«Gli armeni del Karabakh devono potersi governare»

L’intervista

Parla il segretario generale del Gruppo parlamentare di amicizia Svizzera-Armenia e presidente onorario dell’omonima associazione: «Baku detiene illegalmente più di 200 prigionieri armeni, in chiara violazione del diritto umanitario e della tregua firmata»

«Gli armeni del Karabakh devono potersi governare»
Una bambina alle prese con un manichino di cera di un soldato armeno.  ©Azertag

«Gli armeni del Karabakh devono potersi governare»

Una bambina alle prese con un manichino di cera di un soldato armeno.  ©Azertag

«Gli armeni del Karabakh devono potersi governare»
Cattedrale della città di Shushi danneggiata dai bombardamenti.  ©Azbarez

«Gli armeni del Karabakh devono potersi governare»

Cattedrale della città di Shushi danneggiata dai bombardamenti.  ©Azbarez

La strada della pace e della ricostruzione nella regione del Nagorno-Karabakh, nel Caucaso del Sud, è ancora irta di ostacoli. Resta forte la tensione tra autorità azere e armene, dopo la firma della tregua tra le parti sei mesi fa. Dopo un primo approfondimento nell’ottica di Baku (cfr. CdT del 10 maggio) proponiamo le riflessioni di Sarkis Shahinian, segretario del Gruppo parlamentare Svizzera-Armenia.

Sono trascorsi sei mesi dalla fine della guerra nel Nagorno-Karabakh. Qual è la situazione nell’area?

«Dall’inizio del cessate il fuoco, il Karabakh vive in un contesto d’insicurezza totale. Baku impedisce l’accesso all’aiuto umanitario e si accanisce contro il patrimonio culturale armeno, respingendo anche una missione internazionale dell’UNESCO. La cattedrale di Shushi è stata bombardata e...

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