Green pass e booster, ecco la stretta UE sui viaggi

Coronavirus

Il quadro rispetto all’estate è cambiato, la pandemia è tornata a imperversare nel vecchio continente e le disparità di vaccinazioni tra i Paesi membri aumentano il rischio caos

Green pass e booster, ecco la stretta UE sui viaggi
© AP/Marta Lavandier

Green pass e booster, ecco la stretta UE sui viaggi

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Il quadro rispetto all’estate è cambiato, la pandemia è tornata a imperversare nel Vecchio continente e le disparità di vaccinazioni tra i Paesi membri aumentano il rischio caos: l’Unione europea si appresta così ad un nuovo giro di vite sui viaggi dentro e fuori l’Europa, e tenta di mettere ordine nella Babele dei Green pass.

Nelle prossime ore la Commissione analizzerà il nuovo report del Centro europeo per la prevenzione e controllo delle malattie (ECDC) sul rischio epidemiologico, al quale potrebbe aggiungersi anche il parere dell’EMA sulla terza dose. Subito dopo - giovedì presumibilmente - l’esecutivo europeo presenterà nuove raccomandazioni destinate ad emendare le regole sul certificato COVID in vigore dal primo luglio.

La richiesta di un maggior coordinamento è balzata prepotentemente sul tavolo del Consiglio Affari Generali, chiamato a preparare il summit dei leader UE di metà dicembre. «È necessario un coordinamento in termini di mobilità, di distribuzione dei vaccini» ed è necessario «alzare il livello della protezione in alcuni Paesi che hanno dei dati alquanto preoccupanti», è la posizione italiana illustrata alla riunione dal sottosegretario agli Affari Europei Enzo Amendola. Posizione ampiamente condivisa a Bruxelles, a cominciare dalla Commissione e dallo stesso Consiglio europeo.

«Dobbiamo dare un’ultima spinta ai vaccini per superare le esitazioni», ha sottolineato Charles Michel all’Europarlamento. «Abbiamo bisogno della terza dose e per far ciò abbiamo già abbastanza dosi di vaccino», ha rimarcato parlando subito dopo la numero uno della Commissione Ursula von der Leyen.

E il riferimento alla terza dose, nelle nuove linee guida (non vincolanti) ci sarà. Anche perché nel corso del Consiglio Affari Generali sono stati diversi i Paesi membri che lo hanno chiesto. «È giusto che chi ha avuto il booster lo abbia scritto nel certificato», ha spiegato una fonte europea.

Nel frattempo l’UE ha accelerato nella campagna di sensibilizzazione, diffondendo un grafico con le vaccinazioni nei Paesi membri: «I dati mostrano che più alto è il tasso di immunizzazione, più basso è quello dei decessi», ha sottolineato la Commissione sui canali social.

Le raccomandazioni saranno due, una per la circolazione interna e una per gli ingressi extra-UE. Il giro di vite, al di là del riferimento alla terza dose, coinvolgerà probabilmente anche la validità dell’attuale Green pass a due dosi. Il regolamento attuale non prevede alcuna scadenza, Bruxelles deve correre ai ripari. Con l’ipotesi che la validità del certificato - anche se sul punto la Commissione non si è espressa - si fermi a nove mesi.

Il coordinamento, tuttavia, si è reso necessario anche per i Paesi che corrono verso le restrizioni più dure, come quelli che hanno già varato la regola del 2G. L’UE non può entrare in materie di competenza nazionale, come l’accesso con Green pass a ristoranti o luoghi di lavoro. Con la conseguenza che un cittadino non vaccinato ma con tampone, se il governo darà l’ok al Super Green Pass, possa entrare in Italia ma non possa neanche prendersi un caffè. La spinta per nuove strette arriva anche dagli Stati Uniti: Washington, da oggi, sconsiglia viaggi in Germania e Danimarca.

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