Hong Kong: ulteriori poteri alla polizia

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L’annuncio è maturato proprio quando i colossi hi-tech del settore, come Facebook, Google e Twitter, hanno detto di voler sospendere le richieste di governo e autorità locali su dati e informazioni degli utenti

Hong Kong: ulteriori poteri alla polizia
AP Photo/Vincent Yu

Hong Kong: ulteriori poteri alla polizia

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La polizia di Hong Kong ha ottenuto ampi e inconsueti poteri di sorveglianza grazie alla nuova legge sulla sicurezza nazionale, inclusa la possibilità di inviare avvisi di rimozione di materiale sensibile da internet. L’annuncio è maturato proprio quando i colossi hi-tech del settore, come Facebook, Google e Twitter, hanno detto di voler sospendere le richieste di governo e autorità locali su dati e informazioni degli utenti.

Le nuove disposizioni, riportate in un documento di 116 pagine, eliminano in gran parte il controllo giudiziario sui poteri di sorveglianza della polizia. Gli agenti saranno quindi in grado di condurre ricerche senza mandato qualora ritengano l’esistenza di minaccia «urgente».

Al capo della polizia è stato affidato il potere di controllare e rimuovere le informazioni online in caso di «motivi ragionevoli» di violazione della legge sulla sicurezza nazionale. La polizia può ordinare a società internet e di servizi di rimuovere dati e informazioni e il sequestro delle loro attrezzature, con multe fino a un anno di reclusione in caso di rifiuto.

Il capo della polizia, inoltre, può chiedere alle organizzazioni politiche internazionali, comprese quelle di Taiwan, di dare informazioni sulle loro attività a Hong Kong, inclusi dati personali, fonti di reddito e spese. Anche la governatrice Carrie Lam ha ricevuto ampi poteri di supervisione sulla sicurezza nazionale, come l’intercettazione delle comunicazioni.

I poteri, così definiti, sono controversi perché la nuova legge sulla sicurezza nazionale vieta alcune opinioni politiche nella città che ha goduto di ampia autonomia anche dopo il ritorno sotto il controllo di Pechino.

«Le nuove regole sono preoccupanti in quanto conferiscono poteri alle forze di polizia che sono normalmente sorvegliati dalla magistratura», ha commentato l’avvocato Anson Wong con il South China Morning Post. «Ad esempio, in situazioni d’emergenza e in circostanze speciali la polizia non ha bisogno di mandato, ma non è definito cosa significhi ‘circostanze speciali’. Possono anche chiedere a chiunque di eliminare i messaggi online solo perché è probabile che stia violando la legge».

La legge colpisce i crimini suddivisi in quattro categorie: sovversione, secessione, terrorismo e collusione con forze straniere, conferendo alla Cina la giurisdizione in alcuni casi particolarmente gravi. Le regole sulla sorveglianza sono state annunciate in un documento rilasciato lunedì dopo l’incontro inaugurale della nuova commissione di sicurezza nazionale, guidata da un inviato di Pechino nella città. Oggi, in conferenza stampa, Lam ha riferito che tutti i futuri lavori della commissione saranno tenuti segreti.

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