Haiti da oggi è senza Parlamento e Governo

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Il legislativo avrebbe dovuto approvare entro novembre scorso la legge per lo svolgimento di nuove elezioni, ma non lo ha fatto - A complicare tutto c’è anche il fatto che da mesi l’opposizione haitiana agita la piazza

Haiti da oggi è senza Parlamento e Governo
© AP/Dieu Nalio Chery

Haiti da oggi è senza Parlamento e Governo

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Il presidente di Haiti, Jovenel Moise, ha sostenuto che il vuoto istituzionale prodotto dalla fine ieri della legislatura, senza che ne sia cominciata una nuova, «è una occasione storica» per una profonda trasformazione dello Stato.

«Il 13 gennaio 2020 - ha detto Moise secondo il portale Haiti Libre - ha segnato la fine della 50. legislatura. Constatiamo la chiusura del Parlamento e prendiamo atto di questo vuoto istituzionale occasionato dalla fine del mandato di tutti i deputati e di 2/3 dei senatori».

Prima della fine della legislatura il Parlamento avrebbe dovuto approvare entro novembre scorso la legge per lo svolgimento di nuove elezioni, ma non lo ha fatto, per cui oggi come oggi Haiti non ha un organo legislativo in funzione, né la possibilità di formazione di un governo e neppure di approvazione di un bilancio statale per l’anno in corso.

Nonostante la situazione di emergenza istituzionale, il capo dello Stato ha manifestato via Twitter l’auspicio che i protagonisti della vita politica haitiana si riuniscano «nella prospettiva di avviare riforme che debbono portare ad una trasformazione di questo Stato predatore in uno Stato servitore che possa mettere fine a questa crisi permanente che ipoteca l’avvenire del Paese».

L’assenza del Parlamento, sottolinea il portale, «attribuisce al presidente Moise la possibilità di governare per decreto, una ipotesi che l’opposizione e la maggioranza dei settori della società civile denunciano evocando la possibilità di una deriva dittatoriale».

A complicare tutto c’è anche il fatto che da mesi l’opposizione haitiana agita la piazza, chiedendo le dimissioni del capo dello Stato, accusato di corruzione nell’ambito del programma PetroCaribe finanziato dal Venezuela con 3.800 milioni di dollari.

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