Giornata in memoria del genocidio in Ruanda, la Francia apre gli archivi

Il ricordo

Una delle più grandi tragedie della storia, con circa 800.000 persone, in grande maggioranza tutsi, sterminate in condizioni abominevoli tra aprile e luglio 1994

Giornata in memoria del genocidio in Ruanda, la Francia apre gli archivi
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La Francia apre al grande pubblico importanti archivi relativi alla situazione in Ruanda tra il 1990 e il 1994, esattamente 27 anni dopo l’inizio del genocidio dei Tutsi nel Paese. L’annuncio arriva oggi, 7 aprile, che le Nazioni Unite hanno istituito come «Giornata Mondiale della Memoria in onore delle vittime del genocidio in Ruanda», per ricordare quella terribile pagina di storia. In particolare, si tratta di archivi dell’ex presidente, Francois Mitterrand, come anche quelli dell’ex premier dell’epoca, Edouard Balladur, aperti prima della «scadenza dei termini previsti», si legge in un decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale

Numerosi di questi documenti, in particolare telegrammi e note confidenziali, figuravano nel pesante rapporto sul ruolo avuto dalla Francia in Ruanda tra il 1990 e il 1994, reso pubblico da una commissione di storici a fine marzo. Il cosiddetto rapporto Duclert è tornato a puntare i riflettori sulle responsabilità francesi in quei quattro anno decisivi che portarono al genocidio. Una delle più grandi tragedie della storia, con circa 800.000 persone, in grande maggioranza tutsi, sterminate in condizioni abominevoli tra aprile e luglio 1994. Il rapporto critica, in particolare, l’atteggiamento dell’ex presidente François Mitterrand e del suo ex Stato maggiore che hanno ignorato, a più riprese, i diversi avvertimenti sui rischi di genocidio.

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