai residenti in una zona nella città catalana di Lleida (Lérida), una misura che riguarda circa 250.000 persone. E molte regioni spagnole hanno intanto rafforzato l’obbligo di indossare mascherine.

Giappone, oltre 660 contagi in un giorno

Il Giappone registra il massimo livello giornaliero di casi di coronavirus da inizio aprile, con oltre 660 contagi nella giornata di sabato, metà dei quali si verificano a Tokyo, in quella che appare una progressiva espansione in altre aree urbane del paese.

Il governo metropolitano della capitale ha confermato 290 infezioni, poco sotto il record di venerdì, portando il totale a 9’223, quasi un terzo di tutti i casi a livello nazionale.

In base alle statistiche diverse aree dell’arcipelago hanno riscontrato un aumento dei casi dal termine dello stato di emergenza a fine maggio, tra cui le prefetture di Kanagawa e Chiba - alla periferia di Tokyo -, così come la città di Osaka con altri 86 casi.

Il ministro incaricato della gestione dell’emergenza, Yasutoshi Nishimura, ha detto che il governo controllerà in modo dettagliato le modalità di sicurezza prima di decidere un possibile alleggerimento delle restrizioni, riferendosi all’apertura a un maggior numero di spettatori agli eventi sportivi.

Sul fronte nazionale le infezioni da coronavirus si assestano a 23’656 con 986 morti accertate.

In Italia 249 nuovi casi e 14 decessi

Sale lievemente il numero dei nuovi contagiati da Covid-19 nelle ultime 24 ore in Italia: sono 249, a fronte dei 233 di ieri. Le nuove vittime sono invece 14, rispetto alle 11 di ieri, indica il Ministero della salute.

I casi totali salgono a 244’216, i morti arrivano a 35’042. Gli attualmente positivi sono 12’368 (-88), i guariti 196’806 (+323).

Nella sola Lombardia si contano 88 positivi e 10 decessi rispetto a ieri.

85 bebè contagiati in una contea del Texas

In una contea 85 bebè sotto i 12 mesi sono risultati positivi al coronavirus. Lo ha reso noto la direttrice della sanità pubblica della città di Corpus Christi, nella contea di Nueces, uno dei principali focolai attivi nello Stato americano.

Nell’area sono decine i bambini che nelle ultime settimane sono rimasti contagiati.

«Al momento abbiamo 85 bimbi di meno di un anno risultati positivi al coronavirus, non hanno ancora festeggiato il primo compleanno - ha detto Annette Rodríguez -. Per favore, aiutateci a fermare il contagio».

A Corpus Christi, città di circa 320’000 abitanti sul Golfo del Messico, si contano 8’100 positivi e 82 morti per il coronavirus.

«In Iran forse 25 milioni di contagi»

In Iran almeno 25 milioni di persone potrebbero essere state contagiate dal coronavirus, incluse le circa 14.000 che sono finora morte. A queste si stima possano aggiungersi altri 35 milioni di contagi nel caso ci sia in autunno una temuta seconda ondata di Covid-19: lo ha dichiarato il presidente iraniano, Hassan Rohani, citando stime del mistero della Salute. «Non abbiamo ancora raggiunto l’immunità di gregge e quindi non abbiamo altra scelta che di unirci e di spezzare la catena del contagio», ha detto il presidente Rohani, nel giorno in cui scattano nuove misure di profilassi, come la chiusura di moschee, palestre e caffè per una settimana.

L’Iran finora ha avuto un totale di 271.606 contagi confermati e 13.979 decessi.

Chiuse moschee e palestra per 7 giorni in Iran

In Iran da questa mattina entrano in vigore nuove misure anti-coronavirus, come la chiusura per una settimana di moschee, istituti educativi e culturali, palestre, caffè, parrucchieri ed estetisti. Nelle ultime 24 ore 2.166 persone sono state infettate da Covid-19, portando il totale dei contagi a 271.606, con un totale di 13.979 decessi, 188 dei quali sono avvenuti ieri. Lo rende noto il ministero della sanità di Teheran. La portavoce, Sima Lari, ha dichiarato che le persone in terapia intensiva al momento sono salite a 3.529, mentre quelle che sono guarite in totale ora sono 235.300.I test eseguiti in tutto l’Iran sono finora 2 milioni e 123.518.

Brasile, il bilancio delle vittime supera soglia 77 mila

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.163 decessi e 34.177 contagi da coronavirus nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato ieri in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass).

Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 2.046.328, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 77.851.

Scatta il coprifuoco a Miami Beach

A Miami Beach scatta il coprifuoco per l’emergenza coronavirus. Tutti a casa dalle otto di sera fino alle 6 del mattino per evitare feste e ogni tipo di assembramento notturno. Chiusi tutti gli esercizi commerciali, ristoranti e bar. I ristoranti potranno solo continuare ad assicurare cibo recapitato a domicilio. Il coprifuoco nel resto di Miami parte alle 10 di sera. L’ordine restera’ in vigore per almeno una settimana e la famosa Ocean Drive restera’ chiusa al traffico durante il giorno.

Altri 77 mila morti negli USA: è record

Ancora un record di nuovi casi di contagio da coronavirus negli Stati Uniti: 77.638 nelle ultime 24 ore, secondo i dati della Johns Hopkins University. In totale i casi nel Paese salgono a 3,64 milioni e i decessi a 139.128.

Venerdì 17 luglio

(Aggiornato alle 23.54) Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato quota 13,9 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. I contagi nel mondo, per la precisione, sono 13.926.476. Le vittime sono 593.209, mentre i guariti sono oltre 7,7 milioni.

Allerta negli USA, 18 Stati sono «zona rossa»

Allerta massima negli Stati Uniti dove a causa del boom di contagi da coronavirus almeno 18 Stati sono considerati «red zone». Le situazioni più critiche in Florida, dove è scattato il coprifuoco nell’intera contea di Fort Lauderdale, in Texas, dove nelle ultime 24 ore si è registrato un record di 10.256 nuovi casi e 174 morti; e in California, dove il governatore ha deciso che in 33 delle 58 contee dello Stato non riapriranno le scuole in autunno.

In Brasile il bilancio delle vittime supera quota 77 mila

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.163 decessi e 34.177 contagi da coronavirus nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 2.046.328, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 77.851.

New York riapre parzialmente la Statua della Libertà

Dopo una serrata di quattro mesi New York comincia a riaprire le sue attrazioni. Il 20 luglio riapriranno parzialmente la Statua della Libertà ed Ellis Island. Rimarranno invece ancora chiusi il nuovo museo che celebra la storia della statua e inaugurato solo l’anno scorso così come l’interno della statua con accesso anche alla corona. Hanno invece già riaperto Governors Island e la High Line. Tuttavia l’ingresso al parco sopraelevato lungo il versante ovest della Grande Mela sarà limitato e con un biglietto. Il 20 luglio riaprirà anche l’Empire State Building, una delle principali attrazioni di New York ad essere rimaste chiuse per la COVID-19.

USA: il 64% disapprova la gestione della pandemia di Trump

Sei americani su dieci non si fidano di Trump e della sua gestione della pandemia. Lo rivela un nuovo sondaggio di ABC News/Washington Post secondo cui il 64% della popolazione Usa disapprova il lavoro del presidente. I dati rivelano anche che solo il 38% approva Trump contro il 46% nel mese di maggio. Gli americani hanno preso ulteriormente le distanze dal loro presidente anche rispetto all’inizio della pandemia quando l’approvazione era al 51%, nel mese di marzo. Per gli americani sono anche diverse le priorità. Per il 63% è più importante controllare la diffusione del virus rispetto a rimettere in moto l’economia, un punto su cui invece Trump è fermo.

Ghana, oltre 2.000 operatori sanitari positivi

Circa 2.065 operatori sanitari in Ghana sono risultati positivi al test di Covid-19, secondo il Servizio sanitario nazionale. Il direttore generale Patrick Kuma-Aboagye ha dichiarato che sei tra i contagiati sono morti, ma in 1.870 sono guariti, mentre gli altri sono in cura in centri di isolamento.

La regione della Grande Accra, che comprende la capitale, registra il maggior numero di infezioni tra gli operatori sanitari. Le autorità affermano che stanno fornendo più indumenti protettivi alle strutture sanitarie per ridurre i contagi.

Il Ghana conferma attualmente circa 26.000 casi di coronavirus e 139 morti. Il Paese ha condotto 339.491 test per rilevare la presenza di Covid-19.

In Bosnia-Erzegovina 275 nuovi casi nelle ultime 24 ore

In Bosnia-Erzegovina nelle ultime 24 ore si sono registrati 275 nuovi casi di coronavirus, con il totale salito a 7.682. Come hanno riferito i responsabili sanitari, i casi attivi sono ad oggi 3.952, i guariti 3.490, i decessi 240.

A causa della sensibile ripresa dei contagi, comune anche a tutti gli altri Paesi della regione, le autorità della Federazione croato-musulmana (Bh), una delle due entità che compongono il Paese insieme alla Republika Srpska (Rs), hanno nuovamente dichiarato lo stato di epidemia.

Gran Bretagna, 3 miliardi per la Sanità in vista dell’inverno

Il primo ministro britannico ha annunciato tre miliardi di sterline di fondi per il servizio sanitario nazionale (Nhs) necessari per finanziare una serie di misure per fare in modo che si arrivi preparati all’inverno.

«Stiamo facendo in modo di essere pronti per l’inverno e ci prepariamo per il peggio - ha detto Johnson in conferenza stampa a Downing Street - ma credo anche fortemente che dobbiamo sperare nel meglio».

Belgio, sale del 32% il numero di infezioni quotidiane

La media giornaliera delle nuove infezioni da Covid-19 in Belgio è aumentata del 32% nel periodo dal 7 al 13 luglio rispetto alla settimana precedente, per raggiungere 114,7 persone infettate al giorno. Lo hanno reso noto oggi le autorità sanitarie locali (Sfp Public Health e Sciensano), precisa l’agenzia di stampa Belga.

L’aumento è osservato nella maggior parte delle province, in particolare quelle con grandi città e colpisce ogni fascia d’età.

Tuttavia, il numero dei decessi continua a diminuire, con un calo del 45%. In media, 1,7 persone hanno perso la vita a causa del coronavirus tra il 7 e il 13 luglio. La settimana precedente, questa cifra era 3.1.

In totale, il Belgio deplora 9.795 morti per Covid-19. Il tasso di riproduzione del coronavirus è aumentato a 1,033 in Belgio. Ciò significa che un paziente medio Covid-19 infetta leggermente più di una nuova persona.

È la prima volta che questo tasso aumenta sopra l’1 dal 4 aprile, durante il picco epidemiologico quando era a 1,06.

Gran Bretagna, dal 1. agosto telelavoro a discrezione delle aziende

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha annunciato che a partire dal primo agosto le indicazioni sul telelavoro verranno lasciate a discrezione delle aziende, mentre ad oggi valeva il suggerimento del governo che lo raccomandava.

Johnson ha sottolineato di voler allentare le misure ancora previste dal lockdown per «dare speranza alle persone e fiducia alle aziende».

Israele, da ieri 1819 contagi, 213 malati gravi

Si estende in Israele la diffusione del coronavirus, mentre il governo cerca in questi giorni di adottare misure di emergenza per abbassare la curva dei contagi.

Secondo dati divulgati dal ministero della sanità, ieri si sono avuti 1819 casi positivi che hanno portato il totale complessivo a 46.546.

Nei test condotti ieri, la percentuale di casi positivi è stata quasi del 6,7%. I decessi sono intanto saliti a 387 ed i malati gravi sono ora 213.

Le persone infette sono 25.636.Negli ultimi sette giorni i luoghi più colpiti dalla pandemia sono stati Gerusalemme (1402 nuovi casi), la cittadina ortodossa di Beni Brak (793), Tel Aviv (525) ed Ashdod, con 309 casi.

In Cisgiordania imposta chiusura generale

Una chiusura totale è stata imposta in Cisgiordania da ieri sera fino a domenica mattina nel tentativo di limitare una forte ondata di contagi. Lo ha stabilito il premier dell’Anp Mohammad Shtayeh.

Di conseguenza tutte le attività sono state sospese, con una deroga particolare per fornai e farmacie. Bloccati inoltre i transiti fra le diverse province.

Il governo ha minacciato pene severe nei confronti di eventuali trasgressori. Intanto restano allarmanti le cifre aggiornate fornite dal ministero della sanità.

In 30 giorni i casi positivi di coronavirus si sono decuplicati e hanno raggiunto la cifra di 8616: 7340 in Cisgiordania, 72 a Gaza, 1204 a Gerusalemme est. In Cisgiordania la zona più colpita è la città di Hebron, seguita dal campo profughi di Jelazun, presso Ramallah. I decessi sono saliti a 54. Le persone infette dal virus sono adesso oltre settemila.

Gran Bretagna, via libera ai lockdown locali

Le autorità locali nel Regno Unito avranno da domani la facoltà di indire lockdown e adottare misure restrittive nelle loro aree di competenza, ciò consentirà di «agire più velocemente» dove necessario per intervenire sulla diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il primo ministro britannico Boris Johnson. «Avranno la facoltà di chiudere specifici luoghi pubblici e cancellare eventi», ha spiegato Johnson, aggiungendo tuttavia che tali interventi potrebbero non essere sufficienti e per questo la prossima settimana verranno annunciati ulteriori strumenti del governo centrale per agire a livello locale.

Cina, nuovo focolaio nello Xinjiang

La Cina ha un nuovo focolaio di COVID-19 a Urumqi, capoluogo dello Xinjiang con 3,5 milioni di abitanti, ora sotto restrizioni di contenimento. La commissione sanitaria locale aveva accertato ieri un contagio domestico, il primo dopo 149 giorni, ai quali se ne sono aggiunti oggi altri 5, ha riferito l’agenzia Xinhua. Altri 8 asintomatici sono stati trovati, per 11 totali. Le persone sotto osservazione sono 135. I voli su Urumqi sono stati drasticamente tagliati e nella città sono stati fermati l’unica linea della metro e i servizi di autobus.

Nuova stretta a Barcellona: «State a casa»

Le autorità in Catalogna adottano nuove misure restrittive per parte della regione, compresa Barcellona, chiedendo ai residenti della città di «restare a casa» dopo un aumento nei nuovi casi di coronavirus. L’indicazione è di «evitare le riunioni sociali, le uscite notturne e le attività culturali». Si proibiscono, tra l’altro, gli assembramenti di più di 10 persone sia in pubblico, sia in privato.

Iran, 2.379 casi e 183 vittime in 24 ore

Salgono a 269.440 i casi di COVID-19 in Iran, con 2.379 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 183, per un totale di 13.791 decessi confermati dall’inizio della pandemia. I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 3.509, mentre i pazienti guariti crescono a 232.873. I test complessivi effettuati sono 2.098.985. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

Oltre 12.000 morti accertate in Russia

In Russia sono stati superati i 12.000 decessi provocati dal coronavirus. Stando ai dati ufficiali, 186 persone sono morte a causa della COVID-19 nelle ultime 24 ore, facendo salire a 12.123 il totale delle vittime accertate della malattia dall’inizio dell’epidemia. I nuovi casi registrati sono 6.406 nel corso dell’ultima giornata e il totale dei contagi è di 759.203, il quarto al mondo in termini assoluti. I guariti sono 7.681 nelle ultime 24 ore e 539.373 in tutto.

Italia: guariti e sbarcati 11 migranti della nave-quarantena Moby Zazà

Undici dei 30 migranti risultati positivi al COVID-19 e sistemati nella zona «rossa» della nave-quarantena Moby Zazà a Porto Empedocle (Agrigento), stanno per essere sbarcati. Sono guariti. A confermarlo il doppio tampone rino-faringeo che è stato eseguito nei giorni scorsi. La nave, per procedere allo sbarco, è già tornata alla banchina di Porto Empedocle. Nella zona «rossa» resteranno, al momento, 19 persone. Di queste soltanto 4 sono ancora positive al coronavirus, c’è poi qualche caso dubbio e i familiari di coloro che, appunto, sono ancora positivi.

Israele impone restrizioni nel fine settimana

Come previsto, dalle 17 di oggi (ora locale) Israele imporrà nuove restrizioni alle attività nel tentativo di ridurre la curva dei contagi della seconda ondata di coronavirus.

Da quell’ora e fino a domenica mattina saranno dunque chiuse le palestre e i ristoranti potranno fare solo consegne a domicilio.

Inoltre gli assembramenti saranno limitati a 10 persone al chiuso e a 20 all’aperto, esclusi i posti di lavoro. Nello stesso lasso di tempo, negozi, centri commerciali, parrucchieri, saloni di bellezza, librerie, zoo, musei, piscine e attrazioni per i ristoranti saranno chiusi.

Le restrizioni, almeno per questo fine settimana, non si applicano alle spiagge.

Usa, crociere sospese sino a fine settembre

Le crociere sono sospese sino al 30 settembre in Usa. Lo hanno deciso i Centers for disease control and prevention (Cdc), l’agenzia sanitaria federale che protegge la salute.

In Brasile superati i 2 milioni di casi

Il Brasile ieri ha registrato ulteriori 1.322 decessi e 45.403 contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 2.012.151, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 76.688.

Nuovo record di contagi negli Stati Uniti

Nuovo record di contagi quotidiani da coronavirus negli Stati Uniti, 68.428 nelle ultime 24 ore. I decessi sono stati invece 974. Il totale sale rispettivamente a 3.560.364 e 138.201. Lo rende noto l'università americana Johns Hopkins.

India, i contagi superano quota 1 milione

L’India ha superato oggi il milione di casi segnalati di coronavirus, secondo i dati delle autorità locali.

Terza nazione al mondo per numero di contagi dopo gli Stati Uniti e il Brasile, il gigante asiatico conta 25.602 morti per 1.003.832 casi confermati dall’inizio della pandemia, secondo i dati ufficiali pubblicati stamani dal ministero della Salute indiano.

La seconda nazione più popolosa del pianeta ha registrato quasi 35.000 casi e 700 decessi aggiuntivi attribuiti al coronavirus nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto ufficiale.

Giovedì 16 luglio

Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato quota 13,65 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. Le vittime sono 586.175, mentre i guariti sono oltre 7,6 milioni.

In California, in Florida, in Arizona, in Texas c’è penuria di letti in ospedale

Nuovo drammatico record di contagi da coronavirus negli Stati Uniti, che in sole 24 ore contano 67.632 nuovi casi, mentre i morti sono più di 137.000. L’aggiornamento quotidiano della Johns Hopkins University non interrompe le giornate nere in questa guerra al virus che vede gli Usa costretti ancora in prima linea e senza possibilità di tregua: almeno 39 Stati registrano un aumento nei nuovi contagi rispetto alla settimana scorsa. In California, in Florida, in Arizona, in Texas c’è penuria di letti in ospedale; a Miami le strutture sanitarie sono piene al 95%.

Possibili lockdown in Germania

Il governo e i 16 Länder tedeschi hanno raggiunto un accordo su futuri lockdown circoscritti geograficamente per contrastare la diffusione di nuove ondate di covid-19. Se in futuro si dovessero verificare nuovi focolai di epidemia, le autorità locali potranno imporre misure di contenimento anche più drastiche di quanto finora sperimentato in Germania, come il divieto di uscita o di ingresso dall’area di riferimento, senza coinvolgere l’intero Land. Le singole comunità, per esempio, potrebbero decidere di vietare il permesso di uscire dalla propria area o l’obbligo di quarantena in caso di ingresso. Sempre per evitare nuove riprese nei contagi, il ministro federale della Salute Jens Spahn sta lavorando all’elaborazione di criteri in base ai quali un cittadino che torna dalle vacanze debba essere sottoposto o meno a un test per verificare la presenza di Covid-19.

Gli esperti USA: «Riaprire le scuole per i più piccoli»

Almeno i bambini delle materne, delle elementari e gli studenti con bisogni speciali devono tornare alla scuola ‘in presenza’, perchè l’apprendimento online è inefficace per loro. Lo scrivono le National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine in un rapporto che presenta anche alcuni suggerimenti sulle precauzioni da adottare. Riaprire le scuola, scrivono gli esperti Usa, darebbe benefici che vanno al di là di quelli educativi, dall’accesso al supporto alle famiglie, alla mensa. «Senza l’istruzione in presenza i bambini rischiano di rimanere indietro, e che aumentino le disuguaglianze dal punto di vista educativo. Soprattutto nei primi anni delle elementari i bambini stanno ancora sviluppando la capacità di regolare i propri comportamenti, le emozioni e l’attenzione, e quindi hanno grandi difficoltà con l’apprendimento a distanza». Per riaprire in sicurezza, il rapporto raccomanda l’utilizzo delle mascherine, che dovrebbero essere indossate sempre dagli insegnanti, una maggiore sanificazione e interventi strutturali, ad esempio sull’areazione o sulle dimensioni delle aule. «La pandemia ha mostrato le disuguaglianze che affliggono le scuole - spiega Enriqueta Bond, capo del comitato che ha redatto lo studio. I decisori devono valutare attentamente l’ipotesi di riaprire le scuole per non aumentarle»».

Prime risposte positive al vaccino di Oxford

La sperimentazione clinica sul potenziale vaccino anti Covid-19 sviluppato dall’Università di Oxford sta fornendo risultati «estremamente promettenti», e potrebbe addirittura fornire - secondo gli scienziati coinvolti nella ricerca - «una doppia protezione» dal virus. Lo anticipano alcuni giornali britannici in attesa della pubblicazione dei dati scientifici sulla prima fase dei trials lunedì sul Lancet.

Il prototipo di Oxford è tra i pochi progetti al mondo arrivati alla fase 3 della sperimentazione clinica, la più importante e avanzata, estesa a migliaia di persone. Ma già la fase 1, avviata ad aprile su decine di volontari adulti sani, pare confermare che il farmaco è in grado di stimolare una risposta immunitaria significativa. Restano tuttavia diverse cautele sulla durata potenziale dell’immunità, mentre il ministro della Sanità britannico Matt Hancock limita per ora a ipotizzare «nello scenario migliore» una distribuzione di massa entro fine anno, «ma più probabilmente nel 2021».

Le anticipazioni hanno fatto intanto crescere in borsa le quotazioni dei titoli di AstraZenica, colosso farmaceutico anglo-svedese con cui il governo britannico - principale finanziatore della ricerca - ha sottoscritto da mesi un pre-contratto di produzione commerciale di massa del prototipo di Oxford: per un prodotto di cui Londra s’è già assicurata la prelazione su una prima fornitura di milioni di dosi e gli Usa su una seconda ondata, con i Paesi Ue a seguire.

I campioni di sangue che indicano la produzione sia di anticorpi sia di «cellule T killer» indotta dal prototipo, ha detto una fonte anonima interna al team di ricerca dell’istituto Jenner oxfordiano citata oggi dal Daily Telegraph. «Ed è la combinazione di questi due fattori che confidiamo possa proteggere le persone», ha aggiunto, pur ammettendo che «resta ancora molto da fare» per passare da questa «fase importante» di sperimentazione all’auspicato, ma non certo, esito finale di un vaccino efficace da rendere disponibile al pubblico.

I test dell’università di Oxford coinvolgono attualmente 4.000 volontari, tutti residenti nel Regno: un campione che presto verrà esteso ad altre 10.000 persone.

Germania, governo favorevole a lockdown locali

Il governo federale tedesco è favorevole a ricorrere a lockdown circoscritti alle aree colpite dai focolai di coronavirus. Lo ha dichiarato il ministro federale responsabile dell’Ufficio di cancelleria Helge Braun, in un’intervista al «Morgen Magazin» dell’emittente pubblica Zdf.

«Più veloce, più piccolo, più preciso, è questo quanto vogliamo concordare oggi» ha detto Braun in riferimento alla riunione di oggi con i responsabili delle cancellerie dei singoli Land tedeschi, circa la possibilità di attuare un meccanismo di lockdown localizzato a singole imprese o singole comunità all’interno di una regione. «Queste limitazioni devono smettere di suscitare terrore», ha proseguito Braun. Diversi ministri-presidenti di diversi Land si erano espressi ieri contro la chiusura di interi distretti (Landkreis). Si tratta di organizzare il più velocemente possibile dei test di massa nei luoghi interessati da nuovi focolai, ha detto ancora Braun.

Intanto le infezioni registrate in Germania hanno superato quota 200.000, attestandosi a 200.206 casi, secondo i dati di stamattina del Robert Koch Institut. Le vittime accertate sono 9.078 e il fattore di riproduzione del virus alla mezzanotte di ieri era di 1,02.

Nuovo picco in Israele, scattano le restrizioni

Nuovo picco di casi di Covid-19 in Israele: nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della Sanità, sono stati 1.898 per un totale, da inizio pandemia, di 44.563. Le vittime sono salite a 380. I malati - come da giorni - hanno superato i guariti: 23.797 contro 20.068. I pazienti in gravi condizioni sono 204, di cui 56 in ventilazione. A fronte della situazione sempre più seria, il premier Benyamin Netanyahu ha convocato un’immediata riunione di emergenza per nuove misure. Tra queste - riferiscono i media - ci sarebbe il limite di 10 persone per ogni assembramento, la nuova chiusura dei luoghi di culto, delle spiagge, dei campi estivi e delle scuole. Per i ristoranti ammessa solo la consegna a domicilio.

Francia: mascherina nei luoghi pubblici chiusi da settimana prossima
In Francia la mascherina sarà obbligatoria in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico dalla «settimana prossima»: è quanto riferito dal premier, Jean Castex, durante un intervento al Senato di Parigi. Il decreto entrerà dunque in vigore prima di quanto previsto inizialmente dal presidente Emmanuel Macron. «Prevedevamo un’entrata in vigore di queste disposizioni il primo agosto», ha ricordato Castex, aggiungendo: «Ho capito che questa scadenza potesse sembrare arrivare tardi (...) il decreto entrerà dunque in vigore la settimana prossima». Il premier prevede per il 2020 «la peggiore recessione» dalla creazione dei conti pubblici della Francia.

Tokyo, 286 casi in 24 ore: è record giornaliero

Tokyo stabilisce un altro record giornaliero con 286 casi di coronavirus registrati nella giornata di giovedì, portando il totale nelle capitale a 8.600, circa un terzo di tutto il Giappone. L’aggiornamento del governo metropolitano giunge dopo l’aumento al massimo livello di allerta nella metropoli, e la decisione di potenziare il numero dei tamponi giornalieri a oltre 4.000. «Un incremento di questo tipo nel numero dei test condotti porta inevitabilmente ad un ampliamento delle probabilità di nuove infezioni» ha detto la governatrice Yuriko Koike, che ha esortato nuovamente i cittadini ad evitare uscite notturne e viaggi non considerati essenziali, e le attività commerciali a prendere le misure adeguate.

A differenza delle scorse settimane i nuovi casi non si concentrano più esclusivamente nel quartiere a luci rosse della capitale, ma si registrano contagi anche in asili e nelle case di cura. A livello nazionale le infezioni da coronavirus si assestano a 23.035 con 986 decessi accertati.

Argentina, superati i 2.000 morti

L’Argentina ha registrato nuovi record di casi e di decessi provocati dal coronavirus nelle ultime 24 ore, superando nel complesso la soglia dei 2.000 morti. Lo ha reso noto il ministero della Sanità. Secondo i dati ufficiali, nelle ultime 24 ore vi sono stati altri 4.260 contagi e ulteriori 82 morti, dati che portano i rispettivi totali a quota 111.160 e 2.050. Dall’inizio della pandemia sono guarite 47.298 persone.

America latina, 3,5 milioni di contagi

La pandemia da coronavirus continua a mietere vittime in America latina dove nelle ultime 24 ore i contagiati hanno raggiunto quota 3.526.310, di cui 150.802 sono poi morti. Guida la classifica il Brasile con 1.966.748 contagi e 75.366 morti, mentre il presidente Jair Bolsonaro ha avuto la conferma di positività ad un secondo test della COVID-19. Al secondo e terzo posto nella classifica di 35 fra Nazioni e territori latinoamericani, si trovano il Perù (377.724 e 12.417) e il Cile (321.205 e 7.186).

Mercoledì 15 luglio

(Aggiornato alle 23.30) Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha raggiunto quota 13,3 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. Le vittime sono 579.335, mentre i guariti sono oltre 7,4 milioni.

In Brasile superata la soglia dei 75 mila morti

Il Brasile questo mercoledì ha registrato ulteriori 1.233 decessi e 39.924 contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 1.966.748, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 75.366. Secondo il ministero della Sanità, il gigante sudamericano, che conta 112 milioni di abitanti, ha attualmente 635.818 pazienti monitorati e 1.255.564 guariti dalla malattia.

Bosnia, positivi i premier delle due entità

In Bosnia-Erzegovina sono risultati positivi al Covid-19 i capi di governo delle due entità che compongono il paese - la Republika Srpska (Rs) e la Federazione croato-musulmana (Bh).

Come riferiscono i media a Belgrado, il premier della Rs Radovan Viskovic si è sottoposto al test nel capoluogo Banja Luka, e dopo la positività ha annullato tutti gli impegni in agenda. Più pesante la situazione per il capo di governo della Federazione Bh Fadil Novalic, che è stato ricoverato in un ospedale di Sarajevo per una polmonite.

La Bosnia-Erzegovina, al pari degli altri paesi balcanici, è interessata da una forte ripresa dei contagi da coronavirus.

Romania, stato d’emergenza prorogato di un mese

In Romania il presidente Klaus Iohannis ha prorogato per altri 30 giorni lo stato di emergenza a causa dell’epidemia di Covid-19.

«La situazione epidemiologica - ha detto il presidente ripreso dalla Mediafax - non è positiva. Non verranno imposte nuove restrizioni, ma non si potrà nemmeno tornare alla normalità». Poi, l’appello alla popolazione: «Proteggetevi!».

La situazione è delicata per i cittadini del paese balcanico che si vedono costretti a far fronte alle condizioni restrittive di diversi paesi, tra i quali la Grecia, meta di vacanze ambita, che chiede ai romeni che vogliono entrare un test non più vecchio di tre giorni. Anche la vicina Ungheria ha imposto, proprio oggi, il controllo sanitario obbligatorio alla frontiera per il solo transito.

Intanto i contagi in Romania continuano a crescere. Nelle ultime 24 ore sono stati riscontrati 641 nuovi casi per un totale di 34’226 dall’inizio della pandemia. Sono stati finora 1’952 i decessi per il coronavirus.

Cina, 6 casi importati

Ieri nella Cina continentale sono stati registrati sei nuovi casi confermati di Covid-19, tutti importati. Lo comunica oggi la Commissione sanitaria nazionale cinese nel suo rapporto quotidiano, seocno cui non sono emersi nuovi casi sospetti o decessi correlati alla malattia.

Dei sei casi importati, tre sono stati segnalati a Shanghai, mentre gli altri tre nello Shanxi, nel Chongqing e nello Yunnan.

Sempre ieri 19 persone sono state dimesse dall’ospedale dopo essersi riprese.

Al 14 luglio, il numero complessivo di casi confermati confermati di Covid-19 nella Cina continentale aveva raggiunto quota 83’611, compresi 284 pazienti ancora trattati, di cui tre in gravi condizioni. In totale fino a ieri 78’693 persone erano state dimesse dopo essersi riprese, e 4’634 erano morte per la malattia.

Con i sei nuovi casi di ieri, il numero complessivo dei casi importati è salito a 1’988. Di questi, 1’902 sono stati dimessi dall’ospedale dopo essersi ripresi e 86 sono ancora ricoverati. Per i casi importati non è stato riportato nessun decesso.

Brasile, oltre indios uccisi dalla malattia

L’Articolazione dei popoli indigeni del Brasile (Apib) ha riferito che il coronavirus è già costato la vita a 501 indios. Tra gli Stati più colpiti dalla malattia vi sono Amazonas, con 178 morti, Parà, con 83, e Roraima (47), tutti nella regione amazzonica. Secondo i dati di Apib, quasi 15 mila indigeni sono stati infettati dalla Covid-19 nei villaggi e nelle aree urbane di tutto il Paese sudamericano. «Riteniamo che esista un concreto rischio di genocidio delle popolazioni indigene», ha allertato l’avvocato Luiz Eloy Terena, in rappresentanza degli interessi di Apib. «L’accelerazione dei decessi è molto preoccupante, qualcosa che attribuiamo alla mancanza di pianificazione da parte del governo federale, che fino ad ora ha attuato solo misure insufficienti», ha dichiarato la coordinatrice di Apib, Sonia Guajajara. Le popolazioni indigene, che contano circa 850 mila membri in tutto il Brasile, sono uno dei gruppi più vulnerabili al virus, ha sostenuto Guajajara.

Crescono le infezioni in Israele, non si esclude un nuovo lockdown

Non si arresta la crescita delle nuove infezioni da Covid 19 in Israele: secondo il ministero della sanità da lunedì scorso i casi sono stati 1718 - un nuovo record per il periodo - che portano il totale, da inizio pandemia, a 42.813. Con 4 nuove morti la somma delle vittime arriva ora a 375. Gli ammalati sono 22.704 che sono così tornati a superare il numero dei guariti. I pazienti in gravi condizioni sono 183 con 57 di loro in ventilazione. Vista la situazione - con gli ospedali tornati in affanno - il ministro della sanità Yuli Edelstein, in un’intervista al quotidiano Yediot Ahronot, non ha escluso che «nella riunione di governo di domenica prossima» si possa decidere il ritorno al lockdown. «I passi intrapresi finora - ha spiegato - non sono sufficienti e dobbiamo decidere su nuove restrizioni».

Venezuela, nuovo lockdown per Caracas e lo Stato di Miranda

La vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez ha reso noto che a partire da oggi Caracas e lo Stato di Miranda torneranno al lockdown rigido della ‘fase 1’ delle misure adottate per il contrasto della pandemia da coronavirus. Rodríguez ha indicato che il presidente Nicolas Maduro ha ordinato questo inasprimento visto l’aumento dei casi di contagio nelle due zone, con il proposito di tutelare la salute della popolazione. In Venezuela questa settimana è stato introdotto uno schema definito ‘7x7’, che consiste in una flessibilizzazione della quarantena a tre livelli. Il primo è quello del lockdown più radicale che riguarda un focolaio nello Stato di Zulia ed in specifici municipi (Vigía in Mérida e Cumaná in Sucre). Il secondo livello implica misure parziali di apertura per la cittadinanza in 13 Stati venezuelani con l’avvio di attività economiche in dieci settori. Infine il terzo livello è riservato a dieci Stati, in cui le attività economiche autorizzate salgono a 24. In tutto il territorio nazionale si mantiene la quarantena per la pubblica amministrazione, il settore educativo a tutti i livelli, le rivendite di bevande alcoliche, i caffè, i locali notturni ed i ristoranti, che potranno operare attraverso il delivery, mentre restano infine fortemente limitati gli eventi pubblici. Ieri sera Maduro ha annunciato che nelle 24 ore precedenti il bilancio delle vittime della pandemia ha raggiunto i 10.010 casi ed i 96 morti.

In Brasile oltre 41 mila contagi in più

Il Brasile ieri ha registrato ulteriori 1.300 decessi e 41.857 contagi in 24 ore: lo ha comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 1.926.824, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 74.133. Secondo il ministero della sanità, è normale che i numeri relativi alla malattia siano particolarmente alti il martedì, perché è quando vengono contabilizzati anche i casi e i decessi avvenuti nel fine settimana.

Fauci: «Il vaccino entro un anno, un anno e mezzo»

Il noto immunologo americano Anthony Fauci, il membro più autorevole della task force della Casa Bianca contro il Covid-19, prevede che un vaccino per il coronavirus dovrebbe essere pronto «entro il prossimo anno, anno e mezzo». Lo riportano i media Usa. Lo scienziato ha riferito di aver avuto rassicurazioni dalle aziende produttrici che saranno in grado di realizzare sino ad un miliardo di dosi, consentendo di distribuirlo non solo negli Usa ma anche nel mondo. Fauci ha precisato che, anche se il vaccino non sarà efficace al 100%, la comunità scientifica pensa che ci sarà una immunità di gregge se un numero sufficiente di persone verranno vaccinate con uno efficace al 70%-75%.

L’azienda USA Moderna annuncia l’ultima fase test del vaccino

L’azienda biotech americana Moderna ha annunciato che il 27 luglio entrerà nella fase finale dei test clinici per il suo vaccino anti Covid-19, diventando la prima società al mondo a raggiungere questa tappa. A questa fase parteciperanno 30 mila persone, metà delle quali riceverà una dose di 100 microgrammi mentre l’altra assumerà una sostanza placebo. Lo studio dovrebbe durare sino al 27 ottobre.L ’annuncio piazza Moderna in testa alla corsa mondiale per il vaccino contro la Covid-19, che finora ha contagiato oltre 13.2 milioni di persone nel mondo causando più di 570 mila morti. Gli scienziati avvisano tuttavia che i primi vaccini ad arrivare sul mercato non saranno necessariamente i più efficaci o i più sicuri.

Catalogna, otto comuni in lockdown

La città di Lleida e altri sette comuni della zona di Segrià, in Catalogna, sono da oggi in lockdown dopo che ieri il governo della Generalitat ha approvato una nuova risoluzione - tutelata da una modifica della legge catalana sulla sanità pubblica - alla luce del veto che era stato imposto lunedì da un tribunale della regione. Il tribunale di Lleida, infatti, aveva deciso di non ratificare la decisione presa domenica scorsa dal governo catalano di imporre il lockdown negli otto comuni definendola «sproporzionata». Tuttavia, riporta la Vanguardia, di fronte a un focolaio incontrollato di coronavirus, il governo ha approvato la nuova risoluzione in tempo record e l’ha già presentata al tribunale per i contenziosi amministrativi. Meritxell Budó, consigliera della presidenza, ha spiegato che non si tratta di un «confinamento rigorosamente domiciliare, ma chiediamo ai cittadini che siano corresponsabili della decisione e che non escano di casa se non necessario». Il lockdown, di 15 giorni, è scattato a Lleida, Alcarràs, Soses, Seròs, Aitona, La Granja d’Escarp, Massalcoreig e Torres de Segre.

Martedì 14 luglio

(Aggiornato alle 23.31) Sono oltre 13,1 milioni i casi totali di coronavirus che sono stati accertati in tutto il mondo dall’inizio della pandemia. A confermarlo sono i dati della Johns Hopkins University, dal cui bilancio si evince inoltre che il numero di persone morte dopo essere state affette dal virus è di 573 mila, mentre i guariti hanno superato i 7,2 milioni.

In Brasile quasi 2 milioni di contagi

Il Brasile questo martedì ha registrato ulteriori 1.300 decessi e 41.857 contagi nelle ultime 24 ore: lo ha comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass). Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 1.926.824, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 74.133. Secondo il ministero della Sanità, è normale che i numeri relativi alla malattia siano particolarmente alti il martedì, perché è quando vengono contabilizzati anche i casi e i decessi avvenuti nel fine settimana.

Aumentano contagi in Serbia, 344 casi e 13 morti

Prosegue anche in Serbia, al pari degli altri Paesi della regione balcanica, la forte ripresa dei contagi da coronavirus, giunta inaspettata nelle scorse settimane, a inizio estate, dopo un periodo di costante e progressivo calo di intensità dell’epidemia.

Come hanno riferito le autorità sanitarie, nelle ultime 24 ore si sono registrati 344 nuovi contagi, con il totale che è ad oggi di 19.983. Si sono avuti altri 13 decessi che hanno portato a 418 il numero complessivo dei morti.

In aumento anche il numero dei pazienti in terapia intensiva con respiratore, che è attualmente di 170, il numero più alto dall’inizio dell’epidemia. Da ieri sono stati effettuati 8.659 test, per un totale di 507.002, fra i più alti nella regione.

Il ministro della sanità Zlatibor Loncar ha parlato di situazione sanitaria seria e di ospedali sotto pressione, rinnovando gli appelli al rispetto delle regole basilari di prevenzione e sicurezza - mascherina, distanza interpersonale, igiene e lavaggio frequente delle mani.

La Serbia la scorsa primavera, nella prima fase epidemica del coronavirus, aveva adottato una serie di misure molto severe e restrittive per contenere il contagio, ad esempio il coprifuoco e il divieto di uscire di casa per gli ultra 65enni. Da fine aprile tuttavia, a fronte del costante calo dei casi di infezione, le autorità hanno consentito, forse con eccessiva fretta, una apertura pressoché totale del Paese, consentendo eventi sportivi con 20 mila spettatori negli stadi, un torneo regionale di tennis organizzato da Novak Djokovic - poi risultato a sua volta positivo al tampone - e le elezioni del 21 giugno.

Ristorante, bar e altri locali molto raramente osservano le restrizioni previste per spazi e distanziamento. Da alcune settimane i contagi hanno ripreso a correre, e a contestare la dirigenza sono scese in piazza migliaia di persone a Belgrado e in altre città in manifestazioni più volte degenerate in scontri e violenze.

Dimostrazioni organizzate per attaccare in particolare il presidente Aleksandar Vucic e il suo ‘autoritarismo’, e che si tengono nonostante nella capitale vi sia il divieto di raduni con più di dieci persone, sia al chiuso che all’aperto.

Retromarcia gli Usa, ora gli Stati chiudono

Retromarcia negli Usa dove gli Stati che stavano già riaprendo sono costretti a chiudere di nuovo gran parte delle attività: a partire da California, Texas e Florida, dove in una sola giornata si sono registrati oltre 30.000 nuovi casi, la metà del dato nazionale. Il contagio è in aumento in almeno 35 stati e la contea di Miami emerge come il nuovo epicentro della pandemia, mentre Los Angeles è a un passo da diventare ‘red zone’. A New York, intanto, dopo la prima giornata di ‘zero morti’ a causa del coronavirus il governatore Andrew Cuomo ha detto di temere seriamente una seconda ondata, causata sia da chi arriva dagli Stati a rischio (nonostante la quarantena imposta) sia da un rilassamento delle misure di distanziamento sociale da parte dei newyorchesi.

Usa verso la proroga della chiusura dei confini con Canada e Messico

L’amministrazione Trump intende prorogare le restrizioni che vietano i viaggi non essenziali attraverso i confini col Canada e col Messico almeno sino alla fine di agosto, per l’aumento di morti e contagi da coronavirus negli Stati Uniti e nel Paese centroamericano. Lo riferisce Politico citando tre fonti a conoscenza del dossier.

L’annuncio dovrebbe essere fatto prima del 21 luglio. Si tratterebbe della quarta estensione del provvedimento da quando fu decisa la prima chiusura parziale delle frontiera in marzo.

Andalusia, mascherina obbligatoria anche in spiaggia

Il governo dell’Andalusia ha approvato oggi l’uso obbligatorio delle mascherine in tutti gli spazi pubblici sia all’aperto, sia al chiuso, incluse le spiagge e le piscine.

Secondo quanto riportano i media spagnoli, chi non rispetterà la nuova misura rischia una multa di 100 euro.

Il portavoce dell’esecutivo, Elías Bendodo, ha spiegato che la nuova disposizione entrerà in vigore dalla prossima mezzanotte «in tutti i siti e in tutti i momenti». Il numero di persone che potranno partecipare alle veglie funebri, inoltre, è stato ridotto da 60 a 25 nei luoghi all’aperto e da 30 a 10 al chiuso.

Macron: «Non siamo stati i peggiori nella crisi per la COVID-19»

Emmanuel Macron rivendica «le cifre» che - sulla crisi della Covid-19 - dimostrano che «la Francia è lungi dall’essere stata la peggiore», ma che «abbiamo un dubbio permanente su noi stessi come Paese».

«Abbiamo dentro di noi - ha continuato - quello che talvolta ho chiamato ‘passioni tristi’. Forze divisive che a volte ci portano a non andare più avanti perché pensiamo soltanto a queste divisioni».

Il presidente, espressosi in apertura della sua intervista tv per il 14 luglio, ha aggiunto che l’uso della mascherina sarà presto obbligatorio nei luoghi pubblici chiusi, dal primo agosto. «Raccomando ai nostri concittadini di portare la mascherina quanto possibile all’esterno e, a maggior ragione, quando sono in un luogo chiuso».

Macron ha inoltre affermato di «comprendere» che alcuni francesi possano detestarlo: «Senza dubbio ho lasciato apparire qualcosa che non credo di essere nel mio profondo, ma che le persone hanno cominciato a detestare».

«Un presidente che vorrebbe riformare tutto perché siano solo i migliori ad avere successo affinché il nostro Paese, alla fine, si adatti alla globalizzazione. Non è il mio progetto, ma il gioco degli errori, delle frasi che escono dal loro contesto», ha detto Macron.

India, 18 mila casi nello Stato del Bihar che ripristina il lockdown

Lo Stato indiano del Bihar ripristina il lockdown totale dal 16 al 31 luglio: lo ha appena annunciato il vice governatore Sushil Kumar Modi, dal suo account Twitter. Il blocco, già parzialmente imposto in alcuni distretti, dovrà essere seguito strettamente in tutto il territorio, nel tentativo di bloccare la diffusione del Covid-19, che ha registrato un forte aumento nell’ultima settimana.

Secondi i dati più recenti del ministero della Salute a tutt’oggi il Bihar conta circa 18 mila positivi, ma secondo le autorità sanitarie la curva è destinata a salire anche perché il Bihar ha visto nel mese scorso il massiccio rientro di centinaia di migliaia di persone, tornate dalle

In Iran moschee e scuole chiuse per una settimana

Tornano le chiusure in Iran dopo l’aumento di casi e vittime di Covid-19. Moschee, istituzioni educative, centri culturali, sale da cerimonia, palestre, saloni di bellezza e bar resteranno chiusi per una settimana a Teheran e in altre dieci province «rosse», cioè ad alto rischio. Lo ha reso noto il governatore della capitale iraniana, Anushirvan Mohseni Bandpei.

Russia, niente isolamento per gli stranieri negativi al test

Gli stranieri che arrivano in Russia non dovranno più isolarsi per 14 giorni se presenteranno un documento in inglese o in russo che certifichi che nelle ultime 72 ore sono risultati negativi al nuovo coronavirus. Lo prevede un decreto pubblicato ieri mentre la Russia sta cercando di riaprire i voli internazionali.

Come per i cittadini russi, agli stranieri che arrivano senza un certificato che certifichi la loro negatività al SARS-CoV-2 sarà chiesto di effettuare un test entro 72 ore e se dovessero risultare positivi dovranno isolarsi. Lo riporta il Moscow Times.

Cisgiordania, muore un neonato di 12 giorni

Un neonato di 12 giorni è deceduto ieri a Hebron (Cisgiordania): lo ha riferito la agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo cui si tratta della vittima più piccola di coronavirus registrata finora. Complessivamente sono morti 45 palestinesi, 41 dei quali in Cisgiordania, uno a Gaza e tre a Gerusalemme est.

Intanto anche ieri si sono avuti centinaia di nuovi contagi. Il numero complessivo dei casi positivi è salito così a 7441, di cui 6494 in Cisgiordania, 72 a Gaza e 875 a Gerusalemme est. Di essi 1258 sono guariti o in via di guarigione, mentre 16 sono in condizioni critiche.

In Cisgiordania prosegue la chiusura dei principali centri urbani ordinata dal governo, che adesso deve cimentarsi anche con alcune manifestazioni di protesta. Nel frattempo si avvicina la ricorrenza islamica dell’Id el-Adha (Festa del sacrificio). Il governo palestinese ha anticipato che anche in quella circostanza dovrà essere mantenuto l’isolamento sociale. Provvedimenti più specifici saranno resi noti alla fine del mese.

Israele, record di 1681 casi in 24 ore

La diffusione del coronavirus ha registrato ieri un nuovo record giornaliero in Israele di 1681 contagi fra gli oltre 27 mila test condotti (poco più del 6%). Secondo quanto reso noto dal ministero della Sanità, il numero complessivo dei casi positivi è salito a 41’235. I decessi finora sono 368.

Gli affetti dal virus sono ora 21’393, per lo più isolati nelle loro abitazioni o in alberghi predisposti dalle autorità. Negli ospedali sono ricoverate oltre 500 persone, 177 delle quali versano in condizioni gravi (con 55 pazienti in rianimazione).

Le città più colpite sono Gerusalemme (con oltre mille contagi nell’ultima settimana), la cittadina ortodossa di Bnei Brak (594 casi in una settimana) e Tel Aviv (574). Secondo i media torna così a profilarsi la necessità di un lockdown nazionale, anche se il governo ha ribadito anche ieri che farà tutto il possibile per non dover ricorrere ad un provvedimento talmente drastico.

Russia, 6.248 nuovi casi e 175 morti in 24 ore

Sono 6248 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Russia nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia sale così a 739.947. I morti sono 175 nel corso dell’ultima giornata e, stando ai dati ufficiali, 11.614 in tutto.Lo riferisce il centro operativo russo anticoronavirus. La Russia è il quarto Paese al mondo in termini assoluti per totale dei contagi.

Kosovo, 187 contagi in 24 ore

Nuovo balzo dei contagi in Kosovo, dove nelle ultime 24 ore sono stati accertati altri 187 casi di coronavirus sulla base di appena 424 test effettuati. Ne hanno dato notizia i media regionali. Il totale dei contagi sale a 5118, mentre le vittime sono state finora 108.

In India oltre 100 mila casi in 4 giorni

L’India ha registrato oltre 100 mila casi di coronavirus in soli quattro giorni: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. Nelle ultime 24 ore nel Paese i contagi sono stati 28.498 ed i decessi 553, dati questi che portano i rispettivi bilanci a quota 906.752 e 23.727. In India, terzo Paese al mondo per numero di casi, sono guarite finora 571.460 persone: i casi attivi sono 311.565 e dall’inizio della pandemia sono stati eseguiti oltre 12 milioni di tamponi.

Tokyo: dopo il quartiere a luci rosse, il teatro cittadino

Aumentano i timori di un’espansione dei contagi di coronavirus a Tokyo. Dopo il quartiere a luci rosse della capitale, l’attenzione delle autorità sanitarie adesso si sposta su un teatro cittadino nella stessa area di Shinjuku, a nord ovest della città. Trenta persone sono risultate positive alla malattia nello spazio di una settimana. Si tratta di 16 attori, cinque membri della produzione teatrale e nove spettatori che hanno partecipato alla rappresentazione. Lo riferisce l’operatore Rise Communication, che gestisce lo spettacolo andato in scena tra il 30 giugno e il 5 luglio al Teatro Moliere. In media, sono state registrate oltre 200 infezioni negli ultimi 4 giorni nella capitale. La governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, si è dimostrata critica nei confronti delle direttive del governo, in merito alle sovvenzioni per incentivare il turismo domestico a partire dal 22 luglio e all’allentamento delle restrizioni per favorire l’accesso agli eventi sportivi e culturali. «È come avviare l’aria condizionata con il termosifone in funzione», ha detto Koike nel corso di un colloquio con la stampa, facendo notare l’incremento preoccupante dei casi nella capitale e nelle adiacenti prefetture. Il totale dei contagi a Tokyo si assesta a 8046, circa un terzo dell’insieme dei casi a livello nazionale.

Brasile vicino ai 73 mila morti e 1,88 milioni di casi

Il Brasile ha registrato nelle ultime 24 ore 20’286 nuovi contagi di coronavirus e 733 decessi per la pandemia. Lo ha comunicato il ministero della Salute. Con questi dati, il totale di casi confermati di Covid-19 nel Paese ha raggiunto 1’884’967 infetti, con 72’833 morti dall’inizio della pandemia. Il Brasile si conferma il primo Paese in America Latina e il secondo nel mondo, dopo gli Stati Uniti, per numero di casi confermati e di vittime per il coronavirus.

Altri 59.200 casi nelle ultime 24 ore negli USA

Gli Stati Uniti contano quasi altri 60 mila nuovi casi di coronavirus: 59.222 nelle ultime 24 ore, secondo la Johns Hopkins University. I contagi totali nel Paese sono ora oltre 3,36 milioni. Il bilancio dei morti sale a 135.582, di cui 411 nella giornata di lunedì.

Lunedì 13 luglio

Secondo il bilancio della Johns Hopkins University, il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha raggiunto quota 13 milioni. Le vittime sono oltre 570 mila, mentre i guariti hanno superato i 7,1 milioni.

Fauci: «Balzo dei contagi perché gli USA non hanno chiuso»

Gli Stati Uniti stanno vivendo un’impennata dei contagi per il Paese non è stato mai chiuso interamente e in molti stati si è riaperto troppo velocemente: lo afferma il virologo Anthony Fauci intervistato dal preside della facoltà di medicina dell’università di Stanford, in California. «Non abbiamo chiuso l’intero Paese», sostiene Fauci: «Ora dobbiamo fare qualche passo indietro e dire, ‘ok, non possiamo chiudere totalmente ma almeno dobbiamo riaprire gradualmente’».

In Gran Bretagna mascherine obbligatorie nei negozi dal 24 luglio

Nel Regno Unito sarà obbligatorio portare la mascherina quando si entra nei negozi e nei supermercati, a partire dal 24 luglio. Lo ha comunicato Downing Street. Nella nota, l’ufficio del premier Boris Johnson afferma che «ci sono sempre più indicazioni per le quali coprirsi il viso quando si è al chiuso contribuisce a proteggere le persone e chi sta loro attorno dal coronavirus». Le mascherine sono obbligatorie sui trasporti pubblici in Inghilterra dal 15 giugno. Il ministro della Salute Matt Hancock annuncerà formalmente l’estensione dell’obbligo domani, martedì. Chi non rispetterà la disposizione verrà multato di 100 sterline. La Gran Bretagna è uno dei paesi più colpiti dal virus, con circa 45.000 morti.

Tokyo, nuovo focolaio in un teatro cittadino

Aumentano i timori di un’espansione dei contagi di coronavirus a Tokyo. Dopo il quartiere a luci rosse della capitale, l’attenzione delle autorità sanitarie adesso si sposta su un teatro cittadino nella stessa area di Shinjuku, a nord ovest della città, dove 30 persone sono risultate positive alla malattia nello spazio di una settimana. Si tratta di 16 attori, cinque membri della produzione teatrale, e 9 spettatori che hanno partecipato alla rappresentazione. Lo riferisce l’operatore Rise Communication, che gestisce lo spettacolo andato in scena tra il 30 giugno e il 5 luglio al Teatro Moliere. In media, sono state registrate oltre 200 infezioni negli ultimi 4 giorni nella capitale. La governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, si è dimostrata critica nei confronti delle direttive del governo, in merito alle sovvenzioni per incentivare il turismo domestico a partire dal 22 luglio, e l’allentamento delle restrizioni per favorire l’accesso agli eventi sportivi e culturali. «È come avviare l’aria condizionata con il termosifone in funzione», ha detto Koike nel corso di un colloquio con la stampa, facendo notare l’incremento preoccupante dei casi nella capitale e nelle adiacenti prefetture. Il totale dei contagi a Tokyo si assesta a 8.046, circa un terzo dell’insieme dei casi a livello nazionale.

La California chiude tutte le attività non essenziali

Nuova stretta in California: le autorità hanno deciso di chiudere su tutto il territorio dello stato i servizi non essenziali a causa dell’impennata dei contagi da coronavirus. Dovranno abbassare la saracinesca ristoranti, bar, cinema, teatri, palestre, musei e luoghi di culto. Cancelli chiusi anche per gli zoo. Lo ha annunciato il governatore Gavin Newsom.

Los Angeles, scuola online fino a fine anno

Il distretto scolastico più grande della California, quello di Los Angeles e San Diego, ha annunciato che le lezioni in autunno inizieranno interamente da remoto e saranno online almeno sino alla fine del 2020 a causa dell’impennata nel numero dei contagi da coronavirus. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei giorni scorsi ha chiesto con forza la ripresa delle scuole, minacciando anche di ritirare i fondi federali a chi non lo facesse.

Bolivia, anche la ministra Esteri positiva al coronavirus

Karen Longaric, ministra degli Esteri della Bolivia, è risultata positiva al test del coronavirus, portando a sei il numero di ministri finora infettati nel governo della presidente Jeanine Anez, anche lei tra i contagiati dal virus. «Con caratteristiche asintomatiche, la ministra degli Esteri (ora) rimane in isolamento a casa e si sottoporrà al trattamento corrispondente», si legge in una nota del ministero boliviano. Longaric è il sesto ministro contagiato nel governo ad interim di Jeanine Anez. Il primo è stato il ministro della Presidenza, Yerko Núnez, poi quello delle Miniere, Jorge Oropeza e successivamente il capo della Salute, Eidy Roca. Anche il ministro della Giustizia ha riferito di aver avuto il virus «tempo fa» anche se asintomatico. Ieri, il titolare dell’Economia, Oscar Ortiz, ha annunciato di essere risultato positivo alla Covid-19. Insieme ai ministri, almeno una decina di altri funzionari di alto rango, tra cui viceministri e la presidente del Senato, sono stati infettati dal coronavirus.

In Turchia 1.008 casi e 19 vittime in 24 ore

Salgono a 214.001 i casi di Covid-19 in Turchia, con 1.008 contagi registrati nelle ultime 24 ore su 46.492 test effettuati. Le nuove vittime sono 19, per un totale di 5.382 decessi confermati. I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 1.223, con 402 intubati. I pazienti guariti crescono di 1.156 e diventano in tutto 195.671. I tamponi effettuati dall’inizio della pandemia sono oltre quattro milioni (4.021.947). Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il ministro della Salute turco Fahrettin Koca, sottolineando che le cinque province più colpite sono Istanbul, Ankara, Gaziantep, Şanliurfa e Diyarbakir e che in queste località sono in crescita anche le terapia intensive.

L’OMS: «Il 50% dei nuovi casi negli Usa e in Brasile»

L’epicentro della pandemia da coronavirus restano le Americhe, gli Stati Uniti e il Brasile in particolare, dove si registra oltre il 50% dei nuovi casi a livello globale. Lo ha sottolineato oggi il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Adhanom Ghebreyesus. «Ieri 230 mila casi di Covid-19 sono stati riportati all’Oms», ha detto, «quasi l’80% in 10 Paesi e il 50% in due Paesi soltanto (111.319 i casi registrati in Usa e Brasile). Ma non è mai troppo tardi per portare il virus sotto controllo», ha aggiunto il direttore generale dell’Oms.

Quasi 9.500 casi in Venezuela, aperture a 3 livelli

Il Venezuela ha annunciato oggi di aver registrato nelle ultime 24 ore altri quattro decessi e 286 nuovi casi di contagio da coronavirus, elevando quindi a 89 il totale dei morti e a 9.465 il numero dei contagi su tutto il territorio nazionale. Il ministro della Comunicazione, Jorge Rodríguez, ha ricordato che da oggi a domenica 19 luglio, in base ad uno schema definito ‘7x7’, parte una flessibilizzazione della quarantena a tre livelli. Il primo livello è quella del lockdown più radicale che riguarda un focolaio nello Stato di Zulia ed in specifici municipi (Vigía in Mérida e Cumaná in Sucre). Il secondo livello riguarda misure parziali di apertura per la cittadinanza in 13 Stati venezuelani con l’avvio di attività economiche in dieci settori. Infine il terzo livello è riservato a dieci Stati, in cui le attività economiche autorizzate salgono a 24. «In tutto il territorio nazionale - ha infine detto Rodríguez - si mantiene la quarantena per la pubblica amministrazione, il settore educativo a tutti i livelli, le rivendite di bevande alcoliche, i caffé, i locali notturni ed i ristoranti, che potranno operare attraverso il delivery». Restano infine fortemente limitati gli eventi pubblici.

Oltre 100 casi tra i militari Usa nelle basi a Okinawa

È salito ad oltre 100 il numero di contagiati tra il personale militare delle due delle basi statunitensi di Okinawa, nel sudest del Giappone. Le due strutture sono da giorni in lockdown. A quasi tutti i marine è stato imposto l’isolamento e vietato di muoversi fuori delle basi. Inevitabili però gli attriti con le autorità locali, con il governatore di Okinawa, Denny Tamaki, che già nei giorni scorsi si era dimostrato scettico sulle misure predisposte dai vertici militari Usa dopo l’espansione dei contagi in seguito ai festeggiamenti dei militari americani lungo le spiagge in occasione delle celebrazioni del 4 luglio.

Balzo casi in 35 stati Usa, allarme rosso Florida

L’impennata dei contagi negli Stati Uniti - dove i casi hanno superato i 3.300.000, di cui quasi 60 mila nelle ultime 24 ore - riguarda ora almeno 35 stati.

È quanto emerge dai dati della John Hopkins University, che mettono in evidenza come le aree più colpite sono la Florida (dove si registra la situazione più drammatica con oltre 15 mila nuovi casi nelle ultime 24 ore e gli ospedali di Miami al collasso), l’Arizona, la California e la Lousiana. I morti sono oltre 135 mila di cui 442 nella giornata di domenica.

Scatta l’obbligo della mascherina in tutto lo Stato di Rio

Entra in vigore oggi, nello Stato di Rio de Janeiro, l’obbligo di indossare la mascherina in luoghi pubblici per prevenire la diffusione del coronavirus. Chi non osserverà la nuova normativa rischia una multa di 107 reais (circa 20 dollari). Analogo discorso vale per le aziende che non applichino la misura con i loro dipendenti: in questo caso la multa è pari a 700 reais (118 dollari). Rio de Janeiro è il secondo Stato più colpito dal Covid-19, con 11.415 vittime. L’obbligo di indossare la mascherina è da tempo già in vigore anche a San Paolo e Brasilia. Due settimane fa, il presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro, ha posto alcuni veti alla legge nazionale che ha reso obbligatorio l’uso della mascherina in tutto il Paese, prevedendo eccezioni all’interno di chiese, scuole, negozi e carceri per una possibile «violazione di domicilio». Nella città di Rio, l’obbligo è in vigore da aprile e ieri agenti della guardia municipale hanno svolto un blitz nelle spiagge e nei parchi locali, multando decine di persone sprovviste dell’accessorio di protezione.

In Iran superati i 13 mila morti

Salgono a 259.652 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.349 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 203, per un totale di 13.032 decessi confermati dall’inizio della pandemia.

I ricoverati in terapia intensiva ammontano a 3.375, mentre i pazienti guariti crescono a 222.539. I test complessivi effettuati sono quasi due milioni (1.997.967). Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

Sospeso il lockdown in Catalogna

Un tribunale ha deciso di non ratificare la decisione presa ieri dal governo catalano di imporre un lockdown in otto comuni, tra cui Lleida. Per il giudice del Tribunale di Lleida, la decisione della Generalitat è «sproporzionata». Lo riferisce La Vanguardia.

Il Messico supera l’Italia per numero di decessi

Il Messico è diventato il paese al mondo con il quarto più alto bilancio di morti da Covid-19, davanti all’Italia, secondo i funzionari sanitari messicani. «Ci sono 299.750 casi confermati di infezione e 35.006 morti in Messico», si legge sull’account Twitter della presidenza messicana

Usa, altri 59 mila contagi in un giorno

Gli Stati Uniti, il paese più colpito al mondo dalla pandemia di coronavirus, hanno registrato ieri 59.747 nuove infezioni in 24 ore, secondo il rapporto quotidiano della Johns Hopkins University. Il numero di casi confermati è di 3.301.820 e il numero di morti a 135.171 (442 in più in 24 ore).

Domenica 12 luglio

Secondo il bilancio della Johns Hopkins University, il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha raggiunto quota 12.772.775. Le vittime sono oltre 566 mila, mentre i guariti hanno superato i 7 milioni.

In Palestina coprifuoco dalle 20 alle 6

Per contrastare l’infezione da coronavirus il Governo dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) ha dichiarato il divieto di movimento delle persone in tutta la Cisgiordania, per due settimane, tra le 20 di sera e le 6 del mattino. Lo ha reso noto il portavoce del Governo Ibrahim Milhim secondo cui sono anche interdetti gli spostamenti tra i vari Governatorati dei Territori sempre per due settimane. Chiusi anche «tutti i villaggi» colpiti dall’infezione e «i campi profughi» così come sono proibiti i matrimoni, i pubblici eventi e gli assembramenti. Secondo i dati del Ministero della salute oggi sono state conteggiate altre 349 infezioni che portano il totale dall’inizio della pandemia a 7037, di cui 5763 quelli attivi e 16 gravi. Sempre oggi ci sono state altre due vittime (a Hebron) che fanno salire il numero complessivo a 37. In base agli stessi dati, delle nuove infezioni, 166 sono state nel distretto di Hebron, 105 a Gerusalemme est, 49 a Ramallah, 11 a Betlemme, 7 a Nablus e 6 a Tulkarem.

Spagna: confinamento totale nella città di Lleida

Il Governo della Catalogna ha ordinato il confinamento totale nella città di Lleida, che conta quasi mezzo milione di abitanti, e in altri sette comuni della zona di Segrià, a causa di un focolaio incontrollato di coronavirus. La popolazione dovrà restare a casa tranne che per andare al lavoro o altri spostamenti necessari. Lo riferisce La Vanguardia. La Catalogna ha registrato 816 contagi in più rispetto a ieri. Negli ospedali della provincia di Lleida hanno già più di un centinaio di pazienti ricoverati per Covid-19, riferisce il Dipartimento della Salute. I nuovi casi nella zona di Barcellona, riporta invece El Pais, si sono moltiplicati per quattro negli ultimi 12 giorni.

Aumentano nuovamente i casi in India

L’India ha registrato altri 28.637 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: si tratta del quarto record giornaliero consecutivo, che porta il bilancio complessivo dei contagi nel Paese a quota 849.553.

Lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. Allo stesso tempo, il numero dei morti è aumentato a quota 22.674. Lo Stato più colpito rimane quello del Maharashtra (ovest), con 246.660 casi e 10.116 morti. L’India è il terzo Paese al mondo con il maggior numero di casi dopo gli Stati Uniti (3.247.771) e il Brasile (1.839.850). Sempre secondo il ministero della Sanità indiano, i casi attivi nel Paese sono attualmente 292.258, mentre 534.620 persone sono guarite.

In Brasile ancora più di mille morti in un giorno

Non accenna a diminuire il bilancio quotidiano dei morti provocati dal coronavirus in Brasile, che ieri ha superato di nuovo la soglia dei mille, portandosi a quota 1.071: lo hanno annunciato le autorità sanitarie del Paese, secondo quanto riporta la Cnn. Il totale dei decessi sale così a quota 71.469, pari al livello più alto nel mondo dopo gli Stati Uniti (134.814). In Brasile si registrano oltre 1.000 decessi al giorno dovuti al virus dalla fine di maggio. Intanto, i casi di contagio sono saliti ieri a quota 1.839.850, ben 39.023 in più rispetto a venerdì scorso.

Il 10 luglio record di contagi nel mondo

I casi giornalieri di coronavirus a livello globale hanno ampiamente superato la soglia dei 220 mila venerdì scorso segnando un nuovo record dall’inizio della pandemia. È quanto emerge dal sito dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che in sole 24 ore ha registrato il 10 luglio 228.186 contagi confermati nel mondo. Si tratta dell’ultimo dato definitivo finora disponibile sul sito dell’organizzazione, in quanto per la giornata di ieri il conteggio - di 219.983 casi confermati - è ancora provvisorio. Venerdì scorso l’incremento è stato di 23.219 casi rispetto a giovedì, pari all’11,33%. Inoltre, venerdì sono morte nel mondo 5.568 persone a causa del coronavirus, mentre per la giornata di ieri il dato provvisorio indica 5.286 decessi.

Anche Trump con la mascherina

Donald Trump ha usato per la prima volta in pubblico la mascherina, raccomandata per evitare la diffusione del coronavirus. Visitando l’ospedale militare Walter Reed a Bethesda, Maryland, a pochi chilometri dalla Casa Bianca. Le immagini sono state trasmesse dalla tv Usa. In precedenza il presidente aveva usato la mascherina visitando una fabbrica ma in una zona privata, anche se poi foto e video erano arrivati lo stesso. «Penso che sia una grande cosa usare la mascherina quando si è in un ospedale, quando si parla con un sacco di soldati e di persone che in alcuni casi sono appena usciti dalla sala operatoria», ha detto Trump prima di entrare al Walter Reed. «Non sono mai stato contro le mascherine, credo che bisogna valutare tempo e luogo», ha spiegato.

Nuovo record di contagi in un giorno negli Usa

Nuovo record giornaliero di contagi negli Stati Uniti, il Paese più colpito dal coronavirus: ieri se ne sono registrati 66.528 nuovi casi, mai così tanti in 24 ore, secondo un conteggio della Johns Hopkins University. Il totale dei casi dall’inizio della pandemia sale quindi a 3.242.073. Il bilancio dei decessi è aumentato di 760 unità, portando il totale dei morti a 134.729.

Sabato 11 luglio

Secondo il bilancio della Johns Hopkins University, il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato i 12,5 milioni. Le vittime sono oltre 560 mila, mentre i guariti superano i 6,9 milioni.

Scalata vertiginosa negli USA

Gli USA hanno registrato altri 63.643 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, secondo i dati della Johns Hopkins University. Nel giorno precedente erano stati oltre 65.500. In totale i contagi sono 3.181.846, le vittime oltre 134 mila.

India: oltre 800 mila casi, ieri aumento record

I casi di coronavirus in India hanno superato quota 800mila: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità, indicando che nella giornata di ieri è stato registrato un record di 27.114 contagi - il terzo giornaliero consecutivo - che ha portato il bilancio complessivo dall’inizio della pandemia nel Paese a 820.916. Lo riporta la Cnn. Allo stesso tempo, il numero dei morti è salito a quota 22.123. Mentre i contagi continuano la loro ascesa, le autorità locali e statali si affrettano a reintrodurre rigide misure per cercare di contenere la diffusione del virus. Ieri lo Stato più popoloso, l’Uttar Pradesh, ha emesso numerose misure restrittive per questo fine settimana, che lasciano operativi solo i servizi essenziali. Finora almeno 515mila persone sono guarite nel Paese, ha sottolineato il ministero, mentre il Consiglio indiano per la ricerca medica ha fatto sapere che sono stati eseguiti circa 11,3 milioni di tamponi.

Venerdì 10 luglio

(Aggiornato alle 23.27) Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha raggiunto quota 12.382.748, secondo il bilancio, continuamente aggiornato, della Johns Hopkins University. Le vittime sono 557.241, mentre i guariti sono 6.796.045.

In Brasile più di 70 mila morti

Il Brasile questo venerdì ha registrato ulteriori 1.214 decessi e 45.048 contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità. Il numero complessivo dei casi confermati di COVID-19 nel Paese è dunque salito a 1.800.827, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 70.398.

Superati i 30 mila morti in Francia

La Francia ha superato oggi quota 30 mila vittime della COVID-19, toccando 30.004 decessi, di cui 19.528 in ospedale e gli altri in case di riposo o istituti per disabili.

Ne ha dato notizia la Direzione generale della Sanità, che ha allertato oggi sull’allentamento delle regole di distanziamento e di protezione dal virus, che rischiano di far ripartire l’epidemia. Sotto osservazione l’aumento di casi osservato da un paio di settimane nella Mayenne, dipartimento del Pays de la Loire.

I ricoverati in ospedale restano 7.062, in rianimazione - dove il dato è stato costantemente in discesa - ne rimangono 496.

Risale la curva del numero delle vittime negli USA

Non solo una lunga scia di record giornalieri sui nuovi casi di contagio: ora negli Usa comincia a salire di nuovo anche il numero dei morti del coronavirus. Un campanello d’allarme che segnala la possibile fine di mesi di declino nel numero totale delle vittime. Nell’ultima settimana, secondo i dati ufficiali, la media è salita a 608 decessi al giorni, contro i 407 di inizio luglio. A metà aprile la media era di 2.200 al giorno, ma c’era il focolaio di New York. Mercoledì in Texas c’è stato un balzo di 119 morti, in Arizona di oltre 200. Record giornalieri anche in Florida, Mississippi e Tennessee. In totale dall’inizio della pandemia i morti in Usa sono oltre 133 mila.

Balzo di contagi e morti in Serbia

Forte balzo di contagi e decessi da coronavirus in Serbia, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 386 nuovi casi di COVID-19 e 18 morti. Nel darne notizia, la premier Ana Brnabic ha parlato della «giornata peggiore dall’inizio della battaglia contro il coronavirus». In aumento anche il numero dei pazienti in terapia intensiva con respiratore, che sono ad oggi 130. La situazione più critica, ha detto, si conferma a Belgrado, altri focolai importanti sono a Novi Pazar - dove si sono registrati 10 morti da ieri - Kragujevac, Sabac. Alla luce del «drammatico peggioramento» della situazione epidemiologica, la premier ha lanciato un accorato appello a tutti al rispetto delle norme di prevenzione e alle restrizioni in atto per contenere il contagio - mascherina, distanza fisica, lavaggio delle mani - e a non organizzare raduni e manifestazioni di piazza, come avvenuto negli ultimi giorni a Belgrado e in altre città del Paese. Anche perché ospedali e strutture sanitarie sono pieni, ha affermato Brnabic. Se la situazione epidemiologica non dovesse migliorare, ha aggiunto, le autorità non esiteranno a imporre misure più restrittive, con riferimento allo stato di emergenza e al coprifuoco imposti nei mesi scorsi.

Fauci frena sulla riapertura, Trump lo critica

Gli USA, dove si sta registrando un balzo dei contagi, dovrebbero ripensare la loro strategia e per il momento fermare gli sforzi per la riapertura. Lo ha affermato il virologo Anthony Fauci in una serie di interviste in cui parla di «tempesta perfetta» in atto negli Stati Uniti. Immediata la reazione del presiedente Donadl Trump secondo cui «Fauci è una brava persona ma ha fatto molti errori». In un’intervista a Fox, Trump ha sottolineato come gli esperti prima avevano detto di non indossare le mascherine, poi di indossarle. E poi i voli dalla Cina che il tycoon dice di aver fermato subito nonostante il parere contrario dei suoi esperti.

In Francia aumentano i casi positivi

In aumento i casi positivi di coronavirus anche in Francia: nel suo bollettino settimanale, Santé Publique France, avverte che «la circolazione del Sars-Cov-2 è in aumento in Francia», anche se resta ad «un livello basso». Anche il numero di bambini contaminati è in aumento. «Durante la settimana dal 29 giugno al 5 luglio, il numero di casi di Sars-Cov-2 registrati è stato di 3797, contro 3406 la settimana precedente». Secondo i dati di SOS Médecin, la progressione è del 41% rispetto alla settimana precedente, con 1523 atti realizzati per sospetti casi di Covid contro 1082 otto giorni prima. Si resta comunque molto distanti dal periodo marzo aprile. Spf lancia quindi un forte appello alla popolazione a rafforzare la vigilanza per evitare che l’epidemia non torni a crescere ancora piu’ rapidamente, usando la mascherina o rispettando il distanziamento sociale.

In Bulgaria reintrodotte le restrizioni

Le autorità bulgare hanno deciso di reintrodurre alcune misure restrittive nel Paese per combattere il coronavirus, a causa del sensibile aumento dei contagi negli ultimi giorni. È in vigore da oggi un’ordinanza del ministero della Sanità, secondo la quale si terranno senza pubblico tutti gli eventi sportivi al chiuso e all’aperto. Sono vietate feste e cerimonie con oltre 30 persone. Sono chiusi di nuovo al pubblico i locali notturni e le discoteche, mentre i locali di svago all’aperto potranno funzionare a capienza dimezzata. In Bulgaria nelle ultime 24 ore sono stati registrati 330 nuovi casi di coronavirus (dei quali 140 a Sofia) a seguito di 3686 test diagnostici effettuati. Si tratta di un record assoluto dall’inizio dell’epidemia nel Paese balcanico. Il bilancio complessivo dei contagi sale così a 6672. Si registrano tre nuovi decessi, il totale sale a 262 vittime. Sono in quarantena 23.374 persone.

In Israele quasi 1.600 casi in ventiquattro ore

Nuovi dati preoccupanti sulla diffusione del coronavirus in Israele sono stati diffusi oggi dal ministero della Sanità. Il numero complessivo dei casi positivi è salito a 35.533, ossia 1586 in più rispetto a ieri. I malati sono adesso 16.651, di cui 438 ricoverati in ospedali mentre gli altri 16.213 sono in isolamento nelle proprie abitazioni o in appositi alberghi messi a disposizione delle autorità. Un mese fa i malati erano circa 3000. In rianimazione sono ora 39 persone. I decessi sono nel frattempo saliti a 350. Da stamane le autorità hanno provveduto a chiudere in alcune città (inclusa Gerusalemme) altri quartieri indicati come focolai di contagio. Nei giorni scorsi il ministro della Sanità, Yoel Edelstein, ha avvertito che se si arrivasse alla cifra di 2000 contagi al giorno sarebbe opportuno imporre un nuovo lockdown nazionale. Ieri il premier Benjamin Netanyahu ha peraltro ribadito che farà tutto il possibile per sventare quel provvedimento, a causa del suo prezzo elevato per l’economia.

Brasile, il totale dei morti sfiora i 70 mila

Il Brasile ha registrato ulteriori 1220 decessi e 42’619 contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità.

Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 1’755’779, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 69’184.

In leggera flessione (3,9%) il tasso di letalità (ovvero la percentuale di decessi rispetto al numero di malati), mentre l’indice di mortalità si attesta a 32,9 persone ogni 100 mila abitanti.

Russia, volontari immuni dopo il trial del vaccino

I trial clinici sul vaccino anti Covid-19 effettuati in Russia su un gruppo di volontari hanno rivelato immunità al coronavirus: lo ha annunciato il ministero della Difesa russo, secondo quanto riportato dalla Tass.

«I dati ottenuti dal Gamalei National Research Center for Epidemiology and Microbiology - ha annunciato il ministero - dimostrano che i volontari del primo e del secondo gruppo stanno formando una risposta immunitaria dopo l’inoculazione del vaccino contro il coronavirus».

Il ministero ha anche riferito che i medici dell’ospedale militare di Burdenko effettuano regolarmente esami per monitorare le condizioni di salute dei volontari e non risulta che abbiano manifestato alcun effetto collaterale.

Lo stesso ministero aveva annunciato all’inizio di giugno l’avvio di trial clinici su due gruppi di volontari: il primo gruppo era composta da 50 militari, tra cui cinque donne e dieci medici. Il secondo gruppo era composto da civili.

Stati Uniti: nuovo record di contagi

Nuovo record di contagi negli Stati Uniti: oltre 65 mila in 24 ore secondo i dati della Johns Hopkins University. In totale i casi sono 3,11 milioni, le vittime oltre 133 mila.

Anche la presidente boliviana ad interim è infetta

La presidente ad interim della Bolivia, Jeanine Anez, ha rivelato di essere risultata positiva ad un test del Covid-19 e di essersi immediatamente posta in isolamento. In un video diffuso attraverso le reti sociali Anez, insediatasi il 12 novembre 2019 dopo le dimissioni di Evo Morales, ha sottolineato che "con tutti i miei collaboratori abbiamo lavorato a favore delle famiglie dei boliviani per un lungo periodo, e siccome molti di loro sono risultati positivi, mi sono sottoposta ad un test che ha confermato che anche io lo sono". "Adesso - ha aggiunto - resterò in quarantena per 14 giorni e poi vedremo quali saranno le mie condizioni". Anez è il secondo capo dello Stato contagiato in America latina dopo il brasiliano Jair Bolsonaro.

Designata capo dello Stato ad interim con una procedura da molti considerata irregolare dal punto di vista costituzionale, Anez ha 53 anni e fino allo scorso anno era membro del Senato per la coalizione di centro-destra, quella che dopo le elezioni di ottobre 2019 ha spinto alle dimissioni Morales accusandolo di brogli.

Dopo il suo insediamento, aveva assicurato che il suo ruolo era semplicemente di traghettatrice verso nuove elezioni, e invece in aprile ha annunciato di volersi candidare nelle elezioni del 6 settembre alla presidenza «per il bene della Bolivia».

Negli ultimi giorni i media boliviani avevano confermato che almeno tre ministri (Presidenza, Sanità e Miniere) erano risultati positivi al coronavirus. I medici le avevano consigliato di lavorare attraverso una piattaforma virtuale, una precauzione che però non le è stata sufficiente ad evitare il contagio.

Via Twitter, stanotte, il capo dello Stato ad interim è tornata sul problema sostenendo: «E’ vero, sono positiva, sto bene, lavorerò dal mio luogo di isolamento. Insieme, andremo avanti!».

Il numero due del chavismo in Venezuela positivo al test

Diosdado Cabello, considerato il numero due del chavismo in Venezuela, ha confermato di essere risultato positivo al test per il coronavirus. «Cari compagni e compagne, vi informo che dopo aver realizzato i test corrispondenti, sono risultato positivo a Covid-19», ha riferito sul social network Twitter.

Cabello, primo vicepresidente del Partito socialista unito del Venezuela (Psuv) al potere e presidente dell’Assemblea nazionale costituente chavista, ha affermato di essere «già in isolamento, sottoposto al trattamento indicato» per la malattia. «Vinceremo», ha dichiarato. Anche il presidente Nicolas Maduro ha confermato che Cabello è risultato positivo al coronavirus, riportando che «è già in cura, è a riposo e sta bene» e trasmettendogli «tutta la solidarietà e positività, il Venezuela è con Diosdado». Il presidente ha inoltre riferito che anche Omar Prieto, governatore dello stato di Zulia, è risultato positivo al Covid-19. Il Venezuela ha registrato finora 8.010 casi confermati per la pandemia con 75 morti, secondo i dati ufficiali.

Giovedì 9 luglio

(Aggiornato alle 23.29) Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato i 12,1 milioni, secondo il bilancio, continuamente aggiornato, della Johns Hopkins University. Le vittime sono oltre 551 mila, mentre i guariti superano i 6,6 milioni.

Brasile, il totale dei morti sfiora i 70 mila

Il Brasile ha registrato ulteriori 1.220 decessi e 42.619 contagi nelle ultime 24 ore: lo hanno comunicato in serata il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità. Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 1.755.779, mentre il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 69.184. In leggera flessione (3,9%) il tasso di letalità (ovvero la percentuale di decessi rispetto al numero di malati), mentre l’indice di mortalità si attesta a 32,9 persone ogni 100 mila abitanti.

La Gran Bretagna riapre palestre, piscine ed eventi all’aperto

Nuovo passo verso il rilassamento del lockdown nel Regno Unito, a partire dall’Inghilterra, secondo l’annuncio affidato oggi dal governo Tory di Boris Johnson al ministro della Cultura e dello Sport, Oliver Dowden. Da questo fine settimane a lunedì riapriranno le piscine all’aperto e torneranno gli eventi artistici, musicali e sportivi outdoor, seguiti poi dalla ripartenza delle attività di spa e centri estetici, e quindi - dal 25 luglio - anche di strutture sportive al coperto in grado di garantire il distanziamento. Dowden, parlando in una conferenza stampa a Downing Street, ha assicurato che tutto gli indicatori sul contagio da coronavirus - che nel Regno ha provocato il più alto numero di vittime in cifra assoluta in Europa - sono ora in calo a livello nazionale sull’isola, al di là del focolaio di Leicester dove le restrizioni sono state reimposte giorni fa a livello locale. E ha citato il numero giornaliero di morti per la Covid-19 sceso nelle ultime 24 ore nel Paese a 85 (contro gli oltre 100 dei giorni precedenti): seppure fino a un totale di ben quasi 45.000 decessi solo contando quelli certificati con il tampone.

Netanyahu ammette: «Abbiamo riaperto troppo presto»

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha ammesso che Israele ha riaperto una parte delle attività economiche troppo presto dopo la fine della prima ondata di pandemia. «Guardando indietro come parte del tentativo e dell’errore, dobbiamo dire - ha sottolineato prima di illustrare le misure a sostegno dell’economia e delle persone in difficoltà - che gli ultimi passi erano troppo affrettate».»Siamo nel mezzo di una tempesta globale che cresce...la seconda ondata non risparmierà quasi nessuna nazione. Questo necessita di decisioni fatali ogni giorno, sospese tra il tentativo e l’errore. Uno ci prova, sbaglia e ripara. Questo è il modo in cui operano tutti i leader». Netanyahu ha poi indicato i tre principi base del piano di aiuti economici messi a punto dal governo: «certezza per gli anni futuri, rapido trasferimento delle sovvenzioni governative, aiuti immediati agli imprenditori indipendenti». Inoltre il governo ha stabilito aiuti ai 400 mila impiegati e imprenditori che saranno trasferiti nei loro conti bancari la prossima settimana.

In Brasile 1 milione di guariti

Il Brasile ha superato il milione di pazienti usciti dalla Covid-19, confermandosi il primo Paese al mondo per numero di guariti: lo ha reso noto il ministero della Sanità di Brasilia, secondo cui 1.020.901 persone sono state curate finora dall’inizio della pandemia. Ieri il numero totale di casi confermati del virus in Brasile ha raggiunto quota 1.713.160, secondo il bilancio ufficiale. Per quanto riguarda i decessi (nel frattempo saliti a 67.694), i tecnici del ministero hanno sottolineato che, mentre il numero di diagnosi positive di Covid-19 è ancora in crescita, i registri di morte indicano una stabilizzazione. A testimoniarlo ci sarebbero i numeri accumulati durante gli ultimi bollettini: nelle ultime cinque settimane, la variazione dei nuovi decessi causati dalla malattia ha infatti oscillato tra il 4% e l’1%.

Via tutte le restrizioni a Mosca dal 13 luglio

Tutte le restrizioni dovute al coronavirus precedentemente imposte dalle autorità di Mosca nel campo dell’imprenditoria e dei servizi saranno abolite a Mosca il 13 luglio. Lo ha detto il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin. «Tutte le restrizioni nella sfera dell’imprenditoria, della fornitura di servizi alla popolazione e di altri tipi di attività, ad eccezione dei requisiti igienico-sanitari, saranno abolite», ha detto in un post sul blog personale del sindaco. «Spetta alle imprese decidere se riportare il proprio personale in ufficio o lasciare che continuino a lavorare a distanza», ha aggiunto Sobyanin.

Record di morti in un giorno in Iran

Nuovo record di vittime di COVID-19 in Iran. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 221 decessi, per un totale di 12.305 decessi confermati. I casi salgono a 250.458, con 2.079 contagi in un giorno. I ricoverati in terapia intensiva crescono a 3.324, mentre i pazienti guariti diventano 212.176. I test effettuati sono 1.897.803. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano, Sima Lari.

In Russia altri 6.509 casi

In Russia sono stati registrati 6.509 nuovi casi di COVID-19 nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi nel Paese sale così a 707.301. I decessi provocati dal virus sono ufficialmente 10.843, di cui 176 nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono 8.805 nelle ultime 24 ore e 481.316 in tutto. Lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus.

Nuovo record di contagi a Tokyo

Tokyo aggiorna nuovamente il record dei casi giornalieri di coronavirus fino a raggiungere quota 224 nelle ultime 24 ore, il massimo livello da metà aprile. Lo ha annunciato il governo metropolitano dopo un temporaneo rallentamento registrato nelle 24 ore precedenti con 75 casi, e confermando la presenza dei maggiori focolai nel distretto a luci rosse della capitale, l’area di Kabukicho (nord ovest), malgrado i recenti inviti delle autorità locali a ridurre le visite e l’assistenza finanziaria promessa alle attività commerciali in presenza di una riduzione degli orari di apertura.

In un incontro con la stampa il ministro della Sanità Katsunobu Kato ha comunque escluso che il sistema sanitario della capitale si trovi sotto pressione per garantire l’assistenza ai pazienti di COVID-19. Con circa 7.200 casi, Tokyo rappresenta oltre un terzo dei contagi complessivi a livello nazionale.

Il coronavirus era già ampiamente diffuso negli Stati Uniti a febbraio

Il nuovo coronavirus probabilmente si diffondeva ampiamente negli Stati Uniti già a febbraio: il virus potrebbe essere stato importato dalla Cina e da altri Paesi, ma una volta entrato nel territorio americano gran parte della sua diffusione è avvenuta tra Stato e Stato.

È quanto emerge da un modello statistico realizzato da ricercatori della Northeastern University di Boston, secondo quanto riporta la CNN.

«Pensiamo che ci sia stata una diffusa trasmissione di SARS-CoV-2 nel febbraio 2020», si legge nel rapporto preparato dal team di ricercatori e pubblicato sul server MedRxiv. «I nostri risultati indicano che molti Stati sono stati contaminati da fonti interne piuttosto che internazionali», prosegue il rapporto: «Per gran parte degli Stati continentali il principale contributo di infezioni importate è arrivato attraverso i flussi di viaggi interni».

Come è noto, gli USA hanno imposto restrizioni ai viaggi dalla Cina il 31 gennaio, ma secondo il modello dei ricercatori statunitensi questa misura è arrivata troppo tardi. Inoltre, «le importazioni (del virus, ndr) dalla Cina continentale possono essere state rilevanti nel seminare l’epidemia a gennaio, ma dopo hanno svolto un piccolo ruolo nell’espansione del COVID-19 negli Usa».

A livello di Stato, il modello indica che le «fonti interne hanno contribuito per l’85% dell’introduzione del virus in Nebraska, l’86% in Nuovo Messico e in Arkansas e il 95% in North Dakota.

Impennata di casi a Tulsa dopo un comizio di Trump

Balzo dei casi di coronavirus a Tulsa, la città dell’Oklahoma dove Donald Trump ha tenuto un comizio lo scorso 20 giugno.

La contea di Tulsa ha registrato 206 nuovi casi di coronavirus martedì e 261, un record, lunedì. «Negli ultimi due giorni abbiamo avuto quasi 500 casi e sappiamo che ci sono stati diversi grandi eventi poco più di due settimane fa», afferma Bruce Dart, il direttore del Dipartimento della Salute di Tulsa.

Dart non ha fatto esplicito riferimento al comizio di Trump ma ha spiegato che si tratta solo di «fare due più due» fra l’aumento dei casi e i grandi eventi delle scorse settimane, quali il comizio di Trump.

55.000 nuovi casi negli Usa in 24 ore

I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 55.000. E’ quanto emerge dai dati della John Hopkins University, che parla di 3.051.427 contagi e 132.195 morti.

Mercoledì 8 luglio

Più di 11,8 milioni di casi di coronavirus nel mondo e 545 mila morti. È il bilancio della pandemia della John Hopkins University, secondo la quale i dimessi dagli ospedali superano i 6,4 milioni.

Nei Balcani aumentano i contagi

Nei Balcani prosegue la nuova fase al rialzo dei contagi da coronavirus, che induce i Paesi della regione a reintrodurre restrizioni abolite nelle scorse settimane. In Serbia nelle ultime 24 ore i nuovi casi di Covid-19 sono stati 357, portando il totale a 17.076, mentre altri 11 decessi hanno fatto salire a 341 il numero delle vittime. Aumenta costantemente anche il numero dei pazienti in terapia intensiva, che sono ad oggi 118. Domani l’unità di crisi a Belgrado deciderà sulle nuove misure restrittive per contenere i contagi, compreso l’eventuale ripristino del coprifuoco, rimasto in vigore per alcun settimane nel Paese durante la prima fase acuta dell’epidemia in primavera. Contro le prospettate nuove restrizioni a Belgrado la notte scorsa vi sono state proteste con scontri fra manifestanti e polizia. In Macedonia del Nord i nuovi casi nelle 24 ore sono risultati 163, con otto decessi. I contagi sono stati finora 7.406, le vittime 359. Nel Paese si voterà il 15 luglio per le elezioni legislative, previste inizialmente il 12 aprile scorso e rinviate per l’emergenza sanitaria nella prima fase dell’epidemia. Sono stati 53 i nuovi contagi in Croazia, per un totale di 3.325, mentre un altro decesso ha portato a 114 il numero dei morti dall’inizio dell’epidemia.

In Montenegro, che aveva già dichiarato conclusa l’epidemia dopo 28 giorni di zero contagi e zero decessi, si sono registrati altri 53 casi nelle 24 ore, con il totale salito a 636, con otto vittime. I media a Podgorica non escludono l’imposizione dello stato di emergenza e il rinvio delle elezioni parlamentari e locali in programma il 30 agosto.

Il Paese della regione più duramente colpito dalla pandemia resta la Romania, dove si è registrato il numero record di 555 contagi nelle 24 ore, con il totale che ha superato quota 30 mila, mentre le vittime sono oltre 1.800. Le autorità moltiplicano gli appelli alla popolazione a rispettare le norme basilari di prevenzione - mascherina, distanziamento fisico, igiene con frequente e accurato lavaggio delle mani. I contagi sono in ripresa anche in Kosovo e in Bosnia-Erzegovina.

Negli USA superati i 3 milioni di casi

Gli Stati Uniti hanno superato i 3 milioni di contagi da Covid-19: i casi di coronavirus nel paese sono 3.009.611. È quanto emerso dai dati della John Hopkins University. Frattanto, il vice presidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha dichiarato che le autorità federali stanno inviando personale medico in Texas, Arizona, California e Florida dove il numero di casi di coronavirus sta crescendo.

A New York in classe solo 2-3 giorni a settimana

Le scuole pubbliche di New York non apriranno interamente a settembre: le lezioni in classe ci saranno solo due o tre giorni alla settimana. Lo ha annunciato oggi il sindaco di New York, Bill de Blasio, spiegando che in classe ci saranno meno studenti e le famiglie potranno scegliere se optare per la soluzione mista fra la presenza fisica e le classi online o per l’insegnamento completamente da remoto. La decisione di de Blasio si contrappone alle pressioni di Donald Trump che vuole le scuole riaperte regolarmente in settembre nonostante il coronavirus.

«Negli USA 208 mila morti entro inizio novembre»

L’università di Washington ha esteso le sue proiezioni su quante persone potrebbero morire di coronavirus in Usa entro il primo novembre, due giorni prima delle elezioni, prevedendo almeno 208.255 vittime sulla base dello scenario attuale. Se il 95% della popolazione indossasse la mascherina in pubblico, il numero scenderebbe a circa 162.808, ha stimato l’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’ateneo. Gli Stati Uniti intanto stanno raggiungendo i 3 milioni di casi, con oltre 131 mila decessi.

Tracce di coronavirus nelle acque di scarico di Parigi

Tracce di coronavirus sono state ritrovate negli ultimi giorni nelle acque di scarico di Parigi, anche se a livelli minimi. Si tratterebbe di un indicatore di una ripresa dei contagi, che infatti hanno fatto segnalare una piccola ripresa in alcuni dipartimenti nella banlieue della capitale. Dall’inizio della pandemia, le acque di scarico, che vengono poi ritrattate sono attentamente osservate per valutare la circolazione del virus. I ricercatori hanno notato un collegamento fra il livello del virus nelle acque di scarico e il numero di casi di Covid-19: il dato riflette parzialmente lo stato di salute della popolazione e sono un indicatore «anticipato», così come i ricoveri sono un indicatore «tardivo» di un aumento dei contagi. D’altra parte, nonostante il tasso di infezione sia stabile nella regione della capitale, la curva dei contagi è leggermente aumentata in alcuni dipartimenti, come le Yvelines, le Hauts-de-Seine, la Val-de-Marne e la Val-d’Oise.

«Senza un vaccino si rischiano 250 milioni di casi»

Senza un vaccino o una cura adeguata per la Covid-19, lo scenario per il 2021 si prospetta drammatico: stando a uno studio del Massachusetts Institute of Technology (MIT), entro la primavera nel mondo potrebbero emergere 249 milioni di casi e 1,8 milioni di decessi. Lo studio vede l’India come il paese più colpito, con una possibile crescita giornaliera di 287 mila casi attorno alla fine del 2021. Secondo il modello di epidemiologia dinamica messo a punto dai ricercatori, sulla base dei dati ufficiali di 84 paesi fino a metà giugno, i primi dieci paesi che potrebbero registrare ancora nuovi casi di contagio alla fine del 2021 sono India, Usa, Sud Africa, Iran, Indonesia, Regno unito, Nigeria, Turchia, Francia e Germania. Gli scienziati di Boston rilevano che le dimensioni della pandemia sono notevolmente sottostimate a livello globale, e che tutti i dati della positività e delle morti sono molto inferiori alla realtà. «La maggioranza delle persone resta suscettibile al virus, in tutto il mondo», ha commentato il professor Rahmandad, leader del team: «siamo molto lontani dal raggiungimento dell’attesa immunizzazione di gregge».

Catalogna, mascherina anche con la distanza sociale

L’uso della mascherina sarà obbligatorio da domani in tutta la Catalogna, anche se verrà rispettata la regola del distanziamento sociale: lo ha reso noto in Parlamento il presidente della Generalitat, Quim Torra. Questa mattina, il ministro della Sanità, Salvador Illa, si era mostrato favorevole alla misura: «La mascherina è già obbligatoria se non c’è una distanza sufficiente. Non mi sembra male che la Generalitat rafforzi questa misura», aveva detto a Catalogna Radio sottolineando che a livello nazionale sono attivi ancora 67 focolai.

Oltre 700 mila casi accertati in Russia

In Russia sono stati superati i 700.000 casi accertati di Covid-19. Stando ai dati del centro operativo russo anticoronavirus, dall’inizio dell’epidemia nel Paese si sono finora registrati 700.792 casi di Covid-19, di cui 6.562 nelle ultime 24 ore, un dato quest’ultimo in salita rispetto ai 6.368 nuovi contagi di ieri. I decessi provocati dal nuovo virus sono ufficialmente 10.667, di cui 173 nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono 8.631 nelle ultime 24 ore e 472.511 in totale.

La Francia: «Prepararsi a una seconda ondata»

«Bisogna prepararsi a una ripresa dell’epidemia se non a una seconda ondata», che è possibile «questo autunno o questo inverno»: lo ha detto il direttore generale della Salute responsabile della comunicazione sulla Covid-19, Jerome Salomon, intervistato da Le Figaro. «Non sappiamo tutto sul comportamento stagionale di questo virus che è ancora in circolazione», ha avvertito il francese numero 2 del ministero della Salute, assicurando che «tutti i servizi dello Stato, gli esperti, gli attori sul terreno sono mobilitati per gestire i cluster».«Ciò che bisogna capire bene, è che sono essenzialmente i nostri comportamenti a condizionare la ripresa epidemica - avverte Salomon - se vogliamo evitarla, ognuno di noi deve continuare a rispettare le misure di sicurezza, le misure d’igiene, il distanziamento fisico e l’uso della mascherina, soprattutto negli assembramenti e negli spazi chiusi».

Un’ascesa continua negli Stati Uniti

Continua a crescere negli USA il numero di contagiati al giorno. Sono stati infatti 60.209, gli americani risultati positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore secondo i dati della Johns Hopkins University. In totale i casi di contagio in USA sono oramai quasi tre milioni: 2.991.351. Le vittime dall’inizio della pandemia sono 131.362.

Situazione preoccupante in Brasile

Il Brasile ha raggiunto 1.668.589 casi confermati di coronavirus: lo rendono noto il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità brasiliano. In base ai nuovi dati, nelle ultime 24 ore ci sono stati ulteriori 45.305 contagi e 1.254 decessi. Il totale delle vittime dall’inizio della pandemia è così salito a 66.741. Il tasso di letalità (ovvero la percentuale di decessi rispetto al numero di malati) è pari al 4% e quello di mortalità di 31,8 persone ogni 100 mila abitanti.

Martedì 7 luglio

(Aggiornato alle 19.01) Sono oltre 11,6 milioni i casi di coronavirus nel mondo, per la precisione 11.647.399, stando al bilancio della John Hopkins University. I morti hanno raggiunto quota 538.796, mentre i guariti totali sono 6.328.000.

Belgio, frontiere chiuse a 15 paesi extra Ue

Il Belgio ha deciso di non riaprire i suoi confini ai viaggiatori di 15 paesi terzi raccomandati dall’Ue, citando motivi di salute e reciprocità. Lo scrivono i media locali precisando che il paese è comunque accessibile ai visitatori di altri paesi dell’Ue e dell’area Schengen.

Nelle scorse settimane i paesi Ue hanno concordato un elenco, di 15 paesi terzi i cui cittadini potranno essere autorizzati a entrare nell’Unione dal primo luglio. I viaggi «non essenziali» verso l’Ue sono stati vietati a metà marzo per combattere la diffusione della pandemia di coronavirus. L’elenco dei paesi autorizzati è comunque soggetto a una raccomandazione non vincolante, con ciascuno Stato che mantiene il controllo dei propri confini.

Fauci: «Gli Usa ancora impantanati nella prima ondata di pandemia»

Gli Stati Uniti sono ancora «impantanati» nella prima ondata della pandemia: è l’ennesimo allarme lanciato da Anthony Fauci, che ha sottolineato come la situazione non sia «per nulla buona», anzi, sia «molto pericolosa». Del resto negli Usa il numero dei contagi è ormai vicino ai 3 milioni con altri 47.126 nuovi casi nella giornata di lunedì. Le vittime complessivamente sono oltre 130 mila, 337 nelle ultime 24 ore.

A Pechino zero nuovi casi e un asintomatico

Pechino ha segnato ieri zero nuovi contagi di coronavirus trasmesso internamente, per la prima volta dallo scoppio di inizio giugno del focolaio del mercato all’ingrosso di Xinfadi: la Commissione sanitaria municipale ha rilevato soltanto un nuovo caso asintomatico e ha messo in guardia: «zero infezioni non significa zero rischi». Dall’11 giugno al 6 luglio, il numero di infezioni registrato nella capitale s’è attestato a 335, di cui 320 ancora sottoposte a cura ospedaliera e 15 guarite. Gli asintomatici totali si sono attestati ora a 31, tutti sotto osservazione medica. A partire da oggi, intanto, Pechino ha cominciato a rimuovere la quarantena nelle aree «rosse», più a rischio, interessando una zona con un primo gruppo di oltre 5.000 persone del distretto di Fengtai che potevano essere entrate a contatto direttamente o indirettamente con lo Xinfadi. In aggiunta, su un totale di 7 distretti è stato rimosso il giudizio di «rischio alto o medio», tra cui Xicheng, Dongcheng, Chaoyang e Tongzhou. La disinfezione dello Xinfadi, infine, è stata completata.

Superati i 20 mila morti in India

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus in India ha superato oggi la soglia dei 20 mila: è quanto emerge dal sito della Johns Hopkins University. I dati dell’università americana indicano che nel Paese i decessi complessivi hanno raggiunto quota 20.159, a fronte di 719.664 casi confermati. L’India ha superato ieri la Russia per numero di contagi ed è ora il terzo Paese al mondo più colpito dal virus dopo gli Stati Uniti (2.938.625) e il Brasile (1.623.284).

Cisgiordania, 306 nuovi casi positivi

La diffusione del coronavirus non rallenta in Cisgiordania, malgrado le misure di emergenza imposte dal governo dell’Autorità nazionale palestinese. Secondo dati forniti oggi dal ministero della sanità, nelle ultime 24 ore si sono avuti 306 contagi, portando così a 5.092 il numero complessivo dei casi positivi registrati dall’inizio della pandemia in Cisgiordania, a Gaza e a Gerusalemme est. In Cisgiordania sono stati 4.575 casi, a Gaza 72 e a Gerusalemme est 445. I decessi assommano a 22. Oggi, riferisce la agenzia di stampa Wafa, il premier Mohammed Shtayeh sarà impegnato in nuove consultazioni col Comitato di emergenza nazionale e con il Comitato di sicurezza. In particolare sarà esaminata l’efficacia delle misure di chiusura adottate finora. Ieri Shtayeh ha intanto pubblicato un appello per la sospensione dei matrimoni e delle riunioni pubbliche di lutto fino al superamento della crisi. Ha inoltre invocato la chiusura dei valichi di transito con Israele.

In Iran record di 200 morti in un giorno

Nuovo record di vittime per il coronavirus in Iran. Nelle ultime 24 ore i decessi confermati sono 200, per un totale di 11.931 morti. I casi registrati salgono a 245.688, con 2.637 contagi in un giorno. I ricoverati in terapia intensiva crescono a 3.270, mentre i guariti diventano 207.000. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano, Sima Sadat Lari. Il totale dei test effettuati finora è di 1.846.793. Il numero crescente di vittime, in particolare a Teheran, sta suscitando forti preoccupazioni nel Consiglio comunale della capitale iraniana. Secondo il suo presidente Mohsen Hashemi, almeno 70 persone sono state sepolte ieri nel cimitero di Behesht-e Zahra, il più grande della Repubblica islamica. Secondo fonti locali, inoltre, 150 autisti di autobus sono stati contagiati e 9 sono deceduti, mentre i malati tra i tassisti risultano 450, con 35 morti.

Oltre mille casi in Israele e 4 vittime

Non scende il numero dei casi di coronavirus in Israele: secondo il ministero della sanità sono 1.057 le nuove infezioni registrate che portano il totale, dall’inizio della pandemia, a 31.186. Crescono anche le vittime: 4 i pazienti deceduti per un dato globale di 338. Ieri il governo, a fronte della nuova ondata di casi, ha introdotto misure restrittive: tra queste, la chiusura delle sale teatrali, dei club, dei bar, palestre e piscine pubbliche. Nei ristoranti potranno sedersi 20 persone al massimo. Nei luoghi di preghiera il numero massimo di fedeli è stato fissato a 19. Intanto si è dimesso il direttore della sanità pubblica Siegal Sadetzki annunciando che lascerà anche il ministero. «Nelle recenti settimane - ha scritto su Facebook - Israele ha preso una via pericolosa. I dati e l’attuale mappa della malattia lo testimoniano». Secondo Sadetzki - che ha ammonito sulle ricadute future - il Paese ha rovinato il suo successo iniziale contro il coronavirus autorizzando le attività sociali troppo presto.

In Ucraina 564 nuovi casi

Sono 564 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Ucraina nelle ultime 24 ore, che fanno salire a 49.607 il totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia. Nel corso dell’ultima giornata si registrano 21 decessi, mentre le vittime del nuovo virus nella repubblica ex sovietica sono ufficialmente 1.283. I guariti sono 490 nel corso dell’ultima giornata e 22.193 in totale. Lo ha fatto sapere il ministro della Salute di Kiev, Maksim Stepanov, ripreso dal Kyiv Post, leggendo stamane i dati aggiornati dell’epidemia in Ucraina. La regione con il maggior numero di nuovi contagi giornalieri, 144, è quella di Leopoli, nell’ovest del Paese. I nuovi contagi nella capitale, Kiev, sono 63.

In Russia oltre 6 mila casi nelle ultime 24 ore

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 6.368 nuovi casi di COVID-19 e 198 decessi provocati dal nuovo virus. Il totale dei contagi accertati dall’inizio dell’epidemia sale così a 694.230, mentre le vittime sono ora ufficialmente 10.494. I guariti sono 9.551 nel corso dell’ultima giornata e 463.880 in tutto. Lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus.

Rallenta la crescita dei contagi in Austria

In Austria, dopo l’impennata dei giorni scorsi, rallenta la crescita dei casi COVID. Ieri, per la prima volta dal 19 maggio, era stata superata la soglia mille con 1.012 casi «attivi». Nelle ultime 24 si sono aggiunti però solo 56 contagi, mentre nello scorso fine settimana la crescita superava i 100 casi al giorno. Attualmente sono 1.029 i casi di COVID-19, mentre da ieri sono state dichiarate guarite 39 persone. I focolai si trovano soprattutto in Alta Austria. Nella periferia di Linz si registrano, infatti, 8,8 casi su 10 mila abitanti, ma nelle ultime 24 ore si sono aggiunti solo 3 casi.

In Bulgaria prorogata la situazione di emergenza

In Bulgaria è stata prorogata fino alla fine di luglio la ‘situazione di emergenza’ per la Covid-19 a seguito di un incremento dei contagi. Lo ha annunciato a Sofia il ministro della Sanità Kiril Ananiev. L’ordinanza precedente fissava il termine della ‘situazione di emergenza’ al 15 luglio. «È necessario ridurre il più possibile i raduni in gruppo per qualsiasi motivo, perché nelle ultime settimane risulta che il virus si diffonde proprio in queste occasioni», ha spiegato Ananiev. Il ministro ha ricordato che è in atto una stretta sui controlli e un rafforzamento delle misure già in vigore, come per esempio l’utilizzo obbligatorio delle mascherine sanitarie in luoghi pubblici. Sofia, intanto, ha chiesto ad Atene di rivedere le nuove regole di ingresso in Grecia attraverso il confine terrestre con la Bulgaria. Atene ha chiuso infatti tutti i valichi di frontiera eccetto quello di Kulata-Promahon, l’unico aperto al traffico. Le lunghe file di attesa al checkpoint provocano un grave disagio per i viaggiatori, rilevano le autorità di Sofia. In Bulgaria nelle ultime 24 ore sono stati registrati 174 nuovi casi di coronavirus (dei quali 89 a Sofia) a seguito di 2.775 test diagnostici effettuati. Il bilancio complessivo dei contagi sale così a 5.914. Come riferiscono le autorità, si registrano quattro nuovi decessi, il cui totale sale a 250.

In Sudafrica oltre 200 mila contagi

Il ministro della Salute sudafricano Mkhize ha reso noto oggi che il numero di casi del nuovo coronavirus in Sudafrica ha raggiunto quota 205.721, segnando un aumento di 8.971 nuovi casi dall’ultimo bollettino diffuso domenica. Lo riporta il South Africa News. Il ministro ha anche dichiarato che 97.848 sudafricani sono guariti. Purtroppo, sono stati segnalati altri 111 decessi: 9 a Eastern Cape, 50 a Gauteng, 17 a Limpopo e 35 a Western Cape. Ciò porta i morti totali a 3.310.

Negli USA altri 55 mila contagi in un giorno

Gli Stati Uniti hanno registrato altri 55 mila casi di coronavirus in un giorno, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I contagi totali nel Paese più colpito dalla pandemia in termini assoluti sono stati a oggi 2.922.000, di cui 130.208 decessi.

Lunedì 6 luglio

(Aggiornato alle 21.20) Sono oltre undici milioni e mezzo i casi di coronavirus nel mondo, per la precisione 11.516.782, stando al bilancio della pandemia della John Hopkins University. I morti hanno raggiunto quota 535.453, mentre i guariti totali sono 6.223.819.

Spagna, anticorpi sviluppati solo da 5% individui

La Spagna ha raggiunto appena il 5% di immuni al Sars-CoV-2, secondo un vasto studio appena pubblicato sulla rivista Lancet. Il 95% della popolazione spagnola non ha sviluppato anticorpi contro il patogeno. Significa, spiega l’autrice principale Marina Pollán, direttrice del Centro Nazionale di Epidemiologia, che l’immunità di gregge è difficilmente raggiungibile per questo virus. Si tratta dello studio più vasto mai compiuto finora sull’immunità al SARS-CoV-2, che ha coinvolto un campione nazionale di oltre 61.000 individui e che va a confermare i dubbi già sollevati da altri studi in diversi paesi sull’ipotesi «immunità di gregge», secondo cui, cioè, gran parte di una popolazione finisce per avere gli anticorpi contro l’infezione tanto da poter facilmente tenerla a bada. La Spagna è stato uno dei paesi europei più duramente colpiti dal nuovo coronavirus, con oltre 28’000 vittime e 250’000 casi. Ciò nonostante, il vasto studio, in tre diverse fasi cronologiche da aprile a giugno, mostra che l’immunità si assesta su una media del 5%, fatte salve poche zone più duramente colpite (ad esempio l’area metropolitana di Madrid) dove la diffusione degli immuni non supera comunque il 10%. Troppo poco per rendere anche solo minimamente pensabile la possibilità di ottenere naturalmente l’immunità di gregge, scrive in un commento su Lancet Isabella Eckerle, capo del Centro di Ginevraper le malattie virali emergenti. In Svizzera peraltro , e anche negli altri paesi che finora hanno condotto studi analoghi, l’immunità si assesta mediamente su percentuali del tutto simili a quelle spagnole. Nell’ipotesi di una seconda ondata di contagi, quindi, il virus potrebbe ricominciare rapidamente a circolare a livelli pandemici, paventano gli esperti.

6 milioni di persone in lockdown in Australia

Da domani a mezzanotte 6,6 milioni di persone saranno isolate in Australia a causa di un aumento dei casi di coronavirus a Melbourne. Lo riporta la Cnn. Il Victoria, dove si trova la città colpita, e il New South Wales, gli stati australiani più popolosi, saranno messi in lockdown per la prima volta dall’inizio della pandemia di Covid-19, secondo quanto annunciato dalle autorità che hanno anche deciso di inviare militari e polizia al confine.

Il Victoria ha registrato il picco giornaliero più alto con 127 nuovi casi, di cui 16 in un popolosissimo condominio popolare. Nello stato sono 2663 le persone contagiate e 22 le vittime. In Australia, oltre 8500 persone hanno contratto il coronavirus e 106 sono morte.

Austria, i casi attivi tornano oltre la soglia dei mille

In Austria i contagi di Covid-19 continuano a salire e - la prima volta dal 19 maggio - tornano sopra soglia mille. Sono infatti 1012 i casi ‘attivi’ (+85 più di ieri), mentre a metà giugno i contagiati furono addirittura meno di 400.

La crescita sembra comunque rallentare dopo tre giorni con oltre 100 nuovi casi. In tre macelli in Alta Austria sono stati registrati 23 contagi tra dipendenti e familiari. Vienna ha annunciato tra i 25’000 e 30’000 test alla settimana nei settori a rischio.

Iraq, parlamento avverte, sanità al collasso

Il parlamento iracheno ha messo in guardia oggi il governo di Baghdad dal prendere «urgenti misure» contro l’inasprirsi della pandemia di coronavirus nel paese arabo, dove si sono finora registrati 2473 decessi ufficiali e 60’479 chi positivi. Nell’ultima settimana c’è stata una recrudescenza dei casi e dei decessi nelle regioni centrali del paese, come quella di Diyala a nord-est di Baghdad.

«Il sistema sanitario nazionale in alcune zone è al collasso, bisogna intervenire» è l’allarme lanciato oggi dalla presidenza del parlamento iracheno, in un comunicato citato dalla tv locale Rafidain.

Il governo britannico stanzia 2 miliardi di euro per la cultura

Il governo britannico stanzierà 1,57 miliardi di sterline (pari a 1,85 miliardi di franchi) per aiutare i teatri, le gallerie d’arte e altre istituti culturali a sopravvivere alla crisi del coronavirus.

Il settore delle arti e della cultura britannico è stato duramente colpito dalla pandemia, con esibizioni dal vivo ancora in sospeso e luoghi che affrontano un futuro incerto a causa delle misure di allontanamento sociale in corso.

Il fondo aiuterà i musei e i palazzi storici nonché le aziende coinvolte nella musica dal vivo e nel cinema indipendente. «Il denaro, che rappresenta il più grande investimento mai realizzato nella cultura del Regno Unito, fornirà un’ancora di salvezza alle organizzazioni culturali e del patrimonio vitali in tutto il paese colpite duramente dalla pandemia», si legge in una nota del governo.

La lettera all’Oms: «C’è trasmissione aerea, mascherina necessaria al chiuso»

Una lettera aperta firmata da 239 esperti di 32 Paesi per chiedere all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di rivedere le proprie raccomandazioni sul coronavirus, includendo anche la trasmissione aerea del virus. La missiva dei ricercatori sarà pubblicata la settimana prossima su un giornale scientifico, ma è stata anticipata dal New York Times. Secondo gli esperti che l’hanno scritta ci sono prove del fatto che il SARS-CoV-2 si trasmetta nell’aria e questo, se verificato dall’Oms, potrebbe aver importanti conseguenze nel contenimento del virus.

Se così fosse, riporta il New York Times, allora le mascherine sarebbero necessarie anche negli spazi al chiuso a prescindere dal distanziamento sociale. Ma implicherebbe anche una revisione dei sistemi di ventilazione nelle scuole, negli ospizi, nelle case e negli uffici per minimizzare il ricircolo dell’aria.

India terzo Paese al mondo per numero di contagi

L’India registra a oggi 697.413 casi accertati di coronavirus, superando la Russia (680.283) e diventando il terzo Paese al mondo per numero di contagi dietro a Stati Uniti (2.888.635) e Brasile (1.603.055). Lo rende noto il sito dell’università americana Johns Hopkins. Il numero dei decessi totali nel paese asiatico è 19.268.

Negli Usa quasi 40 mila contagi

Gli Stati Uniti hanno registrato 39.379 nuovi casi di COVID-19 in 24 ore, secondo la Johns Hopkins University. Il numero totale di casi confermati è ora pari a 2.876.143. Registrati 234 nuovi decessi, per un totale di 129.891 morti.

Domenica 5 luglio

(Aggiornato alle 15.50) - Più di undici milioni di casi di coronavirus nel mondo e 530 mila morti. È il bilancio della pandemia della John Hopkins University, secondo la quale i dimessi dagli ospedali superano i 6 milioni.

La Grecia chiude le frontiere a chi arriva dalla Serbia

La Grecia chiuderà da domattina alle 6 le proprie frontiere per le persone provenienti dalla Serbia, a causa del forte incremento dei contagi da coronavirus nel Paese ex jugoslavo. Lo ha detto il ministro del commercio e turismo serbo Rasim Ljajic, citato dai media a Belgrado.

Tradizionalmente in estate sono molte migliaia i serbi che si recano in vacanza in località marine della Grecia. Le autorità elleniche, ha affermato Ljajic, hanno preso tale decisione sia per il peggiorare della situazione epidemiologica in Serbia sia per il gran numero di cittadini serbi risultati positivi al test anti-covid effettuato in Grecia.

I turisti serbi che si trovano già in Grecia, ha aggiunto il ministro, potranno proseguire la loro vacanza. Ieri in Serbia si erano registrati 325 nuovi contagi e otto morti.

Spagna, 70 mila in lockdown in Galizia

Lockdown per 70 mila persone in Galizia. nella Spagna nord-occidentale. La Generalitat ha decretato il confinamento degli abitanti di La Marina dove si è registrato un focolaio con oltre 100 casi. Lo riporta El Pais citando il ministro della Salute Jesùs Vàsquez.

In Slovenia 21 nuovi contagi nelle 24 ore

In Slovenia nelle ultime 24 ore si sono registrati 21 nuovi casi di coronavirus, con il totale che sale a 1.700. Come riferiscono i media regionali, non vi sono stati altri decessi, il cui numero complessivo dall’inizio dell’epidemia resta a 111.

Anche in Slovenia, che nelle scorse settimane era stata sul punto di dichiarare la fine dell’epidemia, si registra una ripresa dei contagi da Covid-19, al pari degli altri Paesi della regione.

Nuovo triste record in Iran: 163 morti in 24 ore

In Iran si sono registrati nelle ultime 24 ore 163 morti per coronavirus, un nuovo record che porta il totale dei decessi dall’inizio della pandemia a 11.571. Lo fa sapere il ministero della Salute di Teheran.

Su quasi due milioni di tamponi, 1.794.727 quelli effettuati in tutto il Paese nelle ultime 24 ore - ha detto il portavoce del ministero Sima Lari, 2.560 sono risultati positivi, facendo salire il totale dei contagi a 240.438. Le persone in condizioni critiche sono 3.168, e i guariti 201.330.

Le autorità iraniane hanno sancito l’obbligo di indossare le mascherine nei luoghi pubblici e nei centri commerciali a partire da oggi.

Israele, i casi positivi sono quasi 30 mila

La pandemia di coronavirus si estende in questi giorni con un ritmo molto simile sia in Israele sia fra i palestinesi in Cisgiordania, destando analoga apprensione fra i rispettivi responsabili sanitari.

In Israele, precisa il ministero della sanità, i casi positivi sono saliti oggi a 29.366: sono seimila in più rispetto ad una settimana fa e 1.800 in più rispetto a due giorni fa. I malati sono adesso 11.189: fra i casi più gravi se ne sono aggiunti 40 dall’inizio di luglio. I decessi sono adesso 330 mentre le guarigioni sono arrivate a 17.847. Nei test condotti fra ieri e oggi è stato rilevato un tasso di contagio di circa il 5%. Due settimane fa era del 2%.

Situazione simile fra i palestinesi di Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est dove, secondo l’agenzia di stampa Wafa, il numero dei casi positivi è salito a 4.250, il doppio di una settimana fa. I malati sono pure raddoppiati e sono ora 3.594. Nello stesso lasso di tempo i decessi sono quasi triplicati, passando da 7 a 19. La maggioranza assoluta di questi casi è in Cisgiordania, mentre a Gaza la situazione resta sotto controllo.

In Pakistan 93 morti in 24 ore

In Pakistan si registrano 93 nuovi decessi causati dal coronavirus nelle ultime 24 ore, che portano il totale delle morti a 4.612, mentre l’ultimo bilancio dei contagi è di 228.474. con 3.191 nuovi casi, stando ai dati forniti dal ministero pachistano della Sanità.

La provincia meridionale di Sindh è la zona più colpita con 92.306 casi, di questi 1.585 nelle ultime 24 ore. In Punjab, nell’est, che è la seconda regione più colpita, il totale dei casi è di 81.317.

In Kosovo 178 casi e sei decessi in 24 ore

Forte aumento dei contagi da coronavirus in Kosovo, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 178 nuovi casi e sei decessi. Come riferiscono i media a Belgrado, il totale dei contagi è ad oggi di 3.356, quello delle vittime è salito a 64.

La ripresa dell’epidemia di Covid-19 interessa anche tutti gli altri Paesi dei Balcani, dove nelle scorse settimane si era registrato invece un calo progressivo dei contagi, che aveva portato a un allentamento delle restrizioni.

USA: 43 mila casi in 24 ore

I casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 43.000, portando il totale a 2,83 milioni di contagi e 129.527 morti. Il dato giornaliero risulta in flessione dopo tre giorni da record, sempre sopra quota 50 mila. E’ quanto emerge dai dati della John Hopkins University.

Sabato 4 luglio

Più di undici milioni di casi di coronavirus nel mondo e 523'777 morti. E' il bilancio della pandemia della John Hopkins University, secondo la quale i contagi sono, per l'esattezza, 11,03 milioni. I guariti superano i 5,77 milioni.

Grecia, esteso il lockdown nei campi per migranti

La Grecia ha annunciato oggi una nuova estensione del lockdown nei suoi campi di accoglienza per migranti, nonostante le critiche che erano state mosse verso le autorità, accusate di usare in maniera scorretta le misure restrittive per la pandemia da covid-19 sui migranti. Le limitazioni per i campi erano state introdotte lo scorso 21 marzo e sono state adesso estese al 19 luglio, il ministero responsabile ha comunicato che i migranti potranno allontanarsi dalle 7 del mattino alle 21 soltanto in gruppi di meno di 10 persone, secondo Marco Sandrone, coordinatore di Medici Senza Frontiere presso il campo di Moria.«La ragione del lockdown nei campi non può essere associata a ragioni di sanità pubblica» aveva precedentemente dichiarato alla Afp, sottolineando che nei campi non c’erano casi.

Italia, aumentano ancora i contagi

Sono 235 oggi i nuovi contagiati di coronavirus in Italia, in lieve aumento rispetto a ieri quando erano stati 223. Di questi, 95 casi sono in Lombardia, il 40,4% del totale in Italia. Il numero totale dei casi sale così a 241.419. Le vittime nelle ultime 24 ore sono invece 21, in aumento rispetto alle 15 di ieri. I morti per coronavirus salgono così a 34.854, secondo i dati del Ministero della Salute.

In Serbia 325 nuovi casi e otto morti in 24 ore

In Serbia nelle ultime 24 ore si sono registrati 325 nuovi contagi da coronavirus, con il totale salito a 15.829. Come hanno riferito i responsabili sanitari a Belgrado, altri otto decessi hanno portato a 306 il numero delle vittime. In aumento il numero dei pazienti in terapia intensiva, che sono ora 86.

Il Paese da diversi giorni, come nel resto dei Balcani, assiste a una forte ritorno dell’epidemia di Covid-19 e le autorità moltiplicano gli appelli al rispetto delle misure di prevenzione e sicurezza per contenere il contagio. Dopo un periodo di calo progressivo dei casi, in Serbia nelle scorse settimane era stato abolito lo stato di emergenza e il relativo coprifuoco, insieme al divieto tassativo per gli ultra 65enni di uscire di casa.

Eliminate quasi tutte le restrizioni nell’attività economica e commerciale, con la ripresa delle attività sportive alla presenza di migliaia di spettatori incuranti delle regole di distanziamento e prevenzione. Stella Rossa e Partizan avevano giocato incontri davanti a 20 mila persone entusiaste e rumorose, e lo stesso Novak Djokovic aveva organizzato un torneo regionale di tennis che, benché per scopi benefici e di esibizione, aveva attratto migliaia di persone e fan. Salvo poi a restare contagiato lui stesso e altri campioni suoi colleghi. Il 21 giugno si sono tenute le elezioni legislative, nel rispetto assoluto - ha assicurato la dirigenza - delle misure anti-Covid.

La popolazione, restia alla mascherina e alla distanza fisica, sembrava aver dimenticato i rischi del virus, che è però tornato a circolare alla grande e a contagiare. E così le autorità in tutta fretta hanno ripristinato alcune delle misure restrittive.

A Belgrado, dove si concentra oltre l’80% del totale dei contagi, è stata dichiarata la «situazione di emergenza», al pari di altre otto città, con limitazione di orario nell’apertura dei locali e ristoranti, limite nei raduni (100 persone al chiuso e 500 all’aperto), obbligo della mascherina al chiuso e sui mezzi pubblici e multe per chi non osserva le regole.

Austria, 115 nuovi casi in 24 ore

In Austria continuano ad aumentare i contagi Covid. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 115 nuovi casi, facendo così salire il numero complessivo di casi ‘attivi’ a 853, mentre poco più di due settimane fa erano appena 400. 68 pazienti sono attualmente ricoverati in strutture ospedaliere.

Il ministro della Salute, Rudolf Anschober, ha annunciato, nel frattempo, l’introduzione di un semaforo Covid, simile al bollettino valanghe. Il rischio contagio sarà suddiviso in quattro gradi (verde, giallo, arancione e rosso) per consentire ai cittadini di valutare la presenza del virus nelle diverse zone del Paese. Il semaforo Covid dovrebbe entrare in funzione entro settembre.

In Slovenia 30 casi, il numero più alto da aprile

In Slovenia nelle ultime 24 ore si sono registrati 30 nuovi contagi da coronavirus, il numero più alto da metà aprile. Come riferiscono i media locali, cresce il numero dei casi positivi fra i giovani.

Il totale dei contagi è ad oggi di 1.679, mentre il numero delle vittime è fermo da giorni a 111.

La Slovenia, al pari degli altri Paesi ex jugoslavi e della regione balcanica, è alle prese con un sensibile aumento dei contagi, dopo che alcune settimane fa era stata sul punto di proclamare la fine dell’epidemia per l’assenza pressochè totale di nuove infezioni. Per questo le autorità di Lubiana stanno ripristinando misure restrittive per contenere la diffusione del contagio.

Bolivia, sette ministri contagiati dalla Covid-19

Sette ministri del governo della presidente ad interim della Bolivia, Jeanine Anez, sono stati contagiati dal Covid-19. Lo riferisce il quotidiano Pagina Siete citando dichiarazioni del ministro dell’Interno, Arturo Murillo.

Durante una cerimonia con la polizia a El Alto, città gemella di La Paz, Murillo ha sostenuto ieri che «i ministri sono in prima linea lavorando per il popolo e, se non mi sbaglio, già sette sono stati colpiti dal Covid-19. E non per questo - ha ancora detto - se ne restano dietro una scrivania o danno ordini da una qualche residenza all’estero», in allusione all’ex presidente Evo Morales esule in Argentina.

Il giornale indica che l’annuncio di Murillo ha colto di sorpresa i media perché fino a questo momento si sapeva soltanto di un ministro - quello della Presidenza Yerko Núñez - risultato positivo ad un test per il coronavirus.

Altri due ministri, Luis Fernando López (Difesa) e María Elva Pinckert (Ambiente), hanno invece trascorso un periodo di isolamento preventivo per essere stati a contatto con parenti contagiati, senza a loro volta infettarsi.

La stessa presidente Anez si è sottoposta ad un test, risultato negativo, dopo l’annuncio del contagio del ministro Núñez con cui lavora quotidianamente.

Gli inglesi ritrovano il piacere della pinta al pub

Con l’esclusione della città di Leicester, dov’è tornato da mezzanotte il lockdown, da stamattina alle 6 locali in Inghilterra hanno riaperto i battenti i pub, i caffè, i ristoranti. E dalla mezzanotte, anche barbieri e parrucchieri, alcuni dei quali hanno offerto ai loro clienti l’»emozione» di un taglio di capelli notturno.

In Irlanda del Nord la riapertura dei locali pubblici è ritardata a venerdì prossimo, in Scozia a lunedì mattina, mentre in Galles ancora non è stata fissata una data di riapertura.

L’orario delle 6 per l’Inghilterra è stato deciso per evitare «l’assalto di mezzanotte», e se oggi è prevedibile che saranno in tanti a godere del piacere della prima pinta di birra in compagnia dal 20 marzo, i media sollevano già i timori che per la coincidenza della riapertura con il fine settimane, ribattezzando questa prima giornata particolare ‘Super Saturday’. E che presto l’osservanza delle regole imposte ai locali pubblici possa rilassarsi.

Il Sun ha fatto anche una stima secondo cui solo oggi saranno consumate 15 milioni di pinte (8,5 milioni di litri) di birra.

In Inghilterra da oggi, inoltre, si può andare a trovare amici e conoscenti in casa loro e anche restare a dormire fuori, purché siano rispettate le regole del distanziamento sociale.

In tutto questo - fa sapere la BBC - gli ospedali sono in preallerta come per tutti i grandi eventi, come la notte di Capodanno.

In Russia superati i 10’000 morti

La Russia ha registrato 6632 nuovi casi di coronavirus e 168 decessi nelle ultime 24 ore: il bilancio delle vittime a livello nazionale ha Così superato le 10’000 unità. «Nel corso dell’ultimo giorno, 6632 casi di Covid-19 sono stati confermati in 84 regioni della Russia, inclusi 1960 casi asintomatici attivi (29,6%)», ha detto il quartier generale della risposta al coronavirus. Il numero cumulativo di casi di coronavirus ha raggiunto 674’515, inclusi 10’027 decessi. Lo riporta interfax.

La Catalogna mette in quarantena 200’000 persone

La Generalitat catalana ha deciso di mettere in quarantena nelle loro case gli abitanti di 38 piccoli comuni della provincia di Segrià, che contano circa 209’000 persone, a partire da mezzogiorno, a fronte dell’aumento dei casi di coronavirus registrati nelle ultime ore. Sono nove i focolai attivi.

Lo rende noto La Vanguardia. Fino alle 16 ai residenti sarà permesso di entrare, ma da quel momento in poi sarà vietata la circolazione, ad eccezione dei lavoratori che devono spostarsi

Iran, le stime indicano oltre 18 milioni di casi

«Sulla base di test sierologici effettuati in modo casuale, abbiamo scoperto che i casi di coronavirus sono aumentati a oltre 18 milioni in Iran, pari al 20% della popolazione del Paese». Lo ha detto un membro della sede centrale per la lotta contro il coronavirus Masoud Mardani, citato dall’Isna.

La portavoce del ministero della Sanità Sima Lari ha annunciato venerdì che il numero ufficiale di infezioni è stimato a 235’429 e a 11’260 morti. La sua stima, ha affermato, si basava su un numero limitato di 1’744’958 test nel paese dall’inizio dell’epidemia del virus. Tuttavia, secondo un membro del consiglio comunale di Teheran, Nahid Khodakarami, solo nella capitale, finora 5000 persone sono morte a causa del virus.

Inoltre, un rapporto dell’IRNA ha reso noto sabato che il deputato al Parlamento Hosseinali Hajideligani è stato infettato dal Covid-19.

Il contagio in America latina non si ferma

Un picco di contagi nelle ultime 24 ore (70’644) ha dimostrato che la curva della pandemia da coronavirus cerca ancora in America Latina il suo assestamento, mentre i casi hanno raggiunto i 2’793’946, con un forte incremento anche dei morti a 124’118 (+2736). E’ quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sulla base dei dati di 34 fra Paesi e territori latinoamericani.

Il Brasile continua a tirare la crescita dei numeri, con un ritmo in linea con gli ultimi giorni, sia per i contagiati (1’539’081, +42’223), sia per i morti che hanno raggiunto quota 63’174 (+1290). La coppia dei Paesi che seguono in classifica è composta da Perù (295’599 e 10’226) e Cile (288’089 e 6051). Ci sono poi sette paesi con più di 30.000 contagi: Messico (245’251 e 29’843), Colombia (109’505 e 3777), Argentina (72’786 e 1437), Ecuador (60’657 e 4700), Panama (35’995 e 698), Rep. Dominicana (35’148 e 775), e Bolivia (35’528 e 1271).

Record negli USA: oltre 57’000 casi in 24 ore

Nuovo record di casi di coronavirus negli Stati Uniti: nelle ultime 24 ore sono stati 57’562. E’ quanto emerge dai dati del Covid Tracking Project. Si tratta del terzo giorno consecutivo con oltre 50’000 nuovi contagi. I casi di coronavirus negli Stati Uniti sono in totale 2,79 milioni e i decessi 129’405.

Venerdì 3 luglio

(Aggiornato alle 21.33) - I casi di coronavirus nel mondo, registrati dalla Johns Hopkins University, sfiorano ormai gli 11 milioni. I decessi di persone malate di COVID-19 sono 521.874 mentre i guariti sono 5,77 milioni.

«In Brasile potrebbero esserci dai 6 ai 10 milioni di casi»

Il Brasile ha superato 1,5 milioni di contagi da coronavirus, secondo i dati ufficiali, ma il numero effettivo delle persone colpite sarebbe tra i sei e i dieci milioni, secondo una ricerca condotta in 133 città. «Potrebbero esserci sei milioni, otto milioni, dieci milioni di casi», ha detto Pedro Hallal, uno dei responsabili dello studio dell’Università federale di Pelotas, nello Stato di Rio Grande do Sul. Si tratta del lavoro sul campo più esteso svolto finora sul Covid-19.

San Paolo, Rio de Janeiro e Brasilia hanno intanto iniziato ad allentare le restrizioni, nonostante i tassi di contagio continuino a salire. «Il momento giusto per allentare l’isolamento è quando diminuisce la curva di contagio», ha sottolineato Hallal. Il sondaggio, svolto insieme all’istituto statistico Ibope, è stato condotto a maggio e ripreso a giugno, quando si è osservata una crescita media dei contagi pari al 53%. Parallelamente all’aumento dei casi è stata osservata anche una tendenza al ribasso del tasso di adesione all’isolamento, passato da una media del 23,1% a maggio al 18,9% a giugno.

L’Oms ai Governi: «Svegliatevi»

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha invitato i governi a «svegliarsi» e a «impegnarsi nella lotta» contro il coronavirus. «È davvero tempo che i paesi guardino le cifre. Per favore, non ignorate ciò che dicono i dati», ha detto il responsabile dell’emergenza sanitaria dell’Oms Michael Ryan durante una conferenza stampa , aggiungendo: «le persone devono svegliarsi».

Viola la quarantena, il viceministro ghanese lascia

Il viceministro del Commercio e dell’Industria del Ghana, Carlos Ahenkorah, è stato costretto a rassegnare le dimissioni per aver infranto il suo auto-isolamento per essere risultato positivo al coronavirus. Lo riporta Bbc Africa specificando che l’ex viceministro - anche deputato - prima di completare il periodo di quarantena è andato in un centro di registrazione dei votanti nel suo collegio elettorale, ubicato nella città di Tema. Sebbene Ahenkorah sostenga di aver osservato le misure di distanziamento fisico e di essere asintomatico, alcuni ghanesi chiedono che venga processato per aver violato le linee guida relative alla sicurezza, mettendo in pericolo la vita altrui. Il Ghana conferma attualmente oltre 18.000 contagi e più di 100 morti. Un aumento nei casi si è registrato a seguito dell’allentamento di alcune restrizioni il mese scorso. Il Paese sarà chiamato alle urne il prossimo dicembre.

Altri 137 morti in Gran Bretagna, oltre 10 milioni di test

Resta pesante, rispetto alle medie attuali europee, il conteggio dei morti da coronavirus nel Regno Unito, con altri 137 decessi censiti nelle ultime 24 ore contro gli 89 di ieri, secondo i dati del ministero della Sanità. La somma totale dei decessi certificati col tampone supera ora nel Paese quota 44.000 (oltre 55.000, stando alle elaborazioni dell’Ons, l’istituto di statistica britannico, che comprendono i casi probabili). In calo invece in nuovi contagi diagnosticati (picco minimo di 544 da ieri), con tasso nazionale d’infezione Rt stabile sotto la soglia di sicurezza 1 (a 0,7-0,9). Si conferma peraltro il bilancio pesantissimo di vittime del virus nelle case di riposo, rivisto oggi a circa 20.000 solo fra gli ospizi d’Inghilterra e Galles tra marzo e giugno (30.000 i morti in eccesso rispetto al 2019 contando anche altre cause). Prosegue intanto l’impennata dei test, saliti ormai a livello da record europeo con un totale che oltrepassa i 10 milioni dall’inizio della pandemia (oltre 200.000 nelle 24 ore).

In Serbia 309 contagi e 11 decessi in 24 ore

La nuova ondata dell’epidemia di coronavirus in Serbia ha fatto registrare nelle ultime 24 ore 309 nuovi contagi e altri 11 decessi. E’ salito a 85 il numero dei pazienti in terapia intensiva con respiratore. Livelli questi che riportano il Paese a molte settimane fa, e che hanno indotto le autorità a ripristinare alcune delle restrizioni abolite nella fase di progressivo calo dei contagi. Un allentamento tuttavia che non è stato accompagnato da comportamenti responsabili della popolazione, mostratasi totalmente incurante degli accorgimenti di prevenzione e sicurezza, e degli appelli di autorità e specialisti.

In totale i casi di coronavirus in Serbia sono ad oggi 15.504, le vittime 298. Il focolaio più importante è rappresentato dalla capitale Belgrado dove, come ha detto il presidente Aleksandar Vucic, si registra oltre l’82% del numero complessivo dei contagi. Per questo stamane è stato deciso di proclamare nella città la «situazione di emergenza», con restrizioni negli orari di apertura di caffè, ristoranti e locali notturni, l’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici e in tutti i luoghi al chiuso e limiti nel numero di persone al chiuso (100) e all’aperto (500). In Serbia con l’allentamento delle misure, erano stati consentiti raduni all’aperto senza limite nel numero di partecipanti, e fino a 20 mila spettatori avevano assistito negli stadi a partite di calcio. Un torneo benefico regionale di tennis organizzato da Novak Djokovic è stato interrotto in Croazia per numerosi contagi fra i partecipanti, compreso lo stesso campione serbo, mentre il 21 giugno scorso si sono tenute in Serbia le elezioni legislative.

In Croazia contagi in forte ripresa

In Croazia, dove domenica si vota per le elezioni politiche, oggi sono stati registrati 96 nuovi casi di coronavirus, un livello pari a quello più alto registrato durante il picco dell’epidemia ad aprile. Lo ha reso noto l’Unità di crisi della protezione civile. Lo stesso numero di nuovi contagi fu confermato il primo aprile scorso, giorno con il maggior numero di positivi in 24 ore. Da ieri sono decedute due persone, che portano il numero complessivo delle vittime a 112. Dal primo caso di Covid-19 registrato in Croazia a fine febbraio, il totale dei positivi al virus ha raggiunto oggi 3.008 persone, dei quali 2.168 sono nel frattempo guariti. Attualmente si registrano 728 pazienti con l’infezione attiva e quasi 5.000 in autoisolamento domiciliare.

Per garantire anche ai malati e agli isolati l’esercizio del voto, la Corte costituzionale ha ordinato oggi alla Commissione elettorale di trovare le modalità per garantire questo fondamentale diritto e allo stesso tempo rispettare le misure sanitarie. Per questo i contagiati potranno votare a casa. I membri dei seggi consegneranno la scheda a una persona di fiducia dell’elettore, senza entrare nella abitazione. Tutti dovranno indossare le mascherine e disinfettarsi le mani prima e dopo la votazione. Ma il timore maggiore è che la ripresa dell’epidemia possa indurre molti a restare a casa domenica, con la conseguenza di una bassa partecipazione al voto. Quattro anni fa, senza simili paure e preoccupazioni, l’affluenza alle urne nelle precedenti politiche era stata di appena il 52,6 per cento.

In Sudafrica 168 mila casi e 2.840 morti

Oltre 168 mila casi, più di 2.840 morti; fascia di età più colpita: quella fra i 60 e i 69 anni con 717 morti; area col maggior numero di contagi (circa 64.500): il Western Cape. Questi alcuni dati della pandemia di Covid nel Sudafrica che, come in tutto il mondo, stendono un velo su drammi come quello dei medici chiamati a scegliere cinicamente chi possa vivere grazie a un ventilatore polmonare o ad una bombola d’ossigeno e chi debba invece morire per la sua mancanza. Lo hanno ricordato dichiarazioni di un medico belga di Medici senza frontiere (Msf), Eric Goemaere, che lavora in un ospedale da campo allestito in un palazzetto dello sport di Khayelitsha, povera township nella municipalità metropolitana di Città del Capo. «Dobbiamo prendere decisioni difficili», ha detto alla Bbc. «Non ha senso rimandare all’ospedale di riferimento i casi estremamente gravi dato che non hanno personale o macchinari. Gli ospedali in questa regione non ce la fanno», ha aggiunto il medico come riferisce il sito dell’emittente britannica. A questi pazienti terminali vengono impartite «cure palliative» in «un angolo del palazzetto, mentre le preziose forniture di ossigeno sono riservate a coloro considerati con migliori possibilità di guarigione», scrive il sito. La struttura di Msf funge da appoggio per un ospedale con 300 posti letto da sempre affetto da carenza di infermieri e che ha dovuto triplicare il numero dei medici trasformandosi in una struttura «tutta-Covid». Ma «abbiamo un sacco di personale infetto», constata il primario di Medicina, Ayanda Trevor Mnguni, notando che «la maggior parte delle nostre infermiere sono diventate pazienti».

Negli USA previsti 148 mila morti entro luglio

Il Center for Disease Control and Prevention prevede 148 mila morti per il coronavirus negli Usa entro il prossimo 25 luglio. Finora le vittime sono 128.740. Sempre secondo l’agenzia sanitaria americana, «il numero dei nuovi decessi nelle prossime 4 settimane in Arizona, Arkansas, Florida, Idaho, Nevada, Oklahoma, Oregon, Carolina del Sud, Texas, Utah e Wyoming probabilmente supererà il bilancio delle quattro settimane precedenti».

Tra le vittime un 11.enne, è la vittima più giovane in Florida

Un bambino di 11 anni è morto di coronavirus in Florida. È la più giovane vittima della Covid-19 nello Sunshine State e il terzo minore. Il ragazzino aveva gravi patologie pregresse. La Florida ha registrato ieri oltre una cifra record di oltre 10 mila nuovi casi.

In Israele oltre mille nuovi contagi

Non si arresta la impennata di contagi di coronavirus in Israele. Secondo dati diffusi oggi dal ministero della sanità, nelle ultime 24 ore si sono avuti oltre mille contagi ed il numero aggiornato dei casi positivi è di 27.542. Il numero dei malati è salito a 9.618, il doppio di quelli di una settimana fa. In rianimazione si trovano oggi 27 malati gravi. I decessi sono stati finora 325.

Situazione preoccupante anche in Cisgiordania, dove il governo dell’Anp ha avviato un lockdown generale di almeno cinque giorni, con la eccezione di farmacie, fornai ed empori alimentari.

Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli interni, citato dai media. Nella notte si è avuto un nuovo decesso per coronavirus, ed il totale delle perdite fra i palestinesi è salito così a dodici. Secondo dati forniti dal ministero della sanità palestinese il numero dei casi positivi è raddoppiato in una settimana ed è salito a 3.417. Di essi 3.008 sono in Cisgiordania, 72 a Gaza e 337 a Gerusalemme est.

Nuovo record di contagi negli Stati Uniti

Gli USA hanno registrato nelle ultime 24 ore 53.069 nuovi casi di coronavirus, secondo i dati della Johns Hopkins University: è un nuovo record, il secondo in due giorni consecutivi e il sesto negli ultimi nove giorni. Il totale sale quindi a 2.735.339. Almeno sette Stati hanno fatto segnare il loro primato in un singolo giorno: Alaska, Arkansas, Florida, Georgia, Montana, South Carolina e Tennessee. Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 649, portando il bilancio complessivo delle vittime a 128,677. L’ultimo totale di nuovi contagi in Usa segna un aumento dell’87% dei casi giornalieri nelle ultime due settimane. L’impennata arriva alla vigilia del 4 luglio, la festa dell’Independence Day, quando migliaia di americani si ritrovano per celebrare l’anniversario patriottico. Il sindaco della contea di Miami-Dade ha annunciato che proclamerà nelle prossime ore il coprifuoco dalle 22 alle 6 per rallentare la diffusione del coronavirus. Il provvedimento entrerà in vigore da venerdì sera. Il primo cittadino, informa una nota, firmerà anche un ordine per revocare la riapertura delle strutture di intrattenimento, come cinema, teatri, casinò, arene per concerti. I clienti dei ristoranti inoltre dovranno indossare la mascherine e potranno toglierle solo per mangiare.

Obbligo di mascherina in pubblico in Texas

Il Texas, uno degli stati più colpiti dalla nuova ondata di coronavirus, fa marcia indietro. Il governatore repubblicano Greg Abbott, stretto alleato di Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che obbliga a coprirsi il volto negli spazi pubblici nelle contee con 20 o più casi di Covid-14. Vietati inoltre i raduni con oltre 10 persone e obbligo di distanziamento sociale di sei piedi (due metri). Nel frattempo in Alabama, la governatrice della repubblica Kay Ivey ha prorogato nuovamente per altri 60 giorni lo stato di emergenza a causa della pandemia. Lo Stato ha registrato oltre 40 mila casi e almeno 985 morti.

Giovedì 2 luglio

Sono oltre 10,7 milioni i casi di coronavirus ufficialmente registrati e riportati dalla Johns Hopkins University. Nello specifico le persone contagiate sono 10.780.980, mentre i decessi legati alla COVID-19 salgono a quota 518.121. Le persone guarite sono complessivamente 5.528.887.

In Perù superati i 10 mila morti e i 292 mila casi

Il ministero della Sanità peruviano ha annunciato oggi che la pandemia da coronavirus ha causato in tre mesi e mezzo sul territorio nazionale 10.045 morti fra i 292.004 casi di contagio registrati. Con queste cifre il Perù si conferma come il secondo Paese più colpito d’America latina dalla Covid-19 dopo il Brasile. I suoi 10.000 morti lo collocano inoltre anche fra le dieci Nazioni del mondo che hanno registrato più vittime.

In Brasile quasi un milione e mezzo di casi e 62 mila morti

Continua ad aggravarsi l’epidemia da coronavirus in Brasile: in base agli ultimi dati forniti in serata dal ministero della Sanità locale, nelle ultime 24 ore si sono registrate ulteriori 1.252 morti ed altri 48.105 casi confermati di Covid-19. Il numero totale dei decessi è dunque salito a 61.884 e quello dei contagi a 1.496.858.

Texas, obbligo di mascherina in pubblico

Il Texas, uno degli stati più colpiti dalla nuova ondata di coronavirus, fa marcia indietro. Il governatore repubblicano Greg Abbott, stretto alleato di Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che obbliga a coprirsi il volto negli spazi pubblici nelle contee con 20 o più casi di coronavirus. Vietati inoltre i raduni con oltre 10 persone e obbligo di distanziamento sociale di sei piedi (due metri).

Gran Bretagna, saltati 15.000 posti di lavoro in 3 giorni

Si moltiplicano gli annunci di tagli di posti di lavoro nel Regno Unito, soprattutto nella ristorazione, nel retail, nel trasporto aereo: 15.000 posti di lavoro in meno circa, facendo la somma, nei soli ultimi tre giorni. L’ultimo colpo di maglio arriva da Casual Dining Group, azienda proprietaria delle catene di ristoranti Café Rouge e Bella Italia, già in crisi prima della pandemia, con la chiusura immediata di 91 esercizi e l’esubero di 1900 persone su un organico di 6000 nel Paese. La società è in amministrazione controllata, alla ricerca di compratori almeno di una parte del business: impresa sempre più complessa sullo sfondo del terremoto innescato dal lockdown. Ieri SSP Group, holding titolare nel Regno delle popolari catene di rosticcerie e caffè-ristoranti Upper Crust e Caffè Ritazza, aveva reso noto un piano di tagli di ben 5000 occupati sull’isola; mentre i celebri grandi magazzini Harrods si preparano a licenziare il 14% del personale. Anche grandi aziende come British Airways, EasyJet o la branca britannica di Ryanair hanno messo in cantiere pesanti ridimensionamenti della forza lavoro; al pari di Airbus che ha precisato oggi che circa 1800 delle migliaia di dipendenti - soprattutto amministrativi - coinvolti da un preannunciato programma di ristrutturazione e licenziamenti globale perderanno il posto negli impianti di Broughton, in Galles, e di Filton, vicino a Bristol.

Russia: voli internazionali restano sospesi fino ad agosto

L’ente nazionale per l’aviazione civile della Russia, Rosaviatsia, ha deciso di estendere almeno fino al primo agosto le restrizioni per i voli internazionali, sia in entrata sia in uscita, a causa dell’epidemia di Covid-19. Lo riporta la testata online Rbk precisando che in precedenza le autorità russe avevano ventilato la possibilità di riprendere i voli internazionali dal 15 luglio. Rosaviatsia, sempre stando a Rbk, ha inviato agli aeroporti un documento in cui si riferisce che «fino alle 23.59 ora locale del 31 luglio 2020 resta valida la restrizione temporanea all’ingresso nella Federazione Russa dei cittadini stranieri e degli apolidi». I voli internazionali, regolari e charter, sono bloccati dal 27 marzo.

In Texas oltre 6.900 pazienti ricoverati

Il Texas ha registrato un altro triste record nella sua lotta alla pandemia di coronavirus: fino a ieri, un totale di 6.904 persone erano ricoverate negli ospedali dello Stato, con un incremento di oltre 2.500 pazienti in una settimana. Nel mese di maggio, riporta la Cnn, il picco dei ricoveri aveva raggiunto quota 1.888. Secondo una stima del Centro nazionale per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), in Texas - ma anche in Florida - si attendono quasi 2.000 nuovi ricoveri al giorno entro metà luglio, contro i circa 1.500 in Arizona e California. Nella contea texana di Harris, che comprende anche la metropoli di Houston, almeno due ospedali hanno raggiunto il «massimo della capacità», ha detto ieri il sindaco di Houston, Sylvester Turner, sottolineando che «la minaccia.... che Covid-19 rappresenta adesso per la nostra comunità è al livello più alto di sempre». In altre parti dello Stato la situazione non è migliore. Secondo i dati pubblicati dal Comune di San Antonio, all’inizio di giugno c’erano 39 pazienti in terapia intensiva e 20 curati con ventilazione meccanica, mentre al 30 giugno erano rispettivamente 288 e 158.

Impennata di casi in Serbia: 359 positivi e 6 morti

Forte aumento in Serbia dei nuovi contagi da coronavirus, che nelle ultime 24 ore sono stati 359, con il totale salito a 15.195. Vi sono stati da ieri altri sei decessi, che portano a 287 il numero delle vittime. Come hanno riferito le autorità sanitarie, l’80% dei nuovi casi di Covid-19 si sono avuti a Belgrado. La capitale registra infatti i maggiori focolai di contagio, insieme a Kragujevac, Novi Pazar, Vranje, Tutin. In queste località sono state imposte nuove restrizioni al fine di contenere la diffusione del contagio. Nel Paese balcanico, che nelle scorse settimane aveva registrato un calo progressivo della diffusione del virus, cresce anche il numero dei pazienti in terapia intensiva, che sono ad oggi 81.

La Scozia rende obbligatorie le mascherine nei negozi

Diventa obbligatorio dal 9 luglio l’uso delle mascherine all’interno dei negozi in Scozia, secondo un provvedimento annunciato oggi nell’ambito della prossima tappa di un alleggerimento del lockdown locale in parte differenziato rispetto a quanto deciso per l’Inghilterra dal governo centrale britannico di Boris Johnson. Lo ha precisato in un briefing la first minister di Edimburgo, Nicola Sturgeon. La nuova indicazione si distingue rispetto a quella valida in Inghilterra, dove l’obbligo è stato introdotto nei soli trasporti pubblici e dove invece nei negozi vige una mera raccomandazione dell’utilizzo delle mascherine. Edimburgo si riallinea invece al resto del Regno - sempre dal 9 - sulla riduzione del distanziamento sociale minino da 2 metri a un metro negli esercizi pubblici in cui le esigenze di ripresa del business lo richiedano: revisione che in Inghilterra entrerà in vigore già da sabato 4. Il distanziamento è inoltre eliminato del tutto per i bambini sotto i 12 anni in Scozia, dove i negozi non essenziali sono stati riaperti nei giorni scorsi - al pari d’Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord - e dove ristoranti, pub e caffè (che in Inghilterra potranno ripartire dal giorno 4) riprenderanno le attività verso metà luglio.

Ricoverata la nonna della moglie di Bolsonaro

La nonna della first lady brasiliana, Michelle Bolsonaro, è stata ricoverata in gravi condizioni in un ospedale di Brasilia con sintomi di coronavirus. Maria Aparecida Firmo Ferreria, di 80 anni, da ieri si trova in una camera di terapia intensiva dell’Ospedale Regionale di Santa Maria (HRSM). La donna è stata trovata «per strada, caduta a terra» ed è stata inizialmente trasferita in un ospedale pubblico a Ceilandia, nella periferia di Brasilia. Poi, a causa delle sue gravi condizioni, è stata trasportata all’HRSM, riferisce il portale di notizie G1. Ai medici la paziente ha riferito di avere febbre, tosse e dolore alla schiena da circa 15 giorni. Michelle Bolsonaro mesi fa si era sottoposta a tampone risultando negativa, proprio come suo marito, il presidente della Repubblica Jair Bolsonaro.

Polemiche per la quarantena nel Regno Unito

Sono attese da lunedì prossimo, alla scadenza del termine iniziale di tre settimane già previsto dal governo di Boris Johnson, le esenzioni dalla quarantena obbligatoria di 14 giorni imposta dall’8 giugno - anche in assenza di sintomi da coronavirus - per chiunque arrivi o rientri nel Regno Unito dall’estero. Lo conferma la Bbc, dopo i preannunci governativi dei giorni scorsi, precisando che la lista dei Paesi da cui sarà possibile viaggiare senza doversi isolare - in via di pubblicazione entro il weekend - comprenderà non solo la gran parte dell’Ue, ma «alcune decine» di Stati. Stando alle anticipazioni, potrebbero rimanere esclusi dal corridoio libero la Svezia e il Portogallo, dove il tasso di contagi non risulta ancora sotto controllo o è tornato a impennarsi. Mentre si dà per scontato l’ok rispetto all’Italia. Sullo sfondo della decisione, le polemiche persistenti sull’efficacia e la tempistica di questa quarantena, nonché sui controlli e multe apparentemente finora insignificanti.

Si dimette il ministro della Sanità neozelandese

Il ministro della Sanità della Nuova Zelanda, David Clark, sotto tiro da tempo anche per avere violato l’ordine di lockdown imposto dal governo in piena crisi da coronavirus, ha rassegnato oggi le sue dimissioni. Secondo quanto riporta la Cnn, Clark aveva già offerto di dimettersi lo scorso aprile dopo avere ammesso di avere violato il lockdown per portare la sua famiglia al mare, ma all’epoca la premier Jacinda Ardern le aveva respinte affermando che la sua partenza avrebbe provocato un «enorme caos» nella Sanità nel momento in cui il Paese era impegnato a combattere la pandemia.

Ma il mese scorso il ministro è stato di nuovo criticato per avere scaricato la responsabilità sui mancati controlli sanitari ai confini sul direttore generale della Sanità Ashley Bloomfield. Oggi, quindi, Clark ha di nuovo presentato alla Ardern le sue dimissioni, che questa volta le ha accettate.

Nuovo picco in Israele

Continuano a salire i casi di coronavirus in Israele. Nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della sanità, sono stati circa 1000, uno dei dati più alti, portando il numero totale delle infezioni a 26.257. Crescono anche le vittime passate da 320 a 322. I pazienti in serie condizioni sono 57 con 24 di loro in terapia intensiva. A fronte della situazione il governo ha esteso i lockdown parziali ad altre città: tra queste anche zone della cittadina di Ashdod. Crescono anche i casi ne Territori Palestinesi dove il governo è stato costretto a dichiarare il lockdown totale da venerdì prossimo per 5 giorni.

La Russia supera i 660 mila casi

La Russia ha superato i 660.000 casi accertati di Covid-19. Stando ai dati ufficiali annunciati dal centro anticoronavirus, in Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 6.760 nuovi contagi, che fanno salire a 661.165 i casi di Covid-19 confermati dall’inizio dell’epidemia. I nuovi contagi sono però sotto quota 7.000 per il settimo giorno di fila. Le vittime sono ufficialmente 9.683, di cui 147 decedute nel corso dell’ultima giornata.

Brasile nella morsa della pandemia

E’ ancora il Brasile il Paese più colpito dalla pandemia da coronavirus che ha colpito l’America Latina e che viaggia su ritmi elevati, nelle ultime 24 ore in ascesa, di contagi (2.649.302, +72.839) e di morti (118.604, +2.405), per lo più concentrati proprio sul territorio brasiliano. E’ quanto emerge oggi da una elaborazione statistica dei dati ufficiali di 34 nazioni e territorio latinoamericani. Diffuse ora con regolarità intorno alle 19 locali, le cifre brasiliane dei contagiati (1.448.753, +46.712) e dei morti (60.632, +1.038) segnano la curva ascendente della regione che probabilmente dovrà affrontare il Covid-19 ancora a lungo. Seguono Perù (288.477 e 9.860) e Cile (282.043 e 5.753), e altri 7 paesi con più di 30.000 contagi: Messico (231.770 e 28.510), Colombia (102.009 e 3.470), Argentina (67.197 e 1.351), Ecuador (58.257 e 4.576), Repubblica Dominicana (33.387 e 754), Panama (34.463 e 645) e Bolivia (32.219 e 1.123).

Mercoledì 1 luglio

Sono oltre 10,5 milioni i casi di coronavirus ufficialmente registrati e riportati dalla Johns Hopkins University. Nello specifico le persone contagiate sono 10.538.577, mentre i decessi legati alla COVID-19 salgono a quota 512.689. Le persone guarite sono complessivamente 5.395.571.

Superati i 60 mila morti in Brasile

Il Brasile ha superato i 60 mila morti da coronavirus: lo rendono noto i dati forniti dalle segreterie alla Sanità statali a un consorzio di media che, in polemica con la politica di lotta alla pandemia messa in atto dal presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro, ha deciso di fornire quotidianamente un bilancio alternativo a quello ufficiale diramato dal governo. In base alle cifre, tra le 20 locali di ieri (le una di oggi in Italia) e le 13 locali di oggi (le 18 italiane), il Paese sudamericano ha registrato 538 nuovi decessi, facendo salire a 60.194 il totale dei morti per COVID-19.

Il numero complessivo dei contagi è invece passato a 1.426.913, in attesa della conferma da parte del ministero della Sanità di Brasilia, che dovrebbe divulgare i nuovi dati attorno alle 18 locali (le 23 italiane).

L’Oms lancia l’allarme per il Medio Oriente

L’Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito mercoledì che il Medio Oriente si trova di fronte a una «soglia critica» mentre vengono allentate le misure per il contenimento della diffusione del contagio da coronavirus. A lanciare l’allarme è il responsabile dell’Oms in Medio Oriente, Ahmed al-Mandhari, nel corso del consueto briefing sulla COVID-19. Sono più di un milione i casi nei 22 Paesi del Mediterraneo orientale, dal Marocco al Pakistan. Oltre l’80% di tutti i decessi nella regione sono stati segnalati in cinque paesi: Egitto, Iran, Iraq, Pakistan e Arabia Saudita.

«Il numero di casi nel solo mese di giugno è superiore al numero totale di casi nei quattro mesi successivi al primo caso segnalato nella regione il 29 gennaio», ha detto al-Mandhari, attribuendo l’aumento anche all’allentamento delle restrizioni messe in atto per combattere la diffusione del virus.

Riaperta la frontiera tra Spagna e Portogallo

l re di Spagna Filippo VI, il capo del governo spagnolo Pedro Sanchez, il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa e il primo ministro del Portogallo António Costa: tutti hanno partecipato oggi a cerimonie simboliche per la riapertura della frontiera fra Spagna e Portogallo, rimasta chiusa dallo scorso 17 marzo in seguito alle limitazioni sulla mobilità decise da entrambi i paesi per contrastare la diffusione del coronavirus. Il 21 giugno scorso Madrid aveva riaperto le frontiere con i partner Ue dell’area Schegen più il Regno Unito, ma non con il vicino Portogallo, su richiesta di quest’ultimo. Tra i due Paesi intercorre un rapporto strettissimo dovuto alla presenza di numerosi lavoratori transfrontalieri. Anche per questo le cerimonie di oggi ai punti di frontiera - a Badajoz in Spagna prima e poi anche nella località portoghese di Elvas- hanno assunto un ulteriore significato simbolico, segnando il ritorno alla normalità fra i paesi confinanti.

Ancora contagi record in Algeria

Per il secondo giorno consecutivo l’Algeria registra un nuovo record nella crescita dei contagi da coronavirus. Sono infatti 365 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, che portano a 14.272 il bilancio totale dei contagiati nel Paese. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Algeri attraverso le parole del portavoce della Commissione speciale per il monitoraggio della diffusione della malattia, Djamel Fourar, precisando che i decessi sono saliti a 920. In aumento anche i guariti che passano da 9.897 a 10.040. Quarantotto i pazienti in rianimazione. La riapertura delle frontiere, che era stata fissata per il primo luglio «non è all’ordine del giorno», ha annunciato nei giorni scorsi il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, ordinando di mantenere chiusi i confini fino alla fine della crisi del coronavirus.

A giugno oltre 160 mila casi al giorno

Oltre 160 mila casi di COVID-19 segnalati quotidianamente nell’ultima settimana e giugno che ha visto oltre la metà di tutti i casi registrati dall’inizio della pandemia. I dati sono stati forniti dal capo dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel consueto briefing sulla COVID-19. «Il 60 percento di tutti i casi registrati finora - ha spiegato - è stato riportato proprio nell’ultimo mese»

Altre 176 vittime nel Regno Unito

Resta pesante, rispetto alle medie attuali europee, il conteggio dei morti da coronavirus nel Regno Unito, con altre 176 vittime censite nelle ultime 24 ore contro le 155 di ieri: lo indicano i dati del ministero della Sanità. I contagi quotidiani sono stati 829. La somma totale dei decessi certificati col tampone sfiora ora nel Paese 44.000 (oltre 54.000 calcolando i casi probabili ricavati dalle elaborazioni dell’Ons, l’ufficio britannico di statistica); mentre quella dei contagi supera 313.000. I test eseguiti balzano infine a oltre 9,6 milioni dall’inizio della pandemia, con un picco di ben quasi 230.000 da ieri.

New York rallenta la riapertura

La città di New York rallenta la riapertura e posticipa l’apertura dei ristoranti per pranzi e cene all’interno, prevista per il 6 luglio. Lo afferma il sindaco Bill de Blasio, posticipando di fatto la riapertura totale dei ristoranti nella fase 3. La decisione è legata all’aumento dei casi di coronavirus in molti stati americani.

Usa: timori per il 4 luglio

Il 4 luglio «state a casa, evitate gite, feste, assembramenti per i tradizionali fuochi d’artificio»: in vista dell’Indipendence Day è questo l’appello delle autorità sanitarie negli Usa, dove nella giornata di martedì - secondo i calcoli del New York Times - si è toccato il record di oltre 48 mila nuovi contagi. Un boom a cui hanno contribuito soprattutto 8 Stati che hanno fatto registrare un primato nel numero di casi giornalieri. Tra questi la California (8.100 nuovi casi), la Georgia (2.400) e il Texas (7.900).

Buenos Aires in una nuova fase di lockdown

Milioni di persone, abitanti di Buenos Aires e della sua periferia più stretta, sono entrati oggi un una nuova fase di lockdown per combattere la pandemia da coronavirus che durerà fino al 17 luglio. L’obiettivo principale della nuova quarantena rigida riguarda una forte limitazione della circolazione cittadina, con l’autorizzazione al normale funzionamento per soltanto una trentina di attività essenziali, i cui addetti potranno spostarsi solo muniti di una specifica autorizzazione. Di fronte ad un bilancio generale che segnala per l’Argentina 64.530 contagi da COVID-19 e 1.310 morti, Buenos Aires e la sua provincia registrano attualmente il 95% dei nuovi casi quotidiani, cosa che determina un potenziale pericolo per il sistema sanitario nazionale. Le tv mostrano oggi una circolazione ridotta nelle strade della capitale, ma lunghe file di veicoli in attesa dei controlli della polizia nei punti di transito fra la città e la sua provincia. I mezzi pubblici circolano pienamente, ma possono essere utilizzati soltanto dalle persone munite di autorizzazione. Il ritorno alla «fase 1» dell’isolamento sociale obbligatorio ha comportato la nuova chiusura di circa 70.000 esercizi commerciali che avevano ripreso a fine maggio la loro attività. Continueranno invece a funzionare i negozi di alimentari al dettaglio ed i supermercati, nonché le farmacie, le banche (con prenotazione del turno), bar e ristoranti solo relativamente alle vendite da asporto. Da segnalare infine che oltre che per Buenos Aires, il lockdown riguarda la provincia di Chaco nel nord, e le città di Néuquen e General Roca (Provincia di Rio Negro).

L’Oms: «Il virus non è mutato»

«Finora non c’è alcuna evidenza di una mutazione che sia stata osservata nel virus» e «non c’è alcun cambiamento nella trasmissibilità del virus come anche della malattia negli esseri umani»: lo ha detto Abdinasir Abubakar, un responsabile dell’Ufficio regionale Mediterraneo orientale (Emro) dell’Oms, in una conferenza stampa virtuale sul coronavirus trasmessa dal Cairo.

«L’Oms, come anche esperti e la comunità scientifica stanno monitorando attivamente una mutazione del virus», ha aggiunto Abdinasir, capo della «Sorveglianza e risposta alle malattie trasmissibili» dell’Emro. «Stiamo lavorando con gli Stati membri, come anche con le accademie e i laboratori, per assicurare» che un possibile mutare del virus «venga identificato appena avviene ma finora non c’è alcuna mutazione che sia stata osservata», ha ribadito il responsabile dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Il Brasile vieta l’ingresso agli stranieri per 30 giorni

Il governo di Jair Bolsonaro ha vietato l’ingresso agli stranieri in Brasile per i prossimi 30 giorni: è quanto emerge da un’edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale locale, a firma dei ministri Walter Braga Netto (Casa Civile), André Mendonça (Giustizia), Tarcisio Freitas (Infrastrutture) e Eduardo Pazuello (Sanità ad interim). La misura fa riferimento all’emergenza sanitaria pubblica dichiarata lo scorso 30 gennaio dall’Oms a causa della pandemia da coronavirus. «È limitato, per un periodo di trenta giorni, l’ingresso nel Paese di stranieri di qualsiasi nazionalità, su strada, con altri mezzi terrestri, per via aerea o per via marittima», si legge nel testo.

India, 18.522 nuovi casi in 24 ore

L’India ha registrato ieri 18.522 nuovi casi di coronavirus e 418 ulteriori decessi: è quanto emerge dal conteggio della Johns Hopkins University. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi nel Paese a quota 585.481 e quello dei morti a 17.400. Finora in India sono guarite 347.912 persone.

Australia, 300 mila persone in lockdown a Melbourne

Alla mezzanotte locale (le 16 in SSvizzera) l’Australia metterà 300’000 persone in lockdown per un mese nei sobborghi a nord di Melbourne, dopo che nelle ultime settimane si sono registrati aumenti significativi di casi di coronavirus nello Stato di Victoria, il secondo più popoloso del paese. Lo rende noto il Guardian. Più di 30 sobborghi nella seconda città più grande dell’Australia torneranno alla fase tre delle restrizioni, quella più alta. Quindi i residenti dovranno rimanere a casa tranne che per fare la spesa, appuntamenti sanitari, lavoro o assistenza, ed esercizio fisico. Le autorità faranno scattare dei controlli, che sperano di coprire almeno la metà della popolazione delle aree interessate. In Australia la pandemia è stata molto meno virulenta che altrove, con meno di 8000 contagi e 104 morti, ma il ritorno a nuovi contagi a 2 cifre ha alimentato i timori di una seconda ondata. Lo Stato di Victoria ha registrato 73 nuovi casi ieri e 75 lunedì.

Catena britannica di ristorazione taglia 5 mila posti

È la ristorazione - bloccata da oltre 100 giorni dal lockdown, consegne a domicilio a parte, in attesa delle prime riaperture del 4 luglio - il settore più immediatamente colpito dagli effetti dell’emergenza coronavirus sul fronte occupazione in Gran Bretagna, assieme all’industria dei trasporti e del turismo. A confermarlo è oggi l’annuncio di SSP Group, holding titolare nel Regno delle popolari catene di rosticcerie e caffè-ristoranti Upper Crust e Caffè Ritazza, di un piano di tagli di circa 5000 posti di lavoro sull’isola. L’esubero è destinato ad abbattersi su più di metà dell’organico attuale - 9000 persone nel Paese - in un settore che vede tradizionalmente impiegati, spesso a tempo, non pochi dei molti italiani residenti Oltremanica: soprattutto giovani. La pandemia sta avendo «un impatto senza precedenti» a livello nazionale come globale, si è giustificato Simon Smith, ceo di SSP Group evocando l’obiettivo di sopravvivere. «Dobbiamo fare questo passo - ha detto - per proteggere il business e creare le basi da cui ricostruire la nostra attività».

L’Austria richiude a sei paesi dei Balcani

L’Austria ha diramato un cosiddetto «sconsiglio» per Bosnia Erzegovina, Serbia, Albania, Kosovo, Macedonia del Nord e Montenegro a causa dell’andamento Covid. Chi proviene da questi paesi deve stare due settimane in quarantena oppure presentare un tampone negativo non più vecchio di quattro giorni. Il ministro degli Esteri Alexander Schallenberg ha parlato di una «decisione dolorosa». Gli austriaci che si trovano attualmente in villeggiatura in questi paesi vengono invitati a rientrare. In Austria nelle ultime 24 ore sono stati registrati 107 nuovi casi Covid, superando per la prima volta dopo settimane la soglia di 100 nuovi infetti. I casi attivi attualmente sono 677. Preoccupa soprattutto il Land Alta Austria con una crescita del 2,8% in un giorno.

Repubblica Ceca: migliaia in strada per la «festa di addio» al virus

Migliaia di persone in Repubblica Ceca hanno partecipato ad una festa in strada per dare un «addio simbolico» al coronavirus. Nonostante gli avvertimenti dell’OMS che la pandemia non fosse per nulla vicina ad estinguersi. Un tavolo lungo 500 metri è stato allestito sul Ponte Carlo a Praga, imbandito di cibo e bevande che i cittadini si erano portati da casa, riferisce la BBC. La serata è stata all’insegna della condivisione, e senza alcun distanziamento. Ondrej Kobza, organizzatore della festa e proprietario di un caffè, ha spiegato all’Afp che l’iniziativa è nata a causa della mancanza di turisti: «Vogliamo celebrare la fine della crisi del coronavirus lasciando che le persone si incontrino e mostrino che non hanno paura di accettare un sandwich dal loro vicino». Nel Paese europeo ci sono state circa 12.000 infezioni su 10 milioni di abitanti, e sono morte 350 persone. Ma le autorità hanno imposto rapidamente il lockdown, evitando che l’epidemia degenerasse. La scorsa settimana, il governo ha permesso incontri pubblici fino a 1.000 persone. Piscine, musei, zoo e castelli possono aprire senza limiti al numero di visitatori. Ristoranti, bar e pub sono autorizzati a servire le persone al chiuso da un mese.

In Iran torna il lockdown parziale in 13 province

Salgono a 230.211 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.549 contagi registrati nelle ultimi 24 ore. Le vittime in un giorno sono 141, per un totale di 10.958 decessi confermati. I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 3.081, mentre i pazienti guariti crescono a 191.487. I test effettuati finora sono 1.693.242. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Sadat Lari. A seguito dell’aumento dei casi e dei morti, le autorità di Teheran hanno deciso di imporre nuove misure restrittive in 13 province, dove uffici pubblici e negozi torneranno a essere chiusi per una settimana. Tra queste c’è la provincia di Hormozgan, dove la situazione dei contagi è diventata di «allerta rossa».

Negli USA 41.556 nuovi casi

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 41.556 nuovi casi di coronavirus e 337 ulteriori decessi: è quanto emerge dal conteggio della Johns Hopkins University. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 2.636.538 e quello dei morti a 127.425. Finora nel Paese sono guarite 720.631 persone.

In America Latina contagi sopra quota 2.576.000

La pandemia da coronavirus continua a far sentire decisamente i suoi effetti in America Latina dove nelle ultime 24 ore i contagi hanno raggiunto quota 2.576.463 (+46.357), mentre i morti sono ora 116.199 (+2.510). È quanto emerge oggi da una elaborazione statistica realizzata dall’ANSA sulla base dei dati ufficiali di 34 fra nazioni e territori latinoamericani. Senza grandi novità il Brasile continua a guidare la classifica nella regione con un ritmo abbastanza sostenuto, anche se ora stabilizzato, sia dei contagiati (1.402.041, +33.846) sia dei morti, che sono 59.594 (+1.280). Seguono il Perù (285.213 e 9.677) e il Cile (279.393 e 5.688), e quindi altri sette paesi con più di 30.000 contagi: Messico (226.089 e 27.769), Colombia (97.846 e 3.334), Ecuador (56.342 e 4.527), Argentina (64.530 e 1.307), Repubblica Dominicana (32.568 e 747), Panama (33.550 e 631) e Bolivia (32.125 e 1.071).

Stati Uniti, Fauci: «Possibili fino a 100 mila contagi al giorno»

Anthony Fauci, virologo e consigliere per la sanità della Casa Bianca, si è detto preoccupato dall’evoluzione dell’epidemia di coronavirus negli Stati Uniti durante un’udienza al Senato sulla riapertura di scuole e luoghi di lavoro. «Attualmente ci sono oltre 40.000 nuovi casi al giorno. Non sarei sorpreso se si arrivasse a 100.000 al giorno, se la situazione non cambia», ha affermato Fauci, secondo il quale gli statunitensi devono rispettare le regole su distanza, mascherine e igiene per fermare l’aumento dei contagi.

Biden non terrà più comizi prima del voto

Joe Biden ha annunciato che non terrà più comizi elettorali prima delle presidenziali americane di novembre a causa della pandemia. Un decisione opposti alla linea finora tenuta da Donald Trump. La campagna dell’ex vicepresidente aveva già annunciato che la convention democratica di metà a agosto a Milwaukee, in Wisconsin, sarà quasi tutta in formato virtuale. Incerta anche la partecipazione in persona dello stesso Biden.

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