Gli esperti dell’OMS hanno avuto accesso ai dati

Cina

Pechino ha respinto le accuse dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla mancata condivisione dei «dati originali2 necessari all’indagine sulle origini della COVID-19

Gli esperti dell’OMS hanno avuto accesso ai dati
© AP/Chinatopix

Gli esperti dell’OMS hanno avuto accesso ai dati

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La Cina ha respinto le accuse dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sulla mancata condivisione dei «dati originali» necessari all’indagine sulle origini del COVID-19, insistendo che agli esperti dell’agenzia dell’ONU è stato dato «un accesso adeguato» durante la loro missione a Wuhan all’inizio dell’anno.

«Abbiamo permesso di vedere i dati originali che richiedevano un’attenzione speciale, malgrado alcune informazioni riguardino la privacy e non possano essere copiate e portate fuori dal Paese», ha replicato il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian, confutando le accuse mosse ieri dal capo dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Zhao ha anche respinto le affermazioni di Tedros secondo cui «c’è stata una spinta prematura» per escludere la teoria secondo cui il virus potrebbe essere ‘sfuggito’ dal laboratorio di virologia di Wuhan, il capoluogo della provincia di Hubei dove per primo è stato rilevato il nuovo coronavirus a fine 2019.

Il team di esperti «che ha visitato la Cina ha convenuto che l’ipotesi secondo cui una fuga di laboratorio abbia potuto portato all’epidemia sia da considerare come estremamente improbabile», ha aggiunto Zhao, avvertendo che «questa questione non dovrebbe essere politicizzata».

L’OMS è alle prese con le pressioni crescenti per l’avvio di una nuova e approfondita indagine sulle origini della pandemia dopo i tanti punti rimasti irrisolti a dispetto della missione del team di esperti dell’OMS, tenuta tra metà gennaio e metà febbraio del 2021.

Parlando ieri in conferenza stampa, il capo dell’agenzia di Ginevra Tedros Adhanom Ghebreyesus ha rimarcato che una delle principali sfide incontrate nella prima fase dell’indagine è stata quella dei «dati grezzi che non sono stati condivisi». Esortando la Cina a «essere trasparente, aperta e a cooperare» in una seconda fase dell’indagine, Tedros ha sottolineato che sono necessari ulteriori approfondimenti prima che l’ipotesi dell’incidente di laboratorio possa essere definitivamente esclusa.

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