«Femministe, ebree e comuniste: bambole di carne da sterminare»

Italia

Un giovane suprematista di Savona (Liguria) stava progettando una strage come quelle di Utoya e Christchurh: è finito in manette con accuse gravissime - Incoraggiava i massacri nelle scuole ed era pronto a sacrificarsi

«Femministe, ebree e comuniste: bambole di carne da sterminare»
©CdT/Chiara Zocchetti

«Femministe, ebree e comuniste: bambole di carne da sterminare»

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Entrare nella storia come il primo suprematista attentatore in Italia. «Morire combattendo» per «dare un senso vero alla vita». Obiettivi di un 22.enne di Savona (Liguria), disoccupato collezionista di militaria del periodo nazi-fascista.

Il giovane suprematista è stato arrestato dalla Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali (Digos) di Genova e Savona e dal Servizio per il Contrasto dell’estremismo e del terrorismo interno della Direzione centrale della polizia di prevenzione-Ucigos. L’accusa nei suoi confronti è di associazione con finalità di terrorismo e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale aggravata dal negazionismo. Gli agenti hanno perquisito altre 12 persone tra Torino, Cagliari, Forlì-Cesena, Palermo, Perugia, Bologna e Cuneo.

Il 22.enne era pronto a fare il «salto» e a commettere un attacco ispirandosi agli attentati a Utoya (Norvegia dove Anders Behring Breivik uccise 77 persone nel 2011) e Christchurch (Nuova Zelanda, 50 morti nel 2019). Nelle conversazioni, gli investigatori hanno trovato vere e proprie istigazioni a commettere gesti estremi anche sacrificando la propria vita, incoraggiando lo «school shooting», i massacri nelle scuole, o il «day of the rope», l’uccisione di chi viene considerato traditore.

«Io una strage la faccio davvero. L’unica cosa da fare è morire combattendo. Ho le armi. Farò Traini 2.0 (l’uomo che nel 2018 sparò in centro a Macerata, 6 feriti), diceva nelle chat con il suo amico minorenne indagato anche lui. «Meglio morire con onore in uno school shooting che vivere una vita di merda». Il 22.enne savonese era un Incel, uomini che non riescono ad avere una relazione e che addossano la colpa alle donne. «Voglio fare una strage a una manifestazione di femministe. Donne ebree e comuniste sono i nostri nemici. Sono senza sentimenti, bambole di carne da sterminare», ripeteva.

Il giovane si ispirava al gruppo suprematista statunitense AtomWaffen Division e alle Waffen-SS naziste. Per questo aveva creato anche un canale Telegram, Sole Nero, dove aveva fondato il Nuovo Ordine Sociale. Insieme al minorenne aveva redatto un vero e proprio documento con cui incitava alla rivoluzione contro «lo Stato occupato dai sionisti» e alla eliminazione fisica degli ebrei.

Per reclutare gli adepti il 22.enne aveva anche stilato un questionario di 30 domande: «Cosa pensi di Hitler e Mussolini? Vale di più il sangue o il denaro? Cosa pensi degli ebrei?» erano alcuni dei quesiti. Solo chi non aveva legami sentimentali e «non aveva nulla da perdere» era ammesso.

Il giovane suprematista, per il giudice per le indagini preliminari (gip), è un soggetto pericoloso ed esperto di deep web dove trovare informazioni su come costruire ordigni come spiega al papà: «Tu ci scherzi... ma sai che i carboncini fatti... con poche rettifiche diventano una bomba... due tubi... due fondelli...». Anche il minorenne era un esperto di armi: «Ho trovato il modo per costruire un tubo-fucile a pompa - scrive al savonese - sono letteralmente due tubi e un ricevitore e le pallottole ovviamente». Armi da usare in un attacco a una scuola, come negli attentati in America o in Norvegia. «In tre blocchiamo le uscite - scrive nella chat - mi divertirei di più classe per classe... col lanciafiamme e un Ak47 di scorta... voglio guardarli in faccia e sentirli urlare, una goduria». Sentendo quelle frasi ma anche le sue lamentele per il ritiro del porto d’armi, la Digos aveva sequestrato a luglio in via cautelativa, alcune armi che il padre del 22.enne teneva in casa.

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