Focolaio d’allarme dall’Inghilterra all’Irlanda

pandemia

Preoccupa la situazione per la nuova variante più virulenta dell’infezione

Focolaio d’allarme dall’Inghilterra all’Irlanda
© EPA/HENNING BAGGER

Focolaio d’allarme dall’Inghilterra all’Irlanda

© EPA/HENNING BAGGER

Si sposta dall’Inghilterra all’Irlanda del Nord uno dei principali focolai di contagi e decessi da Covid nel Regno Unito, alimentati dalla nuova variante più virulenta dell’infezione manifestatasi a piena forza oltre Manica da dicembre. Lo evidenziano gli ultimi dati diffusi oggi dalle autorità di Belfast.

Se a Londra e dintorni, dopo oltre due settimane di lockdown, si segnala una pur lenta frenata della curva (malgrado la situazione ancora pesantissima negli ospedali e nel sistema sanitario, costretto ad allestire a scopo per ora precauzionale alcuni bus come super ambulanze aggiuntive), in Irlanda del Nord l’ultima settimana è stata la più micidiale dall’inizio della pandemia, con un record di casi e un totale di 156 morti in più, sulla scia di record analoghi registrati del resto nella limitrofa Repubblica d’Irlanda.

Il governo locale nordirlandese ha del resto già deciso di estendere fino ad almeno il 5 marzo il lockdown e la stessa cosa si attende ora da Dublino.

A Londra intanto il premier britannico Boris Johnson tornerà a presiedere stasera un briefing a Downing Street, sullo sfondo di una situazione che resta seria. S

tando ai dati più aggiornati, resi noti ieri pomeriggio, il Regno Unito ha infatti raggiunto quasi 95.000 morti ufficiali per Covid da inizio pandemia: record europeo in cifra assoluta, mentre in rapporto alla popolazione Belgio, Repubblica Ceca e Italia continuano ad avere un tasso peggiore sebbene - nel caso della Penisola - ormai a pochissima distanza: rispettivamente con 1771, 1397 e 1394 decessi per milione di abitanti contro i 1389 del Regno.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mondo
  • 1
  • 1