Guaidò rientra in Venezuela dopo 23 giorni

America latina

Il leader dell’opposizione è stato accolto e salutato dai sostenitori che lo aspettavano all’aeroporto

Guaidò rientra in Venezuela dopo 23 giorni
©AP Photo/Ariana Cubillos

Guaidò rientra in Venezuela dopo 23 giorni

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Al termine di 23 intensi giorni di attività politica in tre continenti il leader oppositore, autoproclamatosi presidente ad interim, Juan Guaidò è rientrato oggi a Caracas, un viaggio compiuto ignorando il divieto ad espatriare imposto dal presidente Nicolas Maduro.

L’autoproclamato presidente ad interim è stato accolto come un trionfatore dai suoi sostenitori, ma anche da insulti e dure critiche di tradimento da parte di militanti del Partito socialista unito del Venezuela (Psuv) del presidente Nicolas Maduro.

È un fatto comunque che Guaidò ha trasgredito con successo, per la seconda volta in meno di un anno, al divieto impostogli dalla giustizia venezuelana di uscire dal Paese. Nel suo lungo viaggio Guaidò ha ottenuto l’appoggio pressoché incondizionato di tutto l’Occidente, compreso quello di Donald Trump, alle sue ambizioni presidenziali.

Ad attenderlo nella hall dell’aeroporto internazionale Maiquetia di Caracas c’erano decine di deputati della sua Assemblea nazionale ‘legittima’, vari ambasciatori, la moglie Fabiana Rosales e una folta schiera di giornalisti, fotografi e cameramen.

Non c’è stato tempo per i festeggiamenti perché sostenitori e avversari del leader oppositore sono venuti in contatto all’interno dello scalo, creando un clima di forte tensione che le forze di polizia presenti sul posto non hanno ritenuto opportuno di controllare.

Con giacca blu, senza cravatta e con una croce di legno al collo Guaidò, dopo aver attraversato da solo i servizi di migrazione, si è affidato a Twitter per inviare i suoi primi messaggi in territorio venezuelano. «Porto - ha assicurato - l’impegno del mondo libero, disposto ad aiutarci a recuperare la democrazia e la libertà».

Comincia, ha aggiunto, «una nuova fase che non ammetterà passi indietro e che ha bisogno di tutti noi facendo quello che dobbiamo fare». Oggi più che mai, ha concluso, «abbiamo bisogno di unità, fiducia e disciplina».

In serata (la notte in Svizzera) era previsto che Guaidò prendesse la parola nella Plaza Boliviar del quartiere di Chacao per formulare alcuni annunci ed un piano per riportare la democrazia in Venezuela, mettendo fine «alla dittatura di Maduro».

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