I migranti del «mare bianco», bloccati ai confini dell’Europa

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Una catastrofe umanitaria si sta consumando nel nord della Bosnia, dove molti profughi vagano nei boschi con temperature polari - Sarajevo annaspa, mentre la Croazia continua i respingimenti con l’uso della forza - Nello Scavo: «Stavolta forse la politica non starà alla finestra»

I migranti del «mare bianco», bloccati ai confini dell’Europa
© AP Photo/Kemal Softic

I migranti del «mare bianco», bloccati ai confini dell’Europa

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Nel «mare bianco» al confine settentrionale della Bosnia sono bloccati in migliaia. Non possono proseguire, respinti dalla polizia di frontiera croata, né tornare indietro. Le loro vite sono una quarantena senza fine. Da trascorrere stipati nei campi governativi o, come sta avvenendo dopo il rogo che ha distrutto il campo di Lipa, in tendopoli di fortuna nei boschi, lontano dai centri abitati. «Una catastrofe umanitaria», l’ha definita l’Organizzazione internazionale per i migranti. Bruxelles tentenna, mentre il Governo di Sarajevo fatica a fornire una risposta all’emergenza, diventata negli ultimi mesi via via sempre più grave. Mentre aspettano una risposta dall’Europa, i profughi possono contare solo sull’aiuto dei volontari delle ONG e della Croce rossa. Restano lì, abbandonati nelle zone...

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