«Entro l’anno l’Iran avrà la sua bomba atomica»

Tensioni

Secondo l’intelligence militare israeliana, lo Stato di Teheran avrà a breve sufficiente quantità di uranio arricchito per produrla, ma gli mancherebbe un missile in grado di sostenere la testata nucleare

 «Entro l’anno l’Iran avrà la sua bomba atomica»
Il presidente iraniano Hassan Rohani. ©Ap Photo/Charly Triballeau

«Entro l’anno l’Iran avrà la sua bomba atomica»

Il presidente iraniano Hassan Rohani. ©Ap Photo/Charly Triballeau

L’Iran avrà sufficiente quantità di uranio arricchito per produrre una bomba nucleare entro la fine di quest’anno. Lo ha detto l’intelligence militare israeliana, secondo cui tuttavia Teheran ad ora non è in possesso di un missile capace di sostenere una testata nucleare. La stima dell’intelligence militare israeliana - ha riferito Haaretz - è che alla fine del 2020 l’Iran avrà 40 chilogrammi di uranio arricchito al 90% necessario per produrre una singola bomba atomica. Ad ora, secondo le informazioni a disposizione dell’intelligence, Teheran è al livello del 4% di arricchimento e che a metà anno sarà al 20% che è il 70% del processo produttivo della bomba.

A fine anno - ha aggiunto - l’Iran può raggiungere l’ammontare di uranio arricchito necessario per una sola bomba. Ma questa acquisizione non è che il primo passo, il successivo è quello di produrre un missile in grado di portare una testata nucleare.

La stima dell’intelligence è che a questo stadio l’Iran non possiede missili di questo tipo e neppure capacita di ricerca. Si ritiene quindi che per raggiungere questa capacità occorrano per gli iraniani almeno due anni di sviluppo e produzione.

Accordo sul nucleare a rischio

L’accordo sul nucleare iraniano è sempre più a rischio. Dopo il ritiro unilaterale degli Usa, i tre Paesi europei firmatari - Gran Bretagna, Francia e Germania - hanno avviato il meccanismo interno di risoluzione delle dispute per contestare a Teheran violazioni dell’intesa del 2015.

Nel mirino ci sono le misure di disimpegno decise in risposta alle sanzioni americane, tra cui la ripresa dell’arricchimento dell’uranio, che secondo gli 007 israeliani entro fine anno porterà la Repubblica islamica ad averne abbastanza da produrre l’atomica, anche se nel suo arsenale mancherebbe al momento un missile capace di sostenere una testata nucleare. «Israele non consentirà all’Iran di ottenere queste armi», ha ribadito il premier Benyamin Netanyahu.

L’Iran ha subito replicato minacciando «serie conseguenze, che sono state già notificate» ai partner europei. A far traballare il Jcpoa è giunto anche l’avvertimento di Boris Johnson, che preferirebbe un nuovo ‘Trump deal’. Parole che arrivano mentre a Teheran non si placano gli attacchi all’ambasciatore britannico Rob Macaire, fermato sabato durante una manifestazione antigovernativa, di cui la magistratura ha chiesto l’espulsione come ‘persona non grata’.

«Oggi non abbiamo avuto altra scelta, viste le azioni dell’Iran, che registrare le nostre preoccupazioni» rispetto al fatto che «non rispetta gli impegni previsti», hanno spiegato Londra, Parigi e Berlino nel comunicato congiunto. Riconfermando comunque «l’impegno nei confronti dell’accordo e la determinazione a lavorare con tutti i partecipanti per preservarlo». Ma la Russia, l’altra firmataria dell’intesa con la Cina, condanna una mossa che rischia di provocare «una nuova escalation». Per l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell, «preservare l’accordo è ora più importante che mai».

Il braccio di ferro con l’Europa si scatena mentre in Iran non si placano le proteste per l’abbattimento del Boeing ucraino e le iniziali «bugie» delle autorità. La magistratura ha fatto sapere di aver compiuto i primi arresti - senza tuttavia rivelare numero né identità dei detenuti, se non dell’autore del video circolato sui social media in cui si vede il missile iraniano nel momento in cui colpisce il Boeing - e ha promesso «un’indagine a tutto campo».

A evocarla è stato anche il presidente Hassan Rohani, chiedendo un «tribunale speciale» per «punire» tutti i responsabili e sottolineando che il colpevole non può essere solo il sodato che ha sparato il missile. Un nuovo vertice degli investigatori locali con quelli giunti da Ucraina e Canada si è svolto oggi sul disastro costato la vita alle 176 persone a bordo del volo PS752 della Ukrainian International Airlines, le cui scatole nere verranno inviate in Francia.

Per il quarto giorno di fila sono intanto tornati a manifestare gli studenti iraniani. Le persone fermate finora in proteste «illegali» sono «circa 30», ha reso noto la magistratura, promettendo però «tolleranza verso la manifestazioni legali». Il clima resta comunque molto teso, come dimostra anche l’annuncio di un intervento venerdì della Guida suprema Ali Khamenei alla preghiera islamica a Teheran, che non avveniva da otto anni.

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