Gli Stati Uniti daranno 500 milioni di dosi ai Paesi poveri

Coronavirus

L’annuncio è stato dato dal presidente Joe Biden a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite

Gli Stati Uniti daranno 500 milioni di dosi ai Paesi poveri
© AP/Alex Brandon

Gli Stati Uniti daranno 500 milioni di dosi ai Paesi poveri

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«Siamo di fronte a una tragedia globale che ha già fatto 4,5 milioni di morti. Per questo dobbiamo fare di più per sconfiggere questa pandemia, e lo dobbiamo fare accelerando sul fronte dei vaccini». Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden lancia il suo appello agli oltre 30 leader mondiali che partecipano al vertice virtuale sul Covid organizzato a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

E lo sostanzia annunciando che gli Usa doneranno altre 500 milioni di dosi ai Paesi più poveri, grazie a un accordo raggiunto con Pfizer-BioNTech. L’Italia dal canto suo è invece pronta a triplicare gli sforzi, inviando entro l’anno ben 45 milioni di dosi, come ha reso noto il premier Mario Draghi nel suo intervento.

Non solo: Washington è pronta anche a stanziare altri 370 milioni di dollari per favorire la distribuzione dei vaccini ovunque nel pianeta, per favorire una somministrazione sempre più capillare nelle aree più remote e disagiate. L’ambizioso obiettivo indicato dal presidente americano è vaccinare almeno il 70% del mondo entro un anno, nel settembre del 2022: «Gli Stati Uniti vogliono essere l’arsenale dei vaccini come sono stati l’arsenale della democrazia durante la Seconda guerra mondiale. Ma la pandemia si sconfigge solo agendo tutti insieme», ha affermato Biden.

Un concetto quest’ultimo sottolineato anche da Draghi che ha parlato di «grandi diseguaglianze» che vanno colmate attraverso una «cooperazione globale» e meccanismi multilaterali come il Covax che restano «i più efficaci». Il primo ministro italiano inoltre si è impegnato per l’istituzione di un board finanziario e sanitario globale col compito di favorire la collaborazione tra il G20, l’Organizzazione mondiale della sanità, la Banca Mondiale e le altre organizzazioni internazionali.

Con la nuova donazione annunciata da Biden salgono a 1,1 miliardi le dosi distribuite gratuitamente dagli Usa dall’inizio della crisi legata alla diffusione del coronavirus. Usa che hanno tentato - finora invano - di trovare un accordo anche con l’altra azienda americana produttrice di vaccino anti Covid, Moderna. Un accordo fortemente voluto dalla Casa Bianca per acquistare altre dosi a basso prezzo dopo che il gruppo ha potuto sviluppare il suo prodotto usufruendo di fondi per circa 2,5 miliardi di dollari provenienti dai contribuenti americani.

Grazie all’intesa con Pfizer-BioNTech invece le nuove 500 milioni di dosi acquistate e donate dagli Stati Uniti saranno distribuite in 92 Paesi in via di sviluppo che partecipano al piano internazionale Covax e ad altri 55 Stati membri dell’Unione africana.

Attualmente nella maggior parte dei Paesi più poveri meno del 10% della popolazione è pienamente vaccinata, con un pressing sulle aziende farmaceutiche sempre più incalzante affinché aumentino i loro sforzi per far fronte alla scarsità di dosi di vaccino disponibili. Sforzi che comprendono anche la richiesta alle case produttrici di arrivare a condividere i loro brevetti per moltiplicare la capacità di produzione. Un tema questo che nel recente passato ha spesso diviso le due sponde dell’Oceano Atlantico.

Intanto, mentre Biden vuole prendere in mano la leadership della lotta alla pandemia nel mondo, gli Stati Uniti devono fare i conti con un allarmante boom dei casi legati alla variante Delta del coronavirus. Così si è tornati a una media di quasi duemila morti al giorno, mai così tanti dall’inizio del marzo scorso. Una spina nel fianco per il presidente americano che su questo dato si gioca la credibilità di fronte alla comunità internazionale. In America al momento solo il 55% della popolazione è pienamente vaccinata, ben al di sotto delle percentuali dei principali Paesi europei.

Attualmente nel mondo sono circa 6 miliardi le dosi di vaccino somministrate, grazie alle quali circa 2,5 miliardi di persone sono pienamente vaccinate, il 33% della popolazione mondiale. In fondo alla classifica Paesi come il Camerun, dove poco più dell’1% della popolazione ha ricevuto almeno una dose. Ad Haiti appena lo 0,35% degli abitanti.

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