Giornalista uccisa, emergono nuovi agghiaccianti dettagli

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L’imprenditore Fenech «bombardava» di messaggi e telefonate il sicario perché facesse in fretta e soprattutto si assicurasse che la reporter non sopravvivesse all’attentato

Giornalista uccisa, emergono nuovi agghiaccianti dettagli
© AP/Rene Rossignaud

Giornalista uccisa, emergono nuovi agghiaccianti dettagli

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Dopo aver dato l’ordine definitivo per l’uccisione della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, l’imprenditore Yorgen Fenech «bombardava» di messaggi e telefonate l’intermediario di morte Melvin Theuma perché facesse in fretta e soprattutto si assicurasse che la giornalista non sopravvivesse all’attentato.

È uno degli agghiaccianti particolari emersi nella lunga e dettagliata testimonianza fatta stamane in Tribunale, in cui il tassista-usuraio (che ha ottenuto la grazia per la confessione e le prove esibite) ha accusato Yorgen Fenech di essere «l’unico mandante» dell’omicidio.

Nel corso della testimonianza ha anche dettagliato di aver incontrato solo due volte Keith Schembri, l’ex braccio destro di Muscat. E di averlo citato nella lettera-assicurazione scritta quando ha cominciato a temere per la propria vita senza avere informazioni dirette.

«Ad un certo punto, una volta (Fenech) mi ha detto: ‘Facciamo in modo di essere sicuri che non finisca come con Bone...». ha dichiarato Theuma, con riferimento all’autobomba che nel febbraio 2017 (8 mesi prima dell’omicidio Caruana) colpì Romeo Bone, un noto pregiudicato maltese il cui nome sull’isola è «sinonimo di assassino dell’imprenditore Joseph Baldacchino del 2011» (come scritto all’epoca dei fatti dalla tv pubblica TVM). Bone nell’attentato perse la gambe, ma sopravvisse e fece catturare i colpevoli.

Theuma ha poi diffusamente parlato dell’incontro avuto col braccio destro di Muscat, Keith Schembri, su raccomandazione di Fenech e del lavoro (interpretando la ricostruzione, probabilmente fatto ottenere a Theuma da Fenech per tacitarlo quando l’imprenditore sospese il progetto di omicidio). Inoltre ha precisato di aver visto Schembri solo in due occasioni.

La gola profonda ha ricostruito di aver cominciato «ad avere paura» subito dopo l’omicidio. E di essere stato rassicurato da Fenech: «Di che cosa hai paura, è la polizia maltese ad indagare...’ mi disse». Invece il governo chiese l’intervento di Fbi, Interpol, Europol e gran parte delle polizie nazionali europee. E Theuma scrisse la lettera-assicurazione poi trovata in casa di Fenech in cui accusava anche Schembri.

«L’ho fatto perché ci fosse lui dietro Kenneth» ha detto, riferendosi ad una persona che conosceva come funzionario del gabinetto, dopo l’arresto dei sicari, che gli disse che avrebbe «fatto ottenere la grazia ai tre e pagato loro un milione di euro». Ma il perdono non è mai stato concesso ai sicari, neppure a Vince Muscat che l’estate scorsa ha dato le prime indicazioni. E Theuma chiese a Fenech se dietro a ‘Kenneth’ ci fosse Schembri: «Yorgen non rispose. Al che io gli dissi: ‘Guarda, è meglio che non sia lui. Altrimenti gli porto George Digiorgio (uno dei tre assassini materiali, ndr) davanti alla porta di casa».

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