Gli auguri di Trump e i ringraziamenti alla Svizzera

Primo agosto

La lettera del numero uno della Casa Bianca alla presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga: «La mia visita a Davos mi ha fatto riflettere sul nostro forte legame di amicizia con la Svizzera»

 Gli auguri di Trump e i ringraziamenti alla Svizzera
©AP Photo/Patrick Semansk

Gli auguri di Trump e i ringraziamenti alla Svizzera

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in una lettera alla presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, esprime gli auguri suoi e del popolo americano in occasione della Festa nazionale elvetica. Torna soprattutto a ringraziare la Confederazione per il suo ruolo di mediazione tra Washington e Teheran.

Nel testo, pubblicato oggi sul sito dell’ambasciata statunitense in Svizzera e Liechtenstein, l’inquilino della Casa Bianca esprime anche la sua gratitudine per i rimpatri, grazie agli sforzi elvetici, di cittadini statunitensi da tutto il mondo durante la crisi del coronavirus.

Trump auspica inoltre di poter «rafforzare le nostre relazioni commerciali e la nostra cooperazione in un ampio spettro di priorità comuni». «La mia visita di gennaio a Davos (GR) durante il Forum economico mondiale è stata un’ottima occasione per riflettere sul nostro forte legame di amicizia con la Svizzera. I nostri principi democratici condivisi, le forti relazioni economiche e gli stretti legami tra i nostri cittadini ci rendono partner naturali nella promozione dei nostri valori condivisi».

Il presidente statunitense sottolinea il «grande valore» del mandato di potenza protettrice della Confederazione per gli Stati Uniti in Iran. L’accordo, che fa di Berna una sorta di mediatore tra i due Paesi, nel 2020 compie quarant’anni, ricorda Trump, sottolineandone i benefici per Washington: «Il vostro governo resta fondamentale per garantire il rilascio degli ostaggi americani ingiustamente detenuti dal regime iraniano», si legge nella lettera.

Il presidente degli Usa aveva già ringraziato esplicitamente la Confederazione per il suo «grande aiuto» all’inizio di giugno, quando Michael White, un veterano della marina militare statunitense arrestato nel 2018 in Iran, era stato liberato da Teheran dopo 683 giorni di carcere.

Lo scambio di prigionieri mediato da Berna aveva pure portato alla liberazione di scienziati iraniani detenuti negli Usa. Contattato da Keystone-ATS, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) aveva spiegato di non poter commentare la vicenda.

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