Gli avvocati degli ex brigatisti denunciano: «Violati i loro diritti»

francia

Secondo Irène Terrel, legale storica degli ex militanti dei gruppi terroristici italiani, «avviare queste procedure di estradizione va contro il diritto all’asilo formalmente concesso»

Gli avvocati degli ex brigatisti denunciano: «Violati i loro diritti»
© Shutterstock

Gli avvocati degli ex brigatisti denunciano: «Violati i loro diritti»

© Shutterstock

«Stanno violando i diritti di queste persone»: è quanto denunciato oggi dagli avvocati dei 10 ex terroristi italiani per i quali è cominciata la settimana scorsa in Francia la procedura di estradizione, in una conferenza stampa organizzata dalla Lega per i diritti umani (LDH). «Devo tornare oggi - ha dichiarato Irène Terrel, legale storica degli ex militanti dei gruppi terroristici italiani fuggiti in Francia - sulle stesse procedure in cui ho dovuto prendere le difese di queste persone 30 anni fa. E in cui, fra l’altro, furono emessi pareri sfavorevoli all’estradizione».

«Il potere politico - ha detto la Terrel - si permette oggi di chiedere a dei giudici di modificare le loro sentenze del passato che, fra l’altro, hanno acquisito la forza del passato in giudicato». Questa, ha aggiunto, «è una violazione dei diritti, innanzitutto la violazione frontale dell’autorità della cosa passata in giudicato».

Gli avvocati si sono anche detti preoccupati di non avere alcuna garanzia che i loro clienti, se saranno estradati, possano di nuovo essere giudicati in Italia, come prevede la legge francese per chi è stato giudicato in contumacia in un paese e - in seguito - vi fa ritorno. «Avviare queste procedure di estradizione - ha insistito la Terrel - è anche una violazione del diritto all’asilo formalmente concesso dalla Francia, prima con il rifiuto di estradare, poi con i permessi di soggiorno che ha concesso a queste persone». I legali hanno anche denunciato le parole del ministro della Giustizia, Eric Dupond-Moretti, che ieri - in un’intervista a RTL - ha chiesto se la Francia «avrebbe accettato che uno degli autori della strage del Bataclan, ad esempio, vivesse tranquillamente per 40 anni in Italia». «È un paragone totalmente fuori posto», ha denunciato il presidente della LDH, Michel Tubiana, mentre un altro dei legali, Antoine Comte, ha parlato di «scorciatoie penose». «La sinistra radicale italiana - ha detto il terzo avvocato, Jean-Louis Chalanset - era all’inizio un’autodifesa contro i fascisti e la polizia che sparava nelle manifestazioni. Paragonare questo ad attentati fatti alla cieca, significa fare disinformazione».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mondo
  • 1
  • 1